Premessa

Il Punto di partenza per definire la strategia della MACRO REGIONE ALPINA

LA TESI: Le finalità della neo-Macro Regione Alpina, sono a tal punto pervasive, da superare gli interventi meramente amministrativi. Per tale motivo la strategia a supporto di questa iniziativa dovrà fissare obiettivi anche di tipo politico, nel contesto dei sei Stati  e due Principati coinvolti.

10-MAcr-e-stati-bisLa nuova MACRO REGIONE ALPINA esprime tesi strategiche, in parte note e altre meno conosciute. A partire dalla necessità di chiarire questa dimensione origina il presente sito WEB (vedi sezioni – in alto a destra). Gli aspetti di base della neo Macro Regione Alpina, sono rintracciabili nell'esperienza dell’Associazione transnazionale chiamata CIPRA (Commissione Internazionale per la Protezione delle Alpi). Questa è nata nel 1952, dopo il conflitto bellico, per tutelare l'ambiente alpino. CIPRA, ha continuato la sua opera di Associazione non-governativa negli anni successivi, fino al 1991 allorché, anche in base alla sua esperienza, è stata fondata una nuova istituzione, in questo caso governativa, chiamata CONVENZIONE DELLE ALPI (1991)  (bibl.1). Cinque Stati della UE assieme alla Svizzera e ai due Principati di Liechtenstein e di Monaco, nonché alla stessa Unione Europea, hanno sottoscritto un accordo diviso in otto protocolli  per tutelare lo Spazio Alpino. Sicché le tesi già sottese alla nascita di CIPRA si sono incanalate verso una doppia strategia: da un lato hanno ricevuto uno sviluppo e riconoscimento istituzionale grazie alla Convenzione delle Alpi e dall'altro hanno continuato a garantire uno sviluppo delle Alpi, con una metodologia decisionale c.d. dal basso, avvalendosi di puntuali progetti, sostenuti dall'organizzazione della stessa CIPRA. (V. Rete) e da numerose altre Istituzioni di volontari disseminate in tutto l'arco alpino. Il periodo storico in cui si determina la nascita della Convenzione delle Alpi (1991) è sintomatico. Si manifesta, infatti, in una fase della storia europea segnata da cambiamenti di estremo significato. Ci riferiamo  rispettivamente (a) alla sorprendente riunificazione della Germania (3/10/1990), (b) all'implosione dell'Unione Sovietica (1990/91) e infine (c) all'evoluzione della Comunità Europea che si è trasformata in un'aggregazione politica di Stati superando la precedente CEE, di tipo commerciale (Trattato Maastricht (1992)). In definitiva la storia di CIPRA costituisce un'esperienza significativa, per gli obiettivi e il superamento delle molte difficoltà sovra-nazionali che tale Associazione ha dovuto di fatto risolvere, onde procedere nella difesa delle Alpi e del suo ambiente, tema posto a fondamento della sua azione. Infatti, sia CIPRA sia la Convenzione delle Alpi, riconoscono la specificità territoriale alpina e cercano di valorizzare l'importanza delle Alpi anche per i territori di confine. Chiaramente vengono ribaditi i valori e i rischi del mondo alpino, cercando di attirare l’attenzione sulle potenzialità di quest'ambito per le sfide dello sviluppo del patrimonio naturale, culturale e sociale. Il territorio considerato da CIPRA e dalla Convenzione delle Alpi coinvolge oltre 14 milioni di abitanti (2007), per una superficie di circa 190.000 kmq. La  Macro Regione Alpina di cui si parla ora è più ampia, infatti  coinvolge una popolazione cinque volte maggiore,  ovvero circa 70 (settanta) milioni di persone per una superficie di 450.000 kmq. Le differenze sono precisate nella tavola che segue e nei dati delle singole Regioni (vedi Geografia). CIPRA è nata ed è rimasta un'associazione che raccoglie alcuni Stati sovrani (5 UE + CH, P.Liechtenstein e P.Monaco) che sono inseriti territorialmente e in modo diverso nella catena delle Alpi. Alcuni come l'Austria, la Svizzera, il Liechtenstein, sono territori quasi interamente alpini, altri come la Francia, l'Italia, la Germania e la Slovenia sono interessati dalle Alpi parzialmente, benché l'Italia sia l'unico paese ad essere in contatto con tutto l'arco alpino. La sede centrale di Cipra, è sita nel Principato del Liechtenstein, ma vi sono sedi perferiche anche in ogni altro Stato che aderisce all'iniziativa (v. mappa). Viceversa le sedi per la Convenzione delle Alpi, sono i rispettivi Ministeri di ogni Stato. Per l'Italia il referente risulta il Ministero dell'Ambiente [..]. Per quanto riguarda la neo Macro Regione Alpina si dovranno stabilire delle sedi analoghe. Da questo punto di vista, un primo significato della Macro-regione, che si sovrappone di fatto all'esperienza di CIPRA e della Convenzione della Alpi, si esprime nell'analogo obiettivo di valorizzare il patrimonio comune delle Alpi e di preservarlo per le future generazioni e la popolazione residente, attraverso la cooperazione transnazionale tra i Paesi alpini, le amministrazioni territoriali e le autorità locali. A tal fine CIPRA e la Convenzione delle Alpi hanno coinvolto la comunità scientifica, il settore privato e la società civile, e anche la neo Macro Regione Alpina non potrà fare diversamente (bibl.1). Di seguito esponiamo un raffronto tra le principali istituzioni, appena ricordate, che operano in senso trans-nazionale a tutela della catena delle Alpi.

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       Tavola 000-01 Dati di base delle tre tipologie delle diverse aggregazioni regionali

Come si può facilmente verificare nei materiali in rete di queste organizzazioni, gli obiettivi sono tesi al miglioramento delle condizioni sia del governo sia della conservazione dell'ambiente dei territori alpini, in ogni loro aspetto. Quindi gli sforzi di miglioramento sono diretti verso il sistema naturale, il turismo, il benessere delle popolazioni e in maniera analoga per fronteggiare i rischi tipici di questi territori, che non di rado portano a conseguenze fatali. Ribadiamo che dopo la ricomposizione di CIPRA, e il suo sdoppiamento Istituzionale-Governativo, avvenuto con la cosiddetta Convenzione delle Alpi nel 1991, anche l’Unione Europea (UE) si è mossa autonomamente indirizzando i suoi interessi operativi verso l’Area alpina. Dal 2000, infatti, la UE ha iniziato ad auto finanziare propri programmi e/o progetti volti a specifici problemi dei territori alpini, tramite i Fondi strutturali (vedi) e in particolare tramite un loro sotto-settore, chiamato: Programma INTERREG. Questi finanziamenti si sono intrecciati oggettivamente con le preesistenti attività di CIPRA, che tuttavia ha scelto di continuare a operare sul territorio con funzioni tipicamente a-politiche, come è espresso nel suo statuto (bibl.2) dichiarando nei fatti la propria diversità organizzativa, rispetto alla Convenzione delle Alpi. La UE ha continuato per due cicli settennali (2000-2006 e 2007-2013) a finanziare progetti, con le modalità e i metodi dei Fondi strutturali UE (bibl.3). Attualmente è in corso il ciclo successivo, ovvero quello 2014-2020. La UE si muove a partire dai Governi nazionali e Regionali, in osservanza dei Regolamenti di Bruxelles e del Commissario UE dello Sviluppo Regionale. L'insieme delle aree che legittimano tali finanziamenti, è stato definito: Spazio Alpino dal nome del Programma Direttore che ha iniziato a coordinare e continua a coordinare i vari progetti rivolti a questa specifica area (v. progetti Spazio Alpino). Questo nome è rimasto nel tempo probabilmente perché si riferisce a circa 350 milioni di euro ricevuti con la procedura dei Fondi strutturali UE.

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L'innovazione della Macro Regione

Tavola 001-02 Convenzione Alpi  

00-Firme-1191Prima della fine del ciclo 2007-2013 e l’inizio del successivo, ora in corso (2014-2020), nella UE ha preso corpo l’idea innovativa di riconoscere e istituzionalizzare con più determinazione gli sforzi dei gruppi di Regioni interessate da particolarità territoriali specifiche (presenza delle coste, delle montagne, dei confini, ecc.) e che spesso si devono misurare con amministrazioni pubbliche trans-nazionali. In questa direzione abbiamo assistito al varo istituzionale da parte della UE, della Macro Regione del Mar Baltico, per tutte le Regioni e relativi Stati che hanno le rive marine prospicienti lo stesso mare; analogo discorso si è sviluppato per i territori che costeggiano il fiume Danubio che si snoda per oltre duemila chilometri, creando la cosiddetta Macro Regione del Danubio.  Infine nel 2012 (29 giugno) dopo diverse riunioni preparatorie a partire dagli anni precedenti, nella cittadina di Bad Ragaz nel Cantone di San Gallo (CH) si è definita la necessità di un accordo tra tutte le Regioni interessate dalla ALPI. L’idea generale era quella di valorizzare e potenziare gli sforzi già esistenti per quest'area, come per esempio con l’esperienza di CIPRA e la Convenzione delle Alpi, appena ricordate. Emergeva inoltre la constatazione che forse era necessario porre al centro dell’attenzione della pianificazione territoriale in aggiunta alla determinante tipicità alpina, anche la centralità geografica di questa nuova area, nel contesto europeo. Ovvero a partire dalla caratteristica di questi territori si potevano ipotizzare e valutare azioni collettive a partire da un'aggregazione per motivi politici oltre che ambientali. In tal modo la nuova Macro Regione Alpina risulta essere un ulteriore motore di sviluppo, come si suole dire, per aiutare l'Unione Europea nel suo complesso, da molti anni in crisi. E' evidente, inoltre, che il territorio individuato è risultato molto più grande di quello di CIPRA, aumentando di conseguenza anche i vincoli territoriali. La tavola che precede cerca di evidenziare sinteticamente le principali differenze. La nuova Macroregione Alpina, di cui si sta discutendo, ha una estensione territoriale che supera di oltre il doppio quella di CIPRA. Vengono aggregate, infatti, 46 Regioni di sette Stati differenti cui si aggiungono (v. tavola) sia la Svizzera sia il Liechtenstein che per ora non appartengono ancora alla UE. Per il futuro si vedrà. Il territorio più grande ospita conseguentemente una popolazione più numerosa, ma nonostante queste evidenti differenze, che hanno la loro importanza, il nocciolo delle natura diversa tra CIPRA e la nuova Macro Regione Alpina deve essere rintracciata più credibilmente nel suo diverso approccio ai problemi esistenti. La differenza sostanziale si situa più precisamente nell'essere l'una a-politica e viceversa necessariamente politica l'altra. E' probabile che in rapporto al tasso di presena o assenza di questa dimensione dialettica si potranno misurare le future scelte sul campo, del nuovo organismo in oggetto nel settennio 2014-2020. La UE, per quanto di sua competenza, ha approvato l'inizio di questo nuovo accordo, ovvero delle 46 regioni nel dicembre 2013 avallandone ufficialmente la strategia, che rimane per ora in fieri (v. cronogramma). Come previsto dai regolamenti la Commissione UE, ha deciso di procedere all’approfondimento in senso pragmatico di questa nuova strategia finanziando un apposito gruppo di studio, che segue le procedure previste. Le Regioni interessate da parte loro, non sono rimaste passive, e continuano a incontrarsi sia come membri UE sia come soggetti istituzionali interessati dalle Alpi, per approfondire nei dettagli le prospettive e le finalità di tale accordo. In base alle riunioni già avvenute, la Macro Regone dovrebbe partire definitivamente ed operativamente, a metà del 2015. (vedi quadro cronologico). La mappa che segue evidenzia gli Stati interessati dallo Spazio Alpino tanto in senso geo-grafico (confine linea rossa) che geo-politico. Si vedano anche le schede con i dati prioritari di ogni regione. (Geografia – Home).

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  Tavola 000-03– Confini Spazio Alpino e Stati coinvolti

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Prime conclusioni: "ma in sintesi, questa Macro Regione Alpina a cosa dovrebbe servire?"

Come prima approssimazione, qualcuno potrebbe domandarsi: " ma in sintesi, questa Macro Regione Alpina a cosa dovrebbe servire"? Ovvero dopo aver considerato rispettivamente la presenza dell'Istituto Governativo della Convenzione delle Alpi , di associazione benemerite  come CIPRA, nonché dei progetti di INTERREG della UE, che si occupano del cosiddetto Spazio Alpino, (che potete analizzare nelle sezioni del sito) quale ruolo integrativo potrebbe assumere la neo Macro Regione Alpina, che già non è considerato da questi  istituti ? Perché quindi fare un doppione? I Fondi Strutturali UE per lo Spazio Alpino, hanno già assorbito oltre 350 milioni di euro (€) in dieci anni (v. sez. Spazio Alpino), perché  dovremmo spenderne altri, per azioni già in corso? La risposta è semplice. Non è così ! La Macro Regione Alpina, non solo si riferisce ad un territorio maggiore (70 milioni di abitanti contro 14) ma  intende muoversi verso obiettivi gestionali che ampliano di fatto quelli esistenti. Ciò risulta  sia per il contesto  sia per il metodo. Per il contesto ricordiamo l'intenzione di inglobare nel cosiddetto Spazio Alpino, anche le aree metropolitane ora escluse.  Ovviamente la centralità dell'ambiente alpino di riferimento, rimane un elemento portante che tuttavia nella Macro Regione Alpina  verrebbe esteso ai territori adiacenti.Tale funzione, da sola,   può costituire una parziale, ma significativa  innovazione di contesto. Qualsiasi approccio che si intende approntare, verso il complesso della catena montuosa delle ALPI  site al centro dell'Europa,  non può prescindere dalla valutazione delle sue caratteristiche, nel senso sia dei vincoli sia delle potenzialità. Tuttavia gli obiettivi che si intendono raggiungere non sempre devono considerarsi  univocamente di tipo amministrativo. Di seguito esponiamo, uno schema per chiarire tali questioni, che tra l'altro sintetizza i riferimenti esposti in precedenza. Ampliando il contesto si creano i presupposti per aumentare le funzioni di intervento. Da un lato  l'inserimento delle aree metropolitane, nel nuovo territorio di riferimento,  non può essere sottovalutata. Già in questo, infatti, vi sono implicitamente molte delle possibili novità. Assieme alle argomentazioni sottese ai materiali del presente sito, e delle ricerche integrative che si imporranno in futuro,  si delinea un  secondo livello  di diversificazione tra la Convenzione delle Alpi e la Macro Regione Alpina, che riguardano il metodo o se si preferisce la volontà politica. delle scelte che la possono animare.  L'immagine seguente,  cerca di  distinguere una metodologia improntata al funzionalismo ed un'alternativa che definiamo di tipo politico e comprehensive. Con l'atteggiamento funzionalista e pacellizzante (v. sotto) tipicamente si cerca di "aggiustare" ciò che esiste facendo funzionare al meglio il proprio settore, in questo caso l'ambiente alpino, senza considerare le questioni contigue, purtroppo spesso in pieno spirito gattopardesco; al contrario con quello diverso cosiddetto "politico e comprehensive", si interviene sul particolare, accettando quando necessario le dimensioni amministrative generali, ma senza dimenticare l'obiettivo finale teso a modificare in profondità le storture sociali e produttive esistenti. In questo modo si cerca di sostituire le incongruenze con  situazioni tendenzialmente correttive. Le difficoltà di questa seconda ipotesi di programmazione possono essere del tipo delle  resistenze che in Italia si stanno creando al tentativo di introdurre i costi standard  in alternativa a quelli storici (v. sez. economia); oppure ai tentativi di azzerare l'assistenzialismo di intere popolazioni a spese di altre (v.  sezione residuo fiscale). La Macro Regione Alpina  si concretizzerà nella misura in cui favorirà o ridurrà questo tipo di  volontà politica. Molte innovazioni sono contenute in questa seconda ipotesi di comportamento. Per i proponenti di tale soluzione, una situazione amministrativa come quella a statuto speciale  esistente per esempio nella Regione Sicilia, potrebbe essere un buon inizio. In altri termini i due modelli di riferimento sono centralista il primo e federalista in senso transnazionale il secondo. Come è evidente siamo di fronte, con l'opzione Macro Regione Alpina, intesa in senso completo, ad un possibile cambiamento di portata storica. Si badi bene, che se quanto stiamo delineando  fosse  realmente  utile al miglioramento delle condizioni di vita delle popolazioni interessate, ancorché raggiungibile in modo graduale, per quale motivo non dovrebbe essere posto negli obiettivi da raggiungere? Nella sezione OSTACOLI (v. sezione) si considerano le varie posizioni di tredici attori, per ora, pro o contro la Macro Regione Alpina e ad essa rimandiamo.

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Tavola 000-04- Sintesi dei due approcci operativi

Per offrire alcuni riferimenti esplicativi allo schema appena esposto, indichiamo una mappa semantica che cerca di specificare le differenze dei due ipotetici scenari. Ciò significa che i sostenitori dei due  modelli  della Macro Regione Alpina, solo apparentemente si riferiscono ad una medesima configurazione, cioè la Macro Regione. Le due ipotesi, infatti, non coincidono. In realtà il loro significato  e i loro obiettivi sono assai differenti e a volte alternativi.

Tavola 000-05- Diversità dei significati operativi dei due tipi di Macro Regione  

SCENARIO-14

Ulteriori elementi presenti dei territori della Valle del PO in Italia  

La lettura che viene offerta nell'analisi delle Istituzioni che già operano all'interno dell'opzioni volte al raggiungimento della Macro Regione Alpina  all'interno della politica della UE (v.sopra), deve essere affiancata, per completezza, anche alla presenza dell'ipotesi di inserire la nuova dizione di Macro Regione, nella Costituzione italiana. In questo senso già operano alcune  Regioni del Nord Italia, appartenenti alla Valle del PO, che sostengono  la tesi della nascita di una o più  Macro Regioni all'interno dei confini nazionali. Si veda a tal proposito la lettura ( e il video) proposta oltre che dalle forze politiche anche da alcuni  docenti universitari (6 bibl.)  che illustrano  il rapporto tra Macro Regione e Federalismo. La Macro Regione Padana o Cantone Padano, in riferimento a quelli elvetici, ha in sè gli elementi di una Macro-Regione indipendentemente dallo Spazio Alpino UE che potenzialmente si richiama ad una visione trans-nazionale. (continua ..)


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BIBLIOGRAFIA

(1) Convenzione delle Alpi - Opera di consultazione-Segnali alpini 1 • 2 – Edizione © Segretariato permanente della Convenzione delle Alpi, Innsbruck, 2010 (pp.274)per es.
Per i siti WEB del Segretariato permanente della Convenzione delle Alpi si consulti :  www.alpconv.org // info@alpconv.org
Sede di Innsbruck:  Herzog-Friedrich-Straße 15 // A-6020 Innsbruck // Austria
Sede distaccata di Bolzano: Viale Druso 1 – Drususallee 1 // I-39100 Bolzano Bozen // Italia

(2) Per visionare l'esperienza di CIPRA è possibile collegarsi al sito Ufficiale e rendersi conto dell'intensa e sistematica attività dell'Associazione. Vai http://www.cipra.org/it/cipra-home. CIPRA – Vivere nelle ALPI – STATUTO della Commissione Internazionale per la protezione delle Alpi (CIPRA internazionale)- Stato 10 ottobre 2013 (pp.11) – Im Bretscha 22 · 9494 Schaan · Liechtenstein · T +423 237 53 53 · F +423 237 3 54 · international@cipra.org · www.cipra.org

(3) Vedi procedura di assegnazione dei finanziamenti nei Fondi strutturali = (v.Sito)

(4) Il Segretariato permanente della Convenzione delle Alpi (1991)(v. sopra), è stato istituito nel 2002, e ne sostiene i lavori offrendo vari tipi di aiuto tra i vari organi e coordinandone le varie attività. Inoltre è competente in materia di relazioni pubbliche. Ha sede a Innsbrukin Herzog-Friedrich-Straße 15 e la sede distaccata si trova a Bolzano presso l'EURAC (Accademia Europea di Bolzano(ted. Europäische Akademie Bozen, lad. Academia Europeica de Bulsan,ing. European Academy of Bozen/Bolzano) è un centro di ricerca applicata privato con sede a Bolzano, in viale Druso 1.

(5) Fonte (riel.): Wikipedia 2014

(6) Prof. B.Galli al Convegno di Casteggio (PV) nel 2013 (v. video)


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Una reazione a Premessa

  1. monte ha scritto:

    Anche in sloveno. Spettacolare.

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