Strategie

Documenti ufficiali che espongono le testi delle rispettive strategie. Ovvero delle tre Macroregioni e di CIPRA
1) Strategia macroregionale per il Mar Baltico approvata nel 2009
2) Strategia macroregionale per il Danubio approvata il 13 Aprile 2011
3) Strategia delle ALPI (Cipra 1999)
4) Strategia macroregionale ALPI Europee Sirmione (febbraio 2013)
5) Strategia macroregionale ALPI Europee Grenoble (ottobre 2013)
6) La prima valutazione UE, dell'esperimento macroregionale in Europa (luglio 2013)

1) Strategia macroregionale per il Mar Baltico approvata nel 2009

A. La strategia macroregionale per il Mar Baltico è stata approvata nel 2009 e la Commissione ha sottolineato "l'interesse di [questo] nuovo modo di cooperazione"[relazione del 22 giugno 2011 – COM(2011)0381] ;

B.   il 13 aprile 2011(8) il Consiglio ha invitato la Commissione "a svolgere un ruolo guida nel coordinamento strategico" della strategia macroregionale per il Danubio;

C. considerando che la strategia macroregionale è destinata ad aprire un campo nuovo per la politica di coesione in Europa, avendo per obiettivo uno sviluppo su base territoriale;

D. considerando che la linea di bilancio "assistenza tecnica a favore del Mar Baltico", votata su iniziativa del Parlamento europeo durante l'adozione del bilancio 2011 dell'Unione, ha dato prova dell'interesse di tali finanziamenti per lo sviluppo efficace di una strategia macroregionale;

E.  considerando la proposta della Commissione di rafforzare la componente transnazionale della politica di cooperazione territoriale per sostenere nuove politiche macroregionali(9);

F.  considerando che diversi progetti di macroregioni sono in una fase avanzata e che la Commissione, nel suo ruolo di coordinamento, deve contribuire ad attuare una governance sostenibile e a definire criteri comuni e indicatori misurabili per permettere di valutarne la pertinenza;

G. considerando che il Mediterraneo ha svolto un importante ruolo geopolitico nella storia europea;

H. considerando che la cosiddetta "Primavera araba" ha evidenziato il potenziale strategico dei legami geografici, politici ed economici tra le due sponde del Mediterraneo;

I.   osservando il successo della cooperazione nel quadro del Processo di Barcellona e dell'Unione per il Mediterraneo nonché le iniziative di cooperazione multilaterale e bilaterale adottate nell'ambito di alcuni strumenti e programmi dell'Unione europea, quali il MED o l'ENPI nel contesto della politica di vicinato dell'Unione europea;

J.   osservando l'attuale evoluzione dell'Unione per il Mediterraneo e dato che il suo potenziale quale catalizzatore nella regione è destinato a crescere;

K. considerando che un approccio macroregionale consentirebbe di definire un progetto d'insieme in questo spazio vitale per il futuro dell'Unione, per uscire dalla crisi attuale e dare risposta alle attese di tutti i paesi vicini, in particolare quelli del Mediterraneo meridionale;

L.  considerando che lo spazio mediterraneo è un insieme coerente, che forma un unico bacino culturale e ambientale in cui si condividono diverse caratteristiche e priorità comuni in ragione del "clima mediterraneo": stesse produzioni agricole, stessa abbondanza di energie rinnovabili, in particolare di energia solare, identica importanza del turismo, stesso rischio di catastrofi naturali (incendi, inondazioni, terremoti, carenza di risorse idriche) e stessi rischi di fronte ai comportamenti umani, in particolare per quanto riguarda l'inquinamento marittimo;

M. considerando che il Mediterraneo è una zona estremamente vasta che si estende da est a ovest lungo quasi 4 000 km, caratterizzata da numerosi spazi insulari e territori aventi frontiere marittime e terrestri con l'Africa settentrionale, e che è necessario promuovervi una vasta rete di rotte marittime che consentano di sviluppare gli scambi riducendone al contempo l'impatto in termini di emissioni di CO2;

N. considerando che, nonostante l'articolo 174 del TFUE, le istituzioni europee non hanno ancora adottato una strategia permanente che tenga in considerazione le esigenze specifiche delle isole, e considerando che la piena accessibilità delle regioni insulari mediterranee e una loro migliore integrazione nel mercato unico europeo potrebbero essere garantite più efficacemente mediante l'assegnazione di risorse adeguate e l'adozione di un approccio integrato alla questione dell'insularità, riconoscendo lo svantaggio strutturale cui devono far fronte le popolazioni isolane nei settori dei trasporti e dell'energia;

O. considerando l'avanzamento della proposta concernente una strategia macroregionale adriatico-ionica, che s'inserisce in una lunga tradizione di cooperazione e di solidarietà in un territorio contiguo intorno ai Mari Adriatico e Ionio e che ha il sostegno degli otto Stati partecipanti all'Iniziativa adriatico-ionica (IAI), come più volte manifestato nelle dichiarazioni degli otto ministri degli affari esteri aderenti all'Iniziativa ad Ancona (2010), a Bruxelles (2011) e a Belgrado (2012);

P.  considerando le consultazioni condotte nel quadro dell'elaborazione della presente relazione con numerose regioni interessate, con l'Unione per il Mediterraneo e con diversi organismi impegnati nella politica di cooperazione territoriale dell'Unione europea;

(Bibliografia: Commissione per lo sviluppo regionale– Relatore: François Alfonsi -RELAZIONE –PE 488.006v02-00–A7-0219/2012–27 giugno 2012-Sull'evoluzione delle strategie macroregionali dell'UE: pratiche attuali e prospettive future, in particolare nel Mediterraneo (2011/2179(INI))

(v. testo completo 1.1) Risoluzione Parlamento europeo sulla Macro-regione Mar Baltico (Gazz. Ufficiale 2011) (clicca 8 pp.)

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COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATOECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI Strategia dell'Unione europea per la Regione Danubiana /* COM/2010/0715 def. */

 


37-dan
[pic] | COMMISSIONE EUROPEA |
Bruxelles, 8.12.2010
COM(2010) 715 definitivo
COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI

Strategia dell'Unione europea per la Regione Danubiana
{SEC(2010) 1489 definitivo} //{ SEC(2010) 1490 definitivo} {SEC(2010) 1491 definitivo}
INDICE
1. Introduzione – 2. Sfide da raccogliere e opportunità — 2.1. Le sfide da raccogliere — 2.2. Opportunità — 3. Risposta: un Piano d'azione — 3.1. Collegare la Regione Danubiana — 3.2. Proteggere l'ambiente nella Regione Danubiana — 3.3. Portare la prosperità nella Regione Danubiana — 3.4. Rafforzare la Regione Danubiana — 4. Attuazione e governance — 5. Collegamenti con le politiche dell'UE 6. Conclusione

SEC(2010) 1491 def. SEC(2010) 1490 def. SEC(2010) 1489 def.
COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL PARLAMENTO EUROPEO, AL CONSIGLIO, AL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE EUROPEO E AL COMITATO DELLE REGIONI
Strategia dell'Unione europea per la Regione Danubiana

INTRODUZIONE
La regione del Danubio è notevolmente cambiata. Nel 2004 e nel 2007, i due ultimi allargamenti dell'Unione europea hanno reso il bacino fluviale più internazionale del mondo, per buona parte, uno spazio dell'Unione europea. Si presentano nuove prospettive per rispondere alle sfide e trarre vantaggio dal potenziale della regione, in particolare affinché essa intensifichi gli sforzi che le consentiranno di superare in modo sostenibile la crisi economica. È possibile migliorare la gestione dell'ambiente, rafforzare lo sviluppo socioeconomico e modernizzare i corridoi di sicurezza e di trasporto. Per l'Unione europea il Danubio può essere una porta sul mondo, sia sui paesi vicini che sull'Asia. Una strategia dell'Unione europea per la regione del Danubio può contribuire alla realizzazione degli obiettivi dell'Unione, rafforzando le sue grandi iniziative politiche, in particolare la strategia Europa 2020.
La regione del Danubio è uno spazio funzionale delimitato dal suo bacino fluviale. Organismi di cooperazione come la Commissione del Danubio e la Commissione internazionale per la protezione del Danubio trattano questioni specifiche. La presente strategia amplia la sfera d'azione affinché le priorità siano esaminate in modo integrato. Sul piano geopolitico, essa riguarda prima di tutto, ma non esclusivamente, i seguenti paesi: la Germania (Baden-Württemberg e Baviera), l'Austria, la Repubblica slovacca, la Repubblica ceca, l'Ungheria, la Romania e la Bulgaria, per quanto riguarda gli Stati membri dell'Unione europea, e la Croazia, la Serbia, la Bosnia-Erzegovina, il Montenegro, la Repubblica di Moldavia e l'Ucraina (regioni che si trovano lungo il corso del Danubio) per quanto riguarda i paesi terzi. La strategia rimane aperta ad altri partner della regione e dovrebbe essere compatibile con le prospettive del Mar Nero, nel quale sfocia il Danubio. La regione, che conta più di 100 milioni di abitanti e rappresenta un quinto della superficie dell'Unione europea, è essenziale per l'Europa.

È necessario stabilire un collegamento tra gli abitanti della regione, le loro idee e le loro esigenze. Le interconnessioni di trasporto devono essere modernizzate, l'accesso all'informatica deve essere migliorato. Migliori collegamenti e nuove fonti di approvvigionamento possono far diminuire il prezzo dell'energia e rendere più sicura la sua produzione. Lo sviluppo può andare di pari passo con la tutela dell'ambiente, in un approccio basato sullo sviluppo sostenibile rispettoso dell' acquis comunitario vigente nel settore dell'ambiente. La cooperazione è indispensabile per ridurre al minimo i rischi delle catastrofi quali le inondazioni e le siccità. Basandosi sulle grandi prospettive di ricerca e di innovazione, la regione può diventare la punta di diamante dell'Unione nei settori del commercio e dell'impresa. Le disparità educative e professionali possono essere superate. La regione del Danubio può diventare una zona sicura, nella quale i conflitti, l'emarginazione e la criminalità sono trattati in modo adeguato.
Entro il 2020, nessuno dovrebbe essere costretto ad abbandonare la propria regione per godere di migliori prospettive di istruzione, di occupazione e di prosperità. La strategia dovrebbe far entrare pienamente questa regione nel XXI° secolo, rendendola sicura, fiduciosa in se stessa e una delle zona più attraenti d'Europa.

Al tal fine, il Consiglio europeo ha chiesto alla Commissione di elaborare questa strategia[1], ricordando la buona accoglienza che aveva riservato alla strategia dell'Unione europea per la regione del Mar Baltico, in corso di attuazione. La richiesta del Consiglio, che si basa sull'esperienza acquisita in merito alla regione del Mar Baltico, pone l'accento su un approccio integrato allo sviluppo durevole. Le sinergie e le compensazioni devono essere definite, come ad esempio lo sviluppo di una tecnologia ecologia di punta, una migliore armonizzazione tra le misure e il loro finanziamento per garantire ulteriori effetti positivi sul terreno e l'eliminazione della frammentazione. La Commissione, attiva in numerosi settori, può agevolare tale approccio, come spiega nella presente comunicazione rivolta alle altre istituzioni dell'Unione europea e nel Piano d'azione che l'accompagna.
La Commissione è convinta che sia essenziale fissare obiettivi, mirare e gerarchizzare gli sforzi, che dovrebbero essere rafforzati con l'aiuto delle parti interessate, sin dall'adozione della presente comunicazione, e che dovrebbero essere definitivamente adottati prima del Consiglio europeo del giugno 2011. Gli obiettivi riguarderanno gli Stati membri. Quanto agli Stati terzi, essi saranno invitati a tendere verso questi obiettivi, in funzione delle condizioni specifiche a ciascuno di loro. La Commissione elaborerà relazioni nelle quali seguirà rigorosamente l'evoluzione dei progressi compiuti.

SFIDE DA RACCOGLIERE E OPPORTUNITÀ
Le proposte fanno seguito alle numerose consultazioni con le parti interessate. I governi, compresi quelli degli Stati terzi, sono stati coinvolti attraverso ‘Punti di contatto nazionali’. Le competenze dei servizi della Commissione interessati, della Banca europea degli Investimenti e di altri organismi regionali (ad esempio, il Consiglio di cooperazione regionale) sono stati mobilitati. Le parti interessate sono state consultate via Internet e in occasione di cinque grandi conferenze. I principali messaggi sono stati i seguenti: (1) l'iniziativa è opportuna per rafforzare l'integrazione della regione nell'Unione europea; (2) gli Stati membri e i paesi terzi (tra cui i paesi candidati e i potenziali candidati) si impegnano al più alto livello politico; (3) il ruolo della Commissione è essenziale per agevolare il processo; (4) le risorse esistenti possono essere utilizzate in modo molto migliore al fine di perseguire gli obiettivi della strategia e (5) la strategia deve produrre miglioramenti visibili e concreti per la regione e per i suoi abitanti.

Le sfide da raccogliere
Storicamente la regione del Danubio è stata particolarmente colpita da grandi turbolenze, tra cui numerosi conflitti, movimenti di popolazione e regimi antidemocratici. La caduta della Cortina di ferro e l'allargamento dell'Unione europea permettono, tuttavia, di immaginare un futuro migliore, raccogliendo grandi sfide, in particolare nei seguenti settori:
- Mobilità : il Danubio è esso stesso un importante corridoio della RTE-T, sfruttato tuttavia al di sotto delle sue capacità. Il trasporto merci rappresenta solo il 10%-20% di quello del Reno. Il trasporto fluviale offre grandi vantaggi sul piano dell'ambiente e dell'efficacia, per cui il suo potenziale deve essere sfruttato in modo sostenibile. Occorre in particolare aumentare la multimodalità di questo tipo di trasporto, migliorare l'interconnessione con altri bacini fluviali e sviluppare le infrastrutture dei nodi di trasporto, come i porti fluviali;
- Energia : in termini relativi, i prezzi nella regione sono elevati. La frammentazione dei mercati provoca l'aumento dei costi e abbassa la concorrenza. La dipendenza nei confronti di fornitori esterni troppo poco numerosi aumenta la vulnerabilità, come dimostrano regolarmente le crisi invernali periodiche. Un approvvigionamento più diversificato, mediante interconnessioni e veri mercati regionali, rafforza la sicurezza energetica. L'essenziale è migliorare l'efficacia energetica, in particolare economizzando l'energia e utilizzando maggiori fonti di energia rinnovabile;

- Ambiente : la regione del Danubio costituisce un bacino idrologico internazionale e un corridoio ecologico particolarmente importante. Ciò richiede un approccio regionale alla conservazione della natura, alla pianificazione spaziale e alla gestione delle acque. L'inquinamento non si ferma alle frontiere nazionali. Alcuni gravi problemi, come le acque di scarico non trattate, i fertilizzanti e le acque di scolo fanno del Danubio un fiume estremamente inquinato. È inoltre opportuno esaminare l'incidenza sull'ambiente delle reti di trasporto, dei complessi turistici o degli impianti di produzione di energia;
- Rischi : le gravi inondazioni, le siccità e i casi di inquinamento industriale sono anche troppo frequenti. La prevenzione, la preparazione e una reale capacità di reazione richiedono un elevato livello di cooperazione e di condivisione delle informazioni;
- Considerazioni socioeconomiche : forti disparità caratterizzano questa regione, che comprende al tempo stesso le regioni più efficienti e quelle più povere dell'Unione. In particolare, i rapporti e la cooperazione finanziari e istituzionali sono spesso carenti. Le imprese non sfruttano sufficientemente la dimensione internazionale del marketing, dell'innovazione e della ricerca. La proporzione di persone altamente qualificate è inferiore alla media dell'UE27 ed è inoltre caratterizzata da profonde differenze. I migliori abbandonano spesso la regione;
- Sicurezza, grande criminalità e criminalità organizzata : persistono importanti problemi. La tratta degli essere umani e il contrabbando sono problemi specifici in molti paesi. La corruzione mina la fiducia del pubblico e ostacola lo sviluppo.
Il miglior modo di trattare questi problemi consiste nell'esaminarli tutti insieme, fissando le priorità, decidendo le azioni da compiere e curando la loro attuazione pratica. Ad esempio, i promotori e i protettori della natura devono individuare soluzioni innovative affrontando insieme i problemi più gravi a vantaggio dell'intera regione.

Opportunità
Sono molte le opportunità per la Regione Danubiana. Essa dispone di numerose zone di grande bellezza naturale, di ricchezze storiche, patrimoniali e culturali. Il suo potenziale di sviluppo è enorme, in particolare nei paesi che sono stati più interessati dai cambiamenti verificatisi dopo il 1989. Vi si trovano idee creative e forza lavoro di qualità. Ad esempio, la regione:
- costituisce per l'Europa una porta verso l'est. Le reti di trasporto e di commercio attuali devono essere sviluppate (ad esempio, attraverso la rete TRACECA, che collega l'Unione al Caucaso e all'Asia centrale attraverso la regione del Mar Nero);
- dispone di un sistema di istruzione affidabile , con numerose università. La qualità dell'insegnamento è tuttavia variabile. L'istruzione e la formazione devono corrispondere alle esigenze del mercato del lavoro e la mobilità degli studenti deve essere incoraggiata;
- possiede una sorprendente diversità culturale, etnica e naturale . Vi si trovano metropoli e siti di grande valore culturale, comprese più capitali di qualunque altro fiume nel mondo. È necessario modernizzare l'offerta e le infrastrutture turistiche, affinché i clienti e gli ospiti possano approfittarne;
- può sfruttare meglio le fonti di energia rinnovabili , si tratti di energia idraulica, della biomassa o dell'energia eolica o termica. Vi è inoltre molto spazio per sviluppare l' efficienza energetica , modernizzando gli edifici e la logistica;
- un ricco patrimonio ambientale : la fauna e la flora sono eccezionali, le risorse idrologiche inestimabili e i paesaggi favolosi (ad esempio, il delta del Danubio, i Carpazi). Tale patrimonio dovrebbe essere conservato e riabilitato in modo durevole.
Per trarre vantaggio da questa opportunità occorre inoltre aumentare la cooperazione, procedere ad una pianificazione e a un investimento congiunti e sviluppare collegamenti fondamentali.

RISPOSTA: UN PIANO D'AZIONE
La strategia proposta si basa essenzialmente su una risposta integrata. L'accento sarà posto su collegamenti di migliore qualità e più intelligenti nei settori della mobilità, del commercio e dell'energia; misure ambientali e gestione dei rischi; cooperazione in materia di sicurezza. I lavori daranno risultati positivi se saranno realizzati congiuntamente per quanto riguarda l'innovazione, il turismo, la società dell'informazione, le capacità istituzionali e le comunità emarginate.
La strategia propone un Piano d'azione a favore del quale i paesi e le parti interessate devono impegnarsi seriamente. La Commissione esaminerà regolarmente i progressi compiuti. Di conseguenza, le azioni e i progetti saranno aggiornati o sostituiti dopo il loro completamento, secondo un piano flessibile. L'accento è posto su una strategia integrata basata sullo spazio. Buoni collegamenti tra zone urbane e rurali, un accesso equo alle infrastrutture e ai servizi e a condizioni di vita comparabili favoriranno la coesione territoriale, che costituisce ormai un chiaro obiettivo dell'Unione.
La consultazione ha permesso di definire una serie di proposte d'azione. La Commissione, in partenariato con gli Stati membri, le regioni e le parti interessate, ha selezionato quelle che:

- mettono in evidenza i vantaggi immediati e visibili per gli abitanti della regione;
- hanno un'incidenza sulla macroregione (o su una parte importante di essa); i progetti dovrebbero pertanto favorire lo sviluppo sostenibile e coprire più regioni o paesi;
- sono coerenti e sinergiche, sfociando su soluzioni in cui tutti sono vincenti;
- sono realistiche (tecnicamente realizzabili e basate su un finanziamento plausibile).
I progetti presentati sono esempi da promuovere. Sono indicativi e non sono elencati per ordine di priorità. Molti altri progetti sono stati proposti – il Piano d'azione è un quadro di riferimento indicativo, che evolve via via che il lavoro procede.

I grandi temi sono suddivisi in quattro pilastri, ciascuno dei quali raggruppa settori prioritari, differenti capi d'azione, vale a dire:
1. Creare collegamenti con la regione del Danubio
2. Per migliorare la mobilità e la multimodalità
3. delle vie navigabili
4. delle reti stradali, ferroviarie e aeree
5. Per favorire la produzione di energie più sostenibili
6. Per promuovere la cultura e il turismo, i rapporti interpersonali >
7. Proteggere l'ambiente della regione del Danubio
8. Per ristabilire e mantenere la qualità delle acque
9. Per gestire i rischi ambientali
10. Per preservare la biodiversità, i paesaggi e la qualità dell'acqua e dei suoli
11. Sviluppare la prosperità nella regione danubiana
12. Per sviluppare la società della conoscenza mediante la ricerca, l'insegnamento e le tecnologie dell'informazione
13. Per sostenere la competitività delle imprese, in particolare sviluppando i distretti di imprese
14. Per investire nelle persone e nelle competenze
15. Rafforzare la regione danubiana
16. Rafforzare le capacità e la cooperazione istituzionali
17. Per lavorare insieme nel settore della sicurezza e della lotta contro la grande criminalità e la criminalità organizzata.

(continua più avanti con il n.18)

Collegare la Regione Danubiana
Adeguate reti, interne o con altre regioni d'Europa o del mondo, sono essenziali per la regione. Nessuna zona deve essere emarginata. Le infrastrutture di trasporto e di energia hanno molte lacune e carenze, a causa di insufficienti capacità, bassa qualità o imperfetta manutenzione. Anche le persone devono essere meglio collegate tra loro, in particolare grazie alla cultura e al turismo.Un miglioramento efficace passa attraverso una pianificazione, un finanziamento e un'attuazione coordinati. Le carenze del mercato, che sono di origine esterna, sono evidenti e si riflettono nella mancanza di investimenti transfrontalieri. È opportuno elaborare grandi progetti e attuarli in modo sostenibile ed efficace, condividendone i costi e i vantaggi. L'efficacia degli investimenti aumenta di pari passo con il numero di utilizzatori e genera significative economie di scala.

Problematiche principali

Trasporti
Il bacino fluviale ha un forte potenziale per una navigazione fluviale sostenibile, di cui il Danubio costituisce l'elemento centrale. La gestione, la preparazione e la disponibilità di personale qualificato devono essere migliorate. Al fine di garantire un'adeguata navigabilità, è inoltre opportuno rafforzare le capacità fisiche del Danubio e dei suoi affluenti, sopprimere gli attuali ostacoli, basandosi sull'attuazione del programma NAIADES, sul rispetto delle legislazioni in materia di ambiente e sulla "Sostenibilità ambientale nel bacino fluviale del Danubio". Le tecnologie innovative devono essere sostenute, coerentemente con le esigenze del mercato. Una migliore formazione e migliori prospettive professionali dovrebbero consentire di ovviare alla carenza di manodopera giovanile (battellieri, capitani, ecc.).
Le infrastrutture stradali, ferroviarie ed aeroportuali sono spesso insufficienti o semplicemente inesistenti, in particolare per quanto riguarda i collegamenti transfrontalieri. I progetti prioritari della rete TEN-T e i corridoi di trasporto ferroviario, conformemente al regolamento CE n. 913/2010, devono essere realizzati entro i tempi previsti. Il futuro trattato che istituisce la Comunità dei trasporti consentirà una migliore integrazione della regione dei Balcani occidentali. La multimodalità e l'interoperabilità, basate sul potenziale del fiume come elemento centrale della logistica moderna, sono fondamentali. Sono inoltre indispensabili i collegamenti Nord-Sud. Il Blocco di spazio aereo funzionale della regione del Danubio è necessario alla gestione dei voli e al rafforzamento delle capacità aeroportuali regionali.

Energia
In questo settore la regione è vulnerabile, come dimostrano le crisi che attraversa regolarmente. La qualità delle infrastrutture, la sicurezza dell'approvvigionamento, l'organizzazione del mercato, la precarietà della domanda, l'efficacia energetica e lo sfruttamento delle energie rinnovabili pongono spesso problemi. È essenziale modernizzare e sviluppare le reti energetiche, in particolare le interconnessioni, applicando il programma energetico europeo per il rilancio e rafforzando la rete TEN-E. È importante condividere le esperienze, in particolare nel settore delle reti intelligenti, delle città intelligenti e dell'eco-innovazione.
Cultura e turismo
La regione può andare orgogliosa delle grandi attrattive costituite da un patrimonio comune che riflette le diverse comunità della regione sul piano storico, tradizionale, culturale e artistico, e inoltre per un ambiente naturale eccezionale. Il delta del Danubio, patrimonio mondiale dell'umanità, è un luogo nel quale si possono praticare attività sportive e ricreative. Una strategia comune e sostenibile volta a rafforzare e a far conoscere tali attrattive dovrebbe consentire alla regione del Danubio di acquisire una statura europea e mondiale.
Gli obiettivi potrebbero essere i seguenti:

- aumentare del 20% rispetto al 2010 il trasporto merci sul Danubio entro il 2020;
- eliminare entro il 2015 gli ostacoli alla navigazione al fine di consentire il passaggio delle navi di classe VIb per tutto l'anno[2];
- ridurre i tempi di viaggio al fine di migliorare la competitività del trasporto passeggeri tra le grandi città;
- realizzare entro i prossimi tre-cinque anni i quattro corridoi di trasporto ferroviario che attraverseranno, come previsto, la regione del Danubio;
- realizzare terminali multimodali efficaci nei porti fluviali al fine di collegare le vie fluviali alle reti di trasporto stradale e ferroviario entro il 2020;>
- raggiungere gli obiettivi nazionali, basati sugli obiettivi della strategia Europa 2020 in materia di clima ed energia.

Proteggere l'ambiente nella Regione Danubiana
Le risorse ambientali sono un bene comune che supera le frontiere e gli interessi nazionali. Questa affermazione è particolarmente vera nel caso della regione del Danubio, attraversata da catene montagnose, come i Carpazi, i Balcani e una parte delle Alpi. La flora e la fauna acquatiche e terrestri sono ricche ed uniche in questa regione, che è in Europa uno dei rari luoghi in cui vivono pellicani, lupi, orsi e linci. L'attività umana esercita una pressione sempre maggiore su queste specie. La cooperazione è essenziale, altrimenti i buoni risultati di alcuni sono rapidamente cancellati dai cattivi risultati di altri. È quindi opportuno rafforzare le strutture di cooperazione.

Problematiche principali
Acqua
La regione è il bacino fluviale più internazionale del pianeta e comprende numerosi affluenti oltre a laghi e masse d'acqua sotterranee. È essenziale vigilare sulla qualità dell'acqua, come richiede la direttiva quadro sull'acqua, gestire le risorse idriche in modo sostenibile riducendo congiuntamente l'inquinamento generato dalle materie organiche, da nutrienti e sostanze pericolose. Il piano di gestione del bacino idrografico adottato nel 2009 da parte di tutti gli Stati che si affacciano sul Danubio definisce gli obiettivi e le misure concrete che è opportuno porre in essere.

Rischi
Gli abitanti della regione devono essere protetti contro le catastrofi, come le inondazioni e gli incidenti industriali, le cui conseguenze estremamente negative superano le frontiere – gli eventi più recenti sono del 2010 – mediante misure di prevenzione e di gestione delle catastrofi utilizzate congiuntamente, secondo quanto previsto, ad esempio, dalla direttiva Seveso nonché dalle direttive sulle inondazioni, sui rifiuti di miniera e sulla responsabilità ambientale. I lavori realizzati in modo isolato hanno solo l'effetto di spostare i problemi senza risolverli e mettere in difficoltà le regioni limitrofe. Le siccità sempre più frequenti sono un altro grave problema, così come l'adeguamento ai cambiamenti climatici. La cooperazione regionale deve facilitare la creazione di infrastrutture ecologiche e l'applicazione di soluzioni di lungo periodo basate sull'ecosistema; devono inoltre consentire di trarre insegnamenti dagli eventi passati.

Biodiversità, Suoli
La perdita degli habitat naturali mette a dura prova la fauna e la flora, e influenza negativamente la qualità generale della salute dell'ambiente. La frammentazione degli ecosistemi, lo sfruttamento intensivo dei suoli e l'ampliamento delle aree urbane esercitano una forte pressione. In materia di biodiversità, l'obiettivo dell'Unione all'orizzonte 2020[3] deve essere realizzato bloccando la distruzione della biodiversità e degli ecosistemi e ristabilendo i collegamenti tra gli habitat. Gli obiettivi che accompagnano la creazione delle reti di zone di protezione della natura, come Natura 2000, possono essere raggiunti solo se sono rispettate le esigenze ecologiche dell'intera regione. Per quanto riguarda i suoli, l'erosione dei terreni arabili causa l'inquinamento dell'acqua, così come i siti contaminati e le discariche. La strategia comprende azioni concrete al riguardo.
Gli obiettivi potrebbero essere i seguenti:

- realizzare gli obiettivi relativi all'ambiente stabiliti nel piano di gestione del bacino idrografico del Danubio;
- ridurre la quantità di elementi nutritivi presenti nel Danubio affinché gli ecosistemi del Mar Nero ritrovino condizioni comparabili a quelle degli anni '60;
- completare e adottare il piano di gestione del Delta entro il 2013;
- completare i piani di gestione dei rischi di inondazione (entro il 2015 in virtù della direttiva sulle inondazioni) al fine di ridurre considerevolmente il rischio di inondazioni entro il 2021; presa in considerazione delle possibili conseguenze del cambio climatico;
- elaborare piani di gestione efficaci per tutti i siti Natura 2000;
- salvaguardare le popolazioni vitali di storioni del Danubio e di altre specie di pesci indigeni entro il 2020, combattendo le specie invasive;
- ridurre del 25% la superficie toccata da un'erosione del suolo superiore a 10 tonnellate per ettaro entro il 2020.

Portare la prosperità nella Regione Danubiana
La regione raggruppa le zone dell'Unione più radicalmente opposte sul piano economico e sociale. Le differenze sono estreme tra le regioni più competitive e quelle più povere, le popolazioni più qualificate e le meno istruite, i livelli di vita più elevati e i più bassi. La strategia rafforza Europa 2020, dando la possibilità di collegare le zone a forte concentrazione di capitale con le zone ricche di manodopera, le tecnologie moderne con i mercati in attesa di sviluppo, in particolare sviluppando la società della conoscenza e adottando un approccio orientato decisamente verso l'inclusione. Le comunità emarginate (in particolare i Rom, la maggior parte dei quali vivono in questa regione) dovrebbero essere le principali beneficiarie.

Problematiche principali
Istruzione e competenze
È indispensabile investire nelle risorse umane, dando la priorità alle conoscenze e all'inclusione, affinché la regione possa conoscere un progresso e una crescita sostenibili. Basandosi sui successi registrati in alcune parti della regione, sarà possibile ampliare l'accesso all'istruzione superiore e modernizzare la formazione e l'assistenza sociale.
Ricerca e innovazione
Un sostegno mirato alle infrastrutture di ricerca stimolerà l'eccellenza e approfondirà i rapporti tra le strutture che fornisono conoscenze, le società e i decisori politici. La regione deve utilizzare meglio i fondi nazionali e regionali e deve trarre pienamente vantaggio dallo Spazio europeo della Ricerca. Gli accordi bilaterali attuali dovrebbero sfociare su un coordinamento multilaterale. Lo sviluppo delle regioni a valle può trarre vantaggio dalle principali regioni innovative – alcune delle quali di livello mondiale – situate a monte.

Imprese
Questa zona raggruppa al tempo stesso regioni che figurano tra le più sviluppare d'Europa e altre con notevoli ritardi. Queste ultime devono trarre vantaggio da migliori collegamenti tra l'innovazione e le istituzioni che sostengono le imprese. I poli e i collegamenti che uniscono i centri d'eccellenza, creando reti di insegnamento e di ricerca efficaci, consentiranno all'intera regione di profittare della competitività delle imprese principali.

Mercato del lavoro
È essenziale raggiungere un tasso di occupazione più elevato. Le persone devono avere possibilità di occupazione vicine al loro luogo di residenza. Hanno anche bisogno di mobilità. La regione deve offrire un futuro ai soggetti più brillanti e intraprendenti, sviluppando una cooperazione più solida per quanto riguarda i settori di azione, le misure e lo scambio di informazioni.

Comunità emarginate
La regione comprende un terzo degli abitanti dell'Unione esposti al rischio di povertà, molti dei quali appartenenti a gruppi emarginati. Le comunità Rom, l'80% delle quali abitano in questa regione, soffrono in particolare dell'esclusione sociale ed economica, della segregazione spaziale e di condizioni di vita inferiori alla media. Gli sforzi compiuti per sfuggire a queste difficoltà hanno un'incidenza in tutta l'Unione, ma è in primo luogo nella regione del Danubio che è opportuno affrontare il problema alla radice.
Gli obiettivi potrebbero essere i seguenti:

- investire il 3% del PIL nella ricerca e sviluppo entro il 2020;
- fornire entro il 2013 l'accesso alla banda larga a tutti i cittadini dell'UE nella regione;
- aumentare del 50% il numero di brevetti concessi nella regione;
- aumentare del 40% entro il 2020 la quota di popolazione dell'Unione tra i 30 e i 34 anni che dispone di una formazione superiore o di un livello equivalente.

Rafforzare la Regione Danubiana
I radicali mutamenti verificatisi a partire dal 1989 hanno trasformato la società. È opportuno considerare con attenzione la situazione, poiché la regione del Danubio comprende gli Stati membri che hanno aderito all'Unione in diversi momenti, paesi candidati e paesi terzi. La maggior parte di essi devono affrontare problemi analoghi, ma non dispongono delle stesse risorse. I problemi comuni in materia di sicurezza e di lotta contro la grande criminalità e la criminalità organizzata devono essere affrontati in modo coordinato a tutti i livelli. Gli scambi di buone prassi amministrative sono importanti per garantire la sicurezza della regione e per rafforzare la sua integrazione nell'Unione.

Problematiche principali
Capacità istituzionali e cooperazione
Le strutture e la capacità di decisione dei settori pubblico e privato devono migliorare, iscriversi in una pianificazione adeguata e nella cooperazione internazionale, basandosi su una visione macroregionale. È fondamentale un'utilizzazione ottimale delle risorse.

Sicurezza
La corruzione, la criminalità organizzata e la grande criminalità sollevano sempre maggiori preoccupazioni. Lo stato di diritto deve essere rafforzato a livello nazionale e internazionale per lottare contro il contrabbando, la tratta degli esseri umani e i mercati neri transfrontalieri. Le informazioni devono essere meglio condivise e devono essere attuate azioni congiunte efficaci.

Gli obiettivi potrebbero essere i seguenti:

- fissare criteri per l'e-government e ridurre l'eccessiva burocrazia entro il 2012;
- rilasciare le autorizzazioni per la creazione di imprese in meno di quattro settimane entro il 2015;
- porre in essere entro il 2015 un sistema di scambio di informazioni efficace tra gli organi incaricati del rispetto della legislazione, al fine di migliorare la sicurezza e lottare contro la grande criminalità e la criminalità organizzata nei 14 paesi;
- porre in essere entro il 2015 una cooperazione efficace tra i soggetti incaricati di vigilare sul rispetto della legislazione.

ATTUAZIONE E GOVERNANCE
Una buona base di cooperazione è necessaria per affrontare questi temi.

- Un quadro sostenibile di cooperazione
La strategia si propone di sfruttare al meglio le risorse disponibili attraverso sforzi coerenti, in particolare per quanto riguarda i settori d'azione e il finanziamento. Le azioni sono complementari. Tutte le parti interessate devono prendersi le proprie responsabilità. A tale proposito, la dichiarazione fatta in occasione del vertice di Bucarest sul Danubio[4] costituisce un impegno importante. La Commissione può contribuire a facilitare e a finanziare le misure, ma sono necessari l'impegno e la partecipazione concreta di tutte le autorità, a livello nazionale, regionale e di altro tipo. La cooperazione con le organizzazioni internazionali e transfrontaliere nella regione favorirà le sinergie ed eviterà le duplicazioni. Una dimensione territoriale rafforzata consentirà di adottare una strategia integrata e favorirà ulteriormente il coordinamento delle politiche settoriali. L'accento deve essere messo assolutamente sui risultati.

- Coordinamento
Alcune misure sono indispensabili.
Il coordinamento dei settori d'azione incomberà alla Commissione che sarà assistita da un gruppo di alto livello costituito da tutti gli Stati membri. Stati terzi dovrebbero essere eventualmente associati al gruppo.
La Commissione consulterebbe il gruppo sulle modifiche da apportare alla strategia e al piano d'azione, nonché sulle relazioni e sul seguito da dare alle azioni. Il gruppo sarà incaricato di orientare e di attribuire le priorità ai settori d'azione.
Gli Stati membri, previa consultazione della Commissione e delle agenzie e organismi regionali interessati, saranno incaricati di coordinare ciascun settore prioritario (in collaborazione con Stati terzi o regioni, ad eccezione dei temi trattati a livello nazionale, come la sicurezza, la grande criminalità e la criminalità organizzata). I ‘coordinatori di settori prioritari’, che possono dimostrare il loro impegno nella regione del Danubio nel suo insieme, vigilano sull'attuazione (ad esempio, decidendo sulla pianificazione, con obiettivi, indicatori e calendari di attuazione, garantendo mediante l'assistenza e consulenze tecniche, stretti rapporti tra i promotori di progetti, le entità incaricate di elaborare i programmi e le fonti di finanziamento). Questi lavori saranno transnazionali, intersettoriali e interistituzionali.
La Commissione svolge il suo ruolo di coordinamento con l'aiuto di punti di contatto nazionali che vigilano sul coordinamento a livello nazionale, individuano gli interlocutori pertinenti e, soprattutto, fanno progredire le attività nei loro aspetti pratici.

- Attuazione
L'attuazione delle azioni è responsabilità di tutti, a livello nazionale, regionale, municipale e locale. Le azioni (che definiscono l'obiettivo da raggiungere) devono assumere la forma di progetti concreti (particolareggiati, gestiti da un direttore di progetto, accompagnati da calendari di attuazione e dotati di finanziamenti). Nel rispetto dell'autonomia del procedimento decisionale del programma, queste azioni dovrebbero essere notevolmente facilitate dalla presentazione di proposte.

- Finanziamento
L'attuazione della strategia si basa, ove opportuno e conformemente ai quadri di riferimento generali, sulla mobilitazione dei fondi esistenti e sul loro allineamento con gli obiettivi. Sono già state messe a disposizione somme importanti a titolo di numerosi programmi dell'Unione (ad esempio, 100 miliardi di euro sono stati stanziati dai Fondi strutturali per il periodo 2007-2013; importanti finanziamenti sono inoltre stati concessi attraverso gli strumenti di aiuto di pre-adesione e lo strumento europeo di vicinato e di partenariato). Le procedure di selezione dei progetti potrebbero essere riesaminate alla luce degli obiettivi che sono stati individuati. Esistono altri strumenti di finanziamento, come il quadro di investimento per i Balcani occidentali e le istituzioni di finanziamento internazionali (ad esempio, la BEI che ha destinato 30 miliardi di euro dal 2007 al 2009 a favore della navigabilità e della lotta all'inquinamento). È importante dedicare tutta l'attenzione necessaria ai mezzi di finanziamento che associano sovvenzioni e prestiti. Possono inoltre essere mobilitate risorse nazionali, regionali e locali. È in effetti importante avere accesso a finanziamenti di varia origine, provenienti in particolare da fonti pubbliche e private che non operano a livello dell'Unione.

- Relazioni e valutazione
L'elaborazione di relazioni e la valutazione sono effettuate dalla Commissione, in partenariato con i coordinatori di settori prioritari ed altre parti interessate. I coordinatori misureranno i progressi ottenuti grazie alle azioni e ai progetti di miglioramento, nonché la realizzazione degli obiettivi e forniranno regolarmente informazioni sulle loro attività. La Commissione si baserà su questi lavori per elaborare le sue relazioni, che indicheranno lo stato di avanzamento del piano d'azione.
La Commissione organizzerà inoltre un forum annuale che consentirà di esaminare i lavori, ottenere consigli sulle modifiche da apportare alle azioni ed elaborare nuovi metodi. Parteciperanno a questo forum i paesi della regione, le istituzioni dell'Unione e le parti interessate (in particolare, gli organismi intergovernativi, il settore privato e la società civile).

- Non vi saranno nuovi fondi UE, nuove normative UE o nuove strutture UE
La Commissione elabora questa strategia, nell'intesa che la regione non beneficerà di alcun trattamento speciale in termini di bilancio o sul piano giuridico. In particolare:

18. la strategia non prevede nuovi mezzi finanziari provenienti dall'UE; fondi supplementari potrebbero essere mobilitati a livello internazionale, nazionale, regionale o privato, ma è opportuno favorire una migliore utilizzazione dei fondi esistenti;
19. la strategia non richiede di modificare la legislazione dell'Unione, poiché essa legifera per i 27 Stati membri e non per una sola macroregione; alcune modifiche potrebbero eventualmente essere apportate a livello nazionale o ad altri livelli, affinché alcuni obiettivi specifici siano presi in considerazione;
20. la strategia non crea strutture supplementari. Essa è attuata dagli organismi esistenti, di cui è opportuno ottimizzare la complementarietà; nell'insieme, la strategia non avrà un impatto sulle risorse della Commissione.

COLLEGAMENTI CON LE POLITICHE DELL'UE
La strategia si propone di rafforzare l'azione dell'Unione e l'applicazione della legislazione nella regione al fine di migliorarne l'integrazione. Fornisce un aiuto politico alle iniziative attuali e aumenta la loro visibilità. È in particolare il caso di alcune azioni decise dagli organismi esistenti nel quadro del piano d'azione. Inoltre:

- La strategia Europa 2020 costituisce l'impegno fondamentale dell'Unione a favore dell'occupazione e di una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, che sarà rafforzata dalla presente strategia. Essa contiene cinque obiettivi principali, vale a dire: promuovere l'occupazione; migliorare le condizioni propizie per l'innovazione, per la ricerca e lo sviluppo; realizzare gli obiettivi al cambio climatico e all'energia; migliorare i livelli di istruzione e favorire l'inserimento sociale, riducendo la povertà e raccogliendo la sfida dell'invecchiamento. La strategia, che fornisce nuove idee per lo sviluppo della regione del Danubio entro il 2020, contribuisce alla realizzazione di questi obiettivi. Essa sostiene la crescita sostenibile, che tende a ridurre il consumo di energia, ad aumentare l'utilizzazione delle energie rinnovabili, a modernizzare i trasporti per renderli più ecologici e più efficaci e a promuovere il turismo ‘verde’. Contribuisce ad eliminare gli ostacoli al mercato interno e migliora l'ambiente imprenditoriale.
- La coerenza nei confronti della legislazione e delle azioni dell'Unione è al centro della strategia, che intende colmare le lacune in materia di attuazione e risolvere difficoltà strutturali da cui derivano risultati insufficienti. Favorisce un maggiore rispetto degli obblighi giuridici dell'Unione, in particolare per quanto riguarda il mercato unico e l'ambiente. Contribuisce in tal modo alle azioni nel settore del trasporto (la rete TEN-T è in corso di revisione, così come la futura politica in materia di trasporti nazionali), delle reti energetiche (TEN-E), della strategia per il mercato unico (Atto per il mercato unico) e della strategia digitale per l'Europa. Rafforza inoltre l'obiettivo e la strategia della politica in materia di biodiversità post-2010, che offre una visione all'orizzonte del 2050 e fissa obiettivi per il 2020. La regione, che è una porta d'ingresso verso gli Stati vicini dell'Europa e poi verso l'Asia, svolge un ruolo fondamentale che avvantaggia le altre politiche esterne dell'Unione, in linea con la politica europea di vicinato e con le sue iniziative regionali (ad esempio, il partenariato orientale).

Conclusione
La presente strategia fornisce un quadro di riferimento sostenibile di integrazione strategica e di sviluppo coerente della regione del Danubio. Fissa priorità d'azione destinate a fare della regione del Danubio una regione dell'Unione rivolta al XXI° secolo. Deve essere accompagnata da azioni di informazione e di pubblicità in quantità sufficiente affinché i suoi obiettivi siano ampiamente conosciuti.
La Commissione invita altrettanto il Consiglio ad esaminare e ad approvare la presente comunicazione e il corrispondente piano d'azione.

[1] Il Consiglio europeo ha ufficialmente chiesto all'Unione europea di coordinare una strategia dell'Unione europea per la regione del Danubio, dichiarando quanto segue nelle sue conclusioni del 19 giugno 2009: “Invita la Commissione a presentare una strategia dell'UE per la regione del Danubio entro la fine del 2010.”
[2] La classificazione internazionale delle vie fluviali europee (UNECE/TRANS/120/Rev.4, p. 28/29) così come descritta nell'Accordo europeo sulle grandi vie navigabili di importanza internazionale (AGN) stabilisce i parametri delle imbarcazioni a motore e dei convogli spenti. Nella presente comunicazione, la categoria VIb rinvia unicamente ai convogli spinti e alle imbarcazioni da navigazione fluviale il cui pescaggio non supera i 2.5m.
[3] Conclusioni del Consiglio Ambiente (15 marzo 2010) : “Arrestare la perdita di biodiversità e il degrado dei servizi ecosistemici nell'UE entro il 2020, riportarli ad un livello accettabile nella misura del possibile, rafforzando al tempo stesso il contributo dell'UE alla prevenzione della perdita di biodiversità a livello globale”.
[4] Bucarest, 8 novembre 2010

 

Rivista UE sulla Strategia dell'Area DANUBIO (clicca)

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  • 3) Strategia delle Alpi (CIPRA 1999) (dal sito CIPRA )                                                                      http://www.cipra.org/it/politica-alpina/strategia-macroregionale

STRATEGIA MACROREGIONALE
Le Alpi, catena montuosa al centro dell’Europa, sono fortemente influenzate dalla politica europea. In futuro EUSALP, una strategia europea per la regione alpina (definita anche “strategia macroregionale”) dovrà rafforzare la cooperazione tra le Alpi e le regioni e metropoli circostanti. La CIPRA con i suoi partner si impegna affinché anche la società civile sia coinvolta nel processo.
Che cosa è una macroregione?
Le dinamiche sociali, ecologiche ed economiche non si arrestano davanti alle frontiere. Investono la regione alpina nel suo complesso determinando spazi culturali, economici e sociali difficilmente collocabili. Su tale presupposto si basa la proposta di strategia macroregionale dell’UE, che si propone di aiutare le aree transfrontaliere ad affrontare le sfide e le opportunità comuni al di là dei confini politici e amministrativi nazionali. Non c’è una definizione di validità generale, l’approccio è tuttavia caratterizzato da quattro criteri principali: 

  • Percezione e sussistenza di interessi comuni
  • Identità comune
  • Metodi comuni di cooperazione
  • Impegno dell’UE

Lo spazio alpino soddisfa questi criteri. La costituzione della macroregione secondo l’UE non comporterà nuovi oneri istituzionali, finanziari e legislativi. L’obiettivo è di utilizzare gli strumenti, le possibilità di finanziamento e di cooperazione esistenti, come quelli della politica ambientale e di coesione dell’UE, oppure delle normative nazionali e intergovernative. Finora sono state istituite due macroregioni: la Strategia europea per la regione del Mar Baltico (2009) e quella per l’area Danubiana (2010).
Il ruolo della CIPRA
Nel processo per la macroregione la CIPRA rappresenta gli interessi di una politica alpina sostenibile. Una strategia comune europea offre l’opportunità di mettere in evidenza in tutta Europa i temi e le sfide dello spazio alpino. Si tratta tuttavia di definire anche quali sono le linee generali di una strategia per il futuro delle Alpi.
> Presa di posizione della CIPRA
Noi siamo la macroregione Alpi
L’elemento centrale di una strategia europea per la regione alpina è una governance multilivello. La CIPRA, che conta più di cento organizzazioni aderenti, dispone di una vasta rete in tutti i Paesi alpini, che si estende anche al di fuori del perimetro delle Alpi ed è radicata anche nelle regioni e nelle metropoli circostanti. Insieme ad altre reti alpine, essa pratica una cultura della cooperazione e dello scambio, ad esempio nella e con la Convenzione delle Alpi. Sulla base della loro lunga esperienza e delle loro competenze, otto associazioni per la protezione delle Alpi hanno sintetizzato le loro richieste e le loro proposte per una macroregione Alpi. Tale sintesi comprende riflessioni su quali dovrebbero essere i temi di una macroregione e come si può costruire una strategia vantaggiosa per tutti i partecipanti.
> Input Paper comune (CIPRA, ISCAR, Alleanza nelle Alpi, Club Arc Alpin, associazione Città alpina dell’anno, WWF, proMONT-BLANC, IUCN)

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  • 4) Strategia Sirmione ( febbraio e 2013)- Macro Regione Alpina
Sir-01  

Convegno di Sirmione febbraio 2013 in cui le quatttro regioni presenti ( Piemonte, Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia) hanno sottoscritto un documento di strategia verso la Macroregione alpina, rinnova ed adattata alla nuova situazione. (v. documento)
 

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  • Strategia Grenoble (ottobre 2013)

 
 

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  • COMMISSIONE EUROPEA

Comunicato stampa -Bruxelles, 1° luglio 2013
La prima valutazione dell'esperimento macroregionale in Europa
Oggi la Commissione europea ha pubblicato la prima relazione volta a valutare il successo delle due strategie macroregionali dell’UE e a fornire raccomandazioni per il futuro.
Le strategie dell'Unione per le regioni del Danubio e del Baltico, che coinvolgono oltre 20 paesi UE e non UE, hanno permesso di sperimentare un tipo di cooperazione unico, fondato sull'idea che le sfide comuni a più regioni specifiche, siano esse di natura ambientale, economica o di sicurezza, possono essere affrontate con successo solo mediante uno sforzo collettivo, e che una pianificazione congiunta consente di impiegare i fondi disponibili nel modo più efficace.
Commentando la relazione, il Commissario europeo per la Politica regionale, Johannes Hahn, ha dichiarato: “Lo studio pubblicato oggi dimostra con chiarezza il valore delle nostre strategie macroregionali, che hanno promosso una più intensa collaborazione da cui sono derivate letteralmente centinaia di nuove reti di cooperazione e di nuovi progetti nelle regioni del Danubio e del Baltico. Ancor più significativo, secondo quanto ci hanno riferito i partecipanti, è stato il rafforzamento della cooperazione anche con paesi non appartenenti all'UE."
"Tuttavia, se vogliamo garantire il successo duraturo dell'iniziativa, questa impostazione deve essere posta al centro dei piani di governo e di politica regionale — in particolare per l'elaborazione di nuovi programmi e progetti per il prossimo periodo finanziario — e dotata delle risorse sufficienti. Dobbiamo anche promuovere una maggiore responsabilità delle regioni stesse, mediante un processo decisionale più chiaro e una maggiore visibilità."
Per quanto riguarda le nuove strategie il Commissario Hahn ha aggiunto che "dalle strategie in atto possiamo ricavare insegnamenti utili per nuove possibili macroregioni. Prima dell’avvio di qualsiasi nuova strategia, occorre valutarne attentamente gli obiettivi, il valore aggiunto e le risorse necessarie per l'attuazione. L’esperienza ci ha dimostrato che all'inizio è utile concentrarsi su un numero limitato di priorità. Poiché, come è ovvio, ogni regione presenta caratteristiche uniche, eventuali nuove macroregioni potranno sperimentare nuovi modi per approfondire la cooperazione".
La relazione valuta in modo ampiamente positivo le strategie finora attuate. Essa sottolinea come tali strategie abbiano dato vita a centinaia di nuovi progetti e abbiano contribuito alla formulazione di obiettivi politici comuni in settori di vitale importanza per le regioni interessate. L'impostazione macroregionale ha inoltre permesso la creazione di reti di cooperazione, il lancio di numerose iniziative congiunte e l'adozione di decisioni politiche a livello collettivo.
La relazione spiega come la cooperazione tra gli Stati membri dell’UE e i paesi terzi limitrofi sia stata significativamente rafforzata, permettendo così un uso più efficiente delle risorse disponibili.
La relazione ricorda tuttavia ai governi l’esigenza di un impegno politico e la necessità di rendere tali strategie prioritarie in tutti i settori di attività pertinenti, garantendone l'integrazione nei futuri programmi dei Fondi strutturali e di investimento europei come pure nelle altre politiche pertinenti a livello UE, nazionale e regionale. Essa evidenzia altresì l’importanza delle risorse amministrative per conseguire gli obiettivi fissati.
Per quanto riguarda le future strategie macroregionali, la relazione sottolinea che dovranno essere avviate nuove iniziative solamente per rispondere a specifiche esigenze di cooperazione rafforzata e ad alto livello. Deve esserci la disponibilità a tradurre l’impegno politico in supporto amministrativo; le nuove strategie devono dimostrare con chiarezza lo specifico valore aggiunto che sono in grado di creare a livello dell’UE.
Contesto
La strategia dell’UE per la regione del Mar Baltico (EUSBSR) è stata adottata nel 2009. La strategia dell’UE per la regione del Danubio (EUSDR) è stata adottata nel giugno 2011. È stata richiesta una strategia dell'UE per la regione adriatica e ionica.
Strategia dell'UE per la regione del Mar Baltico
La strategia dell’UE per la regione del Mar Baltico (EUSBSR) raggruppa 8 Stati membri (Svezia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Germania, Lettonia, Lituania e Polonia) che hanno unito le loro forze per affrontare sfide specifiche attinenti alla regione, in particolare la situazione ambientale del Mar Baltico. La strategia inoltre è aperta alla cooperazione con i paesi limitrofi, tra cui la Russia e la Norvegia.
Alcuni progetti faro:
Il progetto Baltic Deal riguarda la cooperazione con gli agricoltori per contribuire a ridurre le perdite di nutrienti dagli allevamenti e mantenere la produzione e la competitività.
Il progetto Efficient, Safe and Sustainable Traffic at Sea (Traffico marittimo efficiente, sicuro e sostenibile) (EfficienSea) rende la regione del Mar Baltico una regione pilota per l'"e-navigation" (navigazione elettronica), mediante lo sviluppo e la sperimentazione di infrastrutture e servizi per la navigazione elettronica, nonché la più ampia condivisione delle migliori pratiche.
Il progetto Baltic Manure mira a impiegare il letame per trasformare un problema ambientale in un’opportunità di innovazione industriale. Il progetto attualmente permette di produrre energia rinnovabile e fertilizzanti organici.
Il progetto BSR Stars mira a rafforzare la competitività regionale e la crescita creando vincoli transnazionali per la ricerca e l’innovazione con l'obiettivo di affrontare sfide comuni in settori quali la sanità, l'energia e i trasporti sostenibili.
Strategia dell'UE per la regione del Danubio (EUSDR)
La strategia dell’UE per la regione del Danubio (EUSDR) coinvolge nove Stati membri dell’UE (Germania, Austria, Ungheria, Repubblica ceca, Repubblica slovacca, Slovenia, Bulgaria, Romania e Croazia) e cinque paesi non UE (Serbia, Bosnia-Erzegovina, Montenegro, Ucraina e Moldavia).
Alcuni progetti che rientrano nella strategia:
L'impostazione collaborativa ha permesso di ultimare il ponte Vidin-Calafat tra Bulgaria e Romania, un collegamento fondamentale su uno degli itinerari prioritari della rete transeuropea di trasporto (TEN-T). Si tratta soltanto del secondo ponte lungo i 630 km di frontiera segnata dal fiume.
Il progetto Danube Shipwreck Removal (rimozione dei relitti navali nel Danubio) è volto a eliminare i relitti navali dal Danubio e dai fiumi Sava e Tisa in Serbia, Romania e Bulgaria al fine di migliorare la navigazione e le condizioni ecologiche.
Il Business Forum della regione del Danubio rappresenta per oltre 300 PMI un'occasione importante per stabilire contatti commerciali. Esso incoraggia incontri tra imprese e promuove contatti con i fornitori di conoscenze, quali gli istituti di ricerca e le università.
Sono stati avviati i lavori per l'istituzione di un fondo di ricerca e di innovazione nella regione del Danubio, con l'obiettivo di riunire fondi nazionali e regionali, sulla base delle esperienze del programma BONUS nella regione del Mar Baltico.
Il progetto Danube floodrisk (progetto contro i rischi d'inondazione del Danubio) promuove metodi di cooperazione tra 19 istituzioni in 8 paesi della regione danubiana, come la condivisione delle banche dati e della mappatura delle inondazioni. Il sistema europeo di sensibilizzazione sulle alluvioni (European Flood Awareness System, EFAS) sta svolgendo attività complementari.
Nuove strategie
Su richiesta del Consiglio europeo, la Commissione presenterà una nuova strategia dell’UE per la regione adriatica e ionica (EUSAIR) entro la fine del 2014[1]. Otto paesi sono interessati: quattro Stati membri dell’UE (Grecia, Italia, Slovenia e Croazia) e quattro paesi non UE (Albania, Bosnia-Erzegovina, Montenegro e Serbia).
Negli ultimi due anni hanno avuto luogo diverse discussioni e vi è stata una recente risoluzione del Parlamento europeo in merito alla possibilità di avviare una strategia macroregionale nella regione delle Alpi.
Per ulteriori informazioni
Strategia UE per la regione del Mar Baltico
www.balticsea-region-strategy.eu
Strategia dell’Unione europea per la Regione del Danubio
http://www.danube-region.eu/


Contatti:
Shirin Wheeler (+32 2 296 65 65)
Annemarie Huber (+32 2 299 33 10)

 
 

 

 


[1] Conclusioni del Consiglio europeo del 12 e 13 dicembre 2012 (previa valutazione del concetto di strategie macroregionali come previsto nelle conclusioni del Consiglio del 13 aprile 2011).
    

 

 

 

 

 

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