Atti ufficiali UE- ERSAF

SEZIONE: ATTI UFFICIALI  UE PER LA COSTITUZIONE DALLA MACRO REGIONE ALPINA (EUSALP)

 

 

(clicca sull'argomento di interesse)

EUSALP-02-inizio
Tavola 001- Logo di EUSALP (2014)

 Nel 2013 l'Unione Europea (UE)  ha ufficializzato tramite un apposito organismo/commissione  chiamato EUSALP (EU Strategia  per la Regione Alpina [EU Strategy for the Alpine Region]) la procedura per arrivare a determinare la Macro Regione Alpina, che dovrebbe completarsi entro il 2015. Di seguito richiamiamo la road map di base comunicata dalla stessa EUSALP.

Road Map pubblicata da EUSALP  
18  ottobre 2013
Documento d'intervento comune da parte dei 7 Stati e Regioni alpine a Grenoble,(FR). L'obiettivo era di sottoporre tale documento/proposta i al Consiglio Europeo entro la fine del 2013. (v. scheda)  
19-20 dicembre 2013
Il Consiglio Europeo invita la Commissione Europea, in cooperazione con gli Stati Membri, a sviluppare una strategia per la regione alpina.  
 
Dicembre 2013-Luglio 2014
Preparazione di un documento di consultazione per la strategia
 
16 Luglio – 16 Ottobre 2014:
Consultazione generale pubblica online  (v. scheda)
 
 
1-2 dicembre 2014
Milano (IT)  1-2 Dicembre- 2014 -Conferenza per presentare i risultati delle consultazioni e valutare lo stato dell'arte della strategia (Stakeholder Conference on the EU Strategy)- 500/1.000 partecipanti per due giorni, che hanno lavorato in tre seminari di lavoro e sedute comuni.
 
Gennaio-Maggio 2015
La Commissione Europea preparerà il Piano d'azione e comunicazione per EUSALP
 
Giugno 2015
Adozione da parte della Commissione
 
Autunno 2015 (provvisorio)
Adozione da parte del Consiglio
 
Autunno 2015
Riunione d'avvio in seguito all'adozione della strategia
 

vedi sito ufficiale EUSALP (clicca)

MOTIVAZIONI UE  per la costituzione della Macro Regione Alpina

Nei  vari  documenti  degli organismi ufficiali e dei rappresentanti dei  setti Paesi che hanno sottoscritto questo accordo (v. sotto), si ribadisce da un lato che l'organismo che segujirà tale operazione sarà l'EUSALP, e dall'altro  si pongono tre cosiddetti pilastri alla base della sua programmazione. L'EUSALP ha il compito di assicurare che questi possibili Partner o Stati possano partecipare  e ratificare la realizzazione  della Macro Regione Alpina,. L'operazione si avvale dell'approvazione sia del Consiglio Europeo  sia della  Commissione UE. I tre pilastri  che dovranno animare gli obiettivi vengono descritti  nel modo seguente (bibl.1):

1. Migliorare la competitività, la prosperità e la coesione della regione alpina;

  •       (1.1) Sviluppare la capacità d'innovazione e di ricerca e metterla in pratica;
  •       (1.2) Migliorare e sviluppare il sostegno alle imprese;
  •       (1.3) Promuovere alti livelli d'occupazione, con l'obiettivo di assicurare un'occupazione totale nella regione.

2. Assicurare l'accessibilità e i collegamenti a tutti gli abitanti della regione alpina;

  • (2.1) Sistemi di trasporto generalmente migliori in termini di sostenibilità e qualità;
  • (2.2) Migliore accessibilità sostenibile per tutte le aree alpine;
  • (2.3) Una migliore connessione della società nella regione

3. Rendere la regione alpina sostenibile e attraente dal punto di vista ambientale.

  • (3.1) Rafforzare le risorse naturali e culturali delle Alpi quali beni di un'area con qualità di vita elevata;
  • (3.2) Consolidare ulteriormente la posizione della regione alpina a livello mondiale in termini di risparmio energetico e produzione sostenibile di energie rinnovabili;
  • (3.3) Gestione del rischio Alpino, compreso il dialogo del rischio, per affrontare potenziali minacce, come quelle del cambiamento climatico.

I sottoscrittori di questa iniziativa si dividono in parter potenziali, ovvero i paesi che attualmente governano i territori interessati e due organismi  già operanti in questo territorio: Convenzione della Alpi (v. sezione)  e Programmi spazio alpino (v. sezione). Forse è opportuno sottolineare che le varie organizzazioni operanti sujl territorio  alpino,  non governative, non vengono nè ricordate nè indicate.

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 Partner attesi
AUSTRIA  • Burgenland  • CarinziaBassa AustriaAlta AustriaSalisburgoStiriaTiroloVorarlbergVienna (clicca ciascun nome)
 
FRANCIAPACARodano-AlpiFranca Contea  (clicca ciascun nome)
 
GERMANIABaden-WürttembergBaviera (clicca ciascun nome)
 
ITALIA  • LombardiaLiguriaFriuli Venezia GiuliaVenetoProvincia Autonoma di BolzanoProvincia Autonoma di TrentoValle d'AostaPiemonte (clicca ciascun nome)  
LIECHTENSTEIN (clicca )
 
SLOVENIA (clicca)
 
SVIZZERACantone ArgoviaCantone Appenzello EsternoCantone Appenzello InternoCantone Basilea CampagnaCantone Basilea CittàCantone BernaCantone FriburgoCantone GinevraCantone GlaronaCantone dei GrigioniCantone GiuraCantone LucernaCantone  Neuchatel  • Cantone NidvaldoCantone ObvaldoCantone SciaffusaCantone SvittoCantone Soletta Cantone San Gallo Cantone TurgoviaCantone TicinoCantone UriCantone ValleseCantone VaudCantone Zugo Cantone Zurigo (clicca ciascun nome)
 
Osservatori:  
CONVENZIONE DELLE ALPI  (v. sezione del presente sito)
PROGRAMMA PER LO SPAZIO ALPINO (v. sezione del presente sito)
 

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MEMBRI DEL COMITATO DIRETTIVO (bibl.2):

Country Cognome Nome Ufficio
COMMISSIONE EUROPEA RUIZ DE CASAS José Antonio Commissione Europea – Politica regionale DG
  CARVALHO Filomena Commissione Europea – Politica regionale DG
AUSTRIA ALMHOFER Werner Ministero Federale per gli affari esteri
  ARBTER Roland Cancelleria federale
  MAYRHOFER Wolfger Tirolo (rappresentante dei Länder Austriaci)
FRANCIA CHAUVIN Xavier CGET – Presidenza del Consiglio dei Ministri
  PARIS Céline Regione Rodano-Alpi
  COMBRISSON Patrick Regione PACA (Provenza – Alpi – Costa Azzurra)
GERMANIA VOLKMANN Claudia Ministero degli Esteri Federale
  KLINGER Guido Cancelleria di Stato Bavarese (rappresentante dei Länder tedeschi)
  EGGENSBERGER Peter Ministero di Stato Bavarese per l'ambiente
ITALIA BRADANINI Davide Ministro degli esteri
  RUSCA Rossella Presidenza del Consiglio dei Ministri, Agenzia per la coesione territoriale
  RAJA Raffaele Regione Lombardia (rappresentante delle Regioni Italiane – Coordinatore)
  RUFFINI Flavio Provincia Autonoma di Bolzano (rappresentante delle Regioni italiane – Vice Coordinatore)
LIECHTENSTEIN LOOSER Remo Ministero per le infrastrutture, l'ambiente e lo sport
SLOVENIA KRAJC Gregor Ministero degli affari esteri
  BARTOL Blanka Ministero per le infrastrutture e la pianificazione dello spazio
  JOST Silvia Governo Federale, Ministero per lo Sviluppo dello spazio
  BATTAGLIA Bianca Cantone dei Grigioni (rappresentante della Conferenza dei Governi dei Cantoni di montagna)
Osservatori Cognome Nome Ufficio
ALPINE CONVENTION ANGELINI Paolo Presidenza
  REITERER Markus Segretario generale
ALPINE SPACE PROGRAM SALLETMAIER Christian Autorità di gestione

CONTATTI

Per contattare il team della DG REGIO si può inviare un'email a REGIO D1 TRANSNATIONAL AND INTERREGIONAL COOPERATION. Inoltre per ulteriori domande e informazioni, si possono  contattare i rispettivi referenti;  si consulti inoltre anche  il sito (http://www.alpine-region.eu/italy/contact.html), dove sono esposti con precisione gli indirizzi del  Comitato Direttivo (referenti nazionali e regionali- vedi sopra):

CONCLUSIONI

I riferimenti ora richiamati dovrebbero dimostrare l'ampiezza della procedura , attivata ufficialmente dalla UE, volta alla  costituzione della Macro Regione Alpina entro il 2015. Questa dovrebbe aggiungersi alle altre due esistenti :  Danubio e  Mar Baltico,   e non si può escludere che in futuro ne nasceranno altre.  Con la preparazione  organizzativa di cui sopra si indica amministrativamente il quadro complessivo, che risulta davvero notevole. Si indicano almeno 23 funzionari con rispettvi dipartimenti,  sicché la costituzione di questo nuovo organismo è ragionevolmente fuori discussione. Anzi, con tale preparazione,  per certi versi la Macro Regione, dal punto di vista amministrativo, è già costituita !  Ciò che rimane da precisare  sono le  sue funzioni  che    riuscirà  realmente ad  attuare.  Nella Sezione del Sito chiamata: Premessa (vedi) si espone, in sintesi  un possibile dibattito  sotteso a tali scelte.   Il problema non è secondario. Infatti, sono in gioco almeno due modelli alternativi.  (si veda la sezione) Nel  realizzare  realmente questi aspetti si espliciterà il significato  dei tre pilastri menzionati,  che sono di indirizzo volutamente  di tipo generale e come tali assai ampio.   Per la  definizione di tali aspetti,  che sono stati anticipati dall'indicazione dei  tre  pilastri,  per ora il discorso si circoscrive ad una dimensione   sostanzialmente amministrativa,   la quale tuttavia rimane  aperta a molte possibilità;    ma  anche se queste funzioni per ora rimangono latenti, bisogna riconoscere che il potere amministrativo di Bruxelles ha operato per cercare di garantire le basi operative onde attuare  il progetto  della  nuova Macro Regione Alpina,  Ciò che la Macro Regione Alpina riuscirà o vorrà effettuare sul proprio territorio, emergerà a partire anche da questo tipo di preparazione cosiddetta burocratica.  Le prospettive non sono  affatto modeste, ma al contrario   ambiziose e  in ultima analisi  tese  al  miglioramento della vita della popolazione interessata, che ricordiamo assomma  come residenti a circa settanta milioni di abitanti.  A questi, inoltre,  si aggiunge una quota di popolazione cosiddetta turistica, che può essere  almeno pari ai residenti, che porta il totale dei coinvolti ad una cifra superiore ai cento/centocinquanta  milioni di persone. Da ultimo in considerazone della tipicità dell'area, definita per la mobilità sopratutto di transito (l'area alpina non genera traffico ma è attraversata dalla mobilità) , la quota di veicoli che  attraversano o che comunque si muovono su queste aree automaticamente superano le decine e decine di volte questi valori. L'impatto per quanto riguarda l'inquinamento  è evidente. I trasporti generano Co2, e le arterie stradali sono dei consumatori di suolo tra i maggiori  tra le attività antropiche. Ambedue tali aspeti sono compresi nelle attenzioni dei pilastri  definiti dal EUSALP, tuttavia ripetiamo dipenderà da quali sclete specifiche verranno attuate per fronteggiare tali rischi.


BIBLIOGRAFIA


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Legalità del FORUM

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Forum  Macro 

Regione  Alpina

 

REGOLAMENTO

REGOLAMENTO
Il presente forum di discussione del sito  Macro Regione  è iniziato  nel mese di Ottobre 2014 come centro di aggregazione, scambio e crescita tra gli interessati di tale tematica. E' suddiviso in differenti sezioni,  integrate e regolamentate se necessario  da ulteriori sottoforum.

Entra nel Forum  di Macro Regione Alpina Chiunque può leggere i contenuti del forum di discussione mentre solo gli utenti registrati possono intervenire per iscritto nelle discussioni già aperte. A tal proposito, si tenga presente che prima di registrarsi è bene leggere attentamente il  presente regolamento, la cui piena accettazione è condizione necessaria per poter registrare e utilizzare una propria utenza sul forum.

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Di seguito è esposto il regolamento del Forum di discussione di Macro Regione Alpina. Le norme qui contenute regolamentano l'utilizzo del Forum in ogni sua parte, in aggiunta ad eventuali specifiche  necessarie per alcuni sotto-forum. I regolamento specifici delle sottosezioni,  quando presenti, sono parte integrante nel regolamento generale che lo completano. Prima di inserire discussioni in uno di questi sottoforum l'utente si impegna a leggerne il regolamento specifico e ad applicarlo interamente. I regolamenti di integrazione sono inseriti nella forma di messaggi in rilievo e/o di annunci, pubblicati nella parte superiore delle pagine interne dei vari sottoforum.Per chiarimenti sulle norme contenute nel regolamento si invita gli utenti a inviare una email  della redazione del presente sito (vedi). Comportamenti non compatibili con il regolamento andranno segnalati ai moderatori della sezione attraverso il pulsante "Segnala" o attraverso canali ritenuti più comodi. Anche i i lettori possono segnalare via email eventuali scorrettezze.  Chiediamo la vostra collaborazione per poter usufruire al meglio dello spazio comune.Il regolamento è diviso in punti sintetici, per ciascuno dei quali sono riportate informazioni dettagliate e ove possibile esempi pratici evidenziati in corsivo.
1. Cosa non è consentito fare nel forum
  1. Apertura di discussioni aventi tematiche diffamatorie con a tema personaggi pubblici e/o privati, o società e/o aziende..Le discussioni legate a temi politici, di attualità o meno, possono portare  ad una contrapposizione  tra le opinioni degli utenti partecipanti, le quali tuttavia non devono degenerare, ma accettare il rispetto delle idee  altrui.
  2. Inserire nei messaggi insulti di alcun tipo; il destinatario può essere un utente del forum, un personaggio pubblico e/o privato o una personalità giuridica.
    In una discussione in un forum, sono da evitare le offese e si deve impostare il dialogo via web  seguendo lo stesso stile che terremmo in una discussione front to front. Vi sono livelli differenti di offesa, benché a priori sia bene evitarle: sarà discrezione del moderatore valutare la portata della sanzione da applicare a chi utilizza un linguaggio offensivo nei propri messaggi. Crediamo che la critica di un'idea altrui non deve mai diventare occasione di insulto o ingiuria.
  3. Utilizzare un account in modo condiviso con altri utenti; alla stessa stregua non può essere ceduto, anche temporaneamente, ad altre persone
    .
    L'utenza è personale, e come tale deve essere utilizzata.
  4. Iscriversi con un indirizzo mail che non sia ricondubicile alla propria persona; indirizzi mail di familiare, amico o quant'altro non sono quindi ammessi.
    L'utenza è personale, e come tale deve essere utilizzata.
  5. Apologie di ideologie politiche, religiose, o qualsiasi enfatizzazione di superiorità di una razza, etnia, nazionalita', regione, ideologia o credo religioso. Come ovvio, anche parlare di "inferiorità" di razze, etnia, nazionalità, credo religioso, è vietato.
  6. Utilizzare atteggiamenti sarcastici e denigratori. È necessario astenersi da tali comportamenti, così da rendere il clima delle discussioni il più sereno possibile.
    Se per esplicitare al meglio il mio pensiero utilizzo un atteggiamento che mette il mio interlocutore in una posizione di inferiorità, è evidente che non potrò che attendermi una risposta dello stesso stile.
  7. Effettuare propaganda politica diretta: si deve evitare di utilizzare il forum come mezzo per pubblicizzare un partito od un esponente politico in modo gratuito. Il divieto alla  mera propaganda politica è valido anche in riferimento a signature, avatar e messaggi privati..
    Si fa divieto  di aprire discussioni aventi tematiche  riferite ad eventi specificatamente  politici come  eventuali  elezioni politiche. Ciò  vale  anche per i temi trattati in  forme indirette, utilizzando gli strumenti accessori del forum.
  8. Registrarsi con più di un nickname.
    Nel momento in cui un utente registrato sceglie di registrare un secondo account, deve abbandonare l'utilizzo del primo. Il possesso e utilizzo di più account da parte della stessa persona rende più difficile la gestione del forum, oltre a creare potenzialmente spiacevoli malintesi.
  9. Inserire messaggi di SPAM, sia in forma pubblica sia utilizzando i messaggi privati (PVT)
    Questa è una regola generale del web che è bene seguire sempre e in ogni ambiente frequentato. La nostra definizione di SPAM comprende:
    – messaggi di autopromozione, di qualsiasi natura essi siano
    – tutto quello che contiene una qualche forma di referral, diretta o indiretta
    – messaggi contenenti link a proprie pagine web – lavori – scritti anche non aventi finalità commerciali dirette o indirette
  10. Inserire messaggi in crossposting (stesso testo in più discussioni)
    Quando si vuole creare una discussione si sceglie un forum a tema nel quale pubblicarla; se si è in dubbio tra due o più forum ci si può eventualmente consultare con un moderatore ma la scelta deve sempre essere per un singolo forum.
  11. Inserire nelle proprie discussioni link informatici di carattere commerciale, oltre a link relativi a precisi prodotti presenti su aste.
    Operando in questo modo si evita che i messaggi del forum diventino una vetrina di propaganda per le attività commerciali presenti nel web.
  12. Aprire discussioni riguardanti pornografia, pirateria (niente crack, serials, warez o qualsiasi richiesta tecnica di natura illecita – in particolare quelle su radio, televisione, satelliti e telefonia -) e pubblicità di alcun tipo, oltre a qualsiasi attivita' illecita ai sensi delle vigenti leggi italiane ed europee.
  13. Aprire discussioni aventi per oggetto nudi o immagini sconvenienti e/o scabrose.
  14. Aprire discussioni che non siano legate ai temi sviluppati nello specifico sottoforum nel quale si interviene.
  15. Inserire messaggi in "stile mercatino", dove cioè si fa presente che si ha in vendita o si vuole vendere qualcosa.

La violazione di una di queste norme implicherà l'applicazione di una sanzione da parte di moderatori e/o amministratore del forum; la portata della specifica sanzione sarà a discrezione, legata al tipo di violazione, all'esperienza forumistica dell'utente e al contesto nel quale l'infrazione si è venuta a creare.

1B. Moderazione del forum

Nel forum è attiva  una moderazione di tipo passivo: i contenuti scritti dagli utenti pertanto diventano immediamente pubblici e il contenuto non viene preventivamente verificato dai moderatori e/o dall'amministrazione.I moderatori posson essere utenti del forum ai quali è stato fornito accesso a funzionalità specifiche per la migliore gestione del forum e dei messaggi. Nello specifico i moderatori possono:

  • intervenire a modificare il contenuto di un messaggio
  • chiudere una discussione aperta
  • riaprire una discussione chiusa
  • spostare in parte o completamente una discussione del forum in quanto non corrispondente a quanto indicato nel regolamento
  • intervenire sugli utenti con sanzioni dirette (sospensione o ban dell'utenza), in funzione del comportamento tenuto nel forum

La moderazione delle discussioni viene garantita soltanto dietro segnalazione diretta, fatta utilizzando lo strumento "segnala" presente in ogni messaggio del forum; in alternativa è possibile inviare una mail all'indirizzo del Sito (vai a )  specificando la discussione e/o il messaggio per il quale si richiede moderazione. Gli autori dei messaggi si assumono piena responsabilità per quanto da loro inserito e reso pubblico sul forum, con tutte le conseguenze del caso. L'amministrazione del forum interverrà, dietro segnalazione, per non rendere più visibili messaggi con contenuti che siano contrari alle norme indicate nel regolamento del forum e più in generale alla normativa vigente.

2. Note generali per il corretto utilizzo del Forum
  1. Più di ogni regolamento dovrebbero essere  la correttezza e la buona educazione a determinare una condotta che comporti un rapporto con gli altri.
  2. Il Forum non è una chat: evitare di aprire discussioni che ne ricalchino lo stile. Evitare di far degenerare le discussioni con interventi non inerenti all'argomento trattato. Scherzare si può, ma in questo caso, con moderazione.
  3. Evitare inoltre di postare con sole faccine o comunque con  testi il cui unico merito sia quello di appesantire inutilmente il Forum. Questo spazio è messo a disposizione degli utenti per impostare discussioni costruttive e utili per tutti i lettori. Riempire pagine di thread con faccine, per quanto divertente possa essere, è un attività da svolgere in  luoghi più opportuni.
  4. Qualsiasi messaggio che contenga pubblicità diretta e/o indiretta verso particolari rivenditori nel mondo ICT (informatica, telefonia, fotografia, software e altre materie affini all'ICT) verrà rimosso ed il nick sospeso o bannato, sia esso un utente o un rivenditore.
2B. Discussioni ufficiali, approfondimenti e guide

Dal 1-X-2014  chi contribuisce al forum gestendo discussioni ufficiali, approfondimenti e guide può farlo solo accettando di pubblicare i propri contenuti sotto licenza Creative Commons Attribution-Noncommercial-Share Alike 2.5.In ognuno dei primi post necessari alla gestione del thread dovrà essere presente la formula "Il contenuto di questo post è rilasciato con licenza Creative Commons Attribution-Noncommercial-Share Alike 2.5" con relativo link alla licenza.Chi si prende carico di gestire questo tipo di contenuti:

  • si impegna a tenere aggiornati i primi post
  • se vuole terminare/lasciare la gestione del contenuto può farlo previo contatto con i moderatori di sezione; i post dovranno comunque rimanere pubblicati sul Forum di Macro Regione Alpina
  • accetta che i contenuti possano essere continuati/modificati altrove nel rispetto della licenza Creative Commons Attribution-Noncommercial-Share Alike 2.5

Per i contenuti esistenti in data antecedente al 1/X/2014, qualsiasi modifica ai contenuti mantenuti dai gestori potrà essere fatta previa accettazione dei termini sopra esposti mediante apposizione della dicitura sulla licenza in ogni post modificato.
Se il gestore modifica i contenuti senza riferimenti alla licenza verrà contattato dai moderatori che chiederanno esplicita accettazione della licenza, pena lo spostamento dei contenuti al di fuori della discussione.

2C. Inosservanza delle note generali
La deliberata inosservanza di quanto riportato all'interno del regolamento può comportare l'immediato bannaggio dal Forum o la sospensione dallo stesso, secondo il parere insindacabile dei moderatori-amministratori del Forum.Il regolamento è suscettibile di modifiche e integrazioni, che non ne intaccano la natura alla base ma che permettono una migliore gestione del Forum da parte dell'amministrazione oltre che un più efficace utilizzo degli strumenti da parte degli utenti. é preferibile che le regole del buon senso divengano la vera legge da seguire.
3. Chiusura Discussioni
Verrà chiusa ogni discussione dove argomenti o toni non risultino idonei alla linea di condotta del Forum. Se nel corso della discussione il topic dovesse degenerare (anche con un solo post) è data ampia facoltà di intervenire al moderatore anche con la chiusura del thread o, nei casi più gravi, con il bannaggio/sospensione immediato/a del/dei responsabile/i. La portata dell'intervento è a piena discrezione del moderatore, che valuterà il contesto specifico e gli utenti partecipanti per l'applicazione di eventuali sanzioni. Per le violazioni meno gravi, ad insindacabile giudizio del moderatore, si potrà procedere alla modifica del messaggio incriminato senza sanzioni specifiche all'utenza. In alcuni casi i moderatori ammoniranno l'utente, una sorta di cartellino giallo per richiamare all'ordine evitando di intervenire con una sospensione dell'utenza. E' espressamente vietato aprire nuove discussioni dove l'argomento sia la contestazione di chiusura di topic.
4. Discussioni aventi come tema argomenti critici
Prima di aprire una discussione il cui argomento sia ai limiti del regolamento, sarà cura della segreteria del Sito e del Forum  di interpellare privatamente il moderatore per consultarsi.
In via generale è consigliabile attenersi a nuovi temi oggetto di discussione per i quali si abbia buona conoscenza in materia e per i quali si abbia certezza di non infrangere nessuna delle norme presenti nel regolamento.
5. Contestazioni da parte degli utenti
L'operato dei moderatori è insindacabile e può essere giudicato solo dall'Amministratore del Forum.
E' comunque permesso chiedere spiegazioni, preferibilmente non utilizzando però lo spazio pubblico del Forum.  Verrà immediatamente chiuso ogni thread avente come oggetto argomenti di contestazione in chiave polemica. Chi dovesse inserire messaggi di contestazione, diretta o indiretta, dell'operato del moderatore vedrà la discussione chiusa e utenza sospesa o bannata, a discrezione del moderatore intervenuto. Ripetiamo che è preferibile  esporre le proprie contestazioni in forma privata, onde non creare delle inutili divazioni. Inoltre  Pensiamo che cercare il dialogo è in ogni caso  sia la strada preferibile per appianare discordie.
6. Avatar, signature e profilo personale
L'avatar è l'immagine personale che identifica un utente all'interno di un forum, assieme al proprio nickname. L'utente può inserire un avatar a propria discrezione, oppure farne a meno. La signature è una firma che viene inserita in coda ad ogni messaggio, contenente informazioni e/o messaggi che un utente vuole comunicare ad altri nel momento in cui inserisce una risposta. Il profilo personale è uno spazio del forum che raccoglie le informazioni specifiche dell'utente, segnalando tra le altre anche signature e avatar ove presenti. Questi strumenti sono regolamentati nelle seguenti forme:A

Le dimensioni massime consentite per l'avatar personale sono di 80×80 pixel per un massimo di 5Kbytes di peso. Sono vietate immagini di contenuto dubbio (pornografiche, violente o sarcastiche), che verranno cancellate dai moderatori.

Signature

E' possibile inserire una signature personale che rispetti una delle seguenti forme:

  • massimo 3 righe di solo testo con un massimo di 3 smiles dell'Hardware Upgrade Forum.  L'altezza massima della signature deve essere non superiore a quella di 3 righe di solo testo (approssimativamente circa 50 pixel).
  • un'immagine 100 X 50 X 5KBytes di peso e una riga di testo (non deve andare a capo).

La lunghezza della propria signature deve essere verificata alla risoluzione di 1024 pixel, aiutandosi anche con il layout fixed al quale corrisponde una risoluzione orizzontale di 1024 pixel e verificandone la lunghezza in una discussione nella quale si è partecipato con una risposta.

Non è in nessun caso ammesso il link diretto a qualsiasi sistema di bannering/referring. No collegamenti a siti con dialer e simili. E' permesso inserire nella signature il link alla propria pagina personale e/o sito, purché non avente finalità di tipo commerciale. E' inoltre vietato inserire link a siti che abbiano contenuto dubbio (warez, crack, siti porno, siti politici "estremisti", ecc…); la non corrispondenza di uno specifico link a queste norme verrà decisa dai moderatori.

E' permesso inserire la città, regione, zona geografica di provenienza e/o residenza. Non è permesso tuttavia, per ragioni di riservatezza e sicurezza degli utenti, inserire informazioni tali da permettere l'esatta identificazione dell'utente e della sua residenza e/o dimora e/o domicilio; in particolare non è permesso inserire indirizzi postali o numeri di telefono.

Qualora un moderatore richieda un aggiornamento della signature in quanto non conforme al regolamento l'utente dovrà intervenire immediatamente a modificare quanto contenuto, viceversa si procederà con la sospensione dell'utenza fino a che questa non procederà alla modifica con quanto richiesto, più eventuale aggiunta di altri giorni di sospensione a discrezione del moderatore

Profilo personale

Oltre a signature e avatar, ove presenti, nel profilo personale di un utente del forum è possibile trovare indicazione della città di residenza, degli interessi, della occupazione e di un eventuale commento. Sono anche presenti link a sistemi di instant messaging. Tutti questi campi devono essere compilati dall'utente: qualora scelga di non compilarli non verranno visualizzati nel suo profilo.
Per i contenuti, testo e link, del profilo personale valgono le stesse norme espresse per la signature.

Gli amministratori del forum si riservano il diritto di modificare il profilo personale in caso di inadempienza o noncuranza ai richiami e di prendere gli opportuni provvedimenti. Gli amministratori del forum si riservano la possibilità di chiedere la rimozione di un link come sito personale che non sia considerato adeguato, benché non contenente contenuto pornografico, di pirateria informatica o contrario al buon senso.

7. Sanzioni agli utenti: sospensione e bannaggio di un'utenza

Per sospensione si intende il blocco dell'accesso di un'utenza al forum per un periodo di tempo variabile a seconda del tipo di infrazione. Il bannaggio o ban dell'utenza è invece il suo blocco permamente, senza possibilità che questa venga ripristinata. Il sospendere o bannare un'utenza è misura disciplinare a piena discrezione del moderatore, che la applica a seconda di:

  • gravità dell'azione commessa;
  • comportamento dell'utente precedentemente all'azione che ha portato alla sanzione;
  • andamento storico nel forum di infrazioni di quel tipo;
  • specifica sensibilità del moderatore verso l'azione oggetto di analisi: per la stessa tipologia di comportamento tenuto potranno venir quindi date differenti sanzioni (più o meno giorni di sospensione oppure in un caso sospensione e nell'altro ban dell'utenza).

Alcune note pratiche riferite al ban dell'utenza:

  1. Si procederà al bannaggio immediato di quegli utenti che, appena iscritti, aprano thread in tono polemico e/o provocatorio.
  2. Si procederà al bannaggio immediato di quegli utenti che, appena iscritti, inseriscano messaggi di spam, con contenuti ininfluenti fatti solo per aumentare il contatore personale..
  3. Piena discrezione, da parte dei moderatori-amministratori, di espellere dal forum o impedirne/limitarne l'utilizzo a quegli utenti che, con il loro comportamento (atteggiamento polemico, litigioso, antisociale) risultino in qualche modo destabilizzanti per il forum, pur non infrangendo di fatto nessuna regola in modo diretto.
    Utilizzare un atteggiamento "ai limiti" non è accettato, in quanto porta solo ad una esasperazione dei propri interlocutori benché tecnicamente si cerchi di non violare alcuna regola in modo specifico. In questo caso viene sanzionato l'atteggiamento che non è costruttivo nei confronti dell'intera comunity del forum.
  4. In caso di richiesta dall'autorità competente, l'amministratore di Hardware Upgrade SRL metterà a disposizione tutte le informazioni in suo possesso per aiutare nell'identificazione di utenti che hanno tenuto comportamenti non legali.

Un utente sospeso non può riscriversi con altra utenza nel periodo di sospensione. Qualora lo faccia la nuova utenza potrà venir bannata e incrementata la sospensione originaria, se non addirittura anche bannata l'utenza principale. L'utente sospeso può accedere al forum, inviare e ricevere messaggi privati e leggere le discussioni ma non parteciparvi attivamente; qualora durante il periodo di sospensione si renda responsabile di un comportamento non integerrimo (invio messaggi privati con insulti, ad esempio) la sospensione originaria potrà venir aumentata sino a giungere quale limite al ban definitivo dell'utenza.

Ban della persona: misura disciplinare che verrà applicata in casi particolari, a discrezione del moderatore, che implica sia il ban dell'utenza che quello della persona. Qualora un utente bannato con ban della persona si riscriva al forum con altra utenza e venga identificato dai moderatori, la nuova utenza verrà bannata immediatamente a prescindere dal comportamento tenuto con la nuova utenza.
I ban comminati nelle sezioni del Mercatino saranno sempre ban della persona, questo per tutelare al massimo l'utenza che vuole acquistare componenti usati.
Un utente che sia stato sospeso e/o bannato può richiedere cancellazione della propria utenza ma questo avverrà solo dopo la verifica se la sospensione o il ban non siano stati comminati per un comportamento illegale (dall'insulto alla diffamazione al tentativo di frode nel mercatino): il mantenerne l'account attivo permette di risalire ai dati dei post nel momento in cui l'autorità competente dovesse farne richiesta.

8.  Messaggi privati
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Grenoble-2013 Risoluzione

Risoluzione di Grenoble- 18 ottobre 2013 (bib.1)

Grenoble-02--2014

Tavola G001- I rappresentanti politici  che hanno firmato l'accordo di Grenoble.

Verso una strategia europea della Regione Alpina

GLI STATI  E LE REGIONI DELLE ALPI

Considerando l'art. 3.3 del Trattato dell'Unione europea   sulla base del quale la  coesione economica, sociale e territoriale è un obiettivo dell'Unione europea e dell'articolo 4 del Trattato sul Funzionamento dell'Unone Europea in cui si afferma che si tratta di una competenza concorrente con  gli Stati membri;

Considerando l'articolo 174 del Trattato sul Funzionamento dell'Unione europea, che riconosce  anche le Regioni di montagna  quali  territori  caratterizzati da disparità, richiedono specifiche attenzioni e  azioni al fine di ridurre tali disparità;

Al fine di soddisfare gli obiettivi di una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva,  nel contesto della strategia  dell' Europa 2020 e di contribuire a uno sviluppo armonioso e  sostenibile in tutta l'intera Unione e le Regioni  e Stati confinanti;

Al fine di rafforzare la solidarietà reciproca tra i territori, e ridurre le disparità tra i livelli di sviluppo delle varie regioni, in conformità con gli obiettivi della la politica di coesione economica, sociale e territoriale;

Tenendo conto degli elementi di analisi e raccomandazioni europea  della Relazione della Commissione del 27 giugno 2013, che sottolinea  il successo delle strategie macroregionali attuato nella regione del Danubio e la regione del Mar Baltico, tra cui il suo contributo all' intensificazione di una cooperazione interregionale e l'attuazione di politiche ambiziose e progetti nei settori dell'ecologia, della mobilità e la competitività,

Prendendo atto della risoluzione del Parlamento europeo del 23 maggio 2013,  attenta ad una strategia macro regionale   per la regione alpina e assecondando  l'approccio bottom-up adottato dalle Regioni dell'area alpina, che hanno più volte espresso il desiderio di affrontare  sfide comuni con efficacia;

Considerando che la regione alpina possiede beni naturali eccezionali, e fornisce uno spazio di vita e di lavoro  per  una popolazione unita al proprio territorio, e che  svolge anche un ruolo economico su scala più ampia, fornendo beni e servizi in modo sostenibile, come ad esempio turismo e tempo libero, corridoi di trasporto, cooperazione accademica, salute, energia idroelettrica, cibo, legname, artigianato, per l'intera Europa;

Considerando che la Regione deve anche affrontare sfide come rispettivamente (ndr) la globalizzazione, cambiamenti strutturali  e fondamentali in agricoltura e  turismo, de-industrializzazione, digital divide e ancora (ndr) limitato accesso ai servizi di interesse generale, i cambiamenti climatici, l'urbanizzazione, e per far fronte alle minacce legate ai cambiamenti demografici e l'invecchiamento della sua popolazione;

Considerando la velocità con cui questi fenomeni si verificano, il peggioramento delle ineguaglianze all'interno della Regione Alpina e che rischiano di isolare  sempre di più alcuni dei suoi territori, con riferimento alle numerose iniziative verso una strategia europea lanciata nella Regione Alpina negli ultimi anni e per l'ampio lavoro preparatorio svolto dal 2011 dal Regioni, gli Stati membri della Convenzione delle Alpi, e del programma della cooperazione dello Spazio Alpino programma, con molti contributi dei stakeholders delle parti interessate nelle Regioni, ora convergenti in un iniziativa congiunta e coerente;

Riconoscendo il testo chiamato "Intervention document" qui accluso come allegato A, quale risultato della convergenza tra gli approcci nazionali e regionali.

HANNO ADOTTATO LA SEGUENTE RISOLUZIONE

I rappresentanti degli Stati e delle Regioni dell'arco alpino, si sono riuniti oggi a Grenoble, esprimono la loro comune volontà di sostenere l'elaborazione di una strategia dell'UE per la Regione Alpina.

Essi raccomandano che il Consiglio europeo chiede alla Commissione europea di lanciare  la Strategia e il processo di preparazione  e un Piano d'azione in vista della sua adozione durante la  Presidenza italiana  del Consiglio dell'Unione europea nel 2014, in accordo con le  procedure per la preparazione del Consiglio europeo.

Essi confermano che lo scopo della strategia è quello di promuovere uno sviluppo armonioso e sostenibile sviluppo per la regione alpina e contribuire agli obiettivi di una crescita intelligente, sostenibile e  inclusiva promossa dall'Unione Europea.

Essi condividono l'ambizione di rafforzare la solidarietà reciproca, all'interno della macro-regione, tra zone di montagna e  quelle urbane, tra le Alpi e le regioni circostanti, tra territori in declino e qualli i dinamici, tra territori che forniscono servizi di supporto e quelli che farne uso. Questo "Patto di Solidarietà" costituirà uno specifico valore aggiunto del Strategia.

Essi ritengono che il rafforzamento della attrattività e la competitività della regione alpina e la riduzione delle disuguaglianze sociali e territoriali andrà a beneficio di tutta l'area europea, dal momento che la Regione alpina è una  territorio europeo  chiave entro il  crocevia di diverse culture, tradizioni e risorse.

Essi dichiarano che la strategia Macroregionale è una dimensione (framework) integrante  che facilitaerà gli  Stati membri, le Regioni e tutte le parti interessate pubbliche e private (ndr), onde sviluppare approcci strategici transfrontalieri, progetti internazionali, creazione di reti e la cooperazione a vantaggio dell'area  come  un  tutt'uno.

Essi sostengono la Strategia di sviluppare sinergie tra i vari programmi esistenti e concentrarsi su un numero limitato e chiaramente definito di priorità.

Essi suggeriscono che la strategia sia incentrata sui  tre seguenti pilastri tematici fondamentali, che sono state ampiamente approvate dai soggetti  variamente interessati:

Assicurare una crescita sostenibile e promuovere la piena occupazione, la competitività e innovazione, consolidando e diversificando specifiche attività economiche al fine di rafforzare la solidarietà reciproca tra zone montane e urbane
Promuovere uno sviluppo territoriale che si concentri su una mobilità ambientalmente  corretta, rafforzi la  cooperazione accademica, lo sviluppo dei servizi dei trasporti e  delle infrastrutture di comunicazione politica.
Promuovere la gestione sostenibile dell'energia e delle risorse naturali e culturali e protegga l'ambiente, conservi la biodiversità e le aree naturali.

Essi suggeriscono che la governance sia basata sui seguenti principi:

Assicurare che la strategia dell'Unione europea per la Regione alpina  sia implementata attraverso vari programmi e strumenti che organizzino e definiscano le azioni degli Stati alpini e le Regioni, incluse le cooperazioni transnazionali;
Associare tutti gli attori interessati alla definizione degli obiettivi e alla attuazione dei progetti selezionati;
Mobilitare le autorità nazionali, regionali e locali, tanto quanto le istituzioni  esistenti e le organizzazioni della società civile interessata;
Assicurarsi che l'approccio multi-level-governance e dei principi di sussidiarietà siano implementati per realizzare ogni specifico intervento a livello più appropriato;
Invita la Commissione europea a svolgere il ruolo di un strategico globale coordinatore.

Essi riconoscono che l'attuazione della strategia si basa sul principio di : "no a  nuovi Fondi UE; no a ulteriori strutture formali dell'UE; e no a nuove legislazioni UE; " (sottolineatura ndr), mentre si basa su un approccio coordinato, ad effetti di sinergia e di un uso più efficace sia dei  fondi dell'UE  sia degli altri strumenti finanziari .

I firmatari concordano che il governo francese, in stretta consultazione con loro, deve trasmettere la presente risoluzione alle istituzioni europee.

I firmatari

Seguono le firme dei rappresentanti dei seguenti paesi (ordine che appare nel documento ndr- vedi firme nella sezione Obiettivi ...)

Germania, Austria, Repubblica Francese, Repubblica Italiana, Principato del Liechtenstein, Confederazione Slovena, Confederazione Svizzera

Grenoble 18 ottobre 2013

(Il testo è stato traddotto dalla redazione) (Più sotto trovate il testo originale in inglese)

Commento: Con tale accordo la UE stabilisce senza ombra di dubbio, che l'istituzione della Macro Regione Alpina  è coerente con le  finalità  della stessa UE e quindi sosterrà ogni eventuale  azione in merito, a patto che questo avvenga senza  costi aggiuntivi per la UE. Ovvero rispettivamente: (a) nessun altro Fondo di finanziamento oltre a quelli già programmati e esistenti; (b) nessuna altra struttura formale di tipo amministrativo (no additional EU formal structures !) e infine (c) senza alcune modifica  legislativa con evidente riferimento  ai Trattati  UE in vigore. Il testo è chiaro e per certi versi  sembra cautelativo nei confronti di Bruxelles, nel momento in cui  afferma che le Regioni e gli Stati sono liberi di agire in rapporto alla nuova istituzione della Macro Regione Alpina,  purché questa non modifichi alcunché della programmazione approvata a Bruxelles e che riguarda la pianificazione  per i prossimi anni, ovvero sino almeno al 2020. Il richiamo ai Fondi Europei (no new EU funds ) significa che l'eventuale Nuova Macro Regione Alpina dovrà collocarsi all'interno della procedura stabilita per distribuire i Fondi strutturali e del budget di circa 350 miliardi di euro, già stabilito per il settennio 2014-2020 (v. sito esterno Fondi Strutturali). Bisogna ammettere  da un lato, che  siamo di fronte ad una posizione almeno  opportunistica o prudente  da parte della Commissione UE, che condiziona esplicitamente  il proprio  assenso alla Macro Regione Alpina alle condizioni ora ricordate, e rintracciabili nell'accordo sottoscritto, ma dall'altro non si può sottovalutare che, all'interno di queste regole,  la Macro Regione Alpina può iniziare ad agire con il pieno assenso della UE. La storia insegna che una scelta  inizialmente tattica, nel tempo può trasformarsi in una direzione aggregante di tipo strategico. Questo per ora non è prevedibile con certezza e quindi sarà il futuro a raccontare lo scorrere degli eventi. Tuttavia è innegabile che, ad esempio,  per giungere alla firma del Trattato di Maastricht nel  7-02-1992 e alla evoluzione di tipo politico della UE, ci sono voluti 35 anni di trattati commerciali  e non politici della  CEE per divenire appunto Comunità Europea (UE), a partire da quelli di Roma (1957).


Vedi video su Grenoble  nella sezione Obiettivi politici (clicca)

(Inizio) Testo originale in inglese

THE STATES AND REGIONS OF THE ALPINE REGION
Considering the article 3.3 Treaty on the European Union on the basis of which the economic, social and territorial cohesion is a goal of the European Union and the article 4 Treaty on the
Functioning of the European Union, which states that it is a shared competence with theMember States, Considering the article 174 Treaty on the Functioning of the European Union, that recognises
mountain regions among others as territories facing disparities, which require specific attention and actions in order to reduce those disparities, In order to meet the objectives of a smart, sustainable and inclusive growth, in the context of the Europe 2020 strategy, and to contribute to a harmonious, sustainable development across the whole Union and its neighboring Regions and States, In order to strengthen mutual solidarity between the territories, and to reduce disparities between the levels of development of the various regions, in accordance with the goals of the economic, social and territorial cohesion policy,
Taking into account the elements of analysis and recommendations from the European Commission report dated June 27, 2013, that note the success of the macro-regional strategies implemented in the Danube region and the Baltic sea region, including its contribution to the intensification of an interregional cooperation and the implementation of ambitious policies and projects in the fields of ecology, mobility and competitiveness, Taking note of the European Parliament resolution of 23 May 2013 calling for a macro-regional strategy for the Alpine region and welcoming the bottom-up approach adopted by the
regions of the Alpine area which have repeatedly expressed their desire to address effectively common challenges, Considering that the Alpine region possesses exceptional natural assets, and provides a
working and living space to a population attached to its territory, and that it also plays an economic role at a wider scale, providing goods and services in a sustainable way, such as tourism and recreation, transport corridors, academic cooperation, health, hydroelectricity, food, timber, handicrafts, for the whole of Europe, Considering that the region also has to address challenges such as globalisation, fundamental
structural changes in agriculture and tourism, de-industrialization, digital divide and limited access to services of general interest, climate change, urbanisation, and to cope with threats linked to the demographic changes and the ageing of its population, Considering the speed with which these phenomena are occurring, worsening inequalities within the Alpine region and isolating more and more some of its territories,
Referring to the numerous initiatives towards a European strategy launched in the Alpine region in the last years and to the broad preparatory work accomplished since 2011 by the Regions, the member states of the Alpine Convention, and by the Alpine Space cooperation program, with many contributions from stakeholders in the regions, now converging into a joint and coherent initiative, Acknowledging the “Intervention document” here enclosed as Annex A, as a result of a convergence between national and regional approaches.

HAVE ADOPTED THE FOLLOWING RESOLUTION

The representatives of States and Regions of the Alpine region, gathered today in Grenoble, express their common will to support the elaboration of an EU strategy for the Alpine region.
They recommend that the European Council request the European Commission to launch the Strategy and the Action Plan preparation process with a view to its adoption during the Italian
Presidency of the Council of the European Union in 2014, in accordance with the procedures for the preparation of the European Council. They confirm that the purpose of the Strategy is to foster a harmonious and sustainable development for the Alpine region and to contribute to the goals of smart, sustainable and inclusive growth promoted by the European Union. They share the ambition to strengthen mutual solidarity, within the macro-region, between mountainous areas and urban ones, between the Alps and surrounding regions, between declining territories and dynamic ones, between territories which provide amenities and those which make use of them. This “Solidarity Pact” will constitute a specific added-value of the Strategy.
They consider that enhancing attractiveness and competitiveness of the Alpine region and reducing social and territorial inequalities will benefit to the whole European area, since the
Alpine region is a key European territory at the crossroads of different cultures, traditions and resources.
They declare that the Macro-regional Strategy is an integrating framework that will allow States, Regions and all relevant stakeholders and institutions, to develop cross-border strategic
approaches, international projects, networking and cooperation to the benefit of the area as a whole. They expect the Strategy to develop synergies between the various existing programs and
focus on a limited and clearly defined set of priorities. They suggest that the strategy be focused on the three following key thematic pillars, which have been broadly endorsed by the stakeholders:
• Ensuring sustainable growth and promoting full employment, competitiveness and innovation by consolidating and diversifying specific economic activities with a view to reinforcing mutual solidarity between mountain and urban areas
•Promoting a territorial development that is focused on an environmentally friendly mobility, reinforced academic cooperation, development of services, transports and communication infrastructures policy
Promoting sustainable management of energy and natural and cultural resources and protecting the environment and preserving biodiversity and natural areas. They suggest that the governance be based on the following principles:
• Ensure that the European Union Strategy for the Alpine region is implemented through various programs and instruments that organise and define the actions of the Alpine States and Regions, including in their cross-border and transnational cooperation,
• Associate all relevant actors to the definition of objectives and to the implementation of the selected projects,
• Mobilise the national, regional and local authorities, as well as the existing institutions and relevant civil society organisations,
• Ensure that the multi-level-governance approach and the principles of subsidiarity are implemented in order to carry out each specific action at the appropriate level,
• Invite the European Commission to play the role of an overall strategic coordinator.
They acknowledge that the implementation of the Strategy is based on the principle of no new EU funds, no additional EU formal structures, and no new EU legislation, while relying on a coordinated approach, synergy effects and more effective use of EU funds and other financial instruments and funds.
The signatories agree that the French government, in close consultation with them, shall submit this resolution to the European institutions.

The signatories (seguonol firme dei rappresentati presenti)

(fine testo)


Riferimenti (bibl.1)

www.alpine-region.eu/…2013/Grenoble_Political_Signatures_ENG.pdf
www.montagna.regione.lombardia.it/cs/Satellite?…
(C) Regione Veneto – strategia macroregionale alpina

 

www.regione.veneto.it/web/…/strategia-macroregionale-alpina
(D) Political resolution

 

www.alpine-space.eu/…/Grenoble_political_resolution_ENG.pdf

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Motivazioni verso la strategia Macroregionale

Evoluzione delle strategie macroregionali dell'UE: pratiche attuali e prospettive future, in particolare nel Mediterraneo

PARERE DELLA COMMISSIONE PER GLI AFFARI ESTERI  (approvata nel mazo 2012 ndr)

Relatore: François Alfonsi

Di seguito si riporta il testo della RELAZIONE  (bibl.1)  sull'evoluzione delle strategie macroregionali dell'UE: pratiche attuali e prospettive future, in particolare nel Mediterraneo. (Approvata con 58  voti a favore un astenuto e un contrario nel marzo 2012). 

[omissis]……

A. considerando che la strategia macroregionale per il Mar Baltico è stata approvata nel 2009 e che la Commissione [relazione del 22 giugno 2011 –COM(2011)0381] ha sottolineato "l'interesse di [questo] nuovo modo di cooperazione";
B.  considerando che il 13 aprile 2011(8) il Consiglio ha invitato la Commissione "a svolgere un ruolo guida nel coordinamento strategico" della strategia macroregionale per il Danubio;
C. considerando che la strategia macroregionale è destinata ad aprire un campo nuovo per la politica di coesione in Europa, avendo per obiettivo uno sviluppo su base territoriale;
D. considerando che la linea di bilancio "assistenza tecnica a favore del Mar Baltico", votata su iniziativa del Parlamento europeo durante l'adozione del bilancio 2011 dell'Unione, ha dato prova dell'interesse di tali finanziamenti per lo sviluppo efficace di una strategia macroregionale;
E.  considerando la proposta della Commissione di rafforzare la componente transnazionale della politica di cooperazione territoriale per sostenere nuove politiche macroregionali(9);
F.  considerando che diversi progetti di macroregioni sono in una fase avanzata e che la Commissione, nel suo ruolo di coordinamento, deve contribuire ad attuare una governance sostenibile e a definire criteri comuni e indicatori misurabili per permettere di valutarne la pertinenza;
G. considerando che il Mediterraneo ha svolto un importante ruolo geopolitico nella storia europea;
H. considerando che la cosiddetta "Primavera araba" ha evidenziato il potenziale strategico dei legami geografici, politici ed economici tra le due sponde del Mediterraneo;
I.   osservando il successo della cooperazione nel quadro del Processo di Barcellona e dell'Unione per il Mediterraneo nonché le iniziative di cooperazione multilaterale e bilaterale adottate nell'ambito di alcuni strumenti e programmi dell'Unione europea, quali il MED o l'ENPI nel contesto della politica di vicinato dell'Unione europea;
J.   osservando l'attuale evoluzione dell'Unione per il Mediterraneo e dato che il suo potenziale quale catalizzatore nella regione è destinato a crescere;
K. considerando che un approccio macroregionale consentirebbe di definire un progetto d'insieme in questo spazio vitale per il futuro dell'Unione, per uscire dalla crisi attuale e dare risposta alle attese di tutti i paesi vicini, in particolare quelli del Mediterraneo meridionale;
L.  considerando che lo spazio mediterraneo è un insieme coerente, che forma un unico bacino culturale e ambientale in cui si condividono diverse caratteristiche e priorità comuni in ragione del "clima mediterraneo": stesse produzioni agricole, stessa abbondanza di energie rinnovabili, in particolare di energia solare, identica importanza del turismo, stesso rischio di catastrofi naturali (incendi, inondazioni, terremoti, carenza di risorse idriche) e stessi rischi di fronte ai comportamenti umani, in particolare per quanto riguarda l'inquinamento marittimo;
M. considerando che il Mediterraneo è una zona estremamente vasta che si estende da est a ovest lungo quasi  4.000 km, caratterizzata da numerosi spazi insulari e territori aventi frontiere marittime e terrestri con l'Africa settentrionale, e che è necessario promuovervi una vasta rete di rotte marittime che consentano di sviluppare gli scambi riducendone al contempo l'impatto in termini di emissioni di CO2;
N. considerando che, nonostante l'articolo 174 del TFUE, le istituzioni europee non hanno ancora adottato una strategia permanente che tenga in considerazione le esigenze specifiche delle isole, e considerando che la piena accessibilità delle regioni insulari mediterranee e una loro migliore integrazione nel mercato unico europeo potrebbero essere garantite più efficacemente mediante l'assegnazione di risorse adeguate e l'adozione di un approccio integrato alla questione dell'insularità, riconoscendo lo svantaggio strutturale cui devono far fronte le popolazioni isolane nei settori dei trasporti e dell'energia;
O. considerando l'avanzamento della proposta concernente una strategia macroregionale adriatico-ionica, che s'inserisce in una lunga tradizione di cooperazione e di solidarietà in un territorio contiguo intorno ai Mari Adriatico e Ionio e che ha il sostegno degli otto Stati partecipanti all'Iniziativa adriatico-ionica (IAI), come più volte manifestato nelle dichiarazioni degli otto ministri degli affari esteri aderenti all'Iniziativa ad Ancona (2010), a Bruxelles (2011) e a Belgrado (2012);
P.  considerando le consultazioni condotte nel quadro dell'elaborazione della presente relazione con numerose regioni interessate, con l'Unione per il Mediterraneo e con diversi organismi impegnati nella politica di cooperazione territoriale dell'Unione europea;
Sulle strategie macroregionali in generale
1.  approva l'approccio macroregionale alle politiche di cooperazione territoriale tra aree appartenenti a uno stesso territorio: spazio marittimo, massiccio montuoso, bacino fluviale; ritiene che le strategie macroregionali abbiano aperto un nuovo capitolo nella cooperazione territoriale europea applicando un approccio dal basso verso l'alto ed estendendo la cooperazione a un numero sempre crescente di settori grazie a un uso migliore delle risorse disponibili; raccomanda che le strategie macroregionali, visto il loro evidente valore aggiunto a livello europeo, ricevano maggiore attenzione nel quadro della cooperazione territoriale europea che sarà rafforzata a partire dal 2013;
2.  ritiene che questo tipo di cooperazione territoriale sia utile, in particolare laddove le frontiere hanno frammentato tali spazi nel corso della storia, e possa favorire l'integrazione dei nuovi Stati membri e delle loro regioni;
3.  ritiene che grazie alla veduta d'insieme offerta da una strategia macroregionale i progetti di cooperazione territoriale e lo strumento del GECT avrebbero un maggiore valore aggiunto e che in questo modo si rafforzerebbero le sinergie con le grandi strategie dell'UE come le reti transeuropee di trasporto o la politica marittima integrata; è del parere che tale approccio contribuirebbe altresì a facilitare il coinvolgimento di altri strumenti della politica europea, come quelli proposti dalla BEI; ritiene che tali approcci avrebbero come risultato un migliore coordinamento delle politiche europee a livello transnazionale e interregionale;
4.  raccomanda di fondare le strategie macroregionali su una governance multilivello, garantendo la partecipazione delle autorità locali e regionali e del maggior numero possibile di partner e di soggetti interessati – come rappresentanti della società civile, delle università e dei centri di ricerca – tanto all'elaborazione quanto all'attuazione delle strategie macroregionali, al fine di rafforzarne la titolarità ai livelli locale e regionale;
5.  sottolinea che le macroregioni rappresentano un ambito favorevole alla partecipazione dei soggetti politici locali e degli attori non governativi, poiché tali regioni incoraggiano lo sviluppo di sistemi di coordinamento efficaci che facilitano gli approcci dal basso verso l'alto, al fine di garantire la significativa partecipazione della società civile al processo decisionale politico e la creazione di sinergie tra le iniziative esistenti al fine di ottimizzare le risorse e riunire gli attori coinvolti;
6.  ritiene che la strategia macroregionale possa indirizzare le politiche di vicinato e/o di preadesione dell'Unione verso una maggiore efficacia;
Sulle strategie macroregionali in corso
7.  plaude al fatto che la strategia macroregionale per il Mar Baltico abbia mostrato la sua capacità di generare un valore aggiunto europeo importante: convalidata dal Consiglio, sostenuta dalla Commissione, condivisa da tutti i soggetti nazionali, regionali e locali interessati, essa ha definito un programma d'azione con priorità chiaramente definite;
8.  chiede che questa strategia formi oggetto di una valutazione completa sulla base di criteri oggettivi e di indicatori misurabili per ciascuno dei settori prioritari;
9.  ritiene necessario, per garantire il pieno successo di questa strategia, sostenerne nel tempo la struttura di governance, estendendola alle autorità locali e regionali mediante il suo inserimento nell'ambito del prossimo periodo di programmazione 2014-2020;
10.  chiede alla Commissione e al Consiglio di sostenere apertamente l'approccio intrapreso per il bacino del Danubio, che deve anch'esso costituire oggetto di una valutazione e di un monitoraggio periodici;
Sulle strategie macroregionali future
11.  suggerisce alla Commissione di coordinare un processo di riflessione e di concertazione per le strategie macroregionali future; ritiene che si tratti di individuare le zone prioritarie tenuto conto della mancanza di cooperazione o dell'esigenza di rafforzare la cooperazione esistente tra aree europee appartenenti a Stati membri diversi ma partecipi di uno stesso territorio; reputa che tale concertazione debba concludersi con l'elaborazione di una "mappa previsionale delle macroregioni europee", frutto di un'ampia concertazione con le regioni e gli Stati membri interessati, che non avrà carattere vincolante e potrà evolvere in funzione delle dinamiche locali;
12.  è del parere che le strategie macroregionali necessitino di un migliore allineamento dei finanziamenti, di un uso più efficiente delle risorse esistenti e di un coordinamento degli strumenti; ritiene che – sebbene tali strategie non abbiano bisogno né di nuovi finanziamenti, né di nuovi strumenti istituzionali, né di una nuova regolamentazione – tuttavia l'accompagnamento delle medesime giustifichi un sostegno con fondi europei sotto forma di stanziamenti per l'assistenza tecnica e di stanziamenti per la fase preliminare di valutazione e raccolta dati e per l'eventuale start-up, e ritiene altresì che la strategia macroregionale debba favorire i progetti strutturali tenendo conto del quadro finanziario pluriennale 2014-2020;
13.  invita la Commissione e il Consiglio a tenere conto delle strategie macroregionali dell'UE all'atto della decisione su talune dotazioni di bilancio, quali i fondi strutturali e di coesione, la ricerca e lo sviluppo e, in particolare, la cooperazione regionale;
14.  chiede l'introduzione di un percorso obbligatorio per i programmi operativi mirato alle rispettive priorità delle strategie macroregionali al fine di garantire il miglior coordinamento possibile degli obiettivi e dei mezzi;
Prospettive nel Mediterraneo
15.  sostiene l'attuazione di una strategia macroregionale per il bacino del Mediterraneo al fine di offrire un piano d'azione volto ad affrontare le sfide comuni e le problematiche cui sono confrontati i paesi e le regioni mediterranee e al fine di strutturare questo spazio essenziale per lo sviluppo e l'integrazione dell'Europa, e chiede al Consiglio e alla Commissione di agire rapidamente in tal senso;
16.  ritiene che una strategia macroregionale mediterranea che associ l'Unione, le autorità nazionali, regionali e locali, le organizzazioni regionali, le istituzioni finanziarie e le ONG della sponda europea del bacino del Mediterraneo e dell'Unione per il Mediterraneo, e che sia aperta ai paesi vicini e/o ai paesi in fase di preadesione, sia in grado di innalzare notevolmente il livello politico e operativo della cooperazione territoriale in questa zona; sottolinea l'importanza di basarsi sull'esperienza, sulle risorse esistenti e sui risultati raggiunti dalle organizzazioni regionali esistenti;
17.  sottolinea che una macroregione del Mediterraneo potrebbe garantire che i vari programmi dell'UE concernenti il Mediterraneo si completino a vicenda e che i finanziamenti esistenti siano utilizzati nella maniera più efficace possibile, e potrebbe apportare un reale valore aggiunto ai progetti concreti dell'Unione per il Mediterraneo e associare i paesi terzi e le regioni interessati fin dalla fase di definizione della strategia, utilizzando a tale scopo lo strumento finanziario di vicinato e di partenariato, sempre nell'assoluto rispetto dello Stato di diritto e dei diritti umani, delle libertà fondamentali e della democrazia, "e promuovendo, ove necessario, il principio del "di più per chi si impegna di più";
18.  insiste sull'importanza del bacino del Mediterraneo come spazio di cooperazione decentrato – che va oltre i rigidi confini geografici – per rafforzare il processo decisionale transregionale e la condivisione di buone pratiche, non da ultimo per quanto riguarda la democrazia, i diritti umani, lo Stato di diritto, l'ecologia, lo sviluppo economico, l'ecoturismo nonché i partenariati in materia di cultura, ricerca, istruzione, gioventù e sport; sottolinea l'importanza specifica dell'istruzione quale catalizzatore per una transizione democratica;
19.  ritiene che la macroregione mediterranea debba svilupparsi in conformità delle norme internazionali sui diritti economici, sociali e culturali, in particolare la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo e la Convenzione dell'Unesco sulla protezione e la promozione della diversità delle espressioni culturali;
20.  esorta il Consiglio a dare seguito alle sue conclusioni del 24 giugno 2011 e a tenere conto delle volontà espresse in ordine alla strategia macroregionale adriatico-ionica dai territori interessati a livello nazionale, regionale e locale, nonché dei legami storici, delle tradizioni e delle iniziative intraprese, adottando tale strategia nei prossimi mesi, in modo da realizzare un primo passo verso l'attuazione di una strategia macroregionale mediterranea;
21.  sottolinea che la strategia macroregionale adriatico-ionica costituisce un fattore significativo di riconciliazione tra i territori dei Balcani occidentali e può contribuire all'integrazione di questi paesi nell'Unione europea;
22.  auspica che anche nel Mediterraneo occidentale e nel Mediterraneo orientale emergano strategie macroregionali che integrino una componente marittima sostanziale e tengano conto delle specificità dei numerosi territori costieri e insulari mediterranei e delle loro esigenze di sviluppo; ritiene che queste strategie future debbano dedicare maggiore attenzione alla tutela dell'ambiente, alla biodiversità e al turismo sostenibile;
23.  invita la Commissione ad applicare pienamente l'articolo 174 del TFUE mediante un piano strategico, al fine di superare gli svantaggi strutturali dei territori insulari e di garantire le condizioni necessarie per la crescita economica e per un'effettiva coesione sociale e territoriale; rileva che occorre prestare particolare attenzione alla necessità di garantire la piena accessibilità e continuità territoriale di questi territori con il continente europeo, attraverso finanziamenti adeguati; esorta inoltre la Commissione ad adottare misure – come l'aumento della soglia degli aiuti "de minimis" a favore delle isole, in particolare nei settori dell'agricoltura, dei trasporti e della pesca – che contribuiscano a porre i territori insulari su un piano di parità competitiva con i territori continentali, in modo da ridurre il divario tra i diversi livelli di sviluppo delle regioni europee e da garantirne l'effettiva integrazione nel mercato unico;
24.  auspica che la Commissione assuma una posizione favorevole nei confronti della dimensione insulare della strategia macroregionale mediterranea, in particolare nel valutare gli aiuti di Stato che rappresentano una legittima compensazione per gli svantaggi legati all'insularità e nell'adeguare la politica di coesione e le politiche di ricerca e innovazione alle esigenze specifiche delle regioni insulari, al fine di rafforzarne l'integrazione nell'Europa continentale;
25.  sottolinea l'importanza delle industrie culturali e creative quali colonne portanti dello sviluppo e della creazione di posti di lavoro nelle regioni insulari;
26.  esorta la Commissione a individuare gli strumenti necessari che permettano la valutazione e l'eventuale lancio di nuove iniziative macroregionali nel Mediterraneo occidentale e orientale, come ad esempio progetti pilota;
27.  sottolinea che le principali aree di intervento per la macroregione del Mediterraneo dovrebbero essere mirate agli opportuni livelli subregionali per la cooperazione su progetti specifici e comprendere le reti energetiche, la cooperazione scientifica e l'innovazione, le reti per la cultura, l'istruzione e la formazione, il turismo, il commercio, la tutela ambientale, il trasporto marittimo sostenibile, la sicurezza marittima e la protezione dell'ambiente marino dall'inquinamento, dal sovrasfruttamento e dalla pesca illegale attraverso la creazione di una rete integrata di sistemi di informazione e sorveglianza per le attività marittime, il rafforzamento della buona governance e una pubblica amministrazione efficiente, in modo da favorire la creazione di posti di lavoro;
28.  ritiene che il coordinamento di queste tre strategie macroregionali – Mediterraneo occidentale, Iniziativa adriatico-ionica e Mediterraneo orientale – consentirà di condurre una politica d'insieme per tutto il bacino del Mediterraneo, in sinergia con le priorità definite dalle organizzazioni regionali e internazionali, in particolare quelle definite dall'Unione per il Mediterraneo, e di applicare le migliori pratiche in grado di contribuire al conseguimento degli obiettivi della strategia dell'Unione europea per una crescita economica intelligente e sostenibile;
29.  ritiene importante, in particolare dopo gli eventi della Primavera araba, che la nuova macroregione contribuisca alla definizione di una nuova strategia con i paesi terzi per la corretta gestione dei flussi d'immigrazione, col debito riguardo per i benefici reciproci derivanti da una maggiore mobilità, sulla base della lotta alla povertà e della promozione dell'occupazione e del commercio equo, contribuendo inoltre così alla stabilità nella macroregione;
30.  ritiene – dato che i territori mediterranei dell'UE condividono frontiere marittime e terrestri con l'Africa settentrionale – che una strategia macroregionale promuoverebbe la dimensione meridionale della politica europea di vicinato, assumendo una dimensione territoriale concreta che garantirebbe una migliore gestione dei flussi migratori e avrebbe effetti positivi sul rendimento delle economie dei paesi interessati;
31.  ritiene che una strategia macroregionale nel Mediterraneo debba coordinare i finanziamenti europei esistenti, in particolare quelli relativi alla politica di vicinato, alla politica di coesione e alla cooperazione territoriale, per dare attuazione a progetti mirati a rispondere a sfide comuni, quali la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale euro-mediterraneo; ricorda l'importanza di una politica di vicinato per il Sud coordinata ed equilibrata e dell'ammissibilità dei progetti culturali finanziati dal FESR per affrontare tali sfide;
32.  sottolinea l'importanza delle industrie del settore culturale e creativo e ritiene che tale settore dell'economia svolgerà un ruolo sempre più importante ai fini della crescita economica e dell'occupazione nella regione; chiede che sia rivolta particolare attenzione all'attuazione di programmi di scambi culturali e accademici, nonché al rafforzamento delle relazioni culturali e di solidi legami a livello di turismo;
33.  ritiene che il turismo culturale possa produrre effetti di rilievo sulla regione mediterranea, sia da un punto di vista economico sia come fattore di conoscenza reciproca e di comprensione interculturale;
34.  sottolinea che la macroregione mediterranea agevolerebbe il dialogo interculturale e l'arricchimento del patrimonio culturale comune dell'Unione europea, mobiliterebbe la società civile e incoraggerebbe pertanto la partecipazione delle ONG e delle popolazioni del Mediterraneo ai programmi dell'UE in materia di cultura e istruzione;
35.  ricorda il ruolo fondamentale svolto dall'istruzione ai fini della democrazia e dello sviluppo economico e sociale, nonché l'importanza della formazione professionale per contrastare la disoccupazione giovanile;
36.  sottolinea l'importanza di rafforzare – nel quadro della macroregione mediterranea e tenendo conto delle motivazioni dei giovani in particolare nei paesi del Sud – la cooperazione nel settore della gioventù promuovendo programmi europei e creando sinergie con l'attività dell'Ufficio mediterraneo della gioventù;
37.  sottolinea l'importanza di concentrarsi soprattutto sui giovani, poiché costituiranno la base di una nuova generazione e saranno coloro che eserciteranno la maggiore influenza sul modo di affrontare il futuro dei rispettivi paesi;
38.  raccomanda, al fine di promuovere programmi di scambio, ricerca dinamica, innovazione e apprendimento permanente, la creazione di reti con istituti di istruzione superiore e di ricerca presenti nella futura macroregione mediterranea e lo sviluppo di infrastrutture scolastiche in tale regione, così come la rimozione degli ostacoli alla circolazione degli studenti, delle persone in formazione, dei giovani volontari, degli insegnanti, dei formatori, dei ricercatori e del personale amministrativo; sottolinea la necessità di promuovere la qualità dell'insegnamento e della ricerca nell'ambito di tali reti finanziando e sostenendo adeguatamente i programmi Tempus e Erasmus Mundus, soprattutto in considerazione del basso numero di beneficiari del programma Erasmus Mundus nella regione mediterranea;
39.  osserva che la mobilità degli artisti e delle opere artistiche nello spazio euro-mediterraneo è intralciata da numerosi ostacoli, che variano a seconda del paese e della regione e che sono connessi non solo alle difficoltà di ottenere visti ma anche alla mancanza di status degli artisti e alle condizioni che incontrano in quanto creatori di opere d'arte, in particolare nei paesi del Sud; ritiene che una macroregione mediterranea servirebbe a promuovere un riconoscimento reciproco dello status degli artisti, offrirebbe opportunità per riflettere sulla mobilità e ottimizzerebbe l'uso dei programmi di formazione, delle reti e della libera circolazione degli attori culturali, degli artisti e delle opere;
40.  sollecita, per il prossimo periodo di programmazione, l'attuazione di un programma "Erasmus euro-mediterraneo" destinato a favorire la mobilità transnazionale degli studenti delle due sponde del Mediterraneo, nonché di un programma "Leonardo da Vinci euro-mediterraneo" per i giovani che, nel quadro di una strategia macroregionale, desiderano acquisire una formazione professionale all'estero;
41.  sottolinea la necessità di adottare misure volte a contrastare la crescente "fuga dei cervelli" da questa regione;
42.  esorta a trarre profitto dalla diversità storica, culturale e linguistica dello spazio mediterraneo, la quale costituisce un fattore d'innovazione e conferisce slancio all'industria culturale e all'industria creativa nonché al settore turistico; chiede di incoraggiare e sostenere la cooperazione tra musei e istituti culturali;
43.  ricorda che nei paesi che si affacciano sul Mediterraneo si registra un particolare interesse per il cinema e le produzioni audiovisive europee, e che ciò continua a esercitare un'influenza importante sul dialogo tra le culture presenti nell'area, nel quadro dell'attuale fase di evoluzione democratica di tali società;
44.  suggerisce di adoperarsi per intensificare la cooperazione e gli scambi con i paesi terzi, onde migliorare la posizione della produzione europea sul mercato mondiale e in particolare nell'area del Mediterraneo, promuovendo così lo scambio culturale ma anche l'avvio di nuove iniziative volte a incoraggiare il dialogo euro-mediterraneo e il progresso democratico nell'intera regione, soprattutto alla luce degli impegni assunti durante la Conferenza euro-mediterranea sul cinema;
45.  invita gli Stati membri interessati a incoraggiare la volontà di cooperazione che è emersa durante l'elaborazione della presente relazione ed esorta la futura presidenza cipriota dell'Unione a promuovere tale progetto, di modo che la Commissione e il Consiglio possano adottare urgentemente un piano d'azione per la macroregione del Mediterraneo; sottolinea inoltre l'importanza della cooperazione intergovernativa e interregionale ai fini dell'elaborazione della strategia macroregionale;
46.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.

MOTIVAZIONE (testo integrale)
  1.  L'avvento delle macroregioni
Istituita nel 2009, la macroregione del Mar Baltico riunisce un insieme coerente di territori aventi per obiettivo quello di cooperare per risolvere al meglio i problemi economici e ambientali riscontrati. Tale cooperazione ha assunto la forma di una "strategia macroregionale", intesa a coordinare le forti cooperazioni settoriali già esistenti e articolata intorno a quattro pilastri, ambiente, prosperità, accessibilità e sicurezza, e a un piano d'azione costituito da 15 assi prioritari e 80 progetti faro.
Tale esperienza ha ispirato altri progetti. Uno di questi, la macroregione del Danubio, ha compiuto i primi passi. Altri sono previsti. Le istituzioni coinvolte – Stati membri, regioni, enti locali – collaborano per definire ambiti analoghi in diverse macroregioni europee, caratterizzate da tratti comuni: stesso spazio marittimo, stesso massiccio montuoso, stesso bacino fluviale ecc.
Le strategie macroregionali aprono nuove prospettive ai progetti di cooperazione territoriale sostenuti dalla politica di coesione e possono accompagnare le grandi strategie dell'Unione, quali le reti transeuropee di trasporto o la politica marittima integrata. Tali strategie possono garantire un migliore adeguamento fra i programmi regionali e gli obiettivi della strategia 2020 del Parlamento europeo.
2. Stato di avanzamento e primi riscontri
L'idea di macroregione ha mobilitato le parti interessate e il fermento che si osserva è la riprova dell'esistenza di un'aspettativa reale per concentrarsi su questo nuovo settore delle politiche pubbliche in Europa, con l'obiettivo di uno sviluppo su base territoriale. Le motivazioni di base non sono unicamente di natura oggettiva – l'interazione fra regioni di uno stesso vicinato – ma anche di ordine storico e culturale, dato che tali aree hanno condiviso nei secoli una storia comune. Tali legami senza tempo, da confermare, o anche, talvolta, da rinnovare, definiscono una base di cooperazione condivisa. L'adesione al concetto di macroregione testimonia altresì dell'evoluzione dell'idea europea.
La Commissione si è impegnata nell'attuazione della strategia del Mar Baltico. Nelle sue conclusioni del 13 aprile 2011 sulla macroregione del Danubio, il Consiglio ha nuovamente invitato la Commissione "a svolgere un ruolo guida nel coordinamento strategico". In termini concreti, la governance di un simile dispositivo è complessa e la sua realizzazione richiede un'assistenza tecnica importante. La DG Regio non può, allo stato attuale, garantirne in misura maggiore.
Una volta superato l'effetto annuncio, sussiste il rischio reale che il tutto non si riveli altro che una "macchina" mangiasoldi priva di efficacia. È stata allora presentata la cosiddetta "regola dei tre no": no a nuovi finanziamenti, no a un nuovo strumento istituzionale, no a una nuova regolamentazione. Tale vincolo è stato mitigato dal Consiglio, che il 13 aprile scorso ha promosso una "regola dei tre sì": sì alla complementarietà dei finanziamenti, sì al coordinamento degli strumenti istituzionali, sì alla definizione di nuovi progetti. Una simile dialettica mira di fatto alla ricerca di un equilibrio, che occorre definire prima dell'adozione dei regolamenti della prossima politica di coesione territoriale 2014-2020.
3. Il valore aggiunto della strategia macroregionale
Dall'esempio del Mar Baltico, emergono diverse potenzialità grazie all'attuazione di strategie macroregionali. Si tratta principalmente di offrire un quadro di riferimento pertinente alle politiche di coesione e di favorire la cooperazione intersettoriale nell'ambito di un medesimo territorio. Tale quadro può orientare gli investimenti verso una maggiore complementarietà e influire sulle rispettive priorità di ogni piano regionale di sviluppo di una stessa macroregione europea, consentendo una visione d'insieme e vere e proprie sinergie nell'ambito di un approccio integrato.
Un altro vantaggio è rappresentato dal fatto che tale strategia consente una maggiore partecipazione e una migliore cooperazione fra i diversi strumenti d'intervento a disposizione dell'Unione europea, al di là dei meri stanziamenti destinati alla politica di coesione. Questo vale in particolare per la Banca europea per gli investimenti (BEI). Essa consente altresì la realizzazione di una convergenza tra le risorse delle regioni e dei diversi Stati membri attraverso una governance multilivello. Si tratta di una strategia vantaggiosa per tutte le parti in causa.
Infine, la strategia macroregionale offre alle politiche di vicinato dell'Unione un quadro favorevole a un dialogo rinnovato e a relazioni fruttuose e concrete.
4. Le difficoltà da superare
Ogni strategia macroregionale possiede una duplice componente: la dimensione territoriale, che passa attraverso la definizione di un territorio pertinente di applicazione, e la dimensione funzionale, che consiste nella definizione delle priorità. L'adesione delle realtà in causa deve essere un fatto acquisito al momento dell'avvio di un simile processo. Tali considerazioni portano a prevedere una fase preparatoria, della durata di uno o due anni, che preceda l'effettiva creazione di una macroregione.
Il funzionamento delle macroregioni deve sottrarsi all'insidia di una governance intergovernativa, benché la sua natura transnazionale implichi la partecipazione degli Stati membri interessati. Soltanto una governance articolata su più livelli, fra cui in particolare la scala regionale, è in grado di preservare la vocazione europea di simili processi e assicurare la complementarietà rispetto alla politica per lo sviluppo regionale dell'Unione europea.
La creazione delle future macroregioni "per generazione spontanea" non può essere un modello per l'avvenire. Ne deriverebbe un carattere aleatorio, nocivo all'instaurazione di processi coerenti. Nondimeno, ogni nuova iniziativa deve essere un processo "dal basso" e trarre origine dalle motivazioni reali dei soggetti sul campo.
Il riconoscimento di diversi progetti promossi nell'ambito delle strategie macroregionali richiede il coinvolgimento delle regioni del vicinato. Tale coinvolgimento deve rientrare nelle politiche territoriali e non nella dimensione della politica estera.
5. Le misure da considerare
Lo sviluppo di strategie macroregionali deve inserirsi in una riflessione globale, che consenta di fare il punto sulle problematiche concrete, in modo tale da evitare progetti velleitari o legati a semplici considerazioni politiche immediate. Occorre definire una "mappa previsionale delle macroregioni europee", che tuttavia non avrà carattere vincolante e potrà evolvere in funzione delle dinamiche locali.
Per ciascuna macroregione è necessario prevedere una "fase preparatoria", durante la quale assegnare i posti al tavolo delle parti interessate, in modo da delineare i primi assi strategici e, in più, gettare le basi di una governance futura: occorre designare una collettività che svolga il ruolo di capofila oppure creare un GECT o ancora optare per una governance collegiale con responsabilità ben definite e condivise tra Stati diversi o regioni diverse, oppure individuare qualsiasi altra modalità. In conformità della decisione del Consiglio, la Commissione è la guida naturale di un simile processo preparatorio. Deve quindi mettere a disposizione le risorse, umane e finanziarie, necessarie a un simile investimento.
Gli strumenti finanziari di sostegno allo sforzo di cooperazione macroregionale devono essere concepiti entro il perimetro della componente di cooperazione territoriale della politica di coesione. Ciò è conforme alla volontà di accrescerne sensibilmente il livello di bilancio, secondo l'impegno già espresso dal Parlamento europeo per il periodo di programmazione 2014-2020, impegno che anche la Commissione ha sostenuto, in particolare nella quinta relazione sulla politica di coesione che raccomanda una maggiore attenzione agli aspetti transnazionali.
Tale sostegno finanziario potrebbe giungere sotto forma di stanziamenti per l'assistenza tecnica, sia per la fase preparatoria presso la stessa Commissione, sia per la fase di attuazione presso l'istanza di governance individuata al termine della fase preparatoria.
Come avvenuto nel quadro della strategia del Mar Baltico, la complementarietà dei finanziamenti per i progetti prioritari può essere raggiunta collegando i criteri di selezione alle priorità della strategia macroregionale contestualmente agli inviti a presentare progetti nell'ambito dei programmi operativi della politica di coesione.
6. L'importanza di una strategia macroregionale nel Mediterraneo
Il bacino del Mediterraneo condivide un medesimo ambiente naturale, e una medesima realtà storica e culturale ne lega le sponde. Il sud dell'Europa è ricco di grandi potenzialità, che non possono essere valorizzate senza il coordinamento e senza la visione d'insieme che la definizione di una strategia macroregionale consente.
Il bacino del Mediterraneo è particolarmente esteso, il che porta a interrogarsi sul dispositivo macroregionale da privilegiare. Nella zona centrale, diversi soggetti si raccolgono intorno al progetto di una macroregione adriatico-ionica. Le consultazioni effettuate nel quadro della stesura della presente relazione portano ad avallare l'opzione di tre macroregioni distinte: una nel Mediterraneo occidentale, una nel Mediterraneo centrale, chiamata appunto adriatico-ionica, e la terza nel Mediterraneo orientale, con un dispositivo strutturato di coordinamento tra esse.
In virtù del loro "clima mediterraneo", le regioni mediterranee condividono anche ecotipi simili. Da nord a sud, da est a ovest, i prodotti della terra si rassomigliano e, nella loro varietà, costituiscono un'unica gamma di prodotti. Le problematiche ambientali (come gli incendi) sono ovunque le stesse. Prima meta turistica al mondo, tali territori hanno tutto l'interesse a cooperare per perpetuare e migliorare le prospettive di questo settore economico, cruciale per buona parte dello spazio mediterraneo.
In termini di potenzialità, emerge la necessità di porre il traffico marittimo al centro di una strategia dei trasporti nell'intero bacino, soprattutto nel settore delle merci. Nuove rotte, numerose e diversificate, devono essere aperte. Lo sviluppo delle energie rinnovabili, e in particolare dell'energia solare, trova nel Mediterraneo condizioni ottimali. Per obiettivi di questa portata, la strategia macroregionale può fornire le risposte giuste e coinvolgere partner del calibro della BEI.
La biodiversità mediterranea è particolarmente ricca, ma è anche altrettanto minacciata. La pesca eccessiva mette a repentaglio le sue risorse alieutiche. Il Mar Mediterraneo è un mare chiuso, solcato da un traffico marittimo estremamente intenso e le sue rive conoscono una crescita demografica tra le più forti, fenomeno ulteriormente accentuato dall'afflusso turistico. L'ambiente costiero e marino rappresenta quindi una fonte di grande preoccupazione per l'intero bacino. Occorre promuovere una politica coordinata per il trattamento dei rigetti in mare, attraverso una diffusione delle cooperazioni Nord-Sud fra gli enti locali, con il sostegno delle politiche di vicinato.
Per il 2020 e oltre, il Mediterraneo rappresenta il principale "orizzonte di prossimità" dell'Europa, proprio in virtù dei suoi 500 milioni di abitanti, di cui appena un terzo sono cittadini dell'Unione. Una dinamica di sviluppo che ruoti intorno al Mediterraneo può fungere da forza trainante per tutta l'economia europea.
In seno all'UE, lo spazio mediterraneo è strutturato troppo debolmente. Vi si registrano scarsi risultati in termini di cooperazione e interconnessione. Le sfide cui le autorità politiche del Mediterraneo devono far fronte potranno essere raccolte in modo assai più adeguato nel quadro di una riflessione e di un piano d'insieme.
Al di fuori dell'UE, le popolazioni delle rive del Mediterraneo conoscono livelli di vita estremamente degradati, sotto ogni punto di vista: economico, sociale, ecologico e politico. Lo sviluppo di queste società è una necessità per loro stesse e un'opportunità per l'Europa. Quest'ultima conquisterebbe una maggiore sicurezza, un controllo più "sostenibile" dei flussi d'immigrazione e la partecipazione diretta a un'area in crescita, con effetti positivi sulle proprie prestazioni economiche. Gli eventi della primavera scorsa, di cui si è fatta teatro la riva sud del Mediterraneo, sono quindi un invito pressante a sviluppare nuove politiche attive di vicinato. Poste, almeno in parte, in connessione con una strategia macroregionale, potrebbero assumere una dimensione territoriale concreta, garanzia di una maggiore efficacia.
Le regioni e gli Stati europei del Mediterraneo devono intraprendere un processo rafforzato di cooperazione e aprirne le porte a tutti i partner di uno spazio, come questo, essenziale per il futuro dell'Europa. In tale prospettiva, la strategia macroregionale è uno strumento d'elezione.

 

 

(fine testo)


Riferimenti

(1) Unione europea

RELAZIONE  sull'evoluzione delle strategie macroregionali dell'UE: pratiche attuali e prospettive future, in particolare nel Mediterraneo
27 giugno 2012 PE 488.006v02-00     A7-0219/2012  (2011/2179(INI))
 

http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+REPORT+A7-2012-0219+0+DOC+XML+V0//IT