Parere Commissione UE

Evoluzione delle strategie macroregionali dell'UE: pratiche attuali e prospettive future, in particolare nel Mediterraneo

PARERE DELLA COMMISSIONE PER GLI AFFARI ESTERI  (approvata nel mazo 2012 ndr)

Relatore: François Alfonsi

Osservazone sintetica: Essendo la Commissione rivolta agli affari esteri, sottolinea l'importanza della nuova strategia chiamata Macro Regione all'interno delle politiche di coesione territoriale, ribadisce il successo dell'esperienza della Macro Regione del Mar Baltico, allora gia esistente, e sottolinea l'importanza prospettica di tale strumento per l'intera area del mediterraneo.

-Premessa
-Motivazione

 Di seguito si riporta il testo della RELAZIONE  (bibl.1)  sull'evoluzione delle strategie macroregionali dell'UE: pratiche attuali e prospettive future, in particolare nel Mediterraneo. (Approvata con 58  voti a favore un astenuto e un contrario nel marzo 2012). 

Premessa

[omissis]……

A. considerando che la strategia macroregionale per il Mar Baltico è stata approvata nel 2009 e che la Commissione [relazione del 22 giugno 2011 –COM(2011)0381] ha sottolineato "l'interesse di [questo] nuovo modo di cooperazione";
B.  considerando che il 13 aprile 2011(8) il Consiglio ha invitato la Commissione "a svolgere un ruolo guida nel coordinamento strategico" della strategia macroregionale per il Danubio;
C. considerando che la strategia macroregionale è destinata ad aprire un campo nuovo per la politica di coesione in Europa, avendo per obiettivo uno sviluppo su base territoriale;
D. considerando che la linea di bilancio "assistenza tecnica a favore del Mar Baltico", votata su iniziativa del Parlamento europeo durante l'adozione del bilancio 2011 dell'Unione, ha dato prova dell'interesse di tali finanziamenti per lo sviluppo efficace di una strategia macroregionale;
E.  considerando la proposta della Commissione di rafforzare la componente transnazionale della politica di cooperazione territoriale per sostenere nuove politiche macroregionali(9);
F.  considerando che diversi progetti di macroregioni sono in una fase avanzata e che la Commissione, nel suo ruolo di coordinamento, deve contribuire ad attuare una governance sostenibile e a definire criteri comuni e indicatori misurabili per permettere di valutarne la pertinenza;
G. considerando che il Mediterraneo ha svolto un importante ruolo geopolitico nella storia europea;
H. considerando che la cosiddetta "Primavera araba" ha evidenziato il potenziale strategico dei legami geografici, politici ed economici tra le due sponde del Mediterraneo;
I.   osservando il successo della cooperazione nel quadro del Processo di Barcellona e dell'Unione per il Mediterraneo nonché le iniziative di cooperazione multilaterale e bilaterale adottate nell'ambito di alcuni strumenti e programmi dell'Unione europea, quali il MED o l'ENPI nel contesto della politica di vicinato dell'Unione europea;
J.   osservando l'attuale evoluzione dell'Unione per il Mediterraneo e dato che il suo potenziale quale catalizzatore nella regione è destinato a crescere;
K. considerando che un approccio macroregionale consentirebbe di definire un progetto d'insieme in questo spazio vitale per il futuro dell'Unione, per uscire dalla crisi attuale e dare risposta alle attese di tutti i paesi vicini, in particolare quelli del Mediterraneo meridionale;
L.  considerando che lo spazio mediterraneo è un insieme coerente, che forma un unico bacino culturale e ambientale in cui si condividono diverse caratteristiche e priorità comuni in ragione del "clima mediterraneo": stesse produzioni agricole, stessa abbondanza di energie rinnovabili, in particolare di energia solare, identica importanza del turismo, stesso rischio di catastrofi naturali (incendi, inondazioni, terremoti, carenza di risorse idriche) e stessi rischi di fronte ai comportamenti umani, in particolare per quanto riguarda l'inquinamento marittimo;
M. considerando che il Mediterraneo è una zona estremamente vasta che si estende da est a ovest lungo quasi  4.000 km, caratterizzata da numerosi spazi insulari e territori aventi frontiere marittime e terrestri con l'Africa settentrionale, e che è necessario promuovervi una vasta rete di rotte marittime che consentano di sviluppare gli scambi riducendone al contempo l'impatto in termini di emissioni di CO2;
N. considerando che, nonostante l'articolo 174 del TFUE, le istituzioni europee non hanno ancora adottato una strategia permanente che tenga in considerazione le esigenze specifiche delle isole, e considerando che la piena accessibilità delle regioni insulari mediterranee e una loro migliore integrazione nel mercato unico europeo potrebbero essere garantite più efficacemente mediante l'assegnazione di risorse adeguate e l'adozione di un approccio integrato alla questione dell'insularità, riconoscendo lo svantaggio strutturale cui devono far fronte le popolazioni isolane nei settori dei trasporti e dell'energia;
O. considerando l'avanzamento della proposta concernente una strategia macroregionale adriatico-ionica, che s'inserisce in una lunga tradizione di cooperazione e di solidarietà in un territorio contiguo intorno ai Mari Adriatico e Ionio e che ha il sostegno degli otto Stati partecipanti all'Iniziativa adriatico-ionica (IAI), come più volte manifestato nelle dichiarazioni degli otto ministri degli affari esteri aderenti all'Iniziativa ad Ancona (2010), a Bruxelles (2011) e a Belgrado (2012);
P.  considerando le consultazioni condotte nel quadro dell'elaborazione della presente relazione con numerose regioni interessate, con l'Unione per il Mediterraneo e con diversi organismi impegnati nella politica di cooperazione territoriale dell'Unione europea;
Sulle strategie macroregionali in generale
1.  approva l'approccio macroregionale alle politiche di cooperazione territoriale tra aree appartenenti a uno stesso territorio: spazio marittimo, massiccio montuoso, bacino fluviale; ritiene che le strategie macroregionali abbiano aperto un nuovo capitolo nella cooperazione territoriale europea applicando un approccio dal basso verso l'alto ed estendendo la cooperazione a un numero sempre crescente di settori grazie a un uso migliore delle risorse disponibili; raccomanda che le strategie macroregionali, visto il loro evidente valore aggiunto a livello europeo, ricevano maggiore attenzione nel quadro della cooperazione territoriale europea che sarà rafforzata a partire dal 2013;
2.  ritiene che questo tipo di cooperazione territoriale sia utile, in particolare laddove le frontiere hanno frammentato tali spazi nel corso della storia, e possa favorire l'integrazione dei nuovi Stati membri e delle loro regioni;
3.  ritiene che grazie alla veduta d'insieme offerta da una strategia macroregionale i progetti di cooperazione territoriale e lo strumento del GECT avrebbero un maggiore valore aggiunto e che in questo modo si rafforzerebbero le sinergie con le grandi strategie dell'UE come le reti transeuropee di trasporto o la politica marittima integrata; è del parere che tale approccio contribuirebbe altresì a facilitare il coinvolgimento di altri strumenti della politica europea, come quelli proposti dalla BEI; ritiene che tali approcci avrebbero come risultato un migliore coordinamento delle politiche europee a livello transnazionale e interregionale;
4.  raccomanda di fondare le strategie macroregionali su una governance multilivello, garantendo la partecipazione delle autorità locali e regionali e del maggior numero possibile di partner e di soggetti interessati – come rappresentanti della società civile, delle università e dei centri di ricerca – tanto all'elaborazione quanto all'attuazione delle strategie macroregionali, al fine di rafforzarne la titolarità ai livelli locale e regionale;
5.  sottolinea che le macroregioni rappresentano un ambito favorevole alla partecipazione dei soggetti politici locali e degli attori non governativi, poiché tali regioni incoraggiano lo sviluppo di sistemi di coordinamento efficaci che facilitano gli approcci dal basso verso l'alto, al fine di garantire la significativa partecipazione della società civile al processo decisionale politico e la creazione di sinergie tra le iniziative esistenti al fine di ottimizzare le risorse e riunire gli attori coinvolti;
6.  ritiene che la strategia macroregionale possa indirizzare le politiche di vicinato e/o di preadesione dell'Unione verso una maggiore efficacia;
Sulle strategie macroregionali in corso
7.  plaude al fatto che la strategia macroregionale per il Mar Baltico abbia mostrato la sua capacità di generare un valore aggiunto europeo importante: convalidata dal Consiglio, sostenuta dalla Commissione, condivisa da tutti i soggetti nazionali, regionali e locali interessati, essa ha definito un programma d'azione con priorità chiaramente definite;
8.  chiede che questa strategia formi oggetto di una valutazione completa sulla base di criteri oggettivi e di indicatori misurabili per ciascuno dei settori prioritari;
9.  ritiene necessario, per garantire il pieno successo di questa strategia, sostenerne nel tempo la struttura di governance, estendendola alle autorità locali e regionali mediante il suo inserimento nell'ambito del prossimo periodo di programmazione 2014-2020;
10.  chiede alla Commissione e al Consiglio di sostenere apertamente l'approccio intrapreso per il bacino del Danubio, che deve anch'esso costituire oggetto di una valutazione e di un monitoraggio periodici;
Sulle strategie macroregionali future
11.  suggerisce alla Commissione di coordinare un processo di riflessione e di concertazione per le strategie macroregionali future; ritiene che si tratti di individuare le zone prioritarie tenuto conto della mancanza di cooperazione o dell'esigenza di rafforzare la cooperazione esistente tra aree europee appartenenti a Stati membri diversi ma partecipi di uno stesso territorio; reputa che tale concertazione debba concludersi con l'elaborazione di una "mappa previsionale delle macroregioni europee", frutto di un'ampia concertazione con le regioni e gli Stati membri interessati, che non avrà carattere vincolante e potrà evolvere in funzione delle dinamiche locali;
12.  è del parere che le strategie macroregionali necessitino di un migliore allineamento dei finanziamenti, di un uso più efficiente delle risorse esistenti e di un coordinamento degli strumenti; ritiene che – sebbene tali strategie non abbiano bisogno né di nuovi finanziamenti, né di nuovi strumenti istituzionali, né di una nuova regolamentazione – tuttavia l'accompagnamento delle medesime giustifichi un sostegno con fondi europei sotto forma di stanziamenti per l'assistenza tecnica e di stanziamenti per la fase preliminare di valutazione e raccolta dati e per l'eventuale start-up, e ritiene altresì che la strategia macroregionale debba favorire i progetti strutturali tenendo conto del quadro finanziario pluriennale 2014-2020;
13.  invita la Commissione e il Consiglio a tenere conto delle strategie macroregionali dell'UE all'atto della decisione su talune dotazioni di bilancio, quali i fondi strutturali e di coesione, la ricerca e lo sviluppo e, in particolare, la cooperazione regionale;
14.  chiede l'introduzione di un percorso obbligatorio per i programmi operativi mirato alle rispettive priorità delle strategie macroregionali al fine di garantire il miglior coordinamento possibile degli obiettivi e dei mezzi;
Prospettive nel Mediterraneo
15.  sostiene l'attuazione di una strategia macroregionale per il bacino del Mediterraneo al fine di offrire un piano d'azione volto ad affrontare le sfide comuni e le problematiche cui sono confrontati i paesi e le regioni mediterranee e al fine di strutturare questo spazio essenziale per lo sviluppo e l'integrazione dell'Europa, e chiede al Consiglio e alla Commissione di agire rapidamente in tal senso;
16.  ritiene che una strategia macroregionale mediterranea che associ l'Unione, le autorità nazionali, regionali e locali, le organizzazioni regionali, le istituzioni finanziarie e le ONG della sponda europea del bacino del Mediterraneo e dell'Unione per il Mediterraneo, e che sia aperta ai paesi vicini e/o ai paesi in fase di preadesione, sia in grado di innalzare notevolmente il livello politico e operativo della cooperazione territoriale in questa zona; sottolinea l'importanza di basarsi sull'esperienza, sulle risorse esistenti e sui risultati raggiunti dalle organizzazioni regionali esistenti;
17.  sottolinea che una macroregione del Mediterraneo potrebbe garantire che i vari programmi dell'UE concernenti il Mediterraneo si completino a vicenda e che i finanziamenti esistenti siano utilizzati nella maniera più efficace possibile, e potrebbe apportare un reale valore aggiunto ai progetti concreti dell'Unione per il Mediterraneo e associare i paesi terzi e le regioni interessati fin dalla fase di definizione della strategia, utilizzando a tale scopo lo strumento finanziario di vicinato e di partenariato, sempre nell'assoluto rispetto dello Stato di diritto e dei diritti umani, delle libertà fondamentali e della democrazia, "e promuovendo, ove necessario, il principio del "di più per chi si impegna di più";
18.  insiste sull'importanza del bacino del Mediterraneo come spazio di cooperazione decentrato – che va oltre i rigidi confini geografici – per rafforzare il processo decisionale transregionale e la condivisione di buone pratiche, non da ultimo per quanto riguarda la democrazia, i diritti umani, lo Stato di diritto, l'ecologia, lo sviluppo economico, l'ecoturismo nonché i partenariati in materia di cultura, ricerca, istruzione, gioventù e sport; sottolinea l'importanza specifica dell'istruzione quale catalizzatore per una transizione democratica;
19.  ritiene che la macroregione mediterranea debba svilupparsi in conformità delle norme internazionali sui diritti economici, sociali e culturali, in particolare la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo e la Convenzione dell'Unesco sulla protezione e la promozione della diversità delle espressioni culturali;
20.  esorta il Consiglio a dare seguito alle sue conclusioni del 24 giugno 2011 e a tenere conto delle volontà espresse in ordine alla strategia macroregionale adriatico-ionica dai territori interessati a livello nazionale, regionale e locale, nonché dei legami storici, delle tradizioni e delle iniziative intraprese, adottando tale strategia nei prossimi mesi, in modo da realizzare un primo passo verso l'attuazione di una strategia macroregionale mediterranea;
21.  sottolinea che la strategia macroregionale adriatico-ionica costituisce un fattore significativo di riconciliazione tra i territori dei Balcani occidentali e può contribuire all'integrazione di questi paesi nell'Unione europea;
22.  auspica che anche nel Mediterraneo occidentale e nel Mediterraneo orientale emergano strategie macroregionali che integrino una componente marittima sostanziale e tengano conto delle specificità dei numerosi territori costieri e insulari mediterranei e delle loro esigenze di sviluppo; ritiene che queste strategie future debbano dedicare maggiore attenzione alla tutela dell'ambiente, alla biodiversità e al turismo sostenibile;
23.  invita la Commissione ad applicare pienamente l'articolo 174 del TFUE mediante un piano strategico, al fine di superare gli svantaggi strutturali dei territori insulari e di garantire le condizioni necessarie per la crescita economica e per un'effettiva coesione sociale e territoriale; rileva che occorre prestare particolare attenzione alla necessità di garantire la piena accessibilità e continuità territoriale di questi territori con il continente europeo, attraverso finanziamenti adeguati; esorta inoltre la Commissione ad adottare misure – come l'aumento della soglia degli aiuti "de minimis" a favore delle isole, in particolare nei settori dell'agricoltura, dei trasporti e della pesca – che contribuiscano a porre i territori insulari su un piano di parità competitiva con i territori continentali, in modo da ridurre il divario tra i diversi livelli di sviluppo delle regioni europee e da garantirne l'effettiva integrazione nel mercato unico;
24.  auspica che la Commissione assuma una posizione favorevole nei confronti della dimensione insulare della strategia macroregionale mediterranea, in particolare nel valutare gli aiuti di Stato che rappresentano una legittima compensazione per gli svantaggi legati all'insularità e nell'adeguare la politica di coesione e le politiche di ricerca e innovazione alle esigenze specifiche delle regioni insulari, al fine di rafforzarne l'integrazione nell'Europa continentale;
25.  sottolinea l'importanza delle industrie culturali e creative quali colonne portanti dello sviluppo e della creazione di posti di lavoro nelle regioni insulari;
26.  esorta la Commissione a individuare gli strumenti necessari che permettano la valutazione e l'eventuale lancio di nuove iniziative macroregionali nel Mediterraneo occidentale e orientale, come ad esempio progetti pilota;
27.  sottolinea che le principali aree di intervento per la macroregione del Mediterraneo dovrebbero essere mirate agli opportuni livelli subregionali per la cooperazione su progetti specifici e comprendere le reti energetiche, la cooperazione scientifica e l'innovazione, le reti per la cultura, l'istruzione e la formazione, il turismo, il commercio, la tutela ambientale, il trasporto marittimo sostenibile, la sicurezza marittima e la protezione dell'ambiente marino dall'inquinamento, dal sovrasfruttamento e dalla pesca illegale attraverso la creazione di una rete integrata di sistemi di informazione e sorveglianza per le attività marittime, il rafforzamento della buona governance e una pubblica amministrazione efficiente, in modo da favorire la creazione di posti di lavoro;
28.  ritiene che il coordinamento di queste tre strategie macroregionali – Mediterraneo occidentale, Iniziativa adriatico-ionica e Mediterraneo orientale – consentirà di condurre una politica d'insieme per tutto il bacino del Mediterraneo, in sinergia con le priorità definite dalle organizzazioni regionali e internazionali, in particolare quelle definite dall'Unione per il Mediterraneo, e di applicare le migliori pratiche in grado di contribuire al conseguimento degli obiettivi della strategia dell'Unione europea per una crescita economica intelligente e sostenibile;
29.  ritiene importante, in particolare dopo gli eventi della Primavera araba, che la nuova macroregione contribuisca alla definizione di una nuova strategia con i paesi terzi per la corretta gestione dei flussi d'immigrazione, col debito riguardo per i benefici reciproci derivanti da una maggiore mobilità, sulla base della lotta alla povertà e della promozione dell'occupazione e del commercio equo, contribuendo inoltre così alla stabilità nella macroregione;
30.  ritiene – dato che i territori mediterranei dell'UE condividono frontiere marittime e terrestri con l'Africa settentrionale – che una strategia macroregionale promuoverebbe la dimensione meridionale della politica europea di vicinato, assumendo una dimensione territoriale concreta che garantirebbe una migliore gestione dei flussi migratori e avrebbe effetti positivi sul rendimento delle economie dei paesi interessati;
31.  ritiene che una strategia macroregionale nel Mediterraneo debba coordinare i finanziamenti europei esistenti, in particolare quelli relativi alla politica di vicinato, alla politica di coesione e alla cooperazione territoriale, per dare attuazione a progetti mirati a rispondere a sfide comuni, quali la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale euro-mediterraneo; ricorda l'importanza di una politica di vicinato per il Sud coordinata ed equilibrata e dell'ammissibilità dei progetti culturali finanziati dal FESR per affrontare tali sfide;
32.  sottolinea l'importanza delle industrie del settore culturale e creativo e ritiene che tale settore dell'economia svolgerà un ruolo sempre più importante ai fini della crescita economica e dell'occupazione nella regione; chiede che sia rivolta particolare attenzione all'attuazione di programmi di scambi culturali e accademici, nonché al rafforzamento delle relazioni culturali e di solidi legami a livello di turismo;
33.  ritiene che il turismo culturale possa produrre effetti di rilievo sulla regione mediterranea, sia da un punto di vista economico sia come fattore di conoscenza reciproca e di comprensione interculturale;
34.  sottolinea che la macroregione mediterranea agevolerebbe il dialogo interculturale e l'arricchimento del patrimonio culturale comune dell'Unione europea, mobiliterebbe la società civile e incoraggerebbe pertanto la partecipazione delle ONG e delle popolazioni del Mediterraneo ai programmi dell'UE in materia di cultura e istruzione;
35.  ricorda il ruolo fondamentale svolto dall'istruzione ai fini della democrazia e dello sviluppo economico e sociale, nonché l'importanza della formazione professionale per contrastare la disoccupazione giovanile;
36.  sottolinea l'importanza di rafforzare – nel quadro della macroregione mediterranea e tenendo conto delle motivazioni dei giovani in particolare nei paesi del Sud – la cooperazione nel settore della gioventù promuovendo programmi europei e creando sinergie con l'attività dell'Ufficio mediterraneo della gioventù;
37.  sottolinea l'importanza di concentrarsi soprattutto sui giovani, poiché costituiranno la base di una nuova generazione e saranno coloro che eserciteranno la maggiore influenza sul modo di affrontare il futuro dei rispettivi paesi;
38.  raccomanda, al fine di promuovere programmi di scambio, ricerca dinamica, innovazione e apprendimento permanente, la creazione di reti con istituti di istruzione superiore e di ricerca presenti nella futura macroregione mediterranea e lo sviluppo di infrastrutture scolastiche in tale regione, così come la rimozione degli ostacoli alla circolazione degli studenti, delle persone in formazione, dei giovani volontari, degli insegnanti, dei formatori, dei ricercatori e del personale amministrativo; sottolinea la necessità di promuovere la qualità dell'insegnamento e della ricerca nell'ambito di tali reti finanziando e sostenendo adeguatamente i programmi Tempus e Erasmus Mundus, soprattutto in considerazione del basso numero di beneficiari del programma Erasmus Mundus nella regione mediterranea;
39.  osserva che la mobilità degli artisti e delle opere artistiche nello spazio euro-mediterraneo è intralciata da numerosi ostacoli, che variano a seconda del paese e della regione e che sono connessi non solo alle difficoltà di ottenere visti ma anche alla mancanza di status degli artisti e alle condizioni che incontrano in quanto creatori di opere d'arte, in particolare nei paesi del Sud; ritiene che una macroregione mediterranea servirebbe a promuovere un riconoscimento reciproco dello status degli artisti, offrirebbe opportunità per riflettere sulla mobilità e ottimizzerebbe l'uso dei programmi di formazione, delle reti e della libera circolazione degli attori culturali, degli artisti e delle opere;
40.  sollecita, per il prossimo periodo di programmazione, l'attuazione di un programma "Erasmus euro-mediterraneo" destinato a favorire la mobilità transnazionale degli studenti delle due sponde del Mediterraneo, nonché di un programma "Leonardo da Vinci euro-mediterraneo" per i giovani che, nel quadro di una strategia macroregionale, desiderano acquisire una formazione professionale all'estero;
41.  sottolinea la necessità di adottare misure volte a contrastare la crescente "fuga dei cervelli" da questa regione;
42.  esorta a trarre profitto dalla diversità storica, culturale e linguistica dello spazio mediterraneo, la quale costituisce un fattore d'innovazione e conferisce slancio all'industria culturale e all'industria creativa nonché al settore turistico; chiede di incoraggiare e sostenere la cooperazione tra musei e istituti culturali;
43.  ricorda che nei paesi che si affacciano sul Mediterraneo si registra un particolare interesse per il cinema e le produzioni audiovisive europee, e che ciò continua a esercitare un'influenza importante sul dialogo tra le culture presenti nell'area, nel quadro dell'attuale fase di evoluzione democratica di tali società;
44.  suggerisce di adoperarsi per intensificare la cooperazione e gli scambi con i paesi terzi, onde migliorare la posizione della produzione europea sul mercato mondiale e in particolare nell'area del Mediterraneo, promuovendo così lo scambio culturale ma anche l'avvio di nuove iniziative volte a incoraggiare il dialogo euro-mediterraneo e il progresso democratico nell'intera regione, soprattutto alla luce degli impegni assunti durante la Conferenza euro-mediterranea sul cinema;
45.  invita gli Stati membri interessati a incoraggiare la volontà di cooperazione che è emersa durante l'elaborazione della presente relazione ed esorta la futura presidenza cipriota dell'Unione a promuovere tale progetto, di modo che la Commissione e il Consiglio possano adottare urgentemente un piano d'azione per la macroregione del Mediterraneo; sottolinea inoltre l'importanza della cooperazione intergovernativa e interregionale ai fini dell'elaborazione della strategia macroregionale;
46.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.

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MOTIVAZIONE (testo integrale)
  1.  L'avvento delle macroregioni
Istituita nel 2009, la macroregione del Mar Baltico riunisce un insieme coerente di territori aventi per obiettivo quello di cooperare per risolvere al meglio i problemi economici e ambientali riscontrati. Tale cooperazione ha assunto la forma di una "strategia macroregionale", intesa a coordinare le forti cooperazioni settoriali già esistenti e articolata intorno a quattro pilastri, ambiente, prosperità, accessibilità e sicurezza, e a un piano d'azione costituito da 15 assi prioritari e 80 progetti faro.
Tale esperienza ha ispirato altri progetti. Uno di questi, la macroregione del Danubio, ha compiuto i primi passi. Altri sono previsti. Le istituzioni coinvolte – Stati membri, regioni, enti locali – collaborano per definire ambiti analoghi in diverse macroregioni europee, caratterizzate da tratti comuni: stesso spazio marittimo, stesso massiccio montuoso, stesso bacino fluviale ecc.
Le strategie macroregionali aprono nuove prospettive ai progetti di cooperazione territoriale sostenuti dalla politica di coesione e possono accompagnare le grandi strategie dell'Unione, quali le reti transeuropee di trasporto o la politica marittima integrata. Tali strategie possono garantire un migliore adeguamento fra i programmi regionali e gli obiettivi della strategia 2020 del Parlamento europeo.
2. Stato di avanzamento e primi riscontri
L'idea di macroregione ha mobilitato le parti interessate e il fermento che si osserva è la riprova dell'esistenza di un'aspettativa reale per concentrarsi su questo nuovo settore delle politiche pubbliche in Europa, con l'obiettivo di uno sviluppo su base territoriale. Le motivazioni di base non sono unicamente di natura oggettiva – l'interazione fra regioni di uno stesso vicinato – ma anche di ordine storico e culturale, dato che tali aree hanno condiviso nei secoli una storia comune. Tali legami senza tempo, da confermare, o anche, talvolta, da rinnovare, definiscono una base di cooperazione condivisa. L'adesione al concetto di macroregione testimonia altresì dell'evoluzione dell'idea europea.
La Commissione si è impegnata nell'attuazione della strategia del Mar Baltico. Nelle sue conclusioni del 13 aprile 2011 sulla macroregione del Danubio, il Consiglio ha nuovamente invitato la Commissione "a svolgere un ruolo guida nel coordinamento strategico". In termini concreti, la governance di un simile dispositivo è complessa e la sua realizzazione richiede un'assistenza tecnica importante. La DG Regio non può, allo stato attuale, garantirne in misura maggiore.
Una volta superato l'effetto annuncio, sussiste il rischio reale che il tutto non si riveli altro che una "macchina" mangiasoldi priva di efficacia. È stata allora presentata la cosiddetta "regola dei tre no": no a nuovi finanziamenti, no a un nuovo strumento istituzionale, no a una nuova regolamentazione. Tale vincolo è stato mitigato dal Consiglio, che il 13 aprile scorso ha promosso una "regola dei tre sì": sì alla complementarietà dei finanziamenti, sì al coordinamento degli strumenti istituzionali, sì alla definizione di nuovi progetti. Una simile dialettica mira di fatto alla ricerca di un equilibrio, che occorre definire prima dell'adozione dei regolamenti della prossima politica di coesione territoriale 2014-2020.
3. Il valore aggiunto della strategia macroregionale
Dall'esempio del Mar Baltico, emergono diverse potenzialità grazie all'attuazione di strategie macroregionali. Si tratta principalmente di offrire un quadro di riferimento pertinente alle politiche di coesione e di favorire la cooperazione intersettoriale nell'ambito di un medesimo territorio. Tale quadro può orientare gli investimenti verso una maggiore complementarietà e influire sulle rispettive priorità di ogni piano regionale di sviluppo di una stessa macroregione europea, consentendo una visione d'insieme e vere e proprie sinergie nell'ambito di un approccio integrato.
Un altro vantaggio è rappresentato dal fatto che tale strategia consente una maggiore partecipazione e una migliore cooperazione fra i diversi strumenti d'intervento a disposizione dell'Unione europea, al di là dei meri stanziamenti destinati alla politica di coesione. Questo vale in particolare per la Banca europea per gli investimenti (BEI). Essa consente altresì la realizzazione di una convergenza tra le risorse delle regioni e dei diversi Stati membri attraverso una governance multilivello. Si tratta di una strategia vantaggiosa per tutte le parti in causa.
Infine, la strategia macroregionale offre alle politiche di vicinato dell'Unione un quadro favorevole a un dialogo rinnovato e a relazioni fruttuose e concrete.
4. Le difficoltà da superare
Ogni strategia macroregionale possiede una duplice componente: la dimensione territoriale, che passa attraverso la definizione di un territorio pertinente di applicazione, e la dimensione funzionale, che consiste nella definizione delle priorità. L'adesione delle realtà in causa deve essere un fatto acquisito al momento dell'avvio di un simile processo. Tali considerazioni portano a prevedere una fase preparatoria, della durata di uno o due anni, che preceda l'effettiva creazione di una macroregione.
Il funzionamento delle macroregioni deve sottrarsi all'insidia di una governance intergovernativa, benché la sua natura transnazionale implichi la partecipazione degli Stati membri interessati. Soltanto una governance articolata su più livelli, fra cui in particolare la scala regionale, è in grado di preservare la vocazione europea di simili processi e assicurare la complementarietà rispetto alla politica per lo sviluppo regionale dell'Unione europea.
La creazione delle future macroregioni "per generazione spontanea" non può essere un modello per l'avvenire. Ne deriverebbe un carattere aleatorio, nocivo all'instaurazione di processi coerenti. Nondimeno, ogni nuova iniziativa deve essere un processo "dal basso" e trarre origine dalle motivazioni reali dei soggetti sul campo.
Il riconoscimento di diversi progetti promossi nell'ambito delle strategie macroregionali richiede il coinvolgimento delle regioni del vicinato. Tale coinvolgimento deve rientrare nelle politiche territoriali e non nella dimensione della politica estera.
5. Le misure da considerare
Lo sviluppo di strategie macroregionali deve inserirsi in una riflessione globale, che consenta di fare il punto sulle problematiche concrete, in modo tale da evitare progetti velleitari o legati a semplici considerazioni politiche immediate. Occorre definire una "mappa previsionale delle macroregioni europee", che tuttavia non avrà carattere vincolante e potrà evolvere in funzione delle dinamiche locali.
Per ciascuna macroregione è necessario prevedere una "fase preparatoria", durante la quale assegnare i posti al tavolo delle parti interessate, in modo da delineare i primi assi strategici e, in più, gettare le basi di una governance futura: occorre designare una collettività che svolga il ruolo di capofila oppure creare un GECT o ancora optare per una governance collegiale con responsabilità ben definite e condivise tra Stati diversi o regioni diverse, oppure individuare qualsiasi altra modalità. In conformità della decisione del Consiglio, la Commissione è la guida naturale di un simile processo preparatorio. Deve quindi mettere a disposizione le risorse, umane e finanziarie, necessarie a un simile investimento.
Gli strumenti finanziari di sostegno allo sforzo di cooperazione macroregionale devono essere concepiti entro il perimetro della componente di cooperazione territoriale della politica di coesione. Ciò è conforme alla volontà di accrescerne sensibilmente il livello di bilancio, secondo l'impegno già espresso dal Parlamento europeo per il periodo di programmazione 2014-2020, impegno che anche la Commissione ha sostenuto, in particolare nella quinta relazione sulla politica di coesione che raccomanda una maggiore attenzione agli aspetti transnazionali.
Tale sostegno finanziario potrebbe giungere sotto forma di stanziamenti per l'assistenza tecnica, sia per la fase preparatoria presso la stessa Commissione, sia per la fase di attuazione presso l'istanza di governance individuata al termine della fase preparatoria.
Come avvenuto nel quadro della strategia del Mar Baltico, la complementarietà dei finanziamenti per i progetti prioritari può essere raggiunta collegando i criteri di selezione alle priorità della strategia macroregionale contestualmente agli inviti a presentare progetti nell'ambito dei programmi operativi della politica di coesione.
6. L'importanza di una strategia macroregionale nel Mediterraneo
Il bacino del Mediterraneo condivide un medesimo ambiente naturale, e una medesima realtà storica e culturale ne lega le sponde. Il sud dell'Europa è ricco di grandi potenzialità, che non possono essere valorizzate senza il coordinamento e senza la visione d'insieme che la definizione di una strategia macroregionale consente.
Il bacino del Mediterraneo è particolarmente esteso, il che porta a interrogarsi sul dispositivo macroregionale da privilegiare. Nella zona centrale, diversi soggetti si raccolgono intorno al progetto di una macroregione adriatico-ionica. Le consultazioni effettuate nel quadro della stesura della presente relazione portano ad avallare l'opzione di tre macroregioni distinte: una nel Mediterraneo occidentale, una nel Mediterraneo centrale, chiamata appunto adriatico-ionica, e la terza nel Mediterraneo orientale, con un dispositivo strutturato di coordinamento tra esse.
In virtù del loro "clima mediterraneo", le regioni mediterranee condividono anche ecotipi simili. Da nord a sud, da est a ovest, i prodotti della terra si rassomigliano e, nella loro varietà, costituiscono un'unica gamma di prodotti. Le problematiche ambientali (come gli incendi) sono ovunque le stesse. Prima meta turistica al mondo, tali territori hanno tutto l'interesse a cooperare per perpetuare e migliorare le prospettive di questo settore economico, cruciale per buona parte dello spazio mediterraneo.
In termini di potenzialità, emerge la necessità di porre il traffico marittimo al centro di una strategia dei trasporti nell'intero bacino, soprattutto nel settore delle merci. Nuove rotte, numerose e diversificate, devono essere aperte. Lo sviluppo delle energie rinnovabili, e in particolare dell'energia solare, trova nel Mediterraneo condizioni ottimali. Per obiettivi di questa portata, la strategia macroregionale può fornire le risposte giuste e coinvolgere partner del calibro della BEI.
La biodiversità mediterranea è particolarmente ricca, ma è anche altrettanto minacciata. La pesca eccessiva mette a repentaglio le sue risorse alieutiche. Il Mar Mediterraneo è un mare chiuso, solcato da un traffico marittimo estremamente intenso e le sue rive conoscono una crescita demografica tra le più forti, fenomeno ulteriormente accentuato dall'afflusso turistico. L'ambiente costiero e marino rappresenta quindi una fonte di grande preoccupazione per l'intero bacino. Occorre promuovere una politica coordinata per il trattamento dei rigetti in mare, attraverso una diffusione delle cooperazioni Nord-Sud fra gli enti locali, con il sostegno delle politiche di vicinato.
Per il 2020 e oltre, il Mediterraneo rappresenta il principale "orizzonte di prossimità" dell'Europa, proprio in virtù dei suoi 500 milioni di abitanti, di cui appena un terzo sono cittadini dell'Unione. Una dinamica di sviluppo che ruoti intorno al Mediterraneo può fungere da forza trainante per tutta l'economia europea.
In seno all'UE, lo spazio mediterraneo è strutturato troppo debolmente. Vi si registrano scarsi risultati in termini di cooperazione e interconnessione. Le sfide cui le autorità politiche del Mediterraneo devono far fronte potranno essere raccolte in modo assai più adeguato nel quadro di una riflessione e di un piano d'insieme.
Al di fuori dell'UE, le popolazioni delle rive del Mediterraneo conoscono livelli di vita estremamente degradati, sotto ogni punto di vista: economico, sociale, ecologico e politico. Lo sviluppo di queste società è una necessità per loro stesse e un'opportunità per l'Europa. Quest'ultima conquisterebbe una maggiore sicurezza, un controllo più "sostenibile" dei flussi d'immigrazione e la partecipazione diretta a un'area in crescita, con effetti positivi sulle proprie prestazioni economiche. Gli eventi della primavera scorsa, di cui si è fatta teatro la riva sud del Mediterraneo, sono quindi un invito pressante a sviluppare nuove politiche attive di vicinato. Poste, almeno in parte, in connessione con una strategia macroregionale, potrebbero assumere una dimensione territoriale concreta, garanzia di una maggiore efficacia.
Le regioni e gli Stati europei del Mediterraneo devono intraprendere un processo rafforzato di cooperazione e aprirne le porte a tutti i partner di uno spazio, come questo, essenziale per il futuro dell'Europa. In tale prospettiva, la strategia macroregionale è uno strumento d'elezione.

(fine testo della relazione)


Riferimenti

(1) Unione europea

RELAZIONE  sull'evoluzione delle strategie macroregionali dell'UE: pratiche attuali e prospettive future, in particolare nel Mediterraneo
27 giugno 2012 PE 488.006v02-00     A7-0219/2012  (2011/2179(INI))

http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+REPORT+A7-2012-0219+0+DOC+XML+V0//IT


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