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Documenti ufficiali riguardanti la MACRO REGIONE

  • UE – STRASBURGO (raccomandazione)
  • Governo Italiano – FARNESINA
  • LEGA NORD
  Strasburgo 16-18-Ottobre 2012

 

La governance delle macroregioni europee (raccomandazione)

  

23a SESSIONE
Strasburgo, 16-18 ottobre 2012

La governance delle macroregioni europee

Raccomandazione 331 (2012)1 Relatore: Erwin MOHR, Austria (L, PPE/CD).


1. Una macroregione è un raggruppamento di entità subnazionali (enti locali e regionali), un territorio comprendente più paesi o regioni, con una o più caratteristiche o sfide comuni, che decidono di riunirsi per cooperare su questioni di interesse comune. Il Congresso è convinto che tale tipo di cooperazione possa dare valore aggiunto in termini di coesione sociale e territoriale e di stabilità democratica.


2. I vantaggi potenziali sono molteplici. Le economie di scala consentono ai pubblici poteri di svolgere più efficacemente i loro compiti, di migliorare i servizi pubblici e di conseguenza anche la qualità della vita dei cittadini. Le macroregioni possono innalzare il livello dello sviluppo sociale ed economico, e in tal modo creano nuove opportunità in termini di occupazione e di cultura per i cittadini, e accrescono la creatività e la produttività, migliorando al contempo i rapporti di buon vicinato e la comprensione tra i popoli. Possono inoltre rivelarsi molto utili per affrontare sfide comuni, quali ad esempio la tutela ambientale.


3. Il riconoscimento dei vantaggi apportati dalla cooperazione regionale e la conseguente eliminazione degli ostacoli costituiscono da tempo un elemento centrale del progetto europeo. Una disposizione essenziale contenuta sia nella Carta europea dell’autonomia locale, che nel Quadro di riferimento per la democrazia regionale è il diritto degli enti territoriali di associarsi e di cooperare con enti omologhi di altri paesi su questioni che rientrano nel loro ambito di competenza e secondo le modalità previste dalla legge.


4. L’Unione europea (Ue) svolge un ruolo sempre più importante nell’ambito di questo tipo di cooperazione. In effetti, il progressivo allargamento dell’Ue e la Politica europea di vicinato hanno aumentato il numero di Stati membri del Consiglio d’Europa che possono beneficiare dei fondi strutturali dell’Ue, e hanno altresì posto in risalto la necessità di rafforzare la coesione territoriale tra Stati membri e non membri dell’Unione europea all’interno dello spazio europeo allargato.


5. L’esperienza insegna che devono essere superati numerosi ostacoli prima che le intenzioni politiche e la ferma volontà di migliorare la cooperazione macroregionale possano trasformarsi in risultati concreti. I progetti devono perseguire obiettivi realistici, essere finalizzati a conseguire risultati concreti ed essere pratici, rispettando le realtà dei territori. La cooperazione può progredire più facilmente ed evitare le situazioni di stallo provocate da tensioni tra i governi nazionali se si concentra su settori specifici e obiettivi modesti.


6. Tra gli ostacoli che si frappongono a questo tipo di cooperazione sono numerosi quelli di natura giuridica e derivano da questioni affrontate nel 3° Protocollo della Convenzione-quadro europea sulla cooperazione transfrontaliera delle collettività o autorità territoriali (Convenzione di Madrid, STE n° 106). Pertanto, l’entrata in vigore di tale Protocollo in un prossimo futuro deve essere una priorità per il programma a favore della democrazia locale e regionale del Consiglio d’Europa.


7. Di conseguenza il Congresso, ribadendo l’importanza della Convenzione di Madrid e dei suoi Protocolli e ricordando altresì:

   a. l’Articolo 10 della Carta europea dell’autonomia locale sul diritto di associazione;


   b. il Quadro di riferimento per la democrazia regionale;


   c. la Raccomandazione Rec(2005)2 del Comitato dei Ministri sulle buone prassi e la riduzione degli ostacoli alla cooperazione     transfrontaliera e interterritoriale tra collettività o autorità territoriali.

8. Raccomanda al Comitato dei Ministri di invitare gli Stati membri che non l’avessero ancora fatto a ratificare la Convenzione di Madrid e i suoi Protocolli e di recepirla nelle loro legislazioni nazionali.


9. Raccomanda al Comitato dei Ministri di invitare gli Stati membri a:

a. promuovere la conclusione di accordi e intese multilaterali, come previsto all’Articolo 1 della Convenzione di Madrid, e predisporre strumenti finanziari favorevoli alla messa in atto di progetti di cooperazione macroregionale;


b. sostenere lo sviluppo delle macroregioni in quanto piattaforme atte a facilitare la cooperazione interregionale e transfrontaliera;


c. fornire la quota di co-finanziamento nazionale per i progetti di cooperazione macroregionale, al fine di incoraggiarne la realizzazione;

10. Invita il Comitato dei Ministri a:

a. includere nel suo programma di attività intergovernative uno studio su come superare gli ostacoli alla cooperazione interregionale, transfrontaliera e macroregionale e sul modo in cui tale cooperazione può contribuire a realizzare i suoi obiettivi di promozione della democrazia, ponendo l’accento sugli aspetti locali e regionali;

b. dare il proprio supporto agli scambi tra esperti e allo scambio di pareri e consulenze tra rappresentanti ed esperti macroregionali, tramite seminari, riunioni di coordinamento e la costituzione di gruppi di contatto, al fine di trarre insegnamenti dalle buone pratiche, lavorando nell’ambito di partenariati per ottenere un maggiore impatto e utilizzare le risorse disponibili del Consiglio d’Europa nella maniera più efficace.

1 Discussa e approvata dalla Camera delle regioni il 17 ottobre 2012 e adottata dal Congresso il 18 ottobre 2012, 3a seduta (vedi documento CPR(23)2, relazione esplicativa) Relatore: Erwin MOHR, Austria (L, PPE/CD).


 

  06-Farne-22-00
 

Farnesina Nasce strategia Ue per macroregione alpina – Firmano 7 Paesi. Bonino: valorizzare le diversità in Europa

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18 Ottobre 2013

Nasce la ‘Strategia dell’Ue per la regione alpina’. A Grenoble, alla presenza del Ministro Emma Bonino, è stata firmata la risoluzione politica con cui Italia, Austria, Francia, Germania, Liechtenstein, Slovenia e Svizzera ufficializzano l'impegno a introdurre nell'area alpina uno strumento di concreto impulso alla crescita e alla competitività. Una strategia importante quella che porterà alla creazione di una macroregione alpina accanto a quella adriatico-ionica e che dovrà puntare allo sviluppo sostenibile e inclusivo che tuteli le potenzialità dell'area, come la biodiversità, il turismo, le reti di trasporto, le specificità culturali e della ricerca. La Risoluzione politica formalizza l'impegno dei paesi coinvolti e il suo obiettivo è il conferimento del mandato da parte del Consiglio europeo alla commissione europea per il Piano di azione in vista dell'approvazione definitiva a dicembre 2014.

Bonino(1): impegno per piano d’azione durante Presidenza italiana

“Mettendo insieme valenza politica e possibilità di rilancio economico” nell'area alpina “diamo anche un contributo all'idea di un'Europa non come gabbia ma come valorizzazione delle diversità”, ha sottolineato il Ministro, confermando l’impegno per arrivare ad un piano d'azione durante il semestre di presidenza italiana del Consiglio europeo – da luglio 2014 – perché si arrivi alla macroregione alpina. Un'iniziativa alla quale partecipano Francia, Germania, Austria, Slovenia, Svizzera e Liechtenstein, che mira a dare impulso alla crescita e alla competitività dell'area anche attraverso una migliore capacità di utilizzo dei fondi comunitari e nazionali. Si tratta, ha spiegato Bonino, di prendere "decisioni a livello meno centralizzato e più regionale" e starà proprio al "dinamismo delle regioni trovare progetti concreti" che "valorizzino asset e aree geograficamente difficili ma portatrici di valori europei".

Trigilia (2): tutela biodiversità e politica comune trasporti

Erano presenti a Grenoble anche il Ministro per la Coesione Territoriale Carlo Trigilia, i Presidenti delle Regioni Lombardia, Piemonte, Veneto e Valle d’Aosta Roberto Maroni, Roberto Cota, Luca Zaia e Augusto Rollandin, il Presidente della Provincia autonoma di Trento Alberto Pacher e, per il Friuli Venezia Giulia, l’Assessore regionale alla cultura Gianni Torrenti. Trigilia ha sottolineato che la costituenda macroregione alpina è il "principale tramite delle relazioni tra Mediterraneo e dimensione continentale" e in questa ottica servono "progetti concreti che possono rendere efficaci le strategie macroregionali", come la salvaguardia del "più grande serbatoio europeo di biodiversità" e una "politica comune dei trasporti transalpini".

Cota (3): lavorare con territori omogenei in Europa

"Siamo una realtà omogenea che rappresenta il cuore produttivo dell'Europa così come le nostre regioni rappresentano il cuore produttivo dell'Italia", ha detto Cota, spiegando "i territori omogenei devono poter affrontare in Europa le questioni omogenee che li caratterizzano" perché "non possiamo pensare che chi ha energie e risorse debba essere bloccato. Sarebbe un danno per tutti".

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  DOCUMENTI LEGA NORD
1 MOZIONE ECONOMIA – Assemblea Federale – 22 settembre 2013 – VENEZIA
 

(Sviluppo Economico – Attività Produttive – Economia e Finanza – Turismo)
Considerate le mozioni n. 14, 15, 16, 17, 18, 19, 20, 21, 22, 23, 24, 25, 26, 27, 28, 29, 30 e 90;

l'Assemblea Federale impegna tutti i Militanti e in particolare gli eletti a ogni livello istituzionale a sostenere i seguenti obiettivi:

- sostenere il rilancio delle aziende del Nord, in particolare delle PMI, dalle zone di confine ai porti marittimi, favorendo l’accesso al credito ed intavolando un negoziato per attuare misure, dalla certificazione della filiera alla etichettatura e ai marchi di qualità fino all’applicazione, anche temporanea, di azioni finalizzate a tutelare il Made in Italy; sostenere le attività commerciali di vicinato,
promuovere una semplificazione burocratica sovra-regionale, contrastando le delocalizzazioni in luogo di misure fiscali di favore per attirare investimenti nel Paese e tutelando, anche dal punto di vista giuridico, gli stabilimenti e i siti produttivi di interesse strategico nazionale;
– rivedere i livelli di tassazione fiscale oggi applicati sulle imprese e sul lavoro, recuperando le risorse necessarie dalla revisione del sistema dei sussidi e dalla riduzione della spesa pubblica, in particolare dei costi di personale delle Amministrazioni centrali e locali in eccesso, armonizzando il regime dell’IVA, anche in ambito turistico, ai maggiori competitors europei ed adeguando i limiti all’utilizzo del contante alla media europea;
– adottare livelli di tassazione diversificati tra i redditi derivanti da attività finanziarie speculative e altre forme di redditi derivanti da istituti di credito e banche;
– diversificare le retribuzioni da lavoro e pensionistiche parametrandole al costo della vita nelle diverse aree del Paese;
– completare il processo di riforma federalista avviato nel 2009, superando definitivamente il sistema di finanza derivata in ragione di una piena autonomia finanziaria, senza aumentare la pressione fiscale complessiva garantendo certezza di risorse, e promuovendo lo sviluppo economico locale anche attraverso l’implementazione di nuovi ed appositi strumenti in grado di supportare le amministrazioni locali nel processo di acquisto dei beni e dei servizi al fine di attuare efficienti revisioni di spesa;
– pianificare una riforma strutturale e stabile nel tempo del PSI e che preveda, nell’ottica di adottare una golden rule, l’equilibrio di bilancio come unico vincolo, l’esclusione dal computo delle spese senza debito e con risorse autonome per favorire gli Enti virtuosi e l’adozione, anche tra più Regioni, del Patto di Stabilità Integrato al fine di migliorare il coordinamento della finanza territoriale;
– promuovere una nuova governance di turismo, realizzando strategiche infrastrutture, anche in ragione dell’EXPO 2015, come linee navigabili in grado di collegare la costa ligure a quella veneta attraverso il bacino padano o potenziando i porti marittimi, incentivando un turismo sostenibile in grado di tutelare le peculiarità storiche del Nord, investendo risorse sulla formazione turistica professionale e prevedendo agevolazioni fiscali per i porti.

   
2 MOZIONE AUTONOMIE – Assemblea Federale – 22 settembre 2013 – VENEZIA
 

(Federalismo – Riforme Istituzionali – Enti Locali)
Considerate le mozioni n. 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9,12, 13, 91, 92, e l’obiettivo di costruire la Macroregione Padano-Alpina;

L’Assemblea Federale impegna tutti i Militanti e in particolare gli eletti a ogni livello istituzionale a sostenere i seguenti obiettivi

- attribuire anche alle Regioni a Statuto ordinario che le richiedano, le funzioni e le risorse riconosciute alle Regioni a Statuto speciale sul modello della Valle d’Aosta e del Trentino Alto Adige;
– promuovere, contestualmente, referendum consultivi che consentano alla Regione di ottenere maggiore autonomia legislativa, amministrativa e fiscale;
– promuovere intese tra le Regioni per la realizzazione della Macroregione Padano -Alpina;
– inserire nello Statuto Regionale un preambolo in cui si affermi l’identità del proprio Popolo (Veneto, Lombardo, Piemontese, ….) e la sua appartenenza alla più ampia comunità Macroregionale del Nord (Macroregione Padano -Alpina) preservando con forza l’identità delle proprie comunità locali nella prospettiva di una nuova Europa dei Popoli e delle Regioni;
– promuovere iniziative volte a favorire i cittadini residenti da più tempo nel proprio territorio nelle politiche economiche, sociali ed assistenziali al fine di affermare il principio “Prima il Nord!”;
– garantire l’attribuzione alla Regione della competenza legislativa esclusiva in materia di enti locali anche al fine di disciplinare gli enti di area vasta in relazione al proprio contesto territoriale e alle specifiche esigenze delle proprie realtà locali, tutelando particolarmente i territori montani;
– sostenere la modifica dell’articolo 117 della Costituzione al fine di ridurre le materie di legislazione esclusiva dello Stato, o concorrenti, trasferendole alle Regioni;
– al fine di contenere la spesa pubblica, consentire lo svolgimento di referendum regionali in occasione dell’election day;
– sopprimere le ormai obsolete strutture periferiche dello Stato a partire dalle Prefetture;
– promuovere in Parlamento le petizioni attraverso le quali il Popolo possa chiedere maggiore autonomia legislativa, amministrativa e fiscale per le Regioni;
– sostenere le iniziative a favore dell’autodeterminazione dei Popoli nate sul territorio, in coerenza con l’articolo 1 dello Statuto della Lega Nord per l’indipendenza della Padania;
– realizzare finalmente la revisione della Costituzione al fine di ridurre il numero dei Parlamentari, istituire il Senato delle Regioni, eliminare i Senatori a vita e le circoscrizioni estero, ridurre i costi della politica e trasformare il Paese in uno Stato federale.

   
3 MOZIONE TERRITORIO – Assemblea Federale – 22 settembre 2013 – VENEZIA
 

(Infrastrutture – Ambiente – Energia – Agricoltura)
Considerate le Mozioni n. 48, 49, 50, 51, 52, 53, 54, 55, 56, 57, 58, 59, 60, 61, 62, 93, 94 e 96;
L’Assemblea Federale impegna tutti i Militanti e in particolare gli eletti a ogni livello istituzionale a sostenere i seguenti obiettivi

- creazione di un Polo autostradale del Nord attraverso l’aggregazione delle società concessionarie autostradali della Macroregione al fine di migliorare l’efficienza gestionale e rendere attrattivi gli investimenti nel settore da parte di privati nazionali ed esteri;
– sviluppo delle infrastrutture ferroviarie, stradali e portuali potenziando i collegamenti dal mare verso il Nord Europa e migliorando la capacità dei terminal intermodali, l’accessibilità ai porti, realizzando i retroporti e sviluppando la logistica;
– autonomia portuale del Nord a livello normativo, infrastrutturale e finanziario;
– sviluppo dell’area occidentale, in un’ottica di Macroregione, consolidando il legame della Liguria con la macro area padana attraverso la realizzazione di interventi infrastrutturali;
– realizzazione di un sistema macroregionale di gestione dei rifiuti fondato sui principi di autosufficienza e prossimità, favorendo il riciclo e il riutilizzo rispetto al ricorso alla discarica e agli inceneritori, salvaguardando le gestioni pubbliche virtuose e tutelandolo dall’indiscriminato ingresso di rifiuti provenienti da altri territori;
– contrasto alle norme europee volte a prevedere la libera circolazione dei rifiuti urbani come già avviene per quelli speciali;
– adozione di un Piano macroregionale di tutela dell’aria che veda il riconoscimento a livello nazionale e comunitario della peculiarità delle condizioni meteo-climatiche del Bacino padano;
– acquisizione delle competenze relative alla proprietà dei beni del demanio idrico e alla gestione delle derivazioni idroelettriche e relativi canoni di concessione anche a sostegno delle attività produttive del territorio;
– adozione di un Piano macroregionale volto alla tutela e alla salvaguardia degli ecosistemi;
– valorizzazione dei territori montani attraverso il riconoscimento della specificità montana a garanzia del patrimonio naturale, socio-culturale e produttivo di queste aree;
– contrasto allo spopolamento delle campagne realizzando politiche di “Sviluppo Rurale”, fondate sul potenziamento dell’agricoltura, la formazione degli operatori, sul sostegno al reddito degli agricoltori e sulla tutela di tutti quei mestieri e attività testimonianza dell’identità dei popoli del Nord;
– difesa dell’attività venatoria, espressione della cultura rurale e patrimonio di conoscenze, usi, costumi ed economia dei nostri territori;
– rendere il territorio macroregionale quanto più possibile autosufficiente e indipendente in campo energetico attraverso il sostegno alle fonti rinnovabili, con particolare riferimento alle migliori tecnologie innovative, e ottimizzando le reti distributive (smart grid), cercando nel contempo di semplificare le procedure amministrative, condizionando infine ogni sostegno all’esclusione dell’utilizzo di prodotti destinati al ciclo alimentare;
– riconoscimento della Macroregione Agricola del Nord, a garanzia di un futuro concreto per gli agricoltori, anche tramite i futuri Programmi di Sviluppo Rurali (PSR), e impegno ad intervenire sulle decisioni adottate dal legislatore comunitario con modifiche sulla Politica Agricola Comune (PAC) e sulle direttive, pensando ad una programmazione 2014/2020 per aree omogenee mirata ad incentivare la ricerca e l’innovazione, a sburocratizzare il sistema, a valorizzare, promuovere e internazionalizzare la filiera dei prodotti agroalimentari;
– dichiarare la Macroregione del Nord OgmFree, vietando la sperimentazione in campo degli Organismi geneticamente modificati (Ogm) in tutto il territorio macroregionale, a salvaguardia dell’identità e della ricchezza dei prodotti nostrani e con particolare riferimento al contenimento del consumo di suolo.

   
4 MOZIONE IDENTITA’ – Assemblea Federale – 22 settembre 2013 – VENEZIA
 

(Istruzione – Identità – Lingua e Cultura – Media)
Considerate le mozioni n. 63, 64, 65, 68, 69, 70, 71, 72, 73 e 74;

L'Assemblea Federale impegna tutti i Militanti
e in particolare gli eletti a ogni livello istituzionale a sostenere i seguenti obiettivi:
– aprire un negoziato con lo Stato centrale ex art. 116, terzo comma Cost., e materie concorrenti correlate ex art. 117, per ottenere la piena gestione dell’Istruzione da parte delle Regioni, allo scopo di valorizzare le culture, le identità, l’economia e le risorse umane dei singoli territori;
– legare i percorsi formativi alle vocazioni economico-produttive dei territori, non solo per migliorare le prospettive occupazionali delle giovani generazioni, ma anche per tutelare e promuovere le attività produttive locali, come ampiamente sperimentato in Europa;
– modificare su base meritocratica i criteri di accesso ai corsi universitari a numero programmato;
– inserire nella Legge nazionale n. 482/99 le lingue minoritarie della Macroregione, così come richiesto nella Risoluzione del Parlamento Europeo che invita gli Stati membri a provvedere al loro riconoscimento;
– sostenere ogni iniziativa culturale e divulgativa sulla Questione Settentrionale, sulla Macroregione del Nord e sull’Europa dei Popoli;
– promuovere e sostenere iniziative finalizzate all’abolizione del canone RAI e alla privatizzazione dell’Azienda;
– promuovere iniziative e azioni comuni per realizzare reti dati a banda ultralarga, wifi liberamente accessibile e raggiungere la massima digitalizzazione dei servizi a favore dei cittadini e delle imprese;
– promuovere gli eventi sportivi di rilevanza nazionale e internazionale legati al territorio della Macroregione del Nord;
– promuovere una Scuola di formazione per gli Amministratori locali

   
5 MOZIONE WELFARE – Assemblea Federale – 22 settembre 2013 – VENEZIA
 

(Politiche del Lavoro e Previdenza – Salute – Politiche per la Famiglia e per i Giovani – Sport)
Considerate le mozioni n° 31, 32, 33, 34, 36, 37, 38, 39, 40, 41, 42, 43, 44, 45, 46, 47 e 95;

l’Assemblea Federale impegna tutti i Militanti e in particolare gli eletti a ogni livello istituzionale a sostenere i seguenti obiettivi:
– proporre, come misura una tantum per il 2014, il pagamento del TFR in busta paga per incentivare il rilancio dell’economia e prevedere l’intervento della Cassa depositi e prestiti sulle imprese, al fine di sterilizzare il mancato autofinanziamento;
– promuovere la detassazione sul lavoro con l’abbattimento del cuneo fiscale per favorire la competitività delle aziende ed aumentare il potere d’acquisto delle famiglie;
-favorire politiche di decontribuzione e detassazione per le aziende che assumono giovani e disoccupati, privilegiando i residenti da almeno dieci anni;
– attivare in modo strutturale la contrattazione territoriale al fine di garantire ai lavoratori ed alle imprese un elevato livello di sicurezza occupazionale;
-promuovere il superamento dell’INPS attraverso la creazione dell’istituto macroregionale di previdenza sociale;
– superare gli attuali fondi pensione nazionali, istituendo un fondo pensione macroregionale multicategoriale;
– abolire la riforma delle pensioni “Fornero”;
– realizzare un sistema sociosanitario della Macroregione del Nord, con salvaguardia delle peculiarità territoriali, attraverso modelli organizzativi che valorizzino ed implementino l’assistenza ospedaliera e territoriale, garantita dal controllo regionale;
– promuovere, attraverso l’impatto finanziario dei sistemi sanitari regionali, un importante volano economico territoriale, incentivando economie di scala e liberando risorse per la ricerca e l’innovazione;
– promuovere in ogni sede l’introduzione dei costi e delle procedure standard, riportando l’appropriatezza clinica ed assistenziale al centro del sistema;
– promuovere una politica finalizzata all’abolizione dei ticket sanitari;
– superare il sistema di raccomandazioni e del clientelismo nell’ambito delle assunzioni nel servizio sanitario;
– intraprendere iniziative finalizzate ad un sempre maggior svincolo dai limiti burocratico – amministrativi nazionali, a partire dal superamento dell’AIFA e dalla realizzazione dell’Agenzia macroregionale dei farmaci e dei presidi;
– considerare, nei Livelli Essenziali di Assistenza, il disagio psichico a livello della patologia fisica;
– promuovere la revisione della Legge Basaglia e la creazione di strutture per malati psichiatrici, al fine di venire incontro alle esigenze degli stessi e delle famiglie;
– attivarsi con opportune iniziative affinché sia sancito il diritto di precedenza a chi risiede da almeno dieci anni nel territorio regionale per l’ottenimento dei servizi sociosanitari;
– favorire la protezione sociale delle famiglie con disabili anche attraverso interventi di carattere economico e vantaggi fiscali e favorire la conciliazione fra lavoro e cura familiare, tramite anche lo sviluppo degli asili nido;
– liberare i bilanci degli enti locali dall’onere derivante dall’affidamento dei minori ai servizi sociali da parte dell’autorità giudiziaria;
– realizzare un sistema formativo che possa integrarsi con quello esistente, secondo una didattica flessibile e dinamica, che si collochi ad un livello intermedio tra il diploma finale di apprendistato e i titoli di tipo superiore;
aumentare gli incentivi e le detrazioni per gli artigiani che assumono giovani under 30, cui trasferire le conoscenze e le esperienze riguardo gli antichi mestieri al fine di salvaguardare le attività artigiane e favorire il cambio generazionale;
– promuovere provvedimenti atti a favorire l’insediamento di attività imprenditoriali dei giovani nei settori di massima vocazione territoriale;
– attuare politiche, soprattutto a livello regionale con l’ausilio dei fondi europei, per incentivare l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro, anche attraverso incentivi fiscali ai datori di lavoro o forme di prestito agevolato e sburocratizzazione per i giovani che intendano aprire un’azienda.

   
6 MOZIONE EUROPA – Assemblea Federale – 22 settembre 2013 – VENEZIA
 

(Affari Esteri e Politiche per l’Europa)
Considerate le mozioni n. 85, 86, 87, 88 e 89;
l’Assemblea Federale impegna tutti i Militanti e in particolare gli eletti ad ogni livello istituzionale a sostenere i seguenti obiettivi:
- costruzione di una Europa dei Popoli, federale su base macroregionale e regionale, legittimata politicamente dal popolo, per superare gli Stati nazionali;
– superamento dell’attuale sistema Euro tramite la rinegoziazione dei Trattati, anche attraverso la partecipazione popolare dei cittadini (referendum), al fine di realizzare una moneta aderente alle esigenze dell’economia reale tra i territori e in grado di ispettare i princìpi della sana contabilità pubblica;
– elezione diretta del Presidente della Commissione europea;
– contrastare il processo di adesione della Turchia all’Unione europea;
– tutelare le radici giudaico-cristiane dell’Europa, favorendo anche una politica demografica e di sostegno alle nostre famiglie;
– contrastare con ogni mezzo l’immigrazione clandestina, utilizzando, con adeguati finanziamenti alle agenzie (Europol ed Eurojust), le risorse dell’Unione europea;
– revisione del modello di finanziamento dell’Ue per una concreta diminuzione del carico impositivo su famiglie ed imprese anche attraverso la tassazione delle transazioni finanziarie speculative;
– rivedere i Trattati Ue per attribuire più poteri al Parlamento europeo, unico organo democraticamente eletto dai cittadini;
– riallocare ai livelli istituzionali più funzionali, Regioni e Macroregioni, le competenze oggi in capo all’Unione;
– interrompere le missioni internazionali del Paese e contrastare qualsiasi tipo di intervento militare futuro;
– sostenere ogni iniziativa volta alla difesa del nostro sistema produttivo anche attraverso gli strumenti anti-dumping.

   

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