Ostacoli e difficoltà

SEZIONE OSTACOLI e DIFFICOLTA'

(clicca sull'argomento di interesse)

Ostacoli per la realizzazione delle MacroRegioni UE e in particolare per quella ALPINA

OSTACOLI OGGETTIVI: Chi sono gli attori?(v. sotto). Per considerare gli eventuali ostacoli di una iniziativa, che coinvolge milioni di persone, è necessario considerare quali sono i cosiddetti Attori che procedono alla sua realizzazione. Inoltre nel caso del compimento della Macro Regione Alpina, ovvero del processo decisionale che potrebbe condurre a questo nuova gestione territoriale, è necessario considerare, in prima istanza, quali siano le forze sia politiche sia istituzionali, nonché i soggetti o gli Enti Pubblici che autorizzano o rendono legittime le varie fasi processuali.I Livelli che intervengono sono ripettivamente quello della (1) Comunità Europea, quello dei (2) Governi centrali dei vari Stati UE o extra UE interessati, (3) i Governi delle Regioni che partecipano all'iniziativa, e da ultimo (4) le popolazioni interessate e da coivolgere. All'interno di ognuno di questi livelli intervengono molteplici forze sia politiche sia di imprenditori (lobby nascoste e stakeholder visibili), nonché in qualche caso della cosiddetta Società Civile. Per quest'ultimo aspetto, la UE inizia spesso una sua importante azione o trattato, con una consultazione pubblica aprendone la discussione a tutti via WEB. Purtroppo, a dire il vero, non sempre sembrano ben pubblicizzate, dovendo superare delle difficoltà di efficienza, assai evidenti. L'apertura alla popolazione interessata (4) deve seguire delle procedure precise come mostra l'esperienza della NEPA e del connesso scoping in USA, per non essere demagogiche. (bibl.1)

1 ) – Accordo ai Vertici, ovvero la Commissione di Bruxelles e gli Stati nazionali

Il primo livello (1) in cui operano i cosiddetti Attori, nel progetto della MacroRegione si colloca a Bruxelles, all'interno dell'Unione Europea. Un secondo (2) si colloca all'interno delle Regioni  che intendono aggregarsi, e in relazione alle forme e modalità  amministrative di cui intendono dotarsi. E da ultimo (3) non si possono tralasciare i legami con l'istituzione centrale di ogni Regione, che si sdoppia nei suoi aspetti centrali e locali. Ovvero per quanto riguarda l'Italia, la sede è Roma, ed il livello di collegamento con le istituzioni Regionali che sono rappresentate dai Governi delle Regioni interessate dalla Macro Regione Alpina. Nel livello UE a Bruxelles, tutti si sono dimostrati in pieno accordo verso la continuazione dell'iniziativa volta a finanziare i programmi per lo Spazio Alpino, che segue quelli di Interreg, Interreg IIIB, Interreg IV, e che ha assunto l'acronimo nel ciclo 2014-2020 in corso di INTERREG EUROPA. I rappresentanti delle istituzioni nella foto sottostante ne sono una chiara dimostrazione. Costoro rappresentano le forze che approvano il tragitto istituzionale per determinare la Macro Regione Alpina, la quale solo nel corso della  specifica road-map intrapresa verrà connotata con i contenuti che risulteranno emergenti e condivisi.

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 Tavola 007-01 – Conferenza: "Towards an EU Strategy for the Alpine Region" 

2) – Accordo ai livelli Intermedi, ovvero tra i Presidenti delle Regioni
Prima della conferenza a Bruxelles (v. foto sopra) i Governatori delle Regioni italiane si sono riunite varie volte (v. sezione obiettivi). Di seguito diamo atto di alcune loro posizioni.Tavola 007-02 – Intervento di R.Maroni (Lombardia) , R.Cota (Piemonte), L.Zaia (Veneto)  e R.Tondo (Friuli). Video di 53 minuti – Accordo e Patto  di Sirmione

Verso la Macro Regione : Complessità del Problema Interventi dei Governatori  del Nord Italia (Lombardia (in fieri bibl. 2), Veneto, Piemonte, Friuli Venezia Giulia) Sirmione 16 febbraio 2012

Lo Spazio alpino per i vertici UE e gli Stati interessati (v. sopra) ha assunto il nome: CONVENZIONE DELLE ALPI, mentre per i Presidenti delle Regioni italiane si chiama MACRO REGIONE ALPINA (v.sopra). La Convenzione delle Alpi è stata ratificata da apposita Legge in ogni Stato interessato. Per l'Italia si tratta della Legge 14 ottobre 1999, n. 403 (bibl.3) (v. norme). Per l'accordo tra le Regioni, che dovrebbe concretizzarsi nel 2014/15, il discorso è in fieri. Tuttavia il quesito se esistono differenze tra le due impostazioni ha una sua ragion d'essere. Possiamo affrontare il dubbio, chiarendo quali siano le caratteristiche, per ora, delle varie impostazioni dal punto di vista territoriale.

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Figura 007-03- I Presidenti di Piemonte, Veneto, Friuli, Lombardia


Tavola 007-04- Organizzazioni dedicate allo Spazio Alpino
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3 ) – La Macroregione  – Cos'è

Tra le forze parlamnetari italiane, la Lega Nord, ha manifestato forse il più acceso interesse verso la Macro Regione Alpina. Il progetto politico della Lega Nord  si dirige sia verso la Macroregione del Nord all'interno dei confini nazionali, ovvero come evoluzione dell'attuale Costituzione italiana, sia anche quella di derivazione UE, quindi con la partecipazione degli altri stati coinvolti dalle Alpi. Ma esattamente, la Macroregione che cos’è? La Macroregione del Nord Italia, composta inizialmente dalle Regioni Lombardia, Veneto, Piemonte e Friuli Venezia Giulia, dal punto di vista geografico riunisce territori che hanno radici storiche e culturali comuni. Dal punto di vista economico  questi territori rappresentano il motore produttivo del Paese. Politicamente, è lo strumento attraverso il quale si vuole dare soluzione alla Questione Settentrionale. Da sempre il Nord supplisce alla gestione fallimentare di altre aree del Paese Italia. Seguendo questa tesi, i suoi sostenitori affermano che è arrivato il momento di dire basta e di ridare dignità alla gente del Nord. Ecco perché l’obiettivo della Macroregione alpina, sostenuto dalla Lega Nord,  si identifica con l'obiettivo di mantenere sul proprio territorio regionale almeno il 75% delle risorse prodotte, risorse che garantiranno maggiori servizi ai cittadini e alle imprese e che consentiranno ai Comuni di rispondere alle esigenze del territorio, ed alle singole Regioni di attuare politiche condivise, utilizzando e perfezionando le buone pratiche operative.

Ci stiamo riferendo a risorse, quindi, che permetteranno di ridurre la pressione fiscale e creare nuove opportunità di lavoro, nuove esperienze e nuove speranze. L’obiettivo della Macroregione alpina è quello di dare risposte e porre al centro dell’azione politica e di governo i nostri giovani, i nostri anziani,  le nostre famiglie, le nostre imprese. Le tre Regioni del Nord interessate per prime da questo progetto – Lombardia, Veneto e Piemonte – insieme formano già una macroarea simile dal punto di vista economico, produttivo, sociale e culturale. Ognuna di esse, ovviamente, ha caratteristiche e peculiarità specifiche che la distingue dalle altre ma, con le altre, costituisce  quella forza economica e politica che potrà negoziare con lo Stato centrale maggiori risorse e maggiori competenze: in sostanza più autonomia.

Dal sito della Lega Nord, si legge:

La Macroregione non è un incubatore “chiuso” ma è aperto alla collaborazione con le altre Regioni su temi specifici e iniziative comuni. Questo grande progetto deve essere condiviso con tutti coloro che risiedono nelle nostre Regioni: ecco perché vogliamo discutere e confrontarci con Voi sulla Macroregione. Allora, se lo desiderate, inviateci le Vostre impressioni, riflessioni, proposte. In questa pagina verranno pubblicati i contributi più interessanti perché vogliamo, insieme a Voi, trasformare le emozioni e le idee in realtà. (questo paragrafo è tratto dal sito della Lega Nord – bibl.4)

4 ) – Le posizioni dei vari attori, a fronte del progetto della Macro Regione Alpina possono essere di opposizione o al contrario di consenso.

1 – Unione Europea (UE)

La UE di Bruxelles  non ha alcun motivo di osteggiare le iniziative trans-nazionale volte allo sviluppo economico sociale e ambientale di particolari macro-regioni come appunto l'area  Alpina. Infatti, per la Macro Regione Alpina, si è comportata come è già avvenuto, per ora,  per  la Macro-Regione del Mar Baltico (2009) (vedi) e quella del Danubio (2010) (vedi).  Nell'accordo di Grenoble del  18 Ottobre  2013 (v. sezione)   la UE ha avvallato ed accolto la nuova Macro Regione Alpina, condiziondola ad alcune clausole specifiche. Nell'accordo sottoscritto dai sette Paesi  (v. sezione)  si ribadisce  da un lato, che la Nuova Macro Regione Alpina non sarà motivo di alcuna richiesta di finanziamenti aggiuntivi oltre a quelli già previsti  (v. testo dell'accordo sezione) e analogamente non sarà motivo per la richiesta di alcuna modifica ai Trattati UE vigenti.  L'Accordo stabilisce anche tre cosiddetti pilasti per definire gli obiettivi prioritari da seguire (v. sezione).   A metà del 2015 la Macro Regione Alpina  entrerà nella fase operativa. Ciò significa che i sette paesi sottoscrittori saranno liberi da ogni legaccio o lacciolo verso la UE, ma dovrà verificare  la reale volontà degli attori territoriali interessati. Di seguito  elenchiamo le principali categorie che solo il tempo dimostrerà il reale interesse per l'iniziativa, e sopratutto  se i contenuti indicati da Grenoble siano adeguati alle possibilità del territorio.

2 – CIPRA

L'Associazione CIPRA, presente a Grenoble (2013) come Osservatore,  si è manifestata, come era ovvio, pienamente concorde con le intenzioni della Macro Regione Alpina, di cui lei stessa è stata un antisegnana anche se non governativa. Alcune obiezioni sono state sollevate per la vastità del territorio in oggetto dalla nuova Macro Regione Alpina, che è circa il doppio di quello  considerato dalla stessa CIPRA. Tuttavia nello spirito collaborativo di sempre, CIPRA è in prima linea per il nuovo Progetto volto al potenziamento, se di questo si tratta,  dello Spazio Alpino (v. sopra).

3 – La Lega Nord

Il Movimento della Lega Nord, tramite i suoi rappresentanti, segretari e presidenti di Regione, in aggiunta alla stampa di cui dispone e le numerose iniziativi sin ora intraprese, ha posto la costituzione della Macro Regione Alpina di circa 70 milioni di persone, tra i suoi obiettivi prioritari. Si vedano i numerosi video in merito alla necessità della Macro Regione Alpina, e alla presentazione delle firme necessarie per il Referendum collegato, di cui si da notizia anche in questo sito (v. sopra e Sez. Obiettivi).

4- Il Popolo della Libertà (PdD)

Il Partito PdL (Popolo della Libertà)  non ha preso posizione apertamente per la Macro Regione Alpina, tuttavia i suoi rappresentanti all'interno delle Giunte regionali interessate operano in stretta sintonia con questa iniziativa.

5 – Il Partito Democratico (PD)

Il PD non ha nelle sue priorità, la costituzione della Macro Regione Alpina. Infatti, la Presidente del Friuli, regione che rientrerebbe in quest'Area, è risultata significativamente assente alla firma di Grenoble (2013 vedi), facendo presenziare un Assessore della Giunta (v. sopra).

6 – Gli altri partiti italiani

In genere gli altri partiti dell'arco costituzionale italiano, non hanno particolari sensibilità verso la Macro Regione Alpina. Tuttavia non appena il progetto riuscirà ad essere più facilmente percebile e saranno anche più chiari i finanziamenti in gioco, con buona probabilità ogni Partito cercherà di riconquistare il terreno, per ora, trascurato.

7 – Il Governo Italiano

Il Governo italiano ha assunto una posizione ufficiale di consenso, tramite la Convenzione delle Alpi, essendo stata firmata nel 1991 e ratificata nel 2000. In questo senso non ha nulla da dichiarare in merito, ma deve coerentemente sostenere il ruolo che spetta al Governo italiano nella Convenzione delle Alpi. Infatti, il Ministro degli Esteri (on. Bonino) era presente all'evento e alla firma di Grenoble (Ott. 2013) quale rappresentante dello Stato italiano. Inoltre il Ministero dell'Ambiente [..] con il proprio rappresentante (sottosegretario M.F. Cirillo) ha firmato la costituzione dell'atto istitutivo della Macro Regione Alpina a Bruxelles (Dic. 2013), con la quale si ufficializza la road map per la definizione della strategia di questa nuova aggregazione di Regioni trans-nazionali (v. sopra).

8 – I Governi Regionali del Nord Italia

I Governi regionali del Nord Italia, retti dalla Lega Nord sono favorevoli e spingono per l'attuazione della Macro Regione Alpina. Quello della Val D'Aosta, della Provncia di Trento e di Bolzano avendo un legame molto stretto con l'ambiente alpino non esprimono alcuna obiezione, ma semmai consensi. Quelli della Liguria, del Friuli Venezia Giulia viceversa si differenziano ponendo dei distinguo molto accentuati, per motivi legati più a ragioni connesse con le dinamiche esistenti a Roma, e molto meno a quelle legate alla dimensione alpina. Tuttavia l'opposizione del PD, con buona probabilità, è direttamente proporzionale alla presenza e consenso della Lega Nord verso questa iniziativa. Non si dimentichi che la modifica del Titolo V della Costituzione operata dal Governo di CentroSinistra con Dalema nel 2001, al di là dell'aggiornamento dell'articolato costituzionale in questione ( per es. nel Testo della Costituzione non era presente il termine Unione Europea), aveva l'obiettivo di osteggiare e porre un argine all'avanzata della Lega Nord. (La tesi, accettata dai responsabili del PD, è stata ribadita anche dall'attuale Presidente del Consiglio Matteo Renzi in una riunione della Direzione del PD (marzo 2014) trasmessa in streaming TV). Unitamente a questo comparto della Pubblica Amministrazione non va sottovalutato la posizione degli Assessorati regionali potenzialmente o direttamente coinvolti, dalla Macro Regione Alpina, che di norma dovrebbero essere in pieno accordo con tale iniziativa. Non va nemmeno sottovalutata la posizione delle numerose Società di consulenza che operano in connessione con le forze regionali in cui operano, le quali possono costituire un elemento prezioso di contributi per il pieno successo dell'iniziativa. (Si veda anche il Punto successivo n.11).

9 – Il Mondo Finanziario

Il Mondo Finanziario, soprattutto il blocco delle Banche, difficilmente prende posizione netta su iniziative come quella in oggetto, sicché non è in questo senso che si può defniire il ruolo di questo attore. Viceversa questo settore è consapevole che gli eventuali finanziamenti potrebbero transitare presso i propri istituti, che tra l'altro si potrebbero trovare in concorrenza con quelli delle Banche e operatori finanziari di oltrelpe, e che potrebbero estrometterli. Da questo punto di vista i soggetti in questione possono essere sensibili a trovare una collocazione autonoma e non di secondo piano. Inoltre è noto la sollecitazione del Mnistero dello Sviluppo di Roma (MISE), nel cercare di far parteciapre il mondo delle Banche ad un ruolo non solo di distribuzione dei finanziamenti ma anche con una partecipazione più attiva, per esempio nel settore della formazione della forza lavoro. Questa sollecitazione avvenne per i Fondi strutturali (2000-2006) per le Regioni del SUD Italia, che assorbivano e continuano ad utilizzare un  totale circa 8o/100  miliardi di euro per ciclo. I finanziamenti per la Macro Regione Alpina, essendo nelle Regioni italiane ricche, si aggireranno nel complesso per qualche centinaio di milioni, cha da un lato costituiscono sempre un finanziamento, benché non determinante, ma dall'altro possono essere l'incubatore di ulteriori commesse e quindi è del tutto degno di un eventuale atteggiamento partecipativo.

10 – La Confindustria

I Membri della Confindustria sono i Beneficiari maggiori dei Finanziamenti della UE, compresi quelli per la eventuale Macro Regione Alpina, sicché non esprime alcun elemento di opposizione, ma è tendenzialmente solidale con tale iniziativa. Solitamente l'atteggiamento tradizionale di queste forze sociali è quello di dichiarare che i finanziamenti sono insufficienti con il consiglio costante di aumentare il loro budget. Le istanze, spesso ad uso delphini, per lo più sono rivolte alle forze politiche in modo tendenzialmente persuasivo e spesso con il supporto di argomentazioni  più o meno tecniche.

11 – Le micro unità operative e le Patite IVA

(vedi Beneficiari- in preparazione).

12 – Le Associazioni Alpine

Nell'ambiente Alpino vi sono decine di associazioni che operano sul territorio localmente al fine di valorizzare gli aspetti della montagna  tipici di questi luoghi. Da parte loro ogni inziativa che veda le Alpi al centro di un progetto non può che trovarli pienamente consenzienti e disponibili ad ogni iniziativa. La differenza dei vari Stati da questo punto di vista sembrano annullate, perché si è di fronte ad un atteggiamento comune e trasversale delle popolazioni alpine. Inoltre, all'interno di questo particolare gruppo di utenti e interessabili alle attività della Macro regione Alpina, si annoverano delle forze che non sono prioritarimenta attratte da eventuai finanziamenti, che rappresenta viceversa spesso, la molla principale degli altri gruppi di attori coivolti da questa iniziativa.

13 – La Popolazione

La popolazione costituisce il ricettore/destinatario dell'azione degli attori sin qui menzionati. Tuttavia può anch'essa può essere vista come un ulteriore attore che deve o può essere coinvolto nella realizzazione della Macro Regione Alpina. Si ricorda infatti, che per esempio la tutela dei rischi della montagna hanno nel controllo giornaliero del territorio da parte dei residenti un potente meccanismo di garanzia. Senza questo controllo i rischi della montagna aumentano notevolmente. Inoltre  ricordiamo che nella pianificazione di nuove opere territoriali, di una certa importanza da realizzare nei siti delicati come quelli alpini, le nuove leggi come ad esempio la  VIA o la VAS, prevedono l'inserimento nel processo decisionale, con i dovuti modi, della popolazione o dei grupi interessati. Per intenderci assicurare la necessaria trasparenza alla varie fasi procedurali in occasione di nuove infrastrutture, rientra in questo discorso, ovvero della partecipazione del pubblico alle decisioni della Pubblica Amministtrazione. Si pensi ad esempio alla costruzione di un nuovo Parco naturale o di altro tipo, o al contrario all'attraversamento con un intervento viabilistico o antropizzante all'interno di un'area protetta esistente, oppure al taglio di un'area boschiva,  ecc. Le cosiddette formazioni della Società Civile, rappresentano, per queste nuove normative (VIA e VAS),  degli interlocutori finalizzati a questo scopo, e per lo più chiedono la partecipazione della popolazione interessata all'iter delle  decisioni che possono riguardare l'ambiente in cui vivono quotidianamente.


5) I politici del Partito Democratico (PD) commentano le prospettive della Macro Regione (18 novembre 2013)


5 ) – Testi sull'argomento della Macro Regione Alpina – Documenti

Testo presente nel sito LEGA NORD (vai a )

http://www.leganord.org/index.php/macromenu

  Bibliografia
1) A.Sardone -Valutazione di impatto ambientale in USA- Regulations e NEPA- Clup MI (1988) ( pp.127)
2) (*) Roberto Maroni viene eletto Governatore della Lombardia il 18 Marzo 2013
3) Legge 14 ottobre 1999, n. 403 - Ratifica ed esecuzione della Convenzione per la protezione delle Alpi,con allegati e processo verbale di modifica del 6 aprile 1993, fatta a Salisburgo il 7 novembre 1991 pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 262 dell'8 novembre1999 – Supplemento Ordinario n. 194
4) Lega Nord – La Macro Regione cos'è? vedi sito [ http://leganord.org/index.php/documenti/macromenu]

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