Territorio

SEZIONE TERRITORIO

Sommario

(clicca sull'argomento di interesse)

 

IL TERRITORIO

La Macro-regione Alpina è un'area assai vasta. Si estende da Marsiglia (sud-Ovest) fino a Vienna (nord-Est), ed è costituita dall'unione di molti territori amministrati diversamente. Tutti rientrano nella UE fatta esclusione, per ora, di Svizzera e Liechtenstein, che rappresentano un elemento di originalità. Tutti questi territori sono coordinati tramite specifiche normative sia nazionali sia comunitarie che si riferiscono anche alla loro gestione. Nella tavola seguente sono indicate le Aree metropolitane maggiori, le cui dinamiche  rappresentano con buona probabilità, un salto concettuale tra  i maggiori, registrato  nella pianificazione del territorio degli ultimi cinquanta anni. In questo caso le dodici aree indicate  nella mappa sottostante, si devono confrontare in un rapporto vicendevole anche con le caratteristiche positive e negative dello Spazio Alpino, il quale a sua volta esprime dinamiche sito-specifiche assai diverse. L'ambiente di Vienna è diverso da quello di Torino, quello di Monaco da quello di Milano, quello di Lione da quello di Lubiana e così via per gli altri.

Aree metropolitane

Tavola 004-01- Relazione tra Aree metropolitane e Spazio Alpino

In particolare, considerando le problematiche estremamente intense e a volte conflittuali espresse dalle Regioni italiane nel settore della Pianifcazione del territorio, si può ipotizzare un'analoga dialettica in tutte le Regioni dei vari paesi interessati. Ovvero quelli francesi, svizzeri, tedeschi, austriaci e sloveni, ecc. Inoltre, l'area che si considera è tipicamente transfrontaliera, e quindi le sue dinamiche di conflitto (socio-economiche e ambientali) per definizione aumentano.

La dinamica e i conflitti territoriali, come per esempio i problemi dell'abitare, dei trasporti, dell'urbanizzazione dei suoli, della integrazione tra i sistemi antropici e gli eco-sistemi naturali, da un lato sono il dominio tematico di ciò che viene chiamata Macro Regione Alpina nei suoi aspetti Urbanistici e di  Pianificazione territoriale, e dall'altro si deve confrontare con dinamiche evolutive che risultano sempre più complesse e conflittuali e che per questo necessitano di interventi di governance continui. La caratteristiche dei territori di montagna, inoltre,  per lo più aggrava tali conflitti. Infatti, la pianificazione del territorio tanto in pianura  quanto in montagna, è in crisi sostanzialmente da sempre,  e come tale dovrà essere oggetto di profonda attenzione. A titolo esemplificativo, onde sostenere queste premesse, si consideri  il settore specifico  quale la raccolta delle informazioni fiscali sul costruito (edilizia  abitativa e/o per il lavoro, ecc.) che rientra nel settore chiamato: catasto. In teoria sembrerebbe un'attività amministrativa assai semplice, tuttavia in Italia esistono delle incredibili anomalie nella registrazione dei manufatti edilizi, e della loro accertazione catastale. Infatti, in questa attività amministrativa si riscontra che nell'intero territorio nazionale almeno due milioni di abitazioni non sono ancora censite, e inoltre che le classi di quantificazione utilizzate per la loro registrazione non sono sempre omogenee. Ovvero differiscono a seconda della Regione o in alternativa della città di riferimento. Come può accadere che un manufatto edilizio, moltiplicato anche milioni di volte,  risulti  invisibile e quindi non censito, è un problema che può destare notevoli preoccupazioni. Tale fenomeno anche in questo caso, conferma la differenza tra la situazione amministrativa al nord Italia, in via di perfezionamento e quella nel meridione, che in realtà presenta i dati quasi incredibili ora ricordati. In questo caso la responsabilità è da atrribuire alle forze politiche che governano gli Enti Locali interessati, le quali hanno interesse a gestire in questo modo lassista e clientelare il territorio. E' superfluo ricordare che i proprietari che non hanno accatastato il proprio manufatto, non pagano le relative tasse, e quindi, di conseguenza, il  budget complessivo raccolto dallo Stato per quella voce   risulta  impoverito, pesando  negativamente sulla gestione dei Servizi sociali, che necessitano delle tasse per operare. Non ci sono le risorse finanziare, concludono gli stessi politici, e quindi non si può intervenire ! Un raffronto tra la situazione del settore urbanistico e di pianificazione del territorio nelle varie regioni della Macro Regione Alpina emergerà nel dibattito quasi automaticamente, nel momento in cui si intenderà operare in queste aree. Ricordiamo che il disordine presente nella sola gestione catastale dei territori italiani sopratutto del Sud, esempio appena ricordato, ovvero milioni di appartamenti stranamente non censiti, rappresenta un indicatore significativo, di quella situazione generale di voluto mal governo, che spinge i territori del Nord Italia a decidere di aggregarsi con gli altri territori confinanti, a discapito delle Regioni del Sud Italia. Si dovranno definire le differenze o somiglianze in questo tipo di dialettica amministrativa territoriale, anche negli altri territori che circondano le Alpi. I principali dati delle Aree metropolitane sono espresse nella seguente tabella, mentre in quella successiva si indicano i valori demografici dello stato di appartenenza.

Tavola 004-02- Aree metropolitane ai confini delle Alpi

04-Aree-Met-pop22

La dimensione ed il peso della popolazione di queste Regioni inserite nello Spazio Alpino rappresenta un indicatore significativo, nonché un elemento di base per analizzare questi territori. I dati che seguono, si riferiscono alla fine e all'inizio dell'ultimo decennio, e costituiscono una prima proiezione. Aumentando le Regioni da aggregare, si modificano naturalmente anche le rispettive quantità, ma ci sembra che le linee di tendenza, che è ciò che ci interessa, in questa fase, siano destinate a rimanere costanti.

Popolazione della Macro Regione Alpina

Tavola 004-03- Popolazione della Macro regione alpina e proiezione  al 2020

04-D-MRA-bb

Le strutture urbane dello Spazio Alpino in senso stretto
 

La lettura delle strutture urbane dal punto di vista dello spazio Alpino in senso stretto è alquanto diverso dai dati ora esposti. Le più grandi città dell'Arco Alpino sono Grenoble (Francia) con 158.221 abitanti, Innsbruk (Austria con 120.147, Trento (Italia) con 115.386 e Bolzano (Italia) con 103.379.
 

I francesi chiamano Grenoble "Capitale delle Alpi" (Capitale des Alpes), gli austriaci chiamano Innsbruck "Capitale delle Alpi" (die Haupstadt der Alpen), mentre in Italia talvolta viene chiamata Torino "Capitale delle Alpi" (873.166 abitanti), sebbene sorga in una pianura posta direttamente ai piedi delle Alpi. Nel 2001, la popolazione totale delle Alpi era di circa 12.295.000 (Fonte Wikipedia).

MIGRAZIONE DELLA POPOLAZONE RESIDENTE

Come si può notare tutti i Paesi con le rispettive Regioni, che possono rientrare nella MacroRegione Alpina nell'ultimo decennio sono in crescita (v. sopra). I Paesi con la maggiore quota di popolazione totale dello Spazio alpino, sono nell'ordine Italia, Francia e Germania, i quali sono interessati dalla Macroregione Alpina, in maniera non completa. Infatti, altre loro Regioni non rientrano nelle dinamiche dello Spazio alpino. Viceversa, gli altri paesi come si può notare vi rientrano quasi completamente. In questo senso il problema di stabilire un accordo tra le Regioni della MacroRegone Alpina e lo Stato centrale è un problema soprattutto di Italia, Germania e Francia. Un ulteriore aspetto sarà quello di specificare come si comportano, dal punto di vista della variazione della popolazione residente, i territori specificatamente alpini a fronte di quelli di pianura. Per esempio la città di Milano è in pianura, non si trova in montagna, benché appartenga alla Regione Lombardia che per 3/4 è territorio alpino.Lo stesso vale per Venezia, Monaco o Vienna e molti altri centri metropolitani e urbani.  Da un lato nelle aree metropolitane si assiste ad una espulsione della popolazione dalle zone centrali verso quelle limitrofe. Milano ad esempio passa da 1.750.00 circa di popolazione a 1.250.000 dal 1975 al 1985, con una perdita di circa mezzi milione di abitanti soprattutto a causa della cosiddetta legge sull'Equo canone.  Dall'altro si registra un'analogo movimento migratorio In Italia, macon dimensioni differenti,  dal secondo dopoguerra ad oggi,  tramite  una crescita di popolazione  a valle e una netta perdita nei territori di montagna.  Per tale motivo, in alcune Comunità Montane italiane vi sono comuni con meno di duecento abitanti per il fatto che la popolazione negli ultimi decenni, per vari motivi, si è spostata andando a vivere a valle, abbandonando i luoghi di montagna (V. ad esempio Comunità Montana di Porlezza (CO)(bibl.4).
Il problema è a tal punto rilevante che vi sono dei Programmi Interreg (UE) dedicati ad affrontare lo specifico problema dello spopolamento dei territori di Montagna. Si veda ad esempio Sezione Fondi strutturali e LINK per il seguente Programma.

Progetti finanziati per analizzare il fenomeno della perdita di popolazione

005 – Progetto PADIMA (IT-CH-FR-ES-)

Presentazione del progetto PADIMA
Aumentare l’attrattività delle aree montane con il marketing territoriale

SITO PADIMA (continua la lettura) Per comunicare si può usare Padima@euromontana.org

Vedi inoltre :

Informazioni: Regione Lombardia
Accordi in essere :  ALPARC
http://it.alparc.org/risorse/cartoteca   –> Collegamenti
 

BIBLIOGRAFIA

 

 

 

 

4) A.A.V.V. Politecnico di Como e Centro di cultura scientifica Alessandro Volta - Piano pluriennale di Sviluppo socio-economico Comunità Montana di Porlezza - Porlezza (CO) 2003

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

Aggiungi ai preferiti : permalink.

Una reazione a Territorio

  1. monte ha scritto:

    non male- E sparito il saliscendi

Lascia una risposta