QUESTIONARIO EUSALP

CONSULTAZIONE PUBBLICA ON LINE : QUESTIONARIO
L’obiettivo generale della strategia dell’Unione europea per la regione alpina (EUSALP) è quello di promuovere una prosperità durevole nelle regioni alpine, stimolando la loro competitività e capacità di innovazione, migliorando la connettività e preservando il loro patrimonio naturale e culturale.
Questa consultazione pubblica si indirizza non solo ai soggetti direttamente coinvolti ma a tutti i cittadini interessati da questa regione. Di conseguenza, le Sue idee, commenti e pareri sono essenziali per la progettazione ed attuazione di questa strategia.
Questi elementi permetteranno di elaborare una EUSALP sulla base della realtà della regione, stabilendo obiettivi appropriati e rispondendo in modo pragmatico alle necessità concrete di questa regione.

L’obiettivo generale della strategia dell’Unione europea per la regione alpina (EUSALP) è quello di promuovere una prosperità durevole nelle regioni alpine, stimolando la loro competitività e capacità di innovazione, migliorando la connettività e preservando il loro patrimonio naturale e culturale.

Questa consultazione pubblica si indirizza non solo ai soggetti direttamente coinvolti ma a tutti i cittadini interessati da questa regione. Di conseguenza, le Sue idee, commenti e pareri sono essenziali per la progettazione ed attuazione di questa strategia.

Questi elementi permetteranno di elaborare una EUSALP sulla base della realtà della regione, stabilendo obiettivi appropriati e rispondendo in modo pragmatico alle necessità concrete di questa regione.

SEZIONE 1 : INFORMAZIONI GENERALI

SEZIONE 1 : INFORMAZIONI GENERALI

1. Si prega di precisare a che titolo si intende rispondere:*

1. Si prega di precisare a che titolo si intende rispondere:*

Si prega di precisare*
2. Indicare il suo nominativo e, se rilevante, quello della sua organizzazione.*

2. Indicare il suo nominativo e, se rilevante, quello della sua organizzazione.*

3. Se la sua organizzazione è iscritta al registro della trasparenza, si prega di indicare il relativo numero di registrazione.

3. Se la sua organizzazione è iscritta al registro della trasparenza, si prega di indicare il relativo numero di registrazione.

4. Indicare il Paese di residenza*

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Specificare*
5. Indicare l’indirizzo di posta elettronica*

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6. Qual è il suo livello di informazione sulla strategia europea per la regione alpina?*

6. Qual è il suo livello di informazione sulla strategia europea per la regione alpina?*

7. Qual è il suo livello di informazione sulle strategie macro regionali dell’Unione europea?*

7. Qual è il suo livello di informazione sulle strategie macro regionali dell’Unione europea?*

SEZIONE 2: DOMANDE SUL QUADRO GENERALE

SEZIONE 2: DOMANDE SUL QUADRO GENERALE

1. A Suo parere, per sfruttare al meglio il potenziale della Regione Alpina, quali sono i principali temi sui quali promuovere la cooperazione che non possono essere affrontati in modo adeguato al momento?*

1. A Suo parere, per sfruttare al meglio il potenziale della Regione Alpina, quali sono i principali temi sui quali promuovere la cooperazione che non possono essere affrontati in modo adeguato al momento?*

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2. Quali sono le principali sfide e quali sono i principali ostacoli per affrontare questi temi?*

2. Quali sono le principali sfide e quali sono i principali ostacoli per affrontare questi temi?*

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3. Quali politiche sono più rilevanti? Quali politiche UE dovrebbero essere prioritarie?*

3. Quali politiche sono più rilevanti? Quali politiche UE dovrebbero essere prioritarie?*

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4. A Suo avviso, in quale modo la EUSALP potrebbe migliorare la capacità di azione della Regione Alpina di reagire alle sfide comuni? (Si prega di specificare alcuni risultati che ci si aspetta dalla sua attuazione)*

4. A Suo avviso, in quale modo la EUSALP potrebbe migliorare la capacità di azione della Regione Alpina di reagire alle sfide comuni? (Si prega di specificare alcuni risultati che ci si aspetta dalla sua attuazione)*

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5. Secondo Lei, quali sarebbero i vantaggi derivanti da EUSALP a livello europeo?*

5. Secondo Lei, quali sarebbero i vantaggi derivanti da EUSALP a livello europeo?*

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SEZIONE 3: PORTATA ED OBIETTIVI DI EUSALP

SEZIONE 3: PORTATA ED OBIETTIVI DI EUSALP

Per rispondere alle domande seguenti, si noti che le azioni ed i progetti proposti devono
(a) riguardare la regione alpina
(b) avere un impatto positivo per i cittadini, le imprese e l’ambiente
(c) essere realizzabili nel breve o medio termine

Per rispondere alle domande seguenti, si noti che le azioni ed i progetti proposti devono

(a) riguardare la regione alpina

(b) avere un impatto positivo per i cittadini, le imprese e l’ambiente

(c) essere realizzabili nel breve o medio termine

1. Secondo lei, quali sono i principali obiettivi sui quali EUSALP dovrebbe concentrarsi? (Selezionare un massimo di tre obiettivi per pilastro)

1. Secondo lei, quali sono i principali obiettivi sui quali EUSALP dovrebbe concentrarsi? (Selezionare un massimo di tre obiettivi per pilastro)

1° Pilastro. Favorire la crescita sostenibile e promuovere l’innovazione nelle Alpi: dalla teoria alla pratica, dai centri di ricerca alle imprese. 

1° Pilastro. Favorire la crescita sostenibile e promuovere l’innovazione nelle Alpi: dalla teoria alla pratica, dai centri di ricerca alle imprese. 

at most 3 choice(s)

2° Pilastro. Connettività per tutti: alla ricerca di uno sviluppo territoriale equilibrato attraverso modelli di mobilità ecocompatibili, sistemi di trasporti, servizi di comunicazione ed infrastrutture.

2° Pilastro. Connettività per tutti: alla ricerca di uno sviluppo territoriale equilibrato attraverso modelli di mobilità ecocompatibili, sistemi di trasporti, servizi di comunicazione ed infrastrutture.

at most 3 choice(s)
3° Pilastro. Garantire la sostenibilità nella Regione Alpina: conservazione del patrimonio alpino e promozione ad un uso sostenibile delle risorse naturali e culturali.

3° Pilastro. Garantire la sostenibilità nella Regione Alpina: conservazione del patrimonio alpino e promozione ad un uso sostenibile delle risorse naturali e culturali.

at most 3 choice(s)
2. Ha proposte da suggerire?

2. Ha proposte da suggerire?

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3. Fra gli obiettivi sopramenzionati, quali secondo lei non possono essere realizzati alle condizioni attuali ma potrebbero esserlo grazie ad una strategia macro-regionale integrata? (Selezionare al massimo 3 obiettivi per pilastro)

3. Fra gli obiettivi sopramenzionati, quali secondo lei non possono essere realizzati alle condizioni attuali ma potrebbero esserlo grazie ad una strategia macro-regionale integrata? (Selezionare al massimo 3 obiettivi per pilastro)

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4. Indichi per favore azioni o progetti concreti (a livello europeo, nazionale, regionale o locale) che potrebbero contribuire a realizzare gli obiettivi di EUSALP a breve o medio termine

4. Indichi per favore azioni o progetti concreti (a livello europeo, nazionale, regionale o locale) che potrebbero contribuire a realizzare gli obiettivi di EUSALP a breve o medio termine

Pilastro 1

Pilastro 1

Azione/progetto 1:

Azione/progetto 1:

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Azione/progetto 2:
Azione/progetto 2:
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Pilastro 2

Pilastro 2

Azione/progetto 1:

Azione/progetto 1:

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Azione/progetto 2:
Azione/progetto 2:
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Pilastro 3

Pilastro 3

Azione/progetto 1:

Azione/progetto 1:

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Azione/progetto 2:

Azione/progetto 2:
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5. Altri commenti

5. Altri commenti
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DOMANDE RELATIVE A CIASCUN PILASTRO

    DOMANDE RELATIVE A CIASCUN PILASTRO

Pilastro 16. Quali sono i principali ostacoli ancora da superare  in termini di mobilità di lavoratori, studenti e idee nella Regione?

Pilastro 1
6. Quali sono i principali ostacoli ancora da superare  in termini di mobilità di lavoratori, studenti e idee nella Regione?

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7. Quali sono le principali sfide affinché la Regione Alpina rimanga competitiva nel futuro?

7. Quali sono le principali sfide affinché la Regione Alpina rimanga competitiva nel futuro?

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Pilastro 28. Quali sono le principali sfide per la Regione Alpina in termini di connettività?

Pilastro 2
8. Quali sono le principali sfide per la Regione Alpina in termini di connettività?

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Pilastro 39. Quali sono le principali sfide per garantire la sostenibilità nella Regione Alpina?

Pilastro 3
9. Quali sono le principali sfide per garantire la sostenibilità nella Regione Alpina?

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SEZIONE 4: PRINCIPI DI PROGETTAZIONE E ATTUAZIONE

SEZIONE 4: PRINCIPI DI PROGETTAZIONE E ATTUAZIONE

1. Secondo Lei, perché gli esistenti meccanismi di cooperazione oltre i confini nazionali devono essere migliorati nella Regione Alpina? Quali sono gli ostacoli alla cooperazione che una Strategia Macro-regionale dovrebbe cercare di superare?

1. Secondo Lei, perché gli esistenti meccanismi di cooperazione oltre i confini nazionali devono essere migliorati nella Regione Alpina? Quali sono gli ostacoli alla cooperazione che una Strategia Macro-regionale dovrebbe cercare di superare?

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2. Come si deve gestire il coordinamento delle diverse politiche (comunitarie, nazionali e regionali)? Quali strutture di governance dovrebbero essere previste nella Regione al fine di garantire un più efficace coordinamento tra le parti coinvolte?

2. Come si deve gestire il coordinamento delle diverse politiche (comunitarie, nazionali e regionali)? Quali strutture di governance dovrebbero essere previste nella Regione al fine di garantire un più efficace coordinamento tra le parti coinvolte?

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3. Chi potrebbero essere i principali soggetti interessati ad una migliore cooperazione e relativo coordinamento nella Regione Alpina nei prossimi anni? Chi dovrebbe avere la responsabilità ultima per il raggiungimento dei risultati nell’ambito della nuova Strategia, e quali potrebbero essere i soggetti principali responsabili per le decisioni?

3. Chi potrebbero essere i principali soggetti interessati ad una migliore cooperazione e relativo coordinamento nella Regione Alpina nei prossimi anni? Chi dovrebbe avere la responsabilità ultima per il raggiungimento dei risultati nell’ambito della nuova Strategia, e quali potrebbero essere i soggetti principali responsabili per le decisioni?

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4. Eventuali ulteriori commenti

4. Eventuali ulteriori commenti

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Motivazioni verso la strategia Macroregionale

Evoluzione delle strategie macroregionali dell'UE: pratiche attuali e prospettive future, in particolare nel Mediterraneo

PARERE DELLA COMMISSIONE PER GLI AFFARI ESTERI  (approvata nel mazo 2012 ndr)

Relatore: François Alfonsi

Di seguito si riporta il testo della RELAZIONE  (bibl.1)  sull'evoluzione delle strategie macroregionali dell'UE: pratiche attuali e prospettive future, in particolare nel Mediterraneo. (Approvata con 58  voti a favore un astenuto e un contrario nel marzo 2012). 

[omissis]……

A. considerando che la strategia macroregionale per il Mar Baltico è stata approvata nel 2009 e che la Commissione [relazione del 22 giugno 2011 –COM(2011)0381] ha sottolineato "l'interesse di [questo] nuovo modo di cooperazione";
B.  considerando che il 13 aprile 2011(8) il Consiglio ha invitato la Commissione "a svolgere un ruolo guida nel coordinamento strategico" della strategia macroregionale per il Danubio;
C. considerando che la strategia macroregionale è destinata ad aprire un campo nuovo per la politica di coesione in Europa, avendo per obiettivo uno sviluppo su base territoriale;
D. considerando che la linea di bilancio "assistenza tecnica a favore del Mar Baltico", votata su iniziativa del Parlamento europeo durante l'adozione del bilancio 2011 dell'Unione, ha dato prova dell'interesse di tali finanziamenti per lo sviluppo efficace di una strategia macroregionale;
E.  considerando la proposta della Commissione di rafforzare la componente transnazionale della politica di cooperazione territoriale per sostenere nuove politiche macroregionali(9);
F.  considerando che diversi progetti di macroregioni sono in una fase avanzata e che la Commissione, nel suo ruolo di coordinamento, deve contribuire ad attuare una governance sostenibile e a definire criteri comuni e indicatori misurabili per permettere di valutarne la pertinenza;
G. considerando che il Mediterraneo ha svolto un importante ruolo geopolitico nella storia europea;
H. considerando che la cosiddetta "Primavera araba" ha evidenziato il potenziale strategico dei legami geografici, politici ed economici tra le due sponde del Mediterraneo;
I.   osservando il successo della cooperazione nel quadro del Processo di Barcellona e dell'Unione per il Mediterraneo nonché le iniziative di cooperazione multilaterale e bilaterale adottate nell'ambito di alcuni strumenti e programmi dell'Unione europea, quali il MED o l'ENPI nel contesto della politica di vicinato dell'Unione europea;
J.   osservando l'attuale evoluzione dell'Unione per il Mediterraneo e dato che il suo potenziale quale catalizzatore nella regione è destinato a crescere;
K. considerando che un approccio macroregionale consentirebbe di definire un progetto d'insieme in questo spazio vitale per il futuro dell'Unione, per uscire dalla crisi attuale e dare risposta alle attese di tutti i paesi vicini, in particolare quelli del Mediterraneo meridionale;
L.  considerando che lo spazio mediterraneo è un insieme coerente, che forma un unico bacino culturale e ambientale in cui si condividono diverse caratteristiche e priorità comuni in ragione del "clima mediterraneo": stesse produzioni agricole, stessa abbondanza di energie rinnovabili, in particolare di energia solare, identica importanza del turismo, stesso rischio di catastrofi naturali (incendi, inondazioni, terremoti, carenza di risorse idriche) e stessi rischi di fronte ai comportamenti umani, in particolare per quanto riguarda l'inquinamento marittimo;
M. considerando che il Mediterraneo è una zona estremamente vasta che si estende da est a ovest lungo quasi  4.000 km, caratterizzata da numerosi spazi insulari e territori aventi frontiere marittime e terrestri con l'Africa settentrionale, e che è necessario promuovervi una vasta rete di rotte marittime che consentano di sviluppare gli scambi riducendone al contempo l'impatto in termini di emissioni di CO2;
N. considerando che, nonostante l'articolo 174 del TFUE, le istituzioni europee non hanno ancora adottato una strategia permanente che tenga in considerazione le esigenze specifiche delle isole, e considerando che la piena accessibilità delle regioni insulari mediterranee e una loro migliore integrazione nel mercato unico europeo potrebbero essere garantite più efficacemente mediante l'assegnazione di risorse adeguate e l'adozione di un approccio integrato alla questione dell'insularità, riconoscendo lo svantaggio strutturale cui devono far fronte le popolazioni isolane nei settori dei trasporti e dell'energia;
O. considerando l'avanzamento della proposta concernente una strategia macroregionale adriatico-ionica, che s'inserisce in una lunga tradizione di cooperazione e di solidarietà in un territorio contiguo intorno ai Mari Adriatico e Ionio e che ha il sostegno degli otto Stati partecipanti all'Iniziativa adriatico-ionica (IAI), come più volte manifestato nelle dichiarazioni degli otto ministri degli affari esteri aderenti all'Iniziativa ad Ancona (2010), a Bruxelles (2011) e a Belgrado (2012);
P.  considerando le consultazioni condotte nel quadro dell'elaborazione della presente relazione con numerose regioni interessate, con l'Unione per il Mediterraneo e con diversi organismi impegnati nella politica di cooperazione territoriale dell'Unione europea;
Sulle strategie macroregionali in generale
1.  approva l'approccio macroregionale alle politiche di cooperazione territoriale tra aree appartenenti a uno stesso territorio: spazio marittimo, massiccio montuoso, bacino fluviale; ritiene che le strategie macroregionali abbiano aperto un nuovo capitolo nella cooperazione territoriale europea applicando un approccio dal basso verso l'alto ed estendendo la cooperazione a un numero sempre crescente di settori grazie a un uso migliore delle risorse disponibili; raccomanda che le strategie macroregionali, visto il loro evidente valore aggiunto a livello europeo, ricevano maggiore attenzione nel quadro della cooperazione territoriale europea che sarà rafforzata a partire dal 2013;
2.  ritiene che questo tipo di cooperazione territoriale sia utile, in particolare laddove le frontiere hanno frammentato tali spazi nel corso della storia, e possa favorire l'integrazione dei nuovi Stati membri e delle loro regioni;
3.  ritiene che grazie alla veduta d'insieme offerta da una strategia macroregionale i progetti di cooperazione territoriale e lo strumento del GECT avrebbero un maggiore valore aggiunto e che in questo modo si rafforzerebbero le sinergie con le grandi strategie dell'UE come le reti transeuropee di trasporto o la politica marittima integrata; è del parere che tale approccio contribuirebbe altresì a facilitare il coinvolgimento di altri strumenti della politica europea, come quelli proposti dalla BEI; ritiene che tali approcci avrebbero come risultato un migliore coordinamento delle politiche europee a livello transnazionale e interregionale;
4.  raccomanda di fondare le strategie macroregionali su una governance multilivello, garantendo la partecipazione delle autorità locali e regionali e del maggior numero possibile di partner e di soggetti interessati – come rappresentanti della società civile, delle università e dei centri di ricerca – tanto all'elaborazione quanto all'attuazione delle strategie macroregionali, al fine di rafforzarne la titolarità ai livelli locale e regionale;
5.  sottolinea che le macroregioni rappresentano un ambito favorevole alla partecipazione dei soggetti politici locali e degli attori non governativi, poiché tali regioni incoraggiano lo sviluppo di sistemi di coordinamento efficaci che facilitano gli approcci dal basso verso l'alto, al fine di garantire la significativa partecipazione della società civile al processo decisionale politico e la creazione di sinergie tra le iniziative esistenti al fine di ottimizzare le risorse e riunire gli attori coinvolti;
6.  ritiene che la strategia macroregionale possa indirizzare le politiche di vicinato e/o di preadesione dell'Unione verso una maggiore efficacia;
Sulle strategie macroregionali in corso
7.  plaude al fatto che la strategia macroregionale per il Mar Baltico abbia mostrato la sua capacità di generare un valore aggiunto europeo importante: convalidata dal Consiglio, sostenuta dalla Commissione, condivisa da tutti i soggetti nazionali, regionali e locali interessati, essa ha definito un programma d'azione con priorità chiaramente definite;
8.  chiede che questa strategia formi oggetto di una valutazione completa sulla base di criteri oggettivi e di indicatori misurabili per ciascuno dei settori prioritari;
9.  ritiene necessario, per garantire il pieno successo di questa strategia, sostenerne nel tempo la struttura di governance, estendendola alle autorità locali e regionali mediante il suo inserimento nell'ambito del prossimo periodo di programmazione 2014-2020;
10.  chiede alla Commissione e al Consiglio di sostenere apertamente l'approccio intrapreso per il bacino del Danubio, che deve anch'esso costituire oggetto di una valutazione e di un monitoraggio periodici;
Sulle strategie macroregionali future
11.  suggerisce alla Commissione di coordinare un processo di riflessione e di concertazione per le strategie macroregionali future; ritiene che si tratti di individuare le zone prioritarie tenuto conto della mancanza di cooperazione o dell'esigenza di rafforzare la cooperazione esistente tra aree europee appartenenti a Stati membri diversi ma partecipi di uno stesso territorio; reputa che tale concertazione debba concludersi con l'elaborazione di una "mappa previsionale delle macroregioni europee", frutto di un'ampia concertazione con le regioni e gli Stati membri interessati, che non avrà carattere vincolante e potrà evolvere in funzione delle dinamiche locali;
12.  è del parere che le strategie macroregionali necessitino di un migliore allineamento dei finanziamenti, di un uso più efficiente delle risorse esistenti e di un coordinamento degli strumenti; ritiene che – sebbene tali strategie non abbiano bisogno né di nuovi finanziamenti, né di nuovi strumenti istituzionali, né di una nuova regolamentazione – tuttavia l'accompagnamento delle medesime giustifichi un sostegno con fondi europei sotto forma di stanziamenti per l'assistenza tecnica e di stanziamenti per la fase preliminare di valutazione e raccolta dati e per l'eventuale start-up, e ritiene altresì che la strategia macroregionale debba favorire i progetti strutturali tenendo conto del quadro finanziario pluriennale 2014-2020;
13.  invita la Commissione e il Consiglio a tenere conto delle strategie macroregionali dell'UE all'atto della decisione su talune dotazioni di bilancio, quali i fondi strutturali e di coesione, la ricerca e lo sviluppo e, in particolare, la cooperazione regionale;
14.  chiede l'introduzione di un percorso obbligatorio per i programmi operativi mirato alle rispettive priorità delle strategie macroregionali al fine di garantire il miglior coordinamento possibile degli obiettivi e dei mezzi;
Prospettive nel Mediterraneo
15.  sostiene l'attuazione di una strategia macroregionale per il bacino del Mediterraneo al fine di offrire un piano d'azione volto ad affrontare le sfide comuni e le problematiche cui sono confrontati i paesi e le regioni mediterranee e al fine di strutturare questo spazio essenziale per lo sviluppo e l'integrazione dell'Europa, e chiede al Consiglio e alla Commissione di agire rapidamente in tal senso;
16.  ritiene che una strategia macroregionale mediterranea che associ l'Unione, le autorità nazionali, regionali e locali, le organizzazioni regionali, le istituzioni finanziarie e le ONG della sponda europea del bacino del Mediterraneo e dell'Unione per il Mediterraneo, e che sia aperta ai paesi vicini e/o ai paesi in fase di preadesione, sia in grado di innalzare notevolmente il livello politico e operativo della cooperazione territoriale in questa zona; sottolinea l'importanza di basarsi sull'esperienza, sulle risorse esistenti e sui risultati raggiunti dalle organizzazioni regionali esistenti;
17.  sottolinea che una macroregione del Mediterraneo potrebbe garantire che i vari programmi dell'UE concernenti il Mediterraneo si completino a vicenda e che i finanziamenti esistenti siano utilizzati nella maniera più efficace possibile, e potrebbe apportare un reale valore aggiunto ai progetti concreti dell'Unione per il Mediterraneo e associare i paesi terzi e le regioni interessati fin dalla fase di definizione della strategia, utilizzando a tale scopo lo strumento finanziario di vicinato e di partenariato, sempre nell'assoluto rispetto dello Stato di diritto e dei diritti umani, delle libertà fondamentali e della democrazia, "e promuovendo, ove necessario, il principio del "di più per chi si impegna di più";
18.  insiste sull'importanza del bacino del Mediterraneo come spazio di cooperazione decentrato – che va oltre i rigidi confini geografici – per rafforzare il processo decisionale transregionale e la condivisione di buone pratiche, non da ultimo per quanto riguarda la democrazia, i diritti umani, lo Stato di diritto, l'ecologia, lo sviluppo economico, l'ecoturismo nonché i partenariati in materia di cultura, ricerca, istruzione, gioventù e sport; sottolinea l'importanza specifica dell'istruzione quale catalizzatore per una transizione democratica;
19.  ritiene che la macroregione mediterranea debba svilupparsi in conformità delle norme internazionali sui diritti economici, sociali e culturali, in particolare la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo e la Convenzione dell'Unesco sulla protezione e la promozione della diversità delle espressioni culturali;
20.  esorta il Consiglio a dare seguito alle sue conclusioni del 24 giugno 2011 e a tenere conto delle volontà espresse in ordine alla strategia macroregionale adriatico-ionica dai territori interessati a livello nazionale, regionale e locale, nonché dei legami storici, delle tradizioni e delle iniziative intraprese, adottando tale strategia nei prossimi mesi, in modo da realizzare un primo passo verso l'attuazione di una strategia macroregionale mediterranea;
21.  sottolinea che la strategia macroregionale adriatico-ionica costituisce un fattore significativo di riconciliazione tra i territori dei Balcani occidentali e può contribuire all'integrazione di questi paesi nell'Unione europea;
22.  auspica che anche nel Mediterraneo occidentale e nel Mediterraneo orientale emergano strategie macroregionali che integrino una componente marittima sostanziale e tengano conto delle specificità dei numerosi territori costieri e insulari mediterranei e delle loro esigenze di sviluppo; ritiene che queste strategie future debbano dedicare maggiore attenzione alla tutela dell'ambiente, alla biodiversità e al turismo sostenibile;
23.  invita la Commissione ad applicare pienamente l'articolo 174 del TFUE mediante un piano strategico, al fine di superare gli svantaggi strutturali dei territori insulari e di garantire le condizioni necessarie per la crescita economica e per un'effettiva coesione sociale e territoriale; rileva che occorre prestare particolare attenzione alla necessità di garantire la piena accessibilità e continuità territoriale di questi territori con il continente europeo, attraverso finanziamenti adeguati; esorta inoltre la Commissione ad adottare misure – come l'aumento della soglia degli aiuti "de minimis" a favore delle isole, in particolare nei settori dell'agricoltura, dei trasporti e della pesca – che contribuiscano a porre i territori insulari su un piano di parità competitiva con i territori continentali, in modo da ridurre il divario tra i diversi livelli di sviluppo delle regioni europee e da garantirne l'effettiva integrazione nel mercato unico;
24.  auspica che la Commissione assuma una posizione favorevole nei confronti della dimensione insulare della strategia macroregionale mediterranea, in particolare nel valutare gli aiuti di Stato che rappresentano una legittima compensazione per gli svantaggi legati all'insularità e nell'adeguare la politica di coesione e le politiche di ricerca e innovazione alle esigenze specifiche delle regioni insulari, al fine di rafforzarne l'integrazione nell'Europa continentale;
25.  sottolinea l'importanza delle industrie culturali e creative quali colonne portanti dello sviluppo e della creazione di posti di lavoro nelle regioni insulari;
26.  esorta la Commissione a individuare gli strumenti necessari che permettano la valutazione e l'eventuale lancio di nuove iniziative macroregionali nel Mediterraneo occidentale e orientale, come ad esempio progetti pilota;
27.  sottolinea che le principali aree di intervento per la macroregione del Mediterraneo dovrebbero essere mirate agli opportuni livelli subregionali per la cooperazione su progetti specifici e comprendere le reti energetiche, la cooperazione scientifica e l'innovazione, le reti per la cultura, l'istruzione e la formazione, il turismo, il commercio, la tutela ambientale, il trasporto marittimo sostenibile, la sicurezza marittima e la protezione dell'ambiente marino dall'inquinamento, dal sovrasfruttamento e dalla pesca illegale attraverso la creazione di una rete integrata di sistemi di informazione e sorveglianza per le attività marittime, il rafforzamento della buona governance e una pubblica amministrazione efficiente, in modo da favorire la creazione di posti di lavoro;
28.  ritiene che il coordinamento di queste tre strategie macroregionali – Mediterraneo occidentale, Iniziativa adriatico-ionica e Mediterraneo orientale – consentirà di condurre una politica d'insieme per tutto il bacino del Mediterraneo, in sinergia con le priorità definite dalle organizzazioni regionali e internazionali, in particolare quelle definite dall'Unione per il Mediterraneo, e di applicare le migliori pratiche in grado di contribuire al conseguimento degli obiettivi della strategia dell'Unione europea per una crescita economica intelligente e sostenibile;
29.  ritiene importante, in particolare dopo gli eventi della Primavera araba, che la nuova macroregione contribuisca alla definizione di una nuova strategia con i paesi terzi per la corretta gestione dei flussi d'immigrazione, col debito riguardo per i benefici reciproci derivanti da una maggiore mobilità, sulla base della lotta alla povertà e della promozione dell'occupazione e del commercio equo, contribuendo inoltre così alla stabilità nella macroregione;
30.  ritiene – dato che i territori mediterranei dell'UE condividono frontiere marittime e terrestri con l'Africa settentrionale – che una strategia macroregionale promuoverebbe la dimensione meridionale della politica europea di vicinato, assumendo una dimensione territoriale concreta che garantirebbe una migliore gestione dei flussi migratori e avrebbe effetti positivi sul rendimento delle economie dei paesi interessati;
31.  ritiene che una strategia macroregionale nel Mediterraneo debba coordinare i finanziamenti europei esistenti, in particolare quelli relativi alla politica di vicinato, alla politica di coesione e alla cooperazione territoriale, per dare attuazione a progetti mirati a rispondere a sfide comuni, quali la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale euro-mediterraneo; ricorda l'importanza di una politica di vicinato per il Sud coordinata ed equilibrata e dell'ammissibilità dei progetti culturali finanziati dal FESR per affrontare tali sfide;
32.  sottolinea l'importanza delle industrie del settore culturale e creativo e ritiene che tale settore dell'economia svolgerà un ruolo sempre più importante ai fini della crescita economica e dell'occupazione nella regione; chiede che sia rivolta particolare attenzione all'attuazione di programmi di scambi culturali e accademici, nonché al rafforzamento delle relazioni culturali e di solidi legami a livello di turismo;
33.  ritiene che il turismo culturale possa produrre effetti di rilievo sulla regione mediterranea, sia da un punto di vista economico sia come fattore di conoscenza reciproca e di comprensione interculturale;
34.  sottolinea che la macroregione mediterranea agevolerebbe il dialogo interculturale e l'arricchimento del patrimonio culturale comune dell'Unione europea, mobiliterebbe la società civile e incoraggerebbe pertanto la partecipazione delle ONG e delle popolazioni del Mediterraneo ai programmi dell'UE in materia di cultura e istruzione;
35.  ricorda il ruolo fondamentale svolto dall'istruzione ai fini della democrazia e dello sviluppo economico e sociale, nonché l'importanza della formazione professionale per contrastare la disoccupazione giovanile;
36.  sottolinea l'importanza di rafforzare – nel quadro della macroregione mediterranea e tenendo conto delle motivazioni dei giovani in particolare nei paesi del Sud – la cooperazione nel settore della gioventù promuovendo programmi europei e creando sinergie con l'attività dell'Ufficio mediterraneo della gioventù;
37.  sottolinea l'importanza di concentrarsi soprattutto sui giovani, poiché costituiranno la base di una nuova generazione e saranno coloro che eserciteranno la maggiore influenza sul modo di affrontare il futuro dei rispettivi paesi;
38.  raccomanda, al fine di promuovere programmi di scambio, ricerca dinamica, innovazione e apprendimento permanente, la creazione di reti con istituti di istruzione superiore e di ricerca presenti nella futura macroregione mediterranea e lo sviluppo di infrastrutture scolastiche in tale regione, così come la rimozione degli ostacoli alla circolazione degli studenti, delle persone in formazione, dei giovani volontari, degli insegnanti, dei formatori, dei ricercatori e del personale amministrativo; sottolinea la necessità di promuovere la qualità dell'insegnamento e della ricerca nell'ambito di tali reti finanziando e sostenendo adeguatamente i programmi Tempus e Erasmus Mundus, soprattutto in considerazione del basso numero di beneficiari del programma Erasmus Mundus nella regione mediterranea;
39.  osserva che la mobilità degli artisti e delle opere artistiche nello spazio euro-mediterraneo è intralciata da numerosi ostacoli, che variano a seconda del paese e della regione e che sono connessi non solo alle difficoltà di ottenere visti ma anche alla mancanza di status degli artisti e alle condizioni che incontrano in quanto creatori di opere d'arte, in particolare nei paesi del Sud; ritiene che una macroregione mediterranea servirebbe a promuovere un riconoscimento reciproco dello status degli artisti, offrirebbe opportunità per riflettere sulla mobilità e ottimizzerebbe l'uso dei programmi di formazione, delle reti e della libera circolazione degli attori culturali, degli artisti e delle opere;
40.  sollecita, per il prossimo periodo di programmazione, l'attuazione di un programma "Erasmus euro-mediterraneo" destinato a favorire la mobilità transnazionale degli studenti delle due sponde del Mediterraneo, nonché di un programma "Leonardo da Vinci euro-mediterraneo" per i giovani che, nel quadro di una strategia macroregionale, desiderano acquisire una formazione professionale all'estero;
41.  sottolinea la necessità di adottare misure volte a contrastare la crescente "fuga dei cervelli" da questa regione;
42.  esorta a trarre profitto dalla diversità storica, culturale e linguistica dello spazio mediterraneo, la quale costituisce un fattore d'innovazione e conferisce slancio all'industria culturale e all'industria creativa nonché al settore turistico; chiede di incoraggiare e sostenere la cooperazione tra musei e istituti culturali;
43.  ricorda che nei paesi che si affacciano sul Mediterraneo si registra un particolare interesse per il cinema e le produzioni audiovisive europee, e che ciò continua a esercitare un'influenza importante sul dialogo tra le culture presenti nell'area, nel quadro dell'attuale fase di evoluzione democratica di tali società;
44.  suggerisce di adoperarsi per intensificare la cooperazione e gli scambi con i paesi terzi, onde migliorare la posizione della produzione europea sul mercato mondiale e in particolare nell'area del Mediterraneo, promuovendo così lo scambio culturale ma anche l'avvio di nuove iniziative volte a incoraggiare il dialogo euro-mediterraneo e il progresso democratico nell'intera regione, soprattutto alla luce degli impegni assunti durante la Conferenza euro-mediterranea sul cinema;
45.  invita gli Stati membri interessati a incoraggiare la volontà di cooperazione che è emersa durante l'elaborazione della presente relazione ed esorta la futura presidenza cipriota dell'Unione a promuovere tale progetto, di modo che la Commissione e il Consiglio possano adottare urgentemente un piano d'azione per la macroregione del Mediterraneo; sottolinea inoltre l'importanza della cooperazione intergovernativa e interregionale ai fini dell'elaborazione della strategia macroregionale;
46.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.

MOTIVAZIONE (testo integrale)
  1.  L'avvento delle macroregioni
Istituita nel 2009, la macroregione del Mar Baltico riunisce un insieme coerente di territori aventi per obiettivo quello di cooperare per risolvere al meglio i problemi economici e ambientali riscontrati. Tale cooperazione ha assunto la forma di una "strategia macroregionale", intesa a coordinare le forti cooperazioni settoriali già esistenti e articolata intorno a quattro pilastri, ambiente, prosperità, accessibilità e sicurezza, e a un piano d'azione costituito da 15 assi prioritari e 80 progetti faro.
Tale esperienza ha ispirato altri progetti. Uno di questi, la macroregione del Danubio, ha compiuto i primi passi. Altri sono previsti. Le istituzioni coinvolte – Stati membri, regioni, enti locali – collaborano per definire ambiti analoghi in diverse macroregioni europee, caratterizzate da tratti comuni: stesso spazio marittimo, stesso massiccio montuoso, stesso bacino fluviale ecc.
Le strategie macroregionali aprono nuove prospettive ai progetti di cooperazione territoriale sostenuti dalla politica di coesione e possono accompagnare le grandi strategie dell'Unione, quali le reti transeuropee di trasporto o la politica marittima integrata. Tali strategie possono garantire un migliore adeguamento fra i programmi regionali e gli obiettivi della strategia 2020 del Parlamento europeo.
2. Stato di avanzamento e primi riscontri
L'idea di macroregione ha mobilitato le parti interessate e il fermento che si osserva è la riprova dell'esistenza di un'aspettativa reale per concentrarsi su questo nuovo settore delle politiche pubbliche in Europa, con l'obiettivo di uno sviluppo su base territoriale. Le motivazioni di base non sono unicamente di natura oggettiva – l'interazione fra regioni di uno stesso vicinato – ma anche di ordine storico e culturale, dato che tali aree hanno condiviso nei secoli una storia comune. Tali legami senza tempo, da confermare, o anche, talvolta, da rinnovare, definiscono una base di cooperazione condivisa. L'adesione al concetto di macroregione testimonia altresì dell'evoluzione dell'idea europea.
La Commissione si è impegnata nell'attuazione della strategia del Mar Baltico. Nelle sue conclusioni del 13 aprile 2011 sulla macroregione del Danubio, il Consiglio ha nuovamente invitato la Commissione "a svolgere un ruolo guida nel coordinamento strategico". In termini concreti, la governance di un simile dispositivo è complessa e la sua realizzazione richiede un'assistenza tecnica importante. La DG Regio non può, allo stato attuale, garantirne in misura maggiore.
Una volta superato l'effetto annuncio, sussiste il rischio reale che il tutto non si riveli altro che una "macchina" mangiasoldi priva di efficacia. È stata allora presentata la cosiddetta "regola dei tre no": no a nuovi finanziamenti, no a un nuovo strumento istituzionale, no a una nuova regolamentazione. Tale vincolo è stato mitigato dal Consiglio, che il 13 aprile scorso ha promosso una "regola dei tre sì": sì alla complementarietà dei finanziamenti, sì al coordinamento degli strumenti istituzionali, sì alla definizione di nuovi progetti. Una simile dialettica mira di fatto alla ricerca di un equilibrio, che occorre definire prima dell'adozione dei regolamenti della prossima politica di coesione territoriale 2014-2020.
3. Il valore aggiunto della strategia macroregionale
Dall'esempio del Mar Baltico, emergono diverse potenzialità grazie all'attuazione di strategie macroregionali. Si tratta principalmente di offrire un quadro di riferimento pertinente alle politiche di coesione e di favorire la cooperazione intersettoriale nell'ambito di un medesimo territorio. Tale quadro può orientare gli investimenti verso una maggiore complementarietà e influire sulle rispettive priorità di ogni piano regionale di sviluppo di una stessa macroregione europea, consentendo una visione d'insieme e vere e proprie sinergie nell'ambito di un approccio integrato.
Un altro vantaggio è rappresentato dal fatto che tale strategia consente una maggiore partecipazione e una migliore cooperazione fra i diversi strumenti d'intervento a disposizione dell'Unione europea, al di là dei meri stanziamenti destinati alla politica di coesione. Questo vale in particolare per la Banca europea per gli investimenti (BEI). Essa consente altresì la realizzazione di una convergenza tra le risorse delle regioni e dei diversi Stati membri attraverso una governance multilivello. Si tratta di una strategia vantaggiosa per tutte le parti in causa.
Infine, la strategia macroregionale offre alle politiche di vicinato dell'Unione un quadro favorevole a un dialogo rinnovato e a relazioni fruttuose e concrete.
4. Le difficoltà da superare
Ogni strategia macroregionale possiede una duplice componente: la dimensione territoriale, che passa attraverso la definizione di un territorio pertinente di applicazione, e la dimensione funzionale, che consiste nella definizione delle priorità. L'adesione delle realtà in causa deve essere un fatto acquisito al momento dell'avvio di un simile processo. Tali considerazioni portano a prevedere una fase preparatoria, della durata di uno o due anni, che preceda l'effettiva creazione di una macroregione.
Il funzionamento delle macroregioni deve sottrarsi all'insidia di una governance intergovernativa, benché la sua natura transnazionale implichi la partecipazione degli Stati membri interessati. Soltanto una governance articolata su più livelli, fra cui in particolare la scala regionale, è in grado di preservare la vocazione europea di simili processi e assicurare la complementarietà rispetto alla politica per lo sviluppo regionale dell'Unione europea.
La creazione delle future macroregioni "per generazione spontanea" non può essere un modello per l'avvenire. Ne deriverebbe un carattere aleatorio, nocivo all'instaurazione di processi coerenti. Nondimeno, ogni nuova iniziativa deve essere un processo "dal basso" e trarre origine dalle motivazioni reali dei soggetti sul campo.
Il riconoscimento di diversi progetti promossi nell'ambito delle strategie macroregionali richiede il coinvolgimento delle regioni del vicinato. Tale coinvolgimento deve rientrare nelle politiche territoriali e non nella dimensione della politica estera.
5. Le misure da considerare
Lo sviluppo di strategie macroregionali deve inserirsi in una riflessione globale, che consenta di fare il punto sulle problematiche concrete, in modo tale da evitare progetti velleitari o legati a semplici considerazioni politiche immediate. Occorre definire una "mappa previsionale delle macroregioni europee", che tuttavia non avrà carattere vincolante e potrà evolvere in funzione delle dinamiche locali.
Per ciascuna macroregione è necessario prevedere una "fase preparatoria", durante la quale assegnare i posti al tavolo delle parti interessate, in modo da delineare i primi assi strategici e, in più, gettare le basi di una governance futura: occorre designare una collettività che svolga il ruolo di capofila oppure creare un GECT o ancora optare per una governance collegiale con responsabilità ben definite e condivise tra Stati diversi o regioni diverse, oppure individuare qualsiasi altra modalità. In conformità della decisione del Consiglio, la Commissione è la guida naturale di un simile processo preparatorio. Deve quindi mettere a disposizione le risorse, umane e finanziarie, necessarie a un simile investimento.
Gli strumenti finanziari di sostegno allo sforzo di cooperazione macroregionale devono essere concepiti entro il perimetro della componente di cooperazione territoriale della politica di coesione. Ciò è conforme alla volontà di accrescerne sensibilmente il livello di bilancio, secondo l'impegno già espresso dal Parlamento europeo per il periodo di programmazione 2014-2020, impegno che anche la Commissione ha sostenuto, in particolare nella quinta relazione sulla politica di coesione che raccomanda una maggiore attenzione agli aspetti transnazionali.
Tale sostegno finanziario potrebbe giungere sotto forma di stanziamenti per l'assistenza tecnica, sia per la fase preparatoria presso la stessa Commissione, sia per la fase di attuazione presso l'istanza di governance individuata al termine della fase preparatoria.
Come avvenuto nel quadro della strategia del Mar Baltico, la complementarietà dei finanziamenti per i progetti prioritari può essere raggiunta collegando i criteri di selezione alle priorità della strategia macroregionale contestualmente agli inviti a presentare progetti nell'ambito dei programmi operativi della politica di coesione.
6. L'importanza di una strategia macroregionale nel Mediterraneo
Il bacino del Mediterraneo condivide un medesimo ambiente naturale, e una medesima realtà storica e culturale ne lega le sponde. Il sud dell'Europa è ricco di grandi potenzialità, che non possono essere valorizzate senza il coordinamento e senza la visione d'insieme che la definizione di una strategia macroregionale consente.
Il bacino del Mediterraneo è particolarmente esteso, il che porta a interrogarsi sul dispositivo macroregionale da privilegiare. Nella zona centrale, diversi soggetti si raccolgono intorno al progetto di una macroregione adriatico-ionica. Le consultazioni effettuate nel quadro della stesura della presente relazione portano ad avallare l'opzione di tre macroregioni distinte: una nel Mediterraneo occidentale, una nel Mediterraneo centrale, chiamata appunto adriatico-ionica, e la terza nel Mediterraneo orientale, con un dispositivo strutturato di coordinamento tra esse.
In virtù del loro "clima mediterraneo", le regioni mediterranee condividono anche ecotipi simili. Da nord a sud, da est a ovest, i prodotti della terra si rassomigliano e, nella loro varietà, costituiscono un'unica gamma di prodotti. Le problematiche ambientali (come gli incendi) sono ovunque le stesse. Prima meta turistica al mondo, tali territori hanno tutto l'interesse a cooperare per perpetuare e migliorare le prospettive di questo settore economico, cruciale per buona parte dello spazio mediterraneo.
In termini di potenzialità, emerge la necessità di porre il traffico marittimo al centro di una strategia dei trasporti nell'intero bacino, soprattutto nel settore delle merci. Nuove rotte, numerose e diversificate, devono essere aperte. Lo sviluppo delle energie rinnovabili, e in particolare dell'energia solare, trova nel Mediterraneo condizioni ottimali. Per obiettivi di questa portata, la strategia macroregionale può fornire le risposte giuste e coinvolgere partner del calibro della BEI.
La biodiversità mediterranea è particolarmente ricca, ma è anche altrettanto minacciata. La pesca eccessiva mette a repentaglio le sue risorse alieutiche. Il Mar Mediterraneo è un mare chiuso, solcato da un traffico marittimo estremamente intenso e le sue rive conoscono una crescita demografica tra le più forti, fenomeno ulteriormente accentuato dall'afflusso turistico. L'ambiente costiero e marino rappresenta quindi una fonte di grande preoccupazione per l'intero bacino. Occorre promuovere una politica coordinata per il trattamento dei rigetti in mare, attraverso una diffusione delle cooperazioni Nord-Sud fra gli enti locali, con il sostegno delle politiche di vicinato.
Per il 2020 e oltre, il Mediterraneo rappresenta il principale "orizzonte di prossimità" dell'Europa, proprio in virtù dei suoi 500 milioni di abitanti, di cui appena un terzo sono cittadini dell'Unione. Una dinamica di sviluppo che ruoti intorno al Mediterraneo può fungere da forza trainante per tutta l'economia europea.
In seno all'UE, lo spazio mediterraneo è strutturato troppo debolmente. Vi si registrano scarsi risultati in termini di cooperazione e interconnessione. Le sfide cui le autorità politiche del Mediterraneo devono far fronte potranno essere raccolte in modo assai più adeguato nel quadro di una riflessione e di un piano d'insieme.
Al di fuori dell'UE, le popolazioni delle rive del Mediterraneo conoscono livelli di vita estremamente degradati, sotto ogni punto di vista: economico, sociale, ecologico e politico. Lo sviluppo di queste società è una necessità per loro stesse e un'opportunità per l'Europa. Quest'ultima conquisterebbe una maggiore sicurezza, un controllo più "sostenibile" dei flussi d'immigrazione e la partecipazione diretta a un'area in crescita, con effetti positivi sulle proprie prestazioni economiche. Gli eventi della primavera scorsa, di cui si è fatta teatro la riva sud del Mediterraneo, sono quindi un invito pressante a sviluppare nuove politiche attive di vicinato. Poste, almeno in parte, in connessione con una strategia macroregionale, potrebbero assumere una dimensione territoriale concreta, garanzia di una maggiore efficacia.
Le regioni e gli Stati europei del Mediterraneo devono intraprendere un processo rafforzato di cooperazione e aprirne le porte a tutti i partner di uno spazio, come questo, essenziale per il futuro dell'Europa. In tale prospettiva, la strategia macroregionale è uno strumento d'elezione.

 

 

(fine testo)


Riferimenti

(1) Unione europea

RELAZIONE  sull'evoluzione delle strategie macroregionali dell'UE: pratiche attuali e prospettive future, in particolare nel Mediterraneo
27 giugno 2012 PE 488.006v02-00     A7-0219/2012  (2011/2179(INI))
 

http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+REPORT+A7-2012-0219+0+DOC+XML+V0//IT

Reti alpine operative

SEZIONE RETI dell'Arco Alpino

(clicca sull'argomento di interesse)

Rete CIPRA (Commissione internazionale per la protezione delle Alpi)

Un esempio di rete presente nell'Arco Alpino è costituita dall'esperienza della Commissione internazionale per la protezione delle Alpi (CIPRA) la quale gestisce e sperimenta sin dal 1952, una politica di interventi tesi alla salvaguardia dell'ambiente alpino, che si è trasformata più di recente  con i parametri dello sviiluppo sostenibile (v. sotto).

09-sedi-cipra-11

Tavola 009-01- Sedi locali in ogni Stato della CIPRA
(il confine dell'immagine coincide con i confini dello Spazio Alpino)

L'esperienza di CIPRA (Commissione Internazionale per la Protezione delle Alpi)
L'Associazione CIPRA, organizzazione non governativa, non è un istituto di ricerca o similare, ma una Macro-Regione Alpina ante litteram, già operante nientemeno che a partire dall'anno 1952 con una cronistoria che nei fatti la pone in un periodo storico antecedente la nascita della UE. Il suo territorio e più piccolo di quello che si ipotizza per la nuova Macro Regione Alpina (2013) che dovrebbe prendere l'avvio nel 2015 e con il patrocino della UE (v. tabella sotto). La popolazione residente nell'area CIPRA si aggira sui 14 milioni mentre quella prevista per la Macro Regione Alpina, supera i settanta milioni di persone. 

Tavola 009-02 – Sito CIPRA

09-Cipra-02

Prima schermata del sito WEB di CIPRA

Il sito ufficiale di CIPRA www.cipra.org sito WEB di CIPRA   (bibl.1)

CIPRA inizia a lavorare per costruire una strategia di sviluppo sostenibile dei territori alpini, a partire dal 1952. Nel 1991 è datata l'ultima Convenzione delle Alpi di riferimento. L'area "alpina" indicata da CIPRA, ovvero quella delimitata dalla Convenzione delle Alpi, registra circa 13 milioni di persone che vivono su un territorio di 190.912 km2. Ne fanno parte, inoltre, otto stati, circa 100 regioni (NUTS 3) e 6.200 comuni. La sede della  Macro Regione Alpina per ora e localizza a Grenoble nell'Ottobre 2013, mentre CIPRA è un associazione  nata e con la sede di riferimento registrata nel Liechtenstein.

Tavola 009-03-Punti di contetto dello Spazio Alpino

09-RETE-aL-01

RETE CONVENZIONE DELLE ALPI (1991)

Decisioni assunte all'interno dell'Istituzione governativa: Convenzione delle Alpi
 La Convenzione delle Alpi è un trattato internazionale sottoscritto dai Paesi alpini (Austria, Francia, Germania, Italia, Liechtenstein, Monaco, Slovenia e Svizzera) e dall’Unione Europea con l’obiettivo di promuovere lo sviluppo sostenibile e tutelare gli interessi della popolazione residente, tenendo conto delle complesse questioni ambientali, sociali, economiche e culturali. L'atto di nascita risale al 1991, mentre le ratifiche realizzate dai parlamenti di ciascun stato sono successive. L'Italia ha ratificato il trattato nel 2000. Come qualsiasi Ente istituzionale, deve assumere delle decisioni in modo efficiente e trasparente. L'Organo, al suo interno, che prende le decisioni più importanti, si chiama: Conferenza delle Alpi. La Presidenza di quest'organo (bibl.2) è affidata a rotazione ogni due anni, ad uno degli otto Stati contraenti. Nel 2013 e 2014 la Presidenza è stata affidata all'Italia. La Conferenza delle Alpi comprende inoltre, i seguenti Osservatori: l'Associazione degli eletti della Montagna, Alpe Adria, Arge Alp, CIPRA International (v.sopra), Club Arc Alpin, COTRAO, Euromontana, FIANET, l'International Steering Committee of the Network of Protected areas, l'IUCN, la Managing Authority del Programma di Cooperazione Territoriale Alpine Space, Pro Mont Blanc, l'UNEP e il Comitato scientifico internazionale ricerca alpina (ISCAR). Questi organismi sono analizzati di seguito (vedi). L'ultima Conferenza della Alpi si è tenuta nel settembre del 2012 a Poschiavo (CH) (bibl.5).

Tavola 009-004-Convegno: A vent'anni dalla fondazione della Convenzione delle Alpi-  Torino – 7-XI-2011


Marco Onida presenta Passato, presente e futuro della Convenzione delle Alpi (prima parte) - Torino 7 Novembre 2011

Enrico Camanni introduce il Convegno "Quale futuro   per le Alpi a vent'anni dalla Convenzione- Torino 7 Novembre 2011

Elementi a favore della Convenzione delle Alpi:

(a) la convenzione delle alpi è un modello amministrativo preso ad esempio da molte realtà internazionali; (b) ha venti anni di esperienza sul territorio; (c) ecc.

Elementi critici

(a) tendenza delle politiche alpine ad isolarsi; (b) le Regioni più grandi a volte sottovalutano il ruolo territoriale  della Convenzione; (c) ecc. 

Marco Onida (seconda parte  12'- ) Torino 7 Novembre 2011 (v. sopra)  
RETE ALPINA DELLE AREE PROTETTE (ALPARC – 1995)

La Rete delle Aree Protette Alpine (ALPARC), (*) creata nel 1995,  ha lo scopo di condividere il know_how, le tecniche e le metodologie tra i gestori delle aree protette alpine. Dal 2006 la sede di ALPARC si trova a Chambery (FR) nella “Maison des parcs et de la montagne”.  Le azioni di ALPARC si iscrivono tassativamente nell’ambito della Convenzione delle Alpi e dei suoi protocolli di applicazione. I tre assi di lavoro principali sono i seguenti:
(a) La Rete tematica // (b) La Rete ecologica (spaziale)
// (c) La Rete di comunicazione

alparc-apa- sALPARC-02
Area in giallo confini Convenzione alpina Convenzione Alpina e  aree degli Stati
Tavola 009-005- Confini e Stati  di ALPARC  

Rete ALPARC (continua la lettura nel sito ufficiale)

Consiglio di amministrazione  di ALPARC  Le foto dei venti rappresentanti

[http://www.alparc.org/it/the-alparc-network/funzionamento-della-rete-alparc/il-consiglio-di-amministrazione]

(*) STATUTO ALPARC – la Rete delle Aree Protette Alpine Cooperazione tra le aree protette alpine
Statuto- Articolo 1 – Denominazione ALPARC, la Rete delle Aree Protette Alpine è un’organizzazione fondata giuridicamente sulle decisioni dell’Assemblea Generale Costitutiva del 18 gennaio 2013, regolata dalla legge del 1° luglio 1901 relativa al contratto di associazione e dal suo decreto di applicazione del 16 agosto 1901 (diritto francese delle associazioni). Essa mira al
riconoscimento di utilità pubblica. (bib.3 )

Rete ALPE-ARIA (1978)

La Comunità di Lavoro Alpe-Adria (v. sotto COTRAO)  fu fondata il 20 november 1978 a Venezia. I membri alla sua costituzione erano: Baviera, Friuli-Venezia Giulia, Carinzia, Croazia, Austria Superiore, Salisburgo (osservatore attivo), Slovenia, Stiria, Veneto. Tramite la firma di un „Protocollo d’intesa“ degli organi esecutivi regionali le relazioni amichevoli ed informali tra le regioni confinanti sono state trasformate in un’organizzazione con compiti ed obiettivi chiaramente definiti.  
I membri della Comunità di Lavoro si sono trovati ad un crocevia dell’integrazione europea e che è stata risolta con successo e, come ricordano gli organizzatori, in un clima di pace. 
Tramite la firma del „Protocollo d’intesa“ da un lato i Länder, le regioni e le repubbliche hanno deciso formalmente la nascita della Comunità di Lavoro Alpe-Adria e dall’altro hanno anche fatto un passo importante per un futuro positivo dell’Europa. Al momento la Comunità di Lavoro Alpe-Adria contiene 6 membri: Burgenland, Carinzia, Croazia, Slovenia, Stiria, Vas. Il territorio di Alpe-Adria abbraccia una superficie di 110.037 km² e vi risiedono circa  8,8 milioni abitanti. (bib.7). Alpe Adria,  è tesa a  sviluppare in particolare due spazi di cooperazione delimitati da un lato con  INTERREG III B: lo spazio alpino, la cui area d’intervento riguarda tutte le regioni europee dalla Francia alla Slovenia, e dall'altro  lo spazio CADSES (Central Adriatic Danubian South-eastern European Space) (bibl.4).

Rete ALPE-ALPIN (1995)

Il Club Arc Alpin (CAA) riunisce le principali associazioni alpinistiche dei paesi dell'arco alpino.

Il CAA nasce a Schaan, in Liechtenstein, il 18 novembre 1995, allo scopo di salvaguardare gli interessi comuni delle associazioni alpinistiche dell'arco alpino, in particolare per quanto riguarda l’alpinismo, la tutela ambientale e dell’ordinamento ambientale alpino, la cultura delle aree alpine e gli obiettivi documentati nella Convenzione per la protezione delle Alpi. Forma in sostanza una comunità di lavoro dei suoi membri, e mira a collaborare con l'UIAA. (f. Wikipedia (bibl. 6)

I Membri del CAA sono:
_ Allemagne : Deutscher Alpenverein (DAV)
_ Autriche : Oesterreichischer Alpenverein (OeAV)
_ France : Fédération Française des Clubs Alpins et de Montagne (FFCAM)
_ Italie : Club Alpino Italiano (CAI) et Alpenverein Südtirol (AVS)
_ Liechenstein : Liechtensteiner Alpenverein (LAV)
_ Slovénie : Planinska Zveza Slovenije (PZS)
_ Suisse : Club Alpin Suisse (CAS)
COTRAO (1982)

COTRAO: Comunità di lavoro delle Alpi Occidentali 

Le Comunità di lavoro sono gruppi di autorità locali che cercano di stabilire una cooperazione transeuropea in natura multilaterale. Queste Comunità di lavoro operano su una scala  più grande delle euroregioni  (ad esempio, un'intera catena montuosa), benché comprendano tipicamente  strutture spaziali per lo più regionali. Lo scopo di questi organismi transfrontalieri è quello di riunire le autorità locali che condividono uno o più problemi da risolvere. Ad esempio, l'attraversamento e / o lo sviluppo economico di una catena di montagne e / o promozione o l'aggiornamento di un identità comune. Questi obiettivi sono realizzati attraverso lo sviluppo di una "Schema di gestione delle frontiere."  tra le prime esperienze,  si ricordano per le regioni di montagna : Comunità di lavoro delle Alpi Centrali (1972) e Alpe-Adria (Alpi orientali) (v.sopra) nel 1978 e le Alpi occidentali (1982), Comunità di lavoro dei Pirenei nel 1983, Giura nel 1985; mentre per le situazioni di frontiera si ricorda: Comunità di lavoro Extremadura-Alentejo nel 1992 e le isole del Mediterraneo occidentale (Imedoc) nel 1995. Nella maggior parte dei casi queste collaborazioni si basano su basi giuridiche volontarie e non vincolanti.  Di conseguenza, i loro rappresentanti tendono ad agire e determinare le decisioni  prima come membri dei loro organi originali e successivamente in quanto Comunità di lavoro (bibl.10).

si veda  [http://www.ums-riate.fr/lexique/modeleterme.php?id=9]

EUROMONTANA (1994)

Rete europea per lo sviluppo  rurale (RESR)

 Euromontana è un’organizzazione no profit scientifica che funziona come una rete, tesa a migliorare le condizioni di vita della popolazione montana in Europa, tramite la rappresentazione, la ricerca, lo scambio di informazioni, la formazione e la cooperazione internazionale. Per tale motivo Lo scopo principale del lavoro di Euromontana include la ricerca sullo sviluppo sostenibile nelle aree montagnose (bibl. 7).

Progetti in corso

  • PADIMA – Politiche per fronteggiare lo spopolamento delle aree di montagna – [(Interreg IVC project, 2010-2012] vedi sezione Spazio Alpino.
  • DANTE – Agenda digitale per un nuovo approcio del turismo  nelle aree rurali e di montagna dell'Europa. [Interreg ICV project, 2012-2014].
  • MOG –  Viabilità nel verde – [Interreg ICV project, 2012-2014].
  • MOUNTAIN.TRIP –  Sostenibilità nella montagna – Trasformare le ricerche in pratica. [FP7 research project, 2009-2011].
  • EuroMARC – Prodotti Agro-agricoli in Europa- Consumatori, distribuzioni e iniziative locali. [ FP6 research project, 2007-2010].

Per una visione in dettaglio si veda il sito ufficiale : http://www.euromontana.org/en/projects.html

FIANET

Comprensori sciistici (francia)FIANET (Fédération Internationale des Associations Nationales ..FIANET (Fédération Internationale des Associations Nationales d'exploitation de telepheriques)

COMITATO DIRETTIVO INTERNAZIONALE  RETE DELLE AREE PROTETTE –  International  Steering Committee of the Network of Protected areas

La Commissione mondiale sulle aree protette, nota anche con l'acronimo WCPA, è una delle sei commissioni dell'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN v. sotto)). L'obiettivo di questa missione è quello di promuovere la creazione e la efficace gestione di una rete mondiale delle aree protette terrestri e marine. È composta da 1300 membri provenienti da oltre 140 paesi ed e' coordinata da uno steering committee centrale. (F. Wikipedia bibl 8)

Aree protette in Italia e nelle regioni alpine

In Italia lLa legge 394/91 definisce la classificazione delle aree naturali protette e istituisce l'Elenco ufficiale delle aree protette (bibl.9), nel quale vengono iscritte tutte le aree che rispondono ai criteri stabiliti, a suo tempo, dal Comitato nazionale per le aree protette. – See more at: http://www.minambiente.it/pagina/classificazione-delle-aree-naturali-protette#sthash.1nVy0aYr.dpuf)

L'attuale classificazione,  ai sensi dell'aggiornamento del decreto legislativo del 27 aprile 2010, include un totale di 871 Aree Naturali Protette suddivise in:

  • 24 Parchi nazionali: 1.465.681,01 ha di superficie a terra; 71.812,00 ha di superficie a mare 
  • 27 Aree Marine Protette: 222.442,53 ha di superficie a mare e 652,32 ha di superficie di costa
  • 147 Riserve Naturali Statali: 122.775,90 ha di superficie a terra
  • 3 Aree Naturali Protette: 2.557.477,00 ha di superficie a mare e 5,70 km di superficie di costa
  • 134 Parchi Naturali Regionali: 1.294.655,87 ha di superficie a terra
  • 365 Riserve Naturali Regionali: 230.240,21 ha di superficie a terra, 1.284,00 ha di superficie a mare  
  • 171 Altre Aree Naturali Protette Regionali: 50.237,72 ha di superficie a terra e 18,40 ha di superficie a mare (fonte: http://www.naturaitalia.it/home_it/)L

Le aree comprese nei territori della Macro Regione Alpina in fieri, come pure quelle della Convenzone delle Allpi, rientrano in tutte queste classificazioni .

UNIONE INTERNAZIONALE PER LA CONSERVAZIONE DELLA NATURA (IUCN)

L'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (International Union for the Conservation of Nature), meglio conosciuta con il suo acronimo IUCN, è una organizzazione non governativa (ONG) internazionale con sede in Svizzera (f. http://www.iucn.it/). (bibl 13).

La WCPA ha sviluppato e definito le seguenti categorie internazionali per le Aree Protette:

  • Categoria Ia – Riserve naturali integrali (Strict Nature Reserve)
  • Categoria Ib – Aree incontaminate (Wilderness Area)
  • Categoria II – Parchi nazionali (National Park)
  • Categoria III – Monumenti naturali (Natural Monument)
  • Categoria IV – Aree di conservazione di specie e habitat (Habitat/Species Management Area)
  • Categoria V – Paesaggi terrestri e aree marine protetti (Protected Landscape/Seascape)
  • Categoria VI – Aree per la gestione sostenibile delle risorse (Managed Resource Protected Area) (fonte Wipedia (bibl. 14)
UNEP

Il Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente (UNEP) è un’organizzazione internazionale che opera dal 1972 contro i cambiamenti climatici a favore della tutela dell’ambiente e dell’uso sostenibile delle risorse naturali. La sua sede è a Nairobi (Kenya), ma opera in diverse parti del mondo tramite altri uffici amministrativi . L’UNEP è organizzato in sei uffici regionali, sei uffici esterni, sette uffici di collegamento e otto divisioni settoriali. Fanno parte dell’organizzazione gli Stati europei i quali propongono soluzioni efficienti per evitare che i problemi ambientali diventino irrecuperabili e promuovono attività che contribuiscono alla sostenibilità ambientale a livello internazionale. (F. Wikipedia (bil.15)

COMITATO SCIENTIFICO INTERNAZIONALE DI RICERCA ALPIN (ISCAR)

Il Comitato Scientifico Internazionale di Ricerca Alpina, promuove la cooperazione internazionale nella ricerca sulle tematiche strategiche per le alpi e le aree montane. Nel 2000, ISCAR è stato riconosciuto dalla Conferenza delle Alpi come osservatore ufficiale della Convenzione delle Alpi. In questa funzione, ISCAR fornisce competenze scientifiche e di ricerca negli organismi ufficiali della Convenzione delle Alpi. Il comitato è composto da delegati provenienti da Francia, Austria, Germania, Italia, Slovenia e Svizzera. (bib.16)ISCAR office – Schwarztorstr. 9 – CH-3007 Berne

SPACE PRO MONT BLANC

L'Associazione Pro Mont Blanc ha iniziato i suoi lavori nel 1991. Dopo venti anni  Il gruppo riunisce 20 associazioni e organizzazioni per più di un milioni di iscritti.(bibl. 17). Le intenzioni della Associazione è quella  di rendere il territorio e il massiccio del Monte Bianco un modello esemplare di tutela ambientale transfrontalieraa. Questo può includere,  fino a 35 città Espace Mont Blanc, con particolare attenzione al cuore di Massif. Pro Mont Blanc si è dato prioritariamente i  seguenti quattro compiti:

• Mettere in sinergia e federare le organizzazioni francesi, italiane, svizzera  attente all'ambiente naturale;
• Garantire il monitoraggio ambientale,  allertare e educare tutti le parti  territorialmente interessate;
• Sollecitare e favorire  politiche ambientali  stabili, comprensive delle attività di  lobbying;
• Avviare e / o sostenere  progetti esemplari e innovativi  per gli aderenti al collettivo  o di altre partenariati in sintonia con le azioni di Pro Mont Blanc.

Promont BLANC continua a lavorare in seno alla Convenzione  delle Alpi e sia con     la sua presenza nel comitato permanente  nel gruppo di lavoro UNESCO. Il programma Mercantour / Alpi Maritime ha firmato la costituzione di una Joint Cooperazione europea transfrontaliera (GECT).

Reti conseguenti alla  Macro-regione-alpina

Un territorio di 70 milioni di abitanti ha una rete di sostenitori  e addetti ai lavori, che non può che essere assai vasta. Per precisare ancor più tale affermazione, di seguito elenchiamo un primo elenco di settori che inevitabilmente si collegheranno alle funzioni della Macro Regione Alpina.  Quando questa sarà a regime, perlomeno  gli attori amministrativi dovranno confrontarsi  con i settori elencati:

  R e t i
  1    Rete dei servizi  UE Servizi esistenti di tipo statistico coordinate con Bruxelles  (per es. Danubio:http://ec.europa.eu/regional_policy/cooperate/danube/index_en.cfm EUROSTAT, fondi PAC,  finanziamenti Fondi Strutturali, ecc.)

2

Reti delle Regioni interessate Confronto e prospettiva di coordinamento delle Reti delle amministrazioni regionali già interessate alla gestione del territorio in un clima di sussidiarietà (se è conveniente partecipano!)

3

Reti degli Stati Interessati Servizi esistenti nel territorio di tipo Statale (Protezione civile, Rete delle banche, Servizio sanitario, Protezione rischio radioattivo, Protezione Militare, ecc.)
4 Reti europee extra-UE che partecipano

alla gestione del territorio

Coinvolgimento delle organizzazioni extra-europee che interessano i territorio (per es. NATO, Interpol, ecc.)
5 Reti non statali che partecipano

alla gestione del territorio

Settore delle telecomunicazioni (WEB Banda Larga, ecc.) – Reti dei trasporti privati, degli approvvigionamenti, su ferro, gomma , aria e acqua, ecc. (per merci e persone), ecc.
6 Altro  

Tavola 009-06 – Reti interessate implicitamente dalla  Macro-regione

Principali siti WEB della PA contestuali allo Macro Regione Alpina

Elenco delle reti di Pubbliche Amministrazioni  che partecipano alla costruzione della MRA

  R e t i
1 Lombardia Indirizzo mail
2 Piemonte Indirizzo mail

3

Veneto
UE
4

V.d'Aosta-Liguria-Emilia-Romagna-Toscana-Marche-FriuliVeneziaGiulia-Trento-Bolzano

v. singoli Indirizzi mail delle Regioni

5

Italia

6

Riferimento Bruxelles

Indirizzi mail

7

Svizzera

Indirizzo mail

8

Austria

Indirizzo mail (in costruzione)

9

Francia

10

Liechtestein (sede CIPRA)

Indirizzo Mail (in costruzione)

11

Germania

Indirizzo mail (in costruzione)

12

Slovenia

Indirizzo mail (in costruzione)

Tavola 009-07 – Principali siti WEB della PA contestuali alla Macro Regione Alpina


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Tavola 009- 08 – Referenti regionali per lo Spazio Alpino in Italia


Regione Liguria

Laura CANALE
laura.canale@regione.liguria.it
Tel. 010 -5485743

Regione Autonoma Valle d’Aosta

Remo CHUC
 r.chuc@regione.vda.it
Tel. 0165-275757

Regione Piemonte

Tiziana DELL‟OLMO
tiziana.dellolmo@regione.piemonte.it
Tel. 011-4322384

Regione Lombardia

Fabio GIROTTO
fabio_girotto@regione.lombardia.it
Tel. 02-67655370

 
      

Regione Veneto

Alvise ROSSI
alvise.rossi@regione.veneto.it
Tel. 041-2791480

Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia

Michele GULIPREIN
Michele.guliprein@regione.fvg.it 
Tel. 040-3775936

Provincia Autonoma di Trento

Luisa SANDRIN
Luisa.sandrin@provincia.tn.it
Tel. 0461-495355
Paola BAROZZI
Paola.barozzi@provincia.tn.it
Tel. 0461-496737

Provincia Autonoma di Bolzano

Claudia PICUS
Claudia.picus@provincia.bz.it
Tel. 0471-413177

Fonte (Riel.) Manuale a cura della Presidenza del Comitato Nazionale – Programma Spazio Alpino 2007-2013 e
dell’Alpine Contact Point (ACP)- Regione Lombardia
DG Territorio e Urbanistica – UO Pianificazione Territoriale e Urbana

 


Bibliografia

(1) Sito ufficiale di CIPRA www.cipra.org sito WEB di CIPRA

(2) Il Segretariato permanente della Convenzione delle Alpi, è stato istituito nel 2002, e ne sostiene i lavori offrendo vari tipi di aiuto tra i vari organi e coordinandone le varie attività. Inoltre è competente in materia di relazioni pubbliche. Ha sede a Innsbrukin Herzog-Friedrich-Straße 15 e la sede distaccata si trova a Bolzano presso l'EURAC (Accademia Europea di Bolzano(ted. Europäische Akademie Bozen, lad. Academia Europeica de Bulsan,ing. European Academy of Bozen/Bolzano) è un centro di ricerca applicata privato con sede a Bolzano, in viale Druso 1.(5) Fonte (riel.): Wikipedia 2014.

(3) Statuto ALPARC- Pralognan-la-Vanoise (F), il 18 gennaio 2013
Il Presidente: Dr. Michael VOGEL, Direttore Parco Nazionale Berchtesgaden (D) – Riferimento: ALPARC, the Alpine Network of Protected Areas is a legal organization following the decisions of the Constituent Assembly of 18 January 2013 based on the law of 1 July 1901 relating to the partnership agreement and its implementing decree of 16 August 1901 (French law on associations).

(4) http://www.alpeadria.org/italiano/

(5)Comunità di Lavoro ALPE ADRIA Linee Guida nell’Europa degli anni 2000 –  

Venezia, Assemblea Plenaria dei Presidenti, 19 novembre 2002 – mimeo (p.10)

(6) Wikipedia  http://it.wikipedia.org/wiki/Club_Arc_Alpin

(7) EUROMONTANA http://enrd.ec.europa.eu/enrd-static/

(8) Wipedia http://it.wikipedia.org/wiki/Commissione_mondiale_sulle_aree_protette

(10) COTRAO (Communauté de travail des Alpes occidentales), L' homme et les Alpes. Grenoble Glenat, 1992

(12) Il Ministero dell'Ambiente [..] ha pubblicato il 6° aggiornamento, approvato con Delibera della Conferenza Stato-Regioni del 17 dicembre 2009 e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 125 del 31.05.2010 (pdf, 2.719 MB) . – See more at: http://www.minambiente.it/pagina/elenco-ufficiale-delle-aree-naturali-protette-0#sthash.uWGffF2Q.dpuf

(13) IUCN – http://www.iucn.it/

(14) IUCN Aree protette [http://it.wikipedia.org/wiki/Commissione_mondiale_sulle_aree_protette]

(15) UNEP -sito ufficiale [http://www.unep.org/]

Wikipedia http://it.wikipedia.org/wiki/Programma_delle_Nazioni_Unite_per_l'ambiente

(16) ISCAR  sito ufficiale [http://www.iscar-alpineresearch.org/links/]

(17) Pro Mont Blanc – 582 route Henriette d'Angeville – F74400 – Chamonix Mont- Blanc – [ secretariat@pro-mont-blanc.org ] sito di riferimento www.pro-mont-blanc.org  


FAQ

* Chi siamo?

Questo è un sito indipendente e autofinanziato, sicché grazie per gli eventuali contributi (v. donazioni). Il responsabile è un ricercatore territoriale che non ha rapporti di dipendenza con organizzazioni, istituti politici o culturali che operano nei settori qui richiamati. In definitiva il sito si rivolge a tutti coloro che possono essere interessati alle tematiche esposte e che si ricollegano a quella predominante: ovvero l'ipotesi di creare una Macro Regione localizzata attorno alle  Alpi. L'obiettivo è teso a facilitare l'informazione e l'eventuale discussione. Tale Macro Regione Alpina, per ora in fieri,  è  all’interno dell’Unione Europea tanto in senso geografico quanto programmatico. Infatti, l’Unione Europea (UE),  nata in sostanza nel 1957 con i trattati di Roma, come è noto, si è trasformata divenendo prioritariamente un'unione politica con il Trattato di Maastricht (1992), superando gli inziali accordi meramente commerciali. La Macro Regione Alpina appartiene alle ipotesi operative previste dai trattati che per brevità possiamo ricondurre a Bruxelles e ne condivide i pregi, tra cui primeggia l’obiettivo di aumentare il benessere delle popolazioni interessate. Le due Macro Regioni UE, già operative, ovvero quella  del mare Baltico e del fiume Danubio, stanno percorrendo questa strada.  Il presente sito è aperto a tutti coloro che intendono collaborare onde potenziare il livello informativo di questo insieme di strategie (se vuoi manda una mail).

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* Di cosa si parla nel Sito?

Sopratutto partire dal 2012 la  MACROREGIONE Alpina o del Nord è sulla bocca o all’attenzione di moltissime persone. Politici, giornalisti, mass media, gruppi di potere, ecc. tutti ne parlano ma in realtà cosa essa sia, in pochi lo dicono. Questo è il problema ! Non è sufficiente il riferimento generico o  l’invocazione di un termine per rendere intellegibile un discorso. Ciò che noi sosteniamo e che dietro tale definizione si nascondono, come sempre, interessi diversi. E'  evidente di conseguenza che il chiarimento del significato di MACROREGONE risulta essere una priorità per chi non vuol parlare a vanvera. Il presente SITO ha come obiettivo il tentativo di procedere al chiarimento del significato dell’espressione in questione, ovvero: MACRO REGIONE ALPINA. Per certi versi l’incomprensione che deriva da questa situazione può essere considerato il primo ostacolo alla realizzazione della stessa Macro Regione Alpina (v. sez. OSTACOLI).

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* Macroregione ?

Cosa si intende con il termine: Macro Regione ? Dal punto di vista geografico-spaziale  si intende un'area territoriale prodotta dall'unione di più Regioni, tendenzialmente trans-nazionale. Dal punto di vista politico, a partire dal suo richiamo, si evidenzia la necessità di gestire il territorio superando le mere difficoltà amministrative e burocratiche, spesso generate dall'appartenenza a Stati autonomi e differenti. La UE comprende oltre 273 Regioni raggruppate in 28 paesi. Ne deriva che ogni Paese della UE ha molte Regioni. Per esempio l'Italia ne ha venti. Sino a Maastricht nel 1992 le Regioni dipendevano unicamente dall'organizzazione del proprio Stato. Dopo Maastricht le cose hanno cominiciato a cambiare. Sinora la UE ha individuato tre Macroregioni che hanno la caratterisitica di raggruppare Regioni di Stati diversi, ovvero che non appartengono necessariamente allo stesso paese. Infatti, in questo caso la ragione dell'aggregazione si collega alla funzione che si intende potenziare, onde perfezionare e facilitare i sistemi di sviluppo. Le attuali tre macro-regioni sono: (1) Regione Mar Baltico (2) Regione Danubio e (3) Macro Regione Alpina, o come si chiamerà, attualmente ancora  in fieri. Il problema è sviluppato nella sezione apposita e ad essa rimandiamo (vedi sez. UE)

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Fondi strutturali: cosa sono?

L'Unione Europe (UE) è consapevole che esistono notevoli differenze tra il livello di vita delle proprie Regioni. Alcune sono ricche, altre ancora  povere.  Di conseguenza un obiettivo prioritario che si è imposta è di innalzare i redditi più bassi, portandoli almeno al livello della media calcolata sul complesso delle Regioni UE. Le valutazioni si avvalgono dei valori del Prodotto Interno Lordo (PIL) di ogni Paese. A tal fine ha elaborato a partire dal 1957 una politica operativa con specifici programmi, volta allo sviluppo delle infrastrutture sia territoriali sia a supporto del mondo del lavoro, di tutti i territori UE. Tali programmi hanno assunto il nome di: Fondi strutturali. Questi sono inseriti in programmazioni settennali e devono seguire  puntuali regolamenti. I finanziamenti, inoltre,  sono rendicontati con molta precisione, almeno teoricamente, analogamente alla verifica delle opere finanziate con tali fondi, i quali  utilizzano oltre un terzo dell'intero bilancio comunitario. Infatti, i finanziamenti dei Fondi strutturali per il ciclo in corso (2014-2020) si aggirano sui 350 miliardi di euro. Ovvero di tratta di cica 40/50 milioni annui per sette anni, su un bilancio UE che si aggira sui 120/130 Milioni di euro annui. Un altro quarto è assorbitlo dalla Politica UE per l'Agricoltura (PAC). L'Italia, in ultima analisi per le regole interne di questi regolamenti (v. sito apposito) devolve oltre cento miliardi di euro (28+28+50) per i Fondi strutturali, i quali sono utilizzati per circa l'80% dalle sole Regioni del SUD Italia (Campania, Sicilia, Puglia, Calabria e in parte Basilicata e Sardegna)(v. Fondi strutturali). Benché i finanziamenti UE per lo Spazio Alpino si aggirino significativamente, attorno a qualche centinaio di milioni di euro, in realtà essi rappresentano, al più, qualche punto percentuale nei confronti dei finanziamenti a disposizione dei Fondi strutturali, che si conteggiano in miliardi di euro.

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CIPRA – Spazio Alpino- Macro Regione Alpina – cosa sono?

Le tre maggiori istituzioni che si occupano, per ora, dello Spazio alpino transnazionale, si differenziano tra loro per la funzione di governo che intendono svolgere nella difesa  di questo territorio. I dati essenziali sono espressi nella seguente tavola:

 

Per approfondire cosa sia l'associazione CIPRA vai alla sezione Ambiente; per approfondire Spazio Alpino vai alla sezione LINK e sezione Fondi Strutturali ;  per approfondire Macro Regione Alpina sei già nel sito adeguato.

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Acronimi utilizzati nei sito

F.A.Q. = Frequently Asked Questions (domande poste frequentemente)

UE = Unione europea dopo il trattato di Maastricht (1992)

M.R.A. o MRA = Macro Regione Alpina

V.A.S.= Valutazione Ambientale Strategica (V. Direttiva UE 2001-2004)

Ma_Re_Alpina = Macro Regione Alpina

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Correzioni = se trovi che vi siano degli errori comunicalo. Ti ringraziamo anticipatamente. ( Spedisci MAIL)


 

Palafitte

SITI Palafitticoli preistorici delle ALPI

I Siti palafitticoli preistorici dell'arco alpino sono una serie di 111 siti archeologici palafitticolilocalizzati sulle Alpi o nelle immediate vicinanze. I siti si trovano in Svizzera ( 56 siti), Austria, Francia, Germania, Italia (18) e Slovenia. Dal 2011 gli insediamenti sono inseriti nell'elenco dei Patrimoni dell'umanitàdell'UNESCO. (fonte (Riel.) Wikipedia). Il sito seriale è composto dai resti di insediamenti preistorici databili fra il 5000 e il 500 a.C. Si tratta di siti spondali ubicati sulle rive di laghi o di fiumi
oppure in torbiere che hanno consentito un’eccellente conservazione dei materiali organici. L’arco temporale di 4000 anni, coperto dalla serie di questi siti, coincide con una fase importanti della storia recente dell’umanità: la nascita delle società moderne. Oggi, grazie alla dendrocronologia (datazione per mezzo degli anelli di accrescimento degli alberi) possiamo datare con precisione gli elementi architettonici in legno consentendo di analizzare in dettaglio l’organizzazione spaziale interna dei villaggi preistorici lungo un ampio arco cronologico. I siti palafitticoli sono tra le migliori fonti archeologiche di cui al momento si dispone per conoscere le culture preistoriche. Quelle Italiane sono tra le più antiche strutture palafitticole dell’area alpina, risalenti all’inizio del Neolitico Infatti, i siti e scoperti sul lago di Varese, datano a ca. 5.000 a.C. Il fenomeno si intensifica, tuttavia, durante l’Antica e la Media età del Bronzo (2200-1400 a.C.) per concludersi verso la fine del II millennio a.C. La maggiore concentrazione di palafitte è localizzata nella regione del lago di Garda, dove sono noti più di 30 abitati dislocati sia sulle sponde del lago, sia nei bacini inframorenici. Villaggi palafitticoli sono stati rinvenuti anche nei piccoli laghi alpini del Trentino e nei bacini del Piemonte. Insediamenti palafitticoli sono noti anche nella Pianura Padana nella fascia delle risorgive o lungo i fiumi, anche nella fascia pedemontana del Friuli. (Fonte (1))

Elenco dei siti (Cliccando su Località o Coordinate, si accede alle rispettive mappa e documentazioni fotografiche).

 
  Nazione Serial ID Number Nome Località Coordinate Area (Ha) Zona di cuscinetto (Ha)
               
1
Svizzera 1363-001 Ägelmoos Beinwil am See 47°16′42.989″N 8°12′27.439″E / 47.27860806°N 8.20762194°E / 47.27860806; 8.20762194 (Ägelmoos) 0.96 10.5
2
Svizzera 1363-002 Riesi Seengen 47°19′6.532″N 8°12′14.288″E / 47.31848111°N 8.20396889°E / 47.31848111; 8.20396889 (Riesi) 3.8 16.5
3
Svizzera 1363-003 Vingelz / Hafen Biel/Bienne 47°7′55.585″N 7°13′24.298″E / 47.13210694°N 7.22341611°E / 47.13210694; 7.22341611 (Vingelz / Hafen) 0.6 18.4
4
Svizzera 1363-004 Dorfstation Lüscherz 47°2′55.464″N 7°9′0.22″E / 47.04874°N 7.1500611°E / 47.04874; 7.1500611 (Dorfstation) 3.4 75.1
5
Svizzera 1363-005 Lobsigensee Seedorf 47°1′58.487″N 7°17′59.989″E / 47.03291306°N 7.29999694°E / 47.03291306; 7.29999694 (Lobsigensee) 1.1 27.6
6
Svizzera 1363-006 Rütte Sutz-Lattrigen 47°6′18.364″N 7°12′46.775″E / 47.10510111°N 7.21299306°E / 47.10510111; 7.21299306 (Rütte) 2.8 49.6
7
Svizzera 1363-007 Bahnhof Twann 47°5′43.915″N 7°9′27.738″E / 47.09553194°N 7.157705°E / 47.09553194; 7.157705 (Bahnhof) 2.5 18.5
8
Svizzera 1363-008 Strandboden Vinelz 47°2′21.059″N 7°6′33.556″E / 47.03918306°N 7.10932111°E / 47.03918306; 7.10932111 (Strandboden) 2.3 28.7
9
Svizzera 1363-009 Les Grèves Gletterens 46°54′19.098″N 6°55′46.369″E / 46.905305°N 6.92954694°E / 46.905305; 6.92954694 (Les Grèves) 2.62 2.4
10
Svizzera 1363-010 Spitz Greng 46°55′21.014″N 7°5′25.933″E / 46.92250389°N 7.09053694°E / 46.92250389; 7.09053694 (Spitz) 7.69 7.3
11
Svizzera 1363-011 Môtier I Haut-Vully 46°57′0.889″N 7°5′19.874″E / 46.95024694°N 7.08885389°E / 46.95024694; 7.08885389 (Môtier I) 1.42 1.3
12
Svizzera 1363-012 Segelboothafen Murten 46°55′47.323″N 7°6′48.28″E / 46.92981194°N 7.1134111°E / 46.92981194; 7.1134111 (Segelboothafen) 2.83 4.7
13
Svizzera 1363-013 En Praz des Gueux Muntelier 46°56′26.999″N 7°7′52.824″E / 46.94083306°N 7.13134°E / 46.94083306; 7.13134 (En Praz des Gueux) 0.08 2.02
14
Svizzera 1363-014 Bellerive I Muntelier 46°56′28.28″N 7°7′41.902″E / 46.9411889°N 7.12830611°E / 46.9411889; 7.12830611 (Bellerive I) 2.4 8.87
15
Svizzera 1363-015 Port Noréaz 46°47′43.274″N 7°2′14.863″E / 46.79535389°N 7.03746194°E / 46.79535389; 7.03746194 (Port) 1.94 10.9
16
Svizzera 1363-016 Bourg Chevroux 46°53′6.158″N 6°53′14.946″E / 46.88504389°N 6.887485°E / 46.88504389; 6.887485 (Bourg) 3.03 15.93
17
Svizzera 1363-017 Egolzwil 3 Collonge-Bellerive 46°15′16.74″N 6°11′28.892″E / 46.25465°N 6.19135889°E / 46.25465; 6.19135889 (Egolzwil 3) 0.65 56.82
18
Svizzera 1363-018 Seematte Versoix 46°16′57.022″N 6°10′17.918″E / 46.28250611°N 6.17164389°E / 46.28250611; 6.17164389 (Seematte) 2.81 24.55
19
Svizzera 1363-019 Halbinsel Hitzkirch 47°13′3.241″N 8°15′18.742″E / 47.21756694°N 8.25520611°E / 47.21756694; 8.25520611 (Halbinsel) 3.55 67.78
20
Svizzera 1363-020 Port-Conty Schenkon 47°10′22.688″N 8°7′43.691″E / 47.17296889°N 8.12880306°E / 47.17296889; 8.12880306 (Port-Conty) 1.04 7.03
21
Svizzera 1363-021 Les Argilliez Sempach 47°8′8.531″N 8°11′22.646″E / 47.13570306°N 8.18962389°E / 47.13570306; 8.18962389 (Les Argilliez) 1.32 1.2
22
Svizzera 1363-022 L’Abbaye 2 Sursee 47°10′8.951″N 8°7′38.784″E / 47.16915306°N 8.12744°E / 47.16915306; 8.12744 (L’Abbaye 2) 1.04 5.01
23
Svizzera 1363-023 La Saunerie Saint-Aubin-Sauges 46°53′30.163″N 6°46′18.073″E / 46.89171194°N 6.77168694°E / 46.89171194; 6.77168694 (La Saunerie) 1.51 1.63
24
Svizzera 1363-024 Les Graviers Gorgier 46°54′16.564″N 6°47′26.912″E / 46.90460111°N 6.79080889°E / 46.90460111; 6.79080889 (Les Graviers) 0.57 2.13
25
Svizzera 1363-025 Kehrsiten Bevaix 46°55′39.299″N 6°49′53.897″E / 46.92758306°N 6.83163806°E / 46.92758306; 6.83163806 (Kehrsiten) 1.26 5.14
26
Svizzera 1363-026 Weier I – III Cortaillod 46°56′26.617″N 6°51′0.007″E / 46.94072694°N 6.85000194°E / 46.94072694; 6.85000194 (Weier I – III) 0.48 3.44
27
Svizzera 1363-027 Hurden Rosshorn Auvernier 46°58′17.764″N 6°52′21.122″E / 46.97160111°N 6.87253389°E / 46.97160111; 6.87253389 (Hurden Rosshorn) 4.32 20.1
28
Svizzera 1363-028 Hurden Seefeld Auvernier 46°58′27.224″N 6°52′33.337″E / 46.97422889°N 6.87592694°E / 46.97422889; 6.87592694 (Hurden Seefeld) 2.4 16.12
ì29
Svizzera 1363-029 Burgäschisee Ost Marin-Epagnier 47°0′28.264″N 7°1′2.885″E / 47.00785111°N 7.01746806°E / 47.00785111; 7.01746806 (Burgäschisee Ost) 0.3 90.69
30
Francia 1363-030 Inkwilersee Insel Chaveignes 47°0′12.686″N 0°22′2.194″E / 47.00352389°N 0.36727611°E / 47.00352389; 0.36727611 (Inkwilersee Insel) 0.1 45.71
31
Svizzera 1363-031 Feldbach Rapperswil-Jona 47°14′24.389″N 8°47′49.578″E / 47.24010806°N 8.797105°E / 47.24010806; 8.797105 (Feldbach) 7.5 15.5
32
Svizzera 1363-032 Technikum Rapperswil-Jona 47°14′24.306″N 8°47′57.901″E / 47.240085°N 8.79941694°E / 47.240085; 8.79941694 (Technikum) 0.92 49.1
33
Svizzera 1363-033 Bleiche 2-3 Rapperswil-Jona 47°13′18.944″N 8°49′0.152″E / 47.22192889°N 8.81670889°E / 47.22192889; 8.81670889 (Bleiche 2-3) 2.37 5.84
34
Svizzera 1363-034 Insel Werd Seeberg 47°10′12.112″N 7°40′23.93″E / 47.17003111°N 7.6733139°E / 47.17003111; 7.6733139 (Insel Werd) 2.8 44.08
35
Svizzera 1363-035 Egelsee Bolken 47°12′0.004″N 7°39′49.252″E / 47.20000111°N 7.66368111°E / 47.20000111; 7.66368111 (Egelsee) 2.97 5.94
36
Svizzera 1363-036 Nussbaumersee Rapperswil-Jona 47°13′15.132″N 8°48′28.213″E / 47.22087°N 8.80783694°E / 47.22087; 8.80783694 (Nussbaumersee) 3.66 16.86
37
Svizzera 1363-037 Pointe de Montbec I Arbon 47°30′18.436″N 9°25′43.622″E / 47.50512111°N 9.42878389°E / 47.50512111; 9.42878389 (Pointe de Montbec I) 1.78 8.04
38
Svizzera 1363-038 La Bessime Arbon 47°30′26.46″N 9°25′46.315″E / 47.50735°N 9.42953194°E / 47.50735; 9.42953194 (La Bessime) 1.07 22.1
39
Svizzera 1363-039 Village Ermatingen 47°40′23.398″N 9°4′40.17″E / 47.67316611°N 9.077825°E / 47.67316611; 9.077825 (Village) 1.54 38.4
40
Svizzera 1363-040 Stations de Concise Ermatingen 47°40′23.398″N 9°4′40.17″E / 47.67316611°N 9.077825°E / 47.67316611; 9.077825 (Stations de Concise) 6.5 11.5
41
Svizzera 1363-041 Corcelettes Les Violes Oberstammheim 47°36′58.054″N 8°48′58.705″E / 47.61612611°N 8.81630694°E / 47.61612611; 8.81630694 (Corcelettes Les Violes) 2.59 17.4
42
Svizzera 1363-042 Les Roseaux Oberstammheim 47°37′2.91″N 8°48′56.437″E / 47.617475°N 8.81567694°E / 47.617475; 8.81567694 (Les Roseaux) 0.86 8.1
43
Svizzera 1363-043 Stations de Morges Mammern 47°39′12.974″N 8°56′3.941″E / 47.65360389°N 8.93442806°E / 47.65360389; 8.93442806 (Stations de Morges) 2.12 7.91
44
Svizzera 1363-044 Chenevières de Guévaux I Onnens 46°49′48.76″N 6°41′17.848″E / 46.8302111°N 6.68829111°E / 46.8302111; 6.68829111 (Chenevières de Guévaux I) 1.04 9.73
45
Svizzera 1363-045 Baie de Clendy Chevroux 46°53′19.234″N 6°53′38.911″E / 46.88867611°N 6.89414194°E / 46.88867611; 6.89414194 (Baie de Clendy) 1.87 38.7
46
Svizzera 1363-046 Le Marais Chevroux 46°53′38.152″N 6°54′8.698″E / 46.89393111°N 6.90241611°E / 46.89393111; 6.90241611 (Le Marais) 1.95 16.8
47
Svizzera 1363-047 Oterswil / Insel Eielen Concise 46°50′47.382″N 6°43′1.812″E / 46.846495°N 6.71717°E / 46.846495; 6.71717 (Oterswil / Insel Eielen) 0.45 10.82
48
Svizzera 1363-048 Riedmatt Concise 46°50′56.436″N 6°42′59.35″E / 46.84901°N 6.7164861°E / 46.84901; 6.7164861 (Riedmatt) 0.28 2.61
49
Svizzera 1363-049 Sumpf Cudrefin 46°56′56.875″N 6°59′55.946″E / 46.94913194°N 6.99887389°E / 46.94913194; 6.99887389 (Sumpf) 1.55 7.5
50
Svizzera 1363-050 Winkel Cudrefin 46°57′58.82″N 7°1′51.949″E / 46.9663389°N 7.03109694°E / 46.9663389; 7.03109694 (Winkel) 3.01 6.6
51
Svizzera 1363-051 Storen-Wildsberg Faoug 46°54′38.927″N 7°4′33.535″E / 46.91081306°N 7.07598194°E / 46.91081306; 7.07598194 (Storen-Wildsberg) 9.59 11.7
52
Svizzera 1363-052 Rorenhaab Grandson 46°49′9.739″N 6°40′8.584″E / 46.81937194°N 6.66905111°E / 46.81937194; 6.66905111 (Rorenhaab) 0.7 4.8
53
Svizzera 1363-053 Vorder Au Morges 46°30′58.889″N 6°30′33.466″E / 46.51635806°N 6.50929611°E / 46.51635806; 6.50929611 (Vorder Au) 1.49 22.5
54
Svizzera 1363-054 Robenhausen Morges 46°30′41.09″N 6°30′13.63″E / 46.5114139°N 6.5037861°E / 46.5114139; 6.5037861 (Robenhausen) 0.92 155
55
Svizzera 1363-055 Enge Alpenquai Morges 46°30′39.632″N 6°30′13.651″E / 46.51100889°N 6.50379194°E / 46.51100889; 6.50379194 (Enge Alpenquai) 2.93 17.4
56
Svizzera 1363-056 Grosse Stadt Kleiner Hafner Morges 46°30′44.503″N 6°30′15.678″E / 46.51236194°N 6.504355°E / 46.51236194; 6.504355 (Grosse Stadt Kleiner Hafner) 0.64 16.56
57
Austria 1363-057 Keutschacher See Plescherken 46°35′13.276″N 14°9′34.063″E / 46.58702111°N 14.15946194°E / 46.58702111; 14.15946194 (Keutschacher See) 0.21 132.5
58
Austria 1363-058 Abtsdorf I Nußdorf am Attersee 47°53′40.974″N 13°32′1.057″E / 47.894715°N 13.53362694°E / 47.894715; 13.53362694 (Abtsdorf I) 1.1 91.43
59
Austria 1363-059 Abtsdorf III Nußdorf am Attersee 47°53′35.542″N 13°31′59.333″E / 47.89320611°N 13.53314806°E / 47.89320611; 13.53314806 (Abtsdorf III) 0.22 91.43
60
Austria 1363-060 Litzlberg Süd Seewalchen am Attersee 47°56′3.649″N 13°33′16.988″E / 47.93434694°N 13.55471889°E / 47.93434694; 13.55471889 (Litzlberg Süd) 0.76 65.26
61
Austria 1363-061 See Unterach am Attersee 47°48′13.972″N 13°26′57.415″E / 47.80388111°N 13.44928194°E / 47.80388111; 13.44928194 (See) 1.22 0.97
62
Francia 1363-062 Le Grand Lac de Clairvaux Clairvaux-les-Lacs 46°34′16.28″N 5°44′58.884″E / 46.5711889°N 5.74969°E / 46.5711889; 5.74969 (Le Grand Lac de Clairvaux) 15.2 103.05
63
Francia 1363-063 Lac de Chalain, rive occidentale Marigny 46°40′19.726″N 5°46′34.835″E / 46.67214611°N 5.77634306°E / 46.67214611; 5.77634306 (Lac de Chalain, rive occidentale) 50.65 96.83
64
Francia 1363-064 Lac d’Aiguebelette, zone sud Lépin-le-Lac 45°32′36.02″N 5°48′16.852″E / 45.5433389°N 5.80468111°E / 45.5433389; 5.80468111 (Lac d’Aiguebelette, zone sud) 0.64 42.87
65
Francia 1363-065 Baie de Grésine Brison-Saint-Innocent 45°44′11.857″N 5°53′8.434″E / 45.73662694°N 5.88567611°E / 45.73662694; 5.88567611 (Baie de Grésine) 4.09 31.5
66
Francia 1363-066 Baie de Châtillon Chindrieux 45°47′51.878″N 5°51′3.366″E / 45.79774389°N 5.850935°E / 45.79774389; 5.850935 (Baie de Châtillon) 0.91 7.6
67
Francia 1363-067 Hautecombe Saint-Pierre-de-Curtille 45°44′59.23″N 5°50′27.071″E / 45.7497861°N 5.84085306°E / 45.7497861; 5.84085306 (Hautecombe) 2.03 5.7
68
Francia 1363-068 Littoral de Tresserve Tresserve 45°41′2.681″N 5°53′34.152″E / 45.68407806°N 5.89282°E / 45.68407806; 5.89282 (Littoral de Tresserve) 2.12 72.4
69
Francia 1363-069 Littoral de Chens-sur-Léman Chens-sur-Léman 46°19′16.068″N 6°15′21.416″E / 46.32113°N 6.25594889°E / 46.32113; 6.25594889 (Littoral de Chens-sur-Léman) 0.93 92.6
70
Francia 1363-070 Les Marais de Saint-Jorioz Saint-Jorioz 45°50′6.749″N 6°10′58.289″E / 45.83520806°N 6.18285806°E / 45.83520806; 6.18285806 (Les Marais de Saint-Jorioz) 0.49 4.3
71
Francia 1363-071 Le Crêt de Chatillon Sévrier 45°51′37.4″N 6°9′19.796″E / 45.860389°N 6.15549889°E / 45.860389; 6.15549889 (Le Crêt de Chatillon) 1.07 8.2
72
Francia 1363-072 Secteur des Mongets Sévrier 45°51′11.714″N 6°9′4.644″E / 45.85325389°N 6.15129°E / 45.85325389; 6.15129 (Secteur des Mongets) 0.13 63.2
73
Germania 1363-073 Wangen-Hinterhorn Öhningen 47°39′39.416″N 8°56′20.018″E / 47.66094889°N 8.93889389°E / 47.66094889; 8.93889389 (Wangen-Hinterhorn) 2.56 3.2
74
Germania 1363-074 Hornstaad-Hörnle Gaienhofen 47°41′40.229″N 9°0′21.301″E / 47.69450806°N 9.00591694°E / 47.69450806; 9.00591694 (Hornstaad-Hörnle) 13.11 72.4
75
Germania 1363-075 Allensbach-Strandbad Allensbach 47°42′35.132″N 9°4′47.327″E / 47.70975889°N 9.07981306°E / 47.70975889; 9.07981306 (Allensbach-Strandbad) 2.65 6.6
76
Germania 1363-076 Wollmatingen-Langenrain Gottlieben 47°40′29.582″N 9°7′13.318″E / 47.67488389°N 9.12036611°E / 47.67488389; 9.12036611 (Wollmatingen-Langenrain) 1.55 83.7
77
Germania 1363-077 Konstanz-Hinterhausen Costanza 47°39′54.788″N 9°11′38.645″E / 47.66521889°N 9.19406806°E / 47.66521889; 9.19406806 (Konstanz-Hinterhausen) 4.15 4.12
78
Germania 1363-078 Litzelstetten-Krähenhorn 32 Costanza 47°43′28.823″N 9°10′44.234″E / 47.72467306°N 9.17895389°E / 47.72467306; 9.17895389 (Litzelstetten-Krähenhorn 32) 7.51 47.92
79
Germania 1363-079 Bodman-Schachen / Löchle Bodman-Ludwigshafen 47°48′52.11″N 9°2′23.111″E / 47.814475°N 9.03975306°E / 47.814475; 9.03975306 (Bodman-Schachen / Löchle) 5.34 14.1
80
Germania 1363-080 Sipplingen-Osthafen Sipplingen 47°47′35.304″N 9°6′7.29″E / 47.79314°N 9.102025°E / 47.79314; 9.102025 (Sipplingen-Osthafen) 4.61 6.23
81
Germania 1363-081 Unteruhldingen-Stollenwiesen Uhldingen-Mühlhofen 47°43′15.258″N 9°13′42.179″E / 47.720905°N 9.22838306°E / 47.720905; 9.22838306 (Unteruhldingen-Stollenwiesen) 4.22 4.52
82
Germania 1363-082 Ödenahlen Seekirch 48°7′9.163″N 9°38′27.535″E / 48.11921194°N 9.64098194°E / 48.11921194; 9.64098194 (Ödenahlen) 0.97 58.02
83
Germania 1363-083 Grundwiesen Alleshausen 48°6′30.744″N 9°37′35.746″E / 48.10854°N 9.62659611°E / 48.10854; 9.62659611 (Grundwiesen) 0.54 3.42
84
Germania 1363-084 Siedlung Forschner Oggelshausen 48°3′17.492″N 9°38′25.915″E / 48.05485889°N 9.64053194°E / 48.05485889; 9.64053194 (Siedlung Forschner) 3.54 285.14
85
Germania 1363-085 Olzreute-Enzisholz Bad Schussenried 47°59′54.859″N 9°41′19.262″E / 47.99857194°N 9.68868389°E / 47.99857194; 9.68868389 (Olzreute-Enzisholz) 1.82 20.62
86
Germania 1363-086 Schreckensee Wolpertswende 47°53′18.56″N 9°34′7.766″E / 47.8884889°N 9.56882389°E / 47.8884889; 9.56882389 (Schreckensee) 1.06 7.05
87
Germania 1363-087 Ehrenstein Ulma 48°24′38.707″N 9°55′23.678″E / 48.41075194°N 9.92324389°E / 48.41075194; 9.92324389 (Ehrenstein) 1.33 2.42
88
Germania 1363-088 Pestenacker Weil 48°8′48.044″N 10°56′52.285″E / 48.14667889°N 10.94785694°E / 48.14667889; 10.94785694 (Pestenacker) 0.57 3.66
89
Germania 1363-089 Unfriedshausen Weil 48°8′32.359″N 10°57′4.277″E / 48.14232194°N 10.95118806°E / 48.14232194; 10.95118806 (Unfriedshausen) 0.79 7.69
90
Germania 1363-090 Rose Island Feldafing 47°56′29.522″N 11°18′33.52″E / 47.94153389°N 11.3093111°E / 47.94153389; 11.3093111 (Rose Island) 15.16 34.3
91
Italia 1363-091 Palù di Livenza – Santissima Polcenigo 46°1′18.268″N 12°28′52.129″E / 46.02174111°N 12.48114694°E / 46.02174111; 12.48114694 (Palù di Livenza – Santissima) 13.48 86.72
92
Italia 1363-092 Lavagnone Desenzano del Garda 45°26′11.094″N 10°32′14.683″E / 45.436415°N 10.53741194°E / 45.436415; 10.53741194 (Lavagnone) 6.04 14.45
93
Italia 1363-093 San Sivino, Gabbiano Manerba del Garda 45°32′7.944″N 10°33′27.94″E / 45.53554°N 10.5577611°E / 45.53554; 10.5577611 (San Sivino, Gabbiano) 1.85 3.46
94
Italia 1363-094 Lugana Vecchia Peschiera del Garda 45°27′30.121″N 10°38′36.798″E / 45.45836694°N 10.643555°E / 45.45836694; 10.643555 (Lugana Vecchia) 2.59 11.16
95
Italia 1363-095 Lucone Polpenazze del Garda 45°33′3.326″N 10°29′17.189″E / 45.55092389°N 10.48810806°E / 45.55092389; 10.48810806 (Lucone) 7.66 68.2
96
Italia 1363-096 Lagazzi del Vho Piadena 45°6′27.544″N 10°23′34.714″E / 45.10765111°N 10.39297611°E / 45.10765111; 10.39297611 (Lagazzi del Vho) 2.77 18.46
97
Italia 1363-097 Bande – Corte Carpani Cavriana 45°22′16.878″N 10°35′9.611″E / 45.371355°N 10.58600306°E / 45.371355; 10.58600306 (Bande – Corte Carpani) 7.33 36.4
98
Italia 1363-098 Castellaro Lagusello – Fondo Tacoli Monzambano 45°22′9.343″N 10°38′3.131″E / 45.36926194°N 10.63420306°E / 45.36926194; 10.63420306 (Castellaro Lagusello – Fondo Tacoli) 1.23 59.04
99
Italia 1363-099 Isolino Virginia-Camilla-Isola di San Biagio Biandronno 45°48′43.25″N 8°43′5.02″E / 45.8120139°N 8.7180611°E / 45.8120139; 8.7180611 (Isolino Virginia-Camilla-Isola di San Biagio) 3.79 25.07
100
Italia 1363-100 Bodio centrale o delle Monete Bodio Lomnago 45°47′47.152″N 8°45′20.192″E / 45.79643111°N 8.75560889°E / 45.79643111; 8.75560889 (Bodio centrale o delle Monete) 1.67 28.55
101
Italia 1363-101 Il Sabbione o settentrionale Cadrezzate 45°47′58.625″N 8°38′55.644″E / 45.79961806°N 8.64879°E / 45.79961806; 8.64879 (Il Sabbione o settentrionale) 1.18 9.61
102
Italia 1363-102 VI.1-Emissario Azeglio, Viverone 45°25′5.743″N 8°1′22.44″E / 45.41826194°N 8.0229°E / 45.41826194; 8.0229 (VI.1-Emissario) 5.86 852.77
103
Italia 1363-103 Mercurago Arona 45°44′1.709″N 8°33′7.6″E / 45.73380806°N 8.552111°E / 45.73380806; 8.552111 (Mercurago) 5.16 270.06
104
Italia 1363-104 Molina di Ledro Ledro 45°52′26.857″N 10°45′54.047″E / 45.87412694°N 10.76501306°E / 45.87412694; 10.76501306 (Molina di Ledro) 0.78 2.31
105
Italia 1363-105 Fiavé-Lago Carera Fiavè 45°59′27.51″N 10°49′53.52″E / 45.990975°N 10.8315333°E / 45.990975; 10.8315333 (Fiavé-Lago Carera) 10.7 73.92
106
Italia 1363-106 Belvedere Peschiera del Garda 45°27′22.705″N 10°39′30.312″E / 45.45630694°N 10.65842°E / 45.45630694; 10.65842 (Belvedere) 2.52 12.46
107
Italia 1363-107 Frassino Peschiera del Garda 45°26′5.168″N 10°39′47.509″E / 45.43476889°N 10.66319694°E / 45.43476889; 10.66319694 (Frassino) 1.48 31.19
108
Italia 1363-108 Tombola Cerea 45°10′46.348″N 11°12′40.5″E / 45.17954111°N 11.21125°E / 45.17954111; 11.21125 (Tombola) 1.51 123.76
109
Italia 1363-109 Laghetto della Costa Arquà Petrarca 45°16′10.844″N 11°44′32.683″E / 45.26967889°N 11.74241194°E / 45.26967889; 11.74241194 (Laghetto della Costa) 1.56 6.52
110
Slovenia 1363-110 Kolišča na Igu, severna skupina Ig 45°58′32.318″N 14°31′46.193″E / 45.97564389°N 14.52949806°E / 45.97564389; 14.52949806 (Kolišča na Igu, severna skupina) 19.2 516.65
111
Slovenia 1363-111 Količa na Igu, južna skupina Ig 45°58′14.221″N 14°32′29.843″E / 45.97061694°N 14.54162306°E / 45.97061694; 14.54162306 (Količa na Igu, južna skupina) 26.1 516.55
 
             
Fonte (Riel.) Wikipedia http://it.wikipedia.org/wiki/Antichi_insediamenti_sulle_Alpi (2013)

Bibliografia

Per la scala della MACROREGIONE

  • Italia
  • Adele Cesi, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Ufficio Patrimonio Mondiale UNESCO (Italia), Segretariato
  • Generale, Servizio I, Roma adele.cesi@beniculturali.it
  • Raffaella Poggiani Keller, Soprintendente per i Beni Archeologici della Lombardia, Ministero per i Beni e le Attività
  • Culturali, raffaella.poggiani@beniculturali.it
  • Marica Venturino, Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte e del Museo Antichità Egizie del MiBAC,
  • marica.venturino@beniculturali.it
  • Roberto Micheli, Soprintendenza per i Beni Archeologici del Friuli Venezia Giulia del MiBAC,
  • roberto.micheli@beniculturali.it
  • Elodia Bianchin, Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto del MiBAC, soprintendenza.pd@libero.it
  • Paolo Bellintani, Soprintendenza per i Beni librari archivistici e archeologici Settore Beni archeologici della Provincia
  • autonoma di Trento, paolo.bellintani@provincia.tn.it
  • Svizzera - Oliver Martin, Federal Office of Culture, oliver.martin@bak.admin.ch
  • Francia Elise Boucharlat, Ministere del al Culture et Communication, Inspection General, elise.bouchalat@culture.gouv.fr
  • Andrè Marguet, Ministere del al Culture et Communication, Departement des recherches archeologiques subaquatiches et sous-marines, andre.marguet@culture.gouv.fr
  • Germania – Baden-Württemberg
  • Helmut Schlichtherle, Landesamt fur Denkmalpflege Baden-Wurttemberg, helmut.schlichtherle@rps.bwl.de
  • Sabile Leutheusser-Holz, Wirtschaftsministerium Baden-Wurttemberg, sabine.leutheusser-holz@wm.bwl.de
  • Germania – Bavaria
  • Ulrich Schlitzer, ulrichschlitzer@web.de
  • Sebastian Sommer, Bayerisches Landesamt fur Denkmalpflege, sebastiansommer@blfd.bayern.de
  • Austria - Cyril Dworsky, Osterreichische Gesellschaft fur Feuchtboden-und Unterwasserarchaologie Triton, dworsky@triton.ac.at
  • Slovenia – Spela Spanzel, Ministrstvo za kulturo, spela.spanzel@gov.si
  • Spela Karo, Zavod za varstvo kulturne dediscine Slovenije, spela.karo@cpa-rs.si
  • (1) Ministero per i Beni e le attività Culturali- I SITI PALAFITTICOLI PREISTORICI DELL’ARCO ALPINO ENTRANO NELLA LISTA DEL PATRIMONIO MONDIALE DELL’UNESCO decisione della 35a sessione del Comitato del Patrimonio Mondiale riunita a Parigi dal 19 al 29 giugno 2011 – Roma (p.3)

      • Centro del Patrimonio Mondiale UNESCO: whc.unesco.org< /li>
      • I siti palafitticoli preistorici dell’arco alpino: www.palafittes.ch
      • Ufficio Patrimonio Mondiale UNESCO – MiBAC: www.unesco.beniculturali.it
      • Commissione nazionale italiana UNESCO: www.unesco.it/cni/