QUESTIONARIO EUSALP

CONSULTAZIONE PUBBLICA ON LINE : QUESTIONARIO
L’obiettivo generale della strategia dell’Unione europea per la regione alpina (EUSALP) è quello di promuovere una prosperità durevole nelle regioni alpine, stimolando la loro competitività e capacità di innovazione, migliorando la connettività e preservando il loro patrimonio naturale e culturale.
Questa consultazione pubblica si indirizza non solo ai soggetti direttamente coinvolti ma a tutti i cittadini interessati da questa regione. Di conseguenza, le Sue idee, commenti e pareri sono essenziali per la progettazione ed attuazione di questa strategia.
Questi elementi permetteranno di elaborare una EUSALP sulla base della realtà della regione, stabilendo obiettivi appropriati e rispondendo in modo pragmatico alle necessità concrete di questa regione.

L’obiettivo generale della strategia dell’Unione europea per la regione alpina (EUSALP) è quello di promuovere una prosperità durevole nelle regioni alpine, stimolando la loro competitività e capacità di innovazione, migliorando la connettività e preservando il loro patrimonio naturale e culturale.

Questa consultazione pubblica si indirizza non solo ai soggetti direttamente coinvolti ma a tutti i cittadini interessati da questa regione. Di conseguenza, le Sue idee, commenti e pareri sono essenziali per la progettazione ed attuazione di questa strategia.

Questi elementi permetteranno di elaborare una EUSALP sulla base della realtà della regione, stabilendo obiettivi appropriati e rispondendo in modo pragmatico alle necessità concrete di questa regione.

SEZIONE 1 : INFORMAZIONI GENERALI

SEZIONE 1 : INFORMAZIONI GENERALI

1. Si prega di precisare a che titolo si intende rispondere:*

1. Si prega di precisare a che titolo si intende rispondere:*

Si prega di precisare*
2. Indicare il suo nominativo e, se rilevante, quello della sua organizzazione.*

2. Indicare il suo nominativo e, se rilevante, quello della sua organizzazione.*

3. Se la sua organizzazione è iscritta al registro della trasparenza, si prega di indicare il relativo numero di registrazione.

3. Se la sua organizzazione è iscritta al registro della trasparenza, si prega di indicare il relativo numero di registrazione.

4. Indicare il Paese di residenza*

4. Indicare il Paese di residenza*

Specificare*
5. Indicare l’indirizzo di posta elettronica*

5. Indicare l’indirizzo di posta elettronica*

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6. Qual è il suo livello di informazione sulla strategia europea per la regione alpina?*

6. Qual è il suo livello di informazione sulla strategia europea per la regione alpina?*

7. Qual è il suo livello di informazione sulle strategie macro regionali dell’Unione europea?*

7. Qual è il suo livello di informazione sulle strategie macro regionali dell’Unione europea?*

SEZIONE 2: DOMANDE SUL QUADRO GENERALE

SEZIONE 2: DOMANDE SUL QUADRO GENERALE

1. A Suo parere, per sfruttare al meglio il potenziale della Regione Alpina, quali sono i principali temi sui quali promuovere la cooperazione che non possono essere affrontati in modo adeguato al momento?*

1. A Suo parere, per sfruttare al meglio il potenziale della Regione Alpina, quali sono i principali temi sui quali promuovere la cooperazione che non possono essere affrontati in modo adeguato al momento?*

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2. Quali sono le principali sfide e quali sono i principali ostacoli per affrontare questi temi?*

2. Quali sono le principali sfide e quali sono i principali ostacoli per affrontare questi temi?*

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3. Quali politiche sono più rilevanti? Quali politiche UE dovrebbero essere prioritarie?*

3. Quali politiche sono più rilevanti? Quali politiche UE dovrebbero essere prioritarie?*

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4. A Suo avviso, in quale modo la EUSALP potrebbe migliorare la capacità di azione della Regione Alpina di reagire alle sfide comuni? (Si prega di specificare alcuni risultati che ci si aspetta dalla sua attuazione)*

4. A Suo avviso, in quale modo la EUSALP potrebbe migliorare la capacità di azione della Regione Alpina di reagire alle sfide comuni? (Si prega di specificare alcuni risultati che ci si aspetta dalla sua attuazione)*

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5. Secondo Lei, quali sarebbero i vantaggi derivanti da EUSALP a livello europeo?*

5. Secondo Lei, quali sarebbero i vantaggi derivanti da EUSALP a livello europeo?*

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SEZIONE 3: PORTATA ED OBIETTIVI DI EUSALP

SEZIONE 3: PORTATA ED OBIETTIVI DI EUSALP

Per rispondere alle domande seguenti, si noti che le azioni ed i progetti proposti devono
(a) riguardare la regione alpina
(b) avere un impatto positivo per i cittadini, le imprese e l’ambiente
(c) essere realizzabili nel breve o medio termine

Per rispondere alle domande seguenti, si noti che le azioni ed i progetti proposti devono

(a) riguardare la regione alpina

(b) avere un impatto positivo per i cittadini, le imprese e l’ambiente

(c) essere realizzabili nel breve o medio termine

1. Secondo lei, quali sono i principali obiettivi sui quali EUSALP dovrebbe concentrarsi? (Selezionare un massimo di tre obiettivi per pilastro)

1. Secondo lei, quali sono i principali obiettivi sui quali EUSALP dovrebbe concentrarsi? (Selezionare un massimo di tre obiettivi per pilastro)

1° Pilastro. Favorire la crescita sostenibile e promuovere l’innovazione nelle Alpi: dalla teoria alla pratica, dai centri di ricerca alle imprese. 

1° Pilastro. Favorire la crescita sostenibile e promuovere l’innovazione nelle Alpi: dalla teoria alla pratica, dai centri di ricerca alle imprese. 

at most 3 choice(s)

2° Pilastro. Connettività per tutti: alla ricerca di uno sviluppo territoriale equilibrato attraverso modelli di mobilità ecocompatibili, sistemi di trasporti, servizi di comunicazione ed infrastrutture.

2° Pilastro. Connettività per tutti: alla ricerca di uno sviluppo territoriale equilibrato attraverso modelli di mobilità ecocompatibili, sistemi di trasporti, servizi di comunicazione ed infrastrutture.

at most 3 choice(s)
3° Pilastro. Garantire la sostenibilità nella Regione Alpina: conservazione del patrimonio alpino e promozione ad un uso sostenibile delle risorse naturali e culturali.

3° Pilastro. Garantire la sostenibilità nella Regione Alpina: conservazione del patrimonio alpino e promozione ad un uso sostenibile delle risorse naturali e culturali.

at most 3 choice(s)
2. Ha proposte da suggerire?

2. Ha proposte da suggerire?

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3. Fra gli obiettivi sopramenzionati, quali secondo lei non possono essere realizzati alle condizioni attuali ma potrebbero esserlo grazie ad una strategia macro-regionale integrata? (Selezionare al massimo 3 obiettivi per pilastro)

3. Fra gli obiettivi sopramenzionati, quali secondo lei non possono essere realizzati alle condizioni attuali ma potrebbero esserlo grazie ad una strategia macro-regionale integrata? (Selezionare al massimo 3 obiettivi per pilastro)

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4. Indichi per favore azioni o progetti concreti (a livello europeo, nazionale, regionale o locale) che potrebbero contribuire a realizzare gli obiettivi di EUSALP a breve o medio termine

4. Indichi per favore azioni o progetti concreti (a livello europeo, nazionale, regionale o locale) che potrebbero contribuire a realizzare gli obiettivi di EUSALP a breve o medio termine

Pilastro 1

Pilastro 1

Azione/progetto 1:

Azione/progetto 1:

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Azione/progetto 2:
Azione/progetto 2:
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Pilastro 2

Pilastro 2

Azione/progetto 1:

Azione/progetto 1:

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Azione/progetto 2:
Azione/progetto 2:
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Pilastro 3

Pilastro 3

Azione/progetto 1:

Azione/progetto 1:

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Azione/progetto 2:

Azione/progetto 2:
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5. Altri commenti

5. Altri commenti
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DOMANDE RELATIVE A CIASCUN PILASTRO

    DOMANDE RELATIVE A CIASCUN PILASTRO

Pilastro 16. Quali sono i principali ostacoli ancora da superare  in termini di mobilità di lavoratori, studenti e idee nella Regione?

Pilastro 1
6. Quali sono i principali ostacoli ancora da superare  in termini di mobilità di lavoratori, studenti e idee nella Regione?

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7. Quali sono le principali sfide affinché la Regione Alpina rimanga competitiva nel futuro?

7. Quali sono le principali sfide affinché la Regione Alpina rimanga competitiva nel futuro?

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Pilastro 28. Quali sono le principali sfide per la Regione Alpina in termini di connettività?

Pilastro 2
8. Quali sono le principali sfide per la Regione Alpina in termini di connettività?

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Pilastro 39. Quali sono le principali sfide per garantire la sostenibilità nella Regione Alpina?

Pilastro 3
9. Quali sono le principali sfide per garantire la sostenibilità nella Regione Alpina?

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SEZIONE 4: PRINCIPI DI PROGETTAZIONE E ATTUAZIONE

SEZIONE 4: PRINCIPI DI PROGETTAZIONE E ATTUAZIONE

1. Secondo Lei, perché gli esistenti meccanismi di cooperazione oltre i confini nazionali devono essere migliorati nella Regione Alpina? Quali sono gli ostacoli alla cooperazione che una Strategia Macro-regionale dovrebbe cercare di superare?

1. Secondo Lei, perché gli esistenti meccanismi di cooperazione oltre i confini nazionali devono essere migliorati nella Regione Alpina? Quali sono gli ostacoli alla cooperazione che una Strategia Macro-regionale dovrebbe cercare di superare?

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2. Come si deve gestire il coordinamento delle diverse politiche (comunitarie, nazionali e regionali)? Quali strutture di governance dovrebbero essere previste nella Regione al fine di garantire un più efficace coordinamento tra le parti coinvolte?

2. Come si deve gestire il coordinamento delle diverse politiche (comunitarie, nazionali e regionali)? Quali strutture di governance dovrebbero essere previste nella Regione al fine di garantire un più efficace coordinamento tra le parti coinvolte?

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3. Chi potrebbero essere i principali soggetti interessati ad una migliore cooperazione e relativo coordinamento nella Regione Alpina nei prossimi anni? Chi dovrebbe avere la responsabilità ultima per il raggiungimento dei risultati nell’ambito della nuova Strategia, e quali potrebbero essere i soggetti principali responsabili per le decisioni?

3. Chi potrebbero essere i principali soggetti interessati ad una migliore cooperazione e relativo coordinamento nella Regione Alpina nei prossimi anni? Chi dovrebbe avere la responsabilità ultima per il raggiungimento dei risultati nell’ambito della nuova Strategia, e quali potrebbero essere i soggetti principali responsabili per le decisioni?

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4. Eventuali ulteriori commenti

4. Eventuali ulteriori commenti

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Atti ufficiali UE- ERSAF

SEZIONE: ATTI UFFICIALI  UE PER LA COSTITUZIONE DALLA MACRO REGIONE ALPINA (EUSALP)

 

 

(clicca sull'argomento di interesse)

EUSALP-02-inizio
Tavola 001- Logo di EUSALP (2014)

 Nel 2013 l'Unione Europea (UE)  ha ufficializzato tramite un apposito organismo/commissione  chiamato EUSALP (EU Strategia  per la Regione Alpina [EU Strategy for the Alpine Region]) la procedura per arrivare a determinare la Macro Regione Alpina, che dovrebbe completarsi entro il 2015. Di seguito richiamiamo la road map di base comunicata dalla stessa EUSALP.

Road Map pubblicata da EUSALP  
18  ottobre 2013
Documento d'intervento comune da parte dei 7 Stati e Regioni alpine a Grenoble,(FR). L'obiettivo era di sottoporre tale documento/proposta i al Consiglio Europeo entro la fine del 2013. (v. scheda)  
19-20 dicembre 2013
Il Consiglio Europeo invita la Commissione Europea, in cooperazione con gli Stati Membri, a sviluppare una strategia per la regione alpina.  
 
Dicembre 2013-Luglio 2014
Preparazione di un documento di consultazione per la strategia
 
16 Luglio – 16 Ottobre 2014:
Consultazione generale pubblica online  (v. scheda)
 
 
1-2 dicembre 2014
Milano (IT)  1-2 Dicembre- 2014 -Conferenza per presentare i risultati delle consultazioni e valutare lo stato dell'arte della strategia (Stakeholder Conference on the EU Strategy)- 500/1.000 partecipanti per due giorni, che hanno lavorato in tre seminari di lavoro e sedute comuni.
 
Gennaio-Maggio 2015
La Commissione Europea preparerà il Piano d'azione e comunicazione per EUSALP
 
Giugno 2015
Adozione da parte della Commissione
 
Autunno 2015 (provvisorio)
Adozione da parte del Consiglio
 
Autunno 2015
Riunione d'avvio in seguito all'adozione della strategia
 

vedi sito ufficiale EUSALP (clicca)

MOTIVAZIONI UE  per la costituzione della Macro Regione Alpina

Nei  vari  documenti  degli organismi ufficiali e dei rappresentanti dei  setti Paesi che hanno sottoscritto questo accordo (v. sotto), si ribadisce da un lato che l'organismo che segujirà tale operazione sarà l'EUSALP, e dall'altro  si pongono tre cosiddetti pilastri alla base della sua programmazione. L'EUSALP ha il compito di assicurare che questi possibili Partner o Stati possano partecipare  e ratificare la realizzazione  della Macro Regione Alpina,. L'operazione si avvale dell'approvazione sia del Consiglio Europeo  sia della  Commissione UE. I tre pilastri  che dovranno animare gli obiettivi vengono descritti  nel modo seguente (bibl.1):

1. Migliorare la competitività, la prosperità e la coesione della regione alpina;

  •       (1.1) Sviluppare la capacità d'innovazione e di ricerca e metterla in pratica;
  •       (1.2) Migliorare e sviluppare il sostegno alle imprese;
  •       (1.3) Promuovere alti livelli d'occupazione, con l'obiettivo di assicurare un'occupazione totale nella regione.

2. Assicurare l'accessibilità e i collegamenti a tutti gli abitanti della regione alpina;

  • (2.1) Sistemi di trasporto generalmente migliori in termini di sostenibilità e qualità;
  • (2.2) Migliore accessibilità sostenibile per tutte le aree alpine;
  • (2.3) Una migliore connessione della società nella regione

3. Rendere la regione alpina sostenibile e attraente dal punto di vista ambientale.

  • (3.1) Rafforzare le risorse naturali e culturali delle Alpi quali beni di un'area con qualità di vita elevata;
  • (3.2) Consolidare ulteriormente la posizione della regione alpina a livello mondiale in termini di risparmio energetico e produzione sostenibile di energie rinnovabili;
  • (3.3) Gestione del rischio Alpino, compreso il dialogo del rischio, per affrontare potenziali minacce, come quelle del cambiamento climatico.

I sottoscrittori di questa iniziativa si dividono in parter potenziali, ovvero i paesi che attualmente governano i territori interessati e due organismi  già operanti in questo territorio: Convenzione della Alpi (v. sezione)  e Programmi spazio alpino (v. sezione). Forse è opportuno sottolineare che le varie organizzazioni operanti sujl territorio  alpino,  non governative, non vengono nè ricordate nè indicate.

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 Partner attesi
AUSTRIA  • Burgenland  • CarinziaBassa AustriaAlta AustriaSalisburgoStiriaTiroloVorarlbergVienna (clicca ciascun nome)
 
FRANCIAPACARodano-AlpiFranca Contea  (clicca ciascun nome)
 
GERMANIABaden-WürttembergBaviera (clicca ciascun nome)
 
ITALIA  • LombardiaLiguriaFriuli Venezia GiuliaVenetoProvincia Autonoma di BolzanoProvincia Autonoma di TrentoValle d'AostaPiemonte (clicca ciascun nome)  
LIECHTENSTEIN (clicca )
 
SLOVENIA (clicca)
 
SVIZZERACantone ArgoviaCantone Appenzello EsternoCantone Appenzello InternoCantone Basilea CampagnaCantone Basilea CittàCantone BernaCantone FriburgoCantone GinevraCantone GlaronaCantone dei GrigioniCantone GiuraCantone LucernaCantone  Neuchatel  • Cantone NidvaldoCantone ObvaldoCantone SciaffusaCantone SvittoCantone Soletta Cantone San Gallo Cantone TurgoviaCantone TicinoCantone UriCantone ValleseCantone VaudCantone Zugo Cantone Zurigo (clicca ciascun nome)
 
Osservatori:  
CONVENZIONE DELLE ALPI  (v. sezione del presente sito)
PROGRAMMA PER LO SPAZIO ALPINO (v. sezione del presente sito)
 

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MEMBRI DEL COMITATO DIRETTIVO (bibl.2):

Country Cognome Nome Ufficio
COMMISSIONE EUROPEA RUIZ DE CASAS José Antonio Commissione Europea – Politica regionale DG
  CARVALHO Filomena Commissione Europea – Politica regionale DG
AUSTRIA ALMHOFER Werner Ministero Federale per gli affari esteri
  ARBTER Roland Cancelleria federale
  MAYRHOFER Wolfger Tirolo (rappresentante dei Länder Austriaci)
FRANCIA CHAUVIN Xavier CGET – Presidenza del Consiglio dei Ministri
  PARIS Céline Regione Rodano-Alpi
  COMBRISSON Patrick Regione PACA (Provenza – Alpi – Costa Azzurra)
GERMANIA VOLKMANN Claudia Ministero degli Esteri Federale
  KLINGER Guido Cancelleria di Stato Bavarese (rappresentante dei Länder tedeschi)
  EGGENSBERGER Peter Ministero di Stato Bavarese per l'ambiente
ITALIA BRADANINI Davide Ministro degli esteri
  RUSCA Rossella Presidenza del Consiglio dei Ministri, Agenzia per la coesione territoriale
  RAJA Raffaele Regione Lombardia (rappresentante delle Regioni Italiane – Coordinatore)
  RUFFINI Flavio Provincia Autonoma di Bolzano (rappresentante delle Regioni italiane – Vice Coordinatore)
LIECHTENSTEIN LOOSER Remo Ministero per le infrastrutture, l'ambiente e lo sport
SLOVENIA KRAJC Gregor Ministero degli affari esteri
  BARTOL Blanka Ministero per le infrastrutture e la pianificazione dello spazio
  JOST Silvia Governo Federale, Ministero per lo Sviluppo dello spazio
  BATTAGLIA Bianca Cantone dei Grigioni (rappresentante della Conferenza dei Governi dei Cantoni di montagna)
Osservatori Cognome Nome Ufficio
ALPINE CONVENTION ANGELINI Paolo Presidenza
  REITERER Markus Segretario generale
ALPINE SPACE PROGRAM SALLETMAIER Christian Autorità di gestione

CONTATTI

Per contattare il team della DG REGIO si può inviare un'email a REGIO D1 TRANSNATIONAL AND INTERREGIONAL COOPERATION. Inoltre per ulteriori domande e informazioni, si possono  contattare i rispettivi referenti;  si consulti inoltre anche  il sito (http://www.alpine-region.eu/italy/contact.html), dove sono esposti con precisione gli indirizzi del  Comitato Direttivo (referenti nazionali e regionali- vedi sopra):

CONCLUSIONI

I riferimenti ora richiamati dovrebbero dimostrare l'ampiezza della procedura , attivata ufficialmente dalla UE, volta alla  costituzione della Macro Regione Alpina entro il 2015. Questa dovrebbe aggiungersi alle altre due esistenti :  Danubio e  Mar Baltico,   e non si può escludere che in futuro ne nasceranno altre.  Con la preparazione  organizzativa di cui sopra si indica amministrativamente il quadro complessivo, che risulta davvero notevole. Si indicano almeno 23 funzionari con rispettvi dipartimenti,  sicché la costituzione di questo nuovo organismo è ragionevolmente fuori discussione. Anzi, con tale preparazione,  per certi versi la Macro Regione, dal punto di vista amministrativo, è già costituita !  Ciò che rimane da precisare  sono le  sue funzioni  che    riuscirà  realmente ad  attuare.  Nella Sezione del Sito chiamata: Premessa (vedi) si espone, in sintesi  un possibile dibattito  sotteso a tali scelte.   Il problema non è secondario. Infatti, sono in gioco almeno due modelli alternativi.  (si veda la sezione) Nel  realizzare  realmente questi aspetti si espliciterà il significato  dei tre pilastri menzionati,  che sono di indirizzo volutamente  di tipo generale e come tali assai ampio.   Per la  definizione di tali aspetti,  che sono stati anticipati dall'indicazione dei  tre  pilastri,  per ora il discorso si circoscrive ad una dimensione   sostanzialmente amministrativa,   la quale tuttavia rimane  aperta a molte possibilità;    ma  anche se queste funzioni per ora rimangono latenti, bisogna riconoscere che il potere amministrativo di Bruxelles ha operato per cercare di garantire le basi operative onde attuare  il progetto  della  nuova Macro Regione Alpina,  Ciò che la Macro Regione Alpina riuscirà o vorrà effettuare sul proprio territorio, emergerà a partire anche da questo tipo di preparazione cosiddetta burocratica.  Le prospettive non sono  affatto modeste, ma al contrario   ambiziose e  in ultima analisi  tese  al  miglioramento della vita della popolazione interessata, che ricordiamo assomma  come residenti a circa settanta milioni di abitanti.  A questi, inoltre,  si aggiunge una quota di popolazione cosiddetta turistica, che può essere  almeno pari ai residenti, che porta il totale dei coinvolti ad una cifra superiore ai cento/centocinquanta  milioni di persone. Da ultimo in considerazone della tipicità dell'area, definita per la mobilità sopratutto di transito (l'area alpina non genera traffico ma è attraversata dalla mobilità) , la quota di veicoli che  attraversano o che comunque si muovono su queste aree automaticamente superano le decine e decine di volte questi valori. L'impatto per quanto riguarda l'inquinamento  è evidente. I trasporti generano Co2, e le arterie stradali sono dei consumatori di suolo tra i maggiori  tra le attività antropiche. Ambedue tali aspeti sono compresi nelle attenzioni dei pilastri  definiti dal EUSALP, tuttavia ripetiamo dipenderà da quali sclete specifiche verranno attuate per fronteggiare tali rischi.


BIBLIOGRAFIA


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REGOLAMENTO

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1. Cosa non è consentito fare nel forum
  1. Apertura di discussioni aventi tematiche diffamatorie con a tema personaggi pubblici e/o privati, o società e/o aziende..Le discussioni legate a temi politici, di attualità o meno, possono portare  ad una contrapposizione  tra le opinioni degli utenti partecipanti, le quali tuttavia non devono degenerare, ma accettare il rispetto delle idee  altrui.
  2. Inserire nei messaggi insulti di alcun tipo; il destinatario può essere un utente del forum, un personaggio pubblico e/o privato o una personalità giuridica.
    In una discussione in un forum, sono da evitare le offese e si deve impostare il dialogo via web  seguendo lo stesso stile che terremmo in una discussione front to front. Vi sono livelli differenti di offesa, benché a priori sia bene evitarle: sarà discrezione del moderatore valutare la portata della sanzione da applicare a chi utilizza un linguaggio offensivo nei propri messaggi. Crediamo che la critica di un'idea altrui non deve mai diventare occasione di insulto o ingiuria.
  3. Utilizzare un account in modo condiviso con altri utenti; alla stessa stregua non può essere ceduto, anche temporaneamente, ad altre persone
    .
    L'utenza è personale, e come tale deve essere utilizzata.
  4. Iscriversi con un indirizzo mail che non sia ricondubicile alla propria persona; indirizzi mail di familiare, amico o quant'altro non sono quindi ammessi.
    L'utenza è personale, e come tale deve essere utilizzata.
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    – tutto quello che contiene una qualche forma di referral, diretta o indiretta
    – messaggi contenenti link a proprie pagine web – lavori – scritti anche non aventi finalità commerciali dirette o indirette
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    Quando si vuole creare una discussione si sceglie un forum a tema nel quale pubblicarla; se si è in dubbio tra due o più forum ci si può eventualmente consultare con un moderatore ma la scelta deve sempre essere per un singolo forum.
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  12. Aprire discussioni riguardanti pornografia, pirateria (niente crack, serials, warez o qualsiasi richiesta tecnica di natura illecita – in particolare quelle su radio, televisione, satelliti e telefonia -) e pubblicità di alcun tipo, oltre a qualsiasi attivita' illecita ai sensi delle vigenti leggi italiane ed europee.
  13. Aprire discussioni aventi per oggetto nudi o immagini sconvenienti e/o scabrose.
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  4. Qualsiasi messaggio che contenga pubblicità diretta e/o indiretta verso particolari rivenditori nel mondo ICT (informatica, telefonia, fotografia, software e altre materie affini all'ICT) verrà rimosso ed il nick sospeso o bannato, sia esso un utente o un rivenditore.
2B. Discussioni ufficiali, approfondimenti e guide

Dal 1-X-2014  chi contribuisce al forum gestendo discussioni ufficiali, approfondimenti e guide può farlo solo accettando di pubblicare i propri contenuti sotto licenza Creative Commons Attribution-Noncommercial-Share Alike 2.5.In ognuno dei primi post necessari alla gestione del thread dovrà essere presente la formula "Il contenuto di questo post è rilasciato con licenza Creative Commons Attribution-Noncommercial-Share Alike 2.5" con relativo link alla licenza.Chi si prende carico di gestire questo tipo di contenuti:

  • si impegna a tenere aggiornati i primi post
  • se vuole terminare/lasciare la gestione del contenuto può farlo previo contatto con i moderatori di sezione; i post dovranno comunque rimanere pubblicati sul Forum di Macro Regione Alpina
  • accetta che i contenuti possano essere continuati/modificati altrove nel rispetto della licenza Creative Commons Attribution-Noncommercial-Share Alike 2.5

Per i contenuti esistenti in data antecedente al 1/X/2014, qualsiasi modifica ai contenuti mantenuti dai gestori potrà essere fatta previa accettazione dei termini sopra esposti mediante apposizione della dicitura sulla licenza in ogni post modificato.
Se il gestore modifica i contenuti senza riferimenti alla licenza verrà contattato dai moderatori che chiederanno esplicita accettazione della licenza, pena lo spostamento dei contenuti al di fuori della discussione.

2C. Inosservanza delle note generali
La deliberata inosservanza di quanto riportato all'interno del regolamento può comportare l'immediato bannaggio dal Forum o la sospensione dallo stesso, secondo il parere insindacabile dei moderatori-amministratori del Forum.Il regolamento è suscettibile di modifiche e integrazioni, che non ne intaccano la natura alla base ma che permettono una migliore gestione del Forum da parte dell'amministrazione oltre che un più efficace utilizzo degli strumenti da parte degli utenti. é preferibile che le regole del buon senso divengano la vera legge da seguire.
3. Chiusura Discussioni
Verrà chiusa ogni discussione dove argomenti o toni non risultino idonei alla linea di condotta del Forum. Se nel corso della discussione il topic dovesse degenerare (anche con un solo post) è data ampia facoltà di intervenire al moderatore anche con la chiusura del thread o, nei casi più gravi, con il bannaggio/sospensione immediato/a del/dei responsabile/i. La portata dell'intervento è a piena discrezione del moderatore, che valuterà il contesto specifico e gli utenti partecipanti per l'applicazione di eventuali sanzioni. Per le violazioni meno gravi, ad insindacabile giudizio del moderatore, si potrà procedere alla modifica del messaggio incriminato senza sanzioni specifiche all'utenza. In alcuni casi i moderatori ammoniranno l'utente, una sorta di cartellino giallo per richiamare all'ordine evitando di intervenire con una sospensione dell'utenza. E' espressamente vietato aprire nuove discussioni dove l'argomento sia la contestazione di chiusura di topic.
4. Discussioni aventi come tema argomenti critici
Prima di aprire una discussione il cui argomento sia ai limiti del regolamento, sarà cura della segreteria del Sito e del Forum  di interpellare privatamente il moderatore per consultarsi.
In via generale è consigliabile attenersi a nuovi temi oggetto di discussione per i quali si abbia buona conoscenza in materia e per i quali si abbia certezza di non infrangere nessuna delle norme presenti nel regolamento.
5. Contestazioni da parte degli utenti
L'operato dei moderatori è insindacabile e può essere giudicato solo dall'Amministratore del Forum.
E' comunque permesso chiedere spiegazioni, preferibilmente non utilizzando però lo spazio pubblico del Forum.  Verrà immediatamente chiuso ogni thread avente come oggetto argomenti di contestazione in chiave polemica. Chi dovesse inserire messaggi di contestazione, diretta o indiretta, dell'operato del moderatore vedrà la discussione chiusa e utenza sospesa o bannata, a discrezione del moderatore intervenuto. Ripetiamo che è preferibile  esporre le proprie contestazioni in forma privata, onde non creare delle inutili divazioni. Inoltre  Pensiamo che cercare il dialogo è in ogni caso  sia la strada preferibile per appianare discordie.
6. Avatar, signature e profilo personale
L'avatar è l'immagine personale che identifica un utente all'interno di un forum, assieme al proprio nickname. L'utente può inserire un avatar a propria discrezione, oppure farne a meno. La signature è una firma che viene inserita in coda ad ogni messaggio, contenente informazioni e/o messaggi che un utente vuole comunicare ad altri nel momento in cui inserisce una risposta. Il profilo personale è uno spazio del forum che raccoglie le informazioni specifiche dell'utente, segnalando tra le altre anche signature e avatar ove presenti. Questi strumenti sono regolamentati nelle seguenti forme:A

Le dimensioni massime consentite per l'avatar personale sono di 80×80 pixel per un massimo di 5Kbytes di peso. Sono vietate immagini di contenuto dubbio (pornografiche, violente o sarcastiche), che verranno cancellate dai moderatori.

Signature

E' possibile inserire una signature personale che rispetti una delle seguenti forme:

  • massimo 3 righe di solo testo con un massimo di 3 smiles dell'Hardware Upgrade Forum.  L'altezza massima della signature deve essere non superiore a quella di 3 righe di solo testo (approssimativamente circa 50 pixel).
  • un'immagine 100 X 50 X 5KBytes di peso e una riga di testo (non deve andare a capo).

La lunghezza della propria signature deve essere verificata alla risoluzione di 1024 pixel, aiutandosi anche con il layout fixed al quale corrisponde una risoluzione orizzontale di 1024 pixel e verificandone la lunghezza in una discussione nella quale si è partecipato con una risposta.

Non è in nessun caso ammesso il link diretto a qualsiasi sistema di bannering/referring. No collegamenti a siti con dialer e simili. E' permesso inserire nella signature il link alla propria pagina personale e/o sito, purché non avente finalità di tipo commerciale. E' inoltre vietato inserire link a siti che abbiano contenuto dubbio (warez, crack, siti porno, siti politici "estremisti", ecc…); la non corrispondenza di uno specifico link a queste norme verrà decisa dai moderatori.

E' permesso inserire la città, regione, zona geografica di provenienza e/o residenza. Non è permesso tuttavia, per ragioni di riservatezza e sicurezza degli utenti, inserire informazioni tali da permettere l'esatta identificazione dell'utente e della sua residenza e/o dimora e/o domicilio; in particolare non è permesso inserire indirizzi postali o numeri di telefono.

Qualora un moderatore richieda un aggiornamento della signature in quanto non conforme al regolamento l'utente dovrà intervenire immediatamente a modificare quanto contenuto, viceversa si procederà con la sospensione dell'utenza fino a che questa non procederà alla modifica con quanto richiesto, più eventuale aggiunta di altri giorni di sospensione a discrezione del moderatore

Profilo personale

Oltre a signature e avatar, ove presenti, nel profilo personale di un utente del forum è possibile trovare indicazione della città di residenza, degli interessi, della occupazione e di un eventuale commento. Sono anche presenti link a sistemi di instant messaging. Tutti questi campi devono essere compilati dall'utente: qualora scelga di non compilarli non verranno visualizzati nel suo profilo.
Per i contenuti, testo e link, del profilo personale valgono le stesse norme espresse per la signature.

Gli amministratori del forum si riservano il diritto di modificare il profilo personale in caso di inadempienza o noncuranza ai richiami e di prendere gli opportuni provvedimenti. Gli amministratori del forum si riservano la possibilità di chiedere la rimozione di un link come sito personale che non sia considerato adeguato, benché non contenente contenuto pornografico, di pirateria informatica o contrario al buon senso.

7. Sanzioni agli utenti: sospensione e bannaggio di un'utenza

Per sospensione si intende il blocco dell'accesso di un'utenza al forum per un periodo di tempo variabile a seconda del tipo di infrazione. Il bannaggio o ban dell'utenza è invece il suo blocco permamente, senza possibilità che questa venga ripristinata. Il sospendere o bannare un'utenza è misura disciplinare a piena discrezione del moderatore, che la applica a seconda di:

  • gravità dell'azione commessa;
  • comportamento dell'utente precedentemente all'azione che ha portato alla sanzione;
  • andamento storico nel forum di infrazioni di quel tipo;
  • specifica sensibilità del moderatore verso l'azione oggetto di analisi: per la stessa tipologia di comportamento tenuto potranno venir quindi date differenti sanzioni (più o meno giorni di sospensione oppure in un caso sospensione e nell'altro ban dell'utenza).

Alcune note pratiche riferite al ban dell'utenza:

  1. Si procederà al bannaggio immediato di quegli utenti che, appena iscritti, aprano thread in tono polemico e/o provocatorio.
  2. Si procederà al bannaggio immediato di quegli utenti che, appena iscritti, inseriscano messaggi di spam, con contenuti ininfluenti fatti solo per aumentare il contatore personale..
  3. Piena discrezione, da parte dei moderatori-amministratori, di espellere dal forum o impedirne/limitarne l'utilizzo a quegli utenti che, con il loro comportamento (atteggiamento polemico, litigioso, antisociale) risultino in qualche modo destabilizzanti per il forum, pur non infrangendo di fatto nessuna regola in modo diretto.
    Utilizzare un atteggiamento "ai limiti" non è accettato, in quanto porta solo ad una esasperazione dei propri interlocutori benché tecnicamente si cerchi di non violare alcuna regola in modo specifico. In questo caso viene sanzionato l'atteggiamento che non è costruttivo nei confronti dell'intera comunity del forum.
  4. In caso di richiesta dall'autorità competente, l'amministratore di Hardware Upgrade SRL metterà a disposizione tutte le informazioni in suo possesso per aiutare nell'identificazione di utenti che hanno tenuto comportamenti non legali.

Un utente sospeso non può riscriversi con altra utenza nel periodo di sospensione. Qualora lo faccia la nuova utenza potrà venir bannata e incrementata la sospensione originaria, se non addirittura anche bannata l'utenza principale. L'utente sospeso può accedere al forum, inviare e ricevere messaggi privati e leggere le discussioni ma non parteciparvi attivamente; qualora durante il periodo di sospensione si renda responsabile di un comportamento non integerrimo (invio messaggi privati con insulti, ad esempio) la sospensione originaria potrà venir aumentata sino a giungere quale limite al ban definitivo dell'utenza.

Ban della persona: misura disciplinare che verrà applicata in casi particolari, a discrezione del moderatore, che implica sia il ban dell'utenza che quello della persona. Qualora un utente bannato con ban della persona si riscriva al forum con altra utenza e venga identificato dai moderatori, la nuova utenza verrà bannata immediatamente a prescindere dal comportamento tenuto con la nuova utenza.
I ban comminati nelle sezioni del Mercatino saranno sempre ban della persona, questo per tutelare al massimo l'utenza che vuole acquistare componenti usati.
Un utente che sia stato sospeso e/o bannato può richiedere cancellazione della propria utenza ma questo avverrà solo dopo la verifica se la sospensione o il ban non siano stati comminati per un comportamento illegale (dall'insulto alla diffamazione al tentativo di frode nel mercatino): il mantenerne l'account attivo permette di risalire ai dati dei post nel momento in cui l'autorità competente dovesse farne richiesta.

8.  Messaggi privati
I messaggi privati (PVT) sono un'utile opzione del Forum che offre la possibilità agli utenti di scambiarsi comunicazioni e informazioni di carattere personale. Trattandosi di uno strumento di comunicazione privata e non pubblica, questi messaggi non possono essere in alcun modo resi pubblici a meno che mittente e destinatario del messaggio non ne autorizzino la pubblicazione.L'utilizzo dei messaggi privati per contenuti non consoni (spam, insulti, polemica personale portata all'estremo, propaganda politica, minacce e quant'altro) implica la disattivazione permanente di tale funzione per l'utente che ne faccia abuso, o in alternativa il ban dell'utenza. Tale disattivazione sarà comminata dallo staff sulla base di valutazioni insindacabili. Messaggi privati salvati dall'utente prima della disattivazione permamente della funzione non potranno in alcun modo venir ricuperati, venendo quindi persi definitivamente.L'utente che invia messaggi contenenti insulti, minacce o simili a moderatori e/o amministratori del forum potrà vedersi comminata una sospensione o un ban dell'utenza, a discrezione del destinatario.Messaggi privati inviati ai moderatori che comprendano insulti o più in generale siano contro le buone maniere e il vivere civile porteranno ad applicazioni si sanzioni all'utente che li avrà inviati. Per segnalare la ricezione di messaggi privati non consoni per contenuto bisognerà inviare una mail all'indirizzo del Forum (vedi), segnalando da quale utente è stato ricevuto il messaggio incriminato e il tipo di violazione (spam, insulti, polemica personale portata all'estremo, minacce e quant'altro). Non bisogna inviare il contenuto, parziale o complessivo, del messaggio privato viceversa la segnalazione verrà cestinata. Non è infatti possibile inviare messaggi a terze parti, anche se queste sono moderatori e/o amministrazione del forum, senza espressa autorizzazione del mittente originario.
9. Accettazione del Regolamento
Procedendo con la registrazione al forum il regolamento viene dichiarato accettato in tutte le sue parti dall'utente che si registra. Il regolamento viene periodicamente aggiornato, così da meglio adattarne i contenuti all'evolversi del forum e, possibilmente, garantire il miglior utilizzo del forum agli utenti che lo utilizzano. Ogni modifica inserita al regolamento viene automaticamente accettata dagli utenti registrati, iscritti anche in periodo antecedente l'ultima modifica, nel momento in cui si collegano al forum e vi inseriscono un qualsiasi nuovo contenuto (messaggi privati, discussioni oppure messaggi). S'invita gli utenti a verificare periodicamente la presenza di nuove norme all'interno del regolamento del forum.
Variazioni e integrazioni al forum sono inserite con la sola finalità di renderne l'applicazione e l'utilizzo il più agevole per tutti, nell'interesse che il Forum di discussione venga da tutti utilizzato in modo costruttivo. L'evoluzione rapida propria dello strumento web rende inoltre necessario un costante adeguamento delle norme alle novità messe a disposizione dagli strumenti del web.
10. Cancellazione di un'utenza del forum
Gli utenti iscritti che vogliono veder rimossi i propri dati di registrazione al forum devono inviare una mail all'indirizzo dello stesso (vedi) anticipando questa volontà, indicando l'utenza per la quale richiedono la cancellazione. La mail deve essere necessariamente inviata utilizzando l'indirizzo email presente nel proprio profilo del forum: è questo l'unico identificativo diretto che collega la persona alla propria utenza. Qualora la richiesta sia inviata con altro indirizzo mail questa verrà automaticamente scartata e non processata.
La procedura di rimozione di un account prevede la cancellazione dei dati inseriti all'interno del profilo del forum (compreso ovviamente l'indirizzo mail). Il nickname scelto in fase di registrazione viene mantenuto associato ai messaggi scritti dall'utente prima della cancellazione del profilo; il nickname compare nelle pagine delle discussioni con il titolo di "guest", senza profilo associato. Nel caso in cui vengano cancellati anche i messaggi scritti dall'utenza continueranno a restare visibili eventuali quote di questi messaggi all'interno di messaggi scritti da altri utenti: la procedura tecnica di cancellazione dei messaggi non può intervenire sui quote. L'utente che voglia veder rimossi i quote di propri messaggi all'interno di discussioi presenti nel forum dovrà richiedere questo tipo di intervento direttamente all'utente che ha quotato i propri messaggi all'interno di suoi messaggi.

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Grenoble-2013 Risoluzione

Risoluzione di Grenoble- 18 ottobre 2013 (bib.1)

Grenoble-02--2014

Tavola G001- I rappresentanti politici  che hanno firmato l'accordo di Grenoble.

Verso una strategia europea della Regione Alpina

GLI STATI  E LE REGIONI DELLE ALPI

Considerando l'art. 3.3 del Trattato dell'Unione europea   sulla base del quale la  coesione economica, sociale e territoriale è un obiettivo dell'Unione europea e dell'articolo 4 del Trattato sul Funzionamento dell'Unone Europea in cui si afferma che si tratta di una competenza concorrente con  gli Stati membri;

Considerando l'articolo 174 del Trattato sul Funzionamento dell'Unione europea, che riconosce  anche le Regioni di montagna  quali  territori  caratterizzati da disparità, richiedono specifiche attenzioni e  azioni al fine di ridurre tali disparità;

Al fine di soddisfare gli obiettivi di una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva,  nel contesto della strategia  dell' Europa 2020 e di contribuire a uno sviluppo armonioso e  sostenibile in tutta l'intera Unione e le Regioni  e Stati confinanti;

Al fine di rafforzare la solidarietà reciproca tra i territori, e ridurre le disparità tra i livelli di sviluppo delle varie regioni, in conformità con gli obiettivi della la politica di coesione economica, sociale e territoriale;

Tenendo conto degli elementi di analisi e raccomandazioni europea  della Relazione della Commissione del 27 giugno 2013, che sottolinea  il successo delle strategie macroregionali attuato nella regione del Danubio e la regione del Mar Baltico, tra cui il suo contributo all' intensificazione di una cooperazione interregionale e l'attuazione di politiche ambiziose e progetti nei settori dell'ecologia, della mobilità e la competitività,

Prendendo atto della risoluzione del Parlamento europeo del 23 maggio 2013,  attenta ad una strategia macro regionale   per la regione alpina e assecondando  l'approccio bottom-up adottato dalle Regioni dell'area alpina, che hanno più volte espresso il desiderio di affrontare  sfide comuni con efficacia;

Considerando che la regione alpina possiede beni naturali eccezionali, e fornisce uno spazio di vita e di lavoro  per  una popolazione unita al proprio territorio, e che  svolge anche un ruolo economico su scala più ampia, fornendo beni e servizi in modo sostenibile, come ad esempio turismo e tempo libero, corridoi di trasporto, cooperazione accademica, salute, energia idroelettrica, cibo, legname, artigianato, per l'intera Europa;

Considerando che la Regione deve anche affrontare sfide come rispettivamente (ndr) la globalizzazione, cambiamenti strutturali  e fondamentali in agricoltura e  turismo, de-industrializzazione, digital divide e ancora (ndr) limitato accesso ai servizi di interesse generale, i cambiamenti climatici, l'urbanizzazione, e per far fronte alle minacce legate ai cambiamenti demografici e l'invecchiamento della sua popolazione;

Considerando la velocità con cui questi fenomeni si verificano, il peggioramento delle ineguaglianze all'interno della Regione Alpina e che rischiano di isolare  sempre di più alcuni dei suoi territori, con riferimento alle numerose iniziative verso una strategia europea lanciata nella Regione Alpina negli ultimi anni e per l'ampio lavoro preparatorio svolto dal 2011 dal Regioni, gli Stati membri della Convenzione delle Alpi, e del programma della cooperazione dello Spazio Alpino programma, con molti contributi dei stakeholders delle parti interessate nelle Regioni, ora convergenti in un iniziativa congiunta e coerente;

Riconoscendo il testo chiamato "Intervention document" qui accluso come allegato A, quale risultato della convergenza tra gli approcci nazionali e regionali.

HANNO ADOTTATO LA SEGUENTE RISOLUZIONE

I rappresentanti degli Stati e delle Regioni dell'arco alpino, si sono riuniti oggi a Grenoble, esprimono la loro comune volontà di sostenere l'elaborazione di una strategia dell'UE per la Regione Alpina.

Essi raccomandano che il Consiglio europeo chiede alla Commissione europea di lanciare  la Strategia e il processo di preparazione  e un Piano d'azione in vista della sua adozione durante la  Presidenza italiana  del Consiglio dell'Unione europea nel 2014, in accordo con le  procedure per la preparazione del Consiglio europeo.

Essi confermano che lo scopo della strategia è quello di promuovere uno sviluppo armonioso e sostenibile sviluppo per la regione alpina e contribuire agli obiettivi di una crescita intelligente, sostenibile e  inclusiva promossa dall'Unione Europea.

Essi condividono l'ambizione di rafforzare la solidarietà reciproca, all'interno della macro-regione, tra zone di montagna e  quelle urbane, tra le Alpi e le regioni circostanti, tra territori in declino e qualli i dinamici, tra territori che forniscono servizi di supporto e quelli che farne uso. Questo "Patto di Solidarietà" costituirà uno specifico valore aggiunto del Strategia.

Essi ritengono che il rafforzamento della attrattività e la competitività della regione alpina e la riduzione delle disuguaglianze sociali e territoriali andrà a beneficio di tutta l'area europea, dal momento che la Regione alpina è una  territorio europeo  chiave entro il  crocevia di diverse culture, tradizioni e risorse.

Essi dichiarano che la strategia Macroregionale è una dimensione (framework) integrante  che facilitaerà gli  Stati membri, le Regioni e tutte le parti interessate pubbliche e private (ndr), onde sviluppare approcci strategici transfrontalieri, progetti internazionali, creazione di reti e la cooperazione a vantaggio dell'area  come  un  tutt'uno.

Essi sostengono la Strategia di sviluppare sinergie tra i vari programmi esistenti e concentrarsi su un numero limitato e chiaramente definito di priorità.

Essi suggeriscono che la strategia sia incentrata sui  tre seguenti pilastri tematici fondamentali, che sono state ampiamente approvate dai soggetti  variamente interessati:

Assicurare una crescita sostenibile e promuovere la piena occupazione, la competitività e innovazione, consolidando e diversificando specifiche attività economiche al fine di rafforzare la solidarietà reciproca tra zone montane e urbane
Promuovere uno sviluppo territoriale che si concentri su una mobilità ambientalmente  corretta, rafforzi la  cooperazione accademica, lo sviluppo dei servizi dei trasporti e  delle infrastrutture di comunicazione politica.
Promuovere la gestione sostenibile dell'energia e delle risorse naturali e culturali e protegga l'ambiente, conservi la biodiversità e le aree naturali.

Essi suggeriscono che la governance sia basata sui seguenti principi:

Assicurare che la strategia dell'Unione europea per la Regione alpina  sia implementata attraverso vari programmi e strumenti che organizzino e definiscano le azioni degli Stati alpini e le Regioni, incluse le cooperazioni transnazionali;
Associare tutti gli attori interessati alla definizione degli obiettivi e alla attuazione dei progetti selezionati;
Mobilitare le autorità nazionali, regionali e locali, tanto quanto le istituzioni  esistenti e le organizzazioni della società civile interessata;
Assicurarsi che l'approccio multi-level-governance e dei principi di sussidiarietà siano implementati per realizzare ogni specifico intervento a livello più appropriato;
Invita la Commissione europea a svolgere il ruolo di un strategico globale coordinatore.

Essi riconoscono che l'attuazione della strategia si basa sul principio di : "no a  nuovi Fondi UE; no a ulteriori strutture formali dell'UE; e no a nuove legislazioni UE; " (sottolineatura ndr), mentre si basa su un approccio coordinato, ad effetti di sinergia e di un uso più efficace sia dei  fondi dell'UE  sia degli altri strumenti finanziari .

I firmatari concordano che il governo francese, in stretta consultazione con loro, deve trasmettere la presente risoluzione alle istituzioni europee.

I firmatari

Seguono le firme dei rappresentanti dei seguenti paesi (ordine che appare nel documento ndr- vedi firme nella sezione Obiettivi ...)

Germania, Austria, Repubblica Francese, Repubblica Italiana, Principato del Liechtenstein, Confederazione Slovena, Confederazione Svizzera

Grenoble 18 ottobre 2013

(Il testo è stato traddotto dalla redazione) (Più sotto trovate il testo originale in inglese)

Commento: Con tale accordo la UE stabilisce senza ombra di dubbio, che l'istituzione della Macro Regione Alpina  è coerente con le  finalità  della stessa UE e quindi sosterrà ogni eventuale  azione in merito, a patto che questo avvenga senza  costi aggiuntivi per la UE. Ovvero rispettivamente: (a) nessun altro Fondo di finanziamento oltre a quelli già programmati e esistenti; (b) nessuna altra struttura formale di tipo amministrativo (no additional EU formal structures !) e infine (c) senza alcune modifica  legislativa con evidente riferimento  ai Trattati  UE in vigore. Il testo è chiaro e per certi versi  sembra cautelativo nei confronti di Bruxelles, nel momento in cui  afferma che le Regioni e gli Stati sono liberi di agire in rapporto alla nuova istituzione della Macro Regione Alpina,  purché questa non modifichi alcunché della programmazione approvata a Bruxelles e che riguarda la pianificazione  per i prossimi anni, ovvero sino almeno al 2020. Il richiamo ai Fondi Europei (no new EU funds ) significa che l'eventuale Nuova Macro Regione Alpina dovrà collocarsi all'interno della procedura stabilita per distribuire i Fondi strutturali e del budget di circa 350 miliardi di euro, già stabilito per il settennio 2014-2020 (v. sito esterno Fondi Strutturali). Bisogna ammettere  da un lato, che  siamo di fronte ad una posizione almeno  opportunistica o prudente  da parte della Commissione UE, che condiziona esplicitamente  il proprio  assenso alla Macro Regione Alpina alle condizioni ora ricordate, e rintracciabili nell'accordo sottoscritto, ma dall'altro non si può sottovalutare che, all'interno di queste regole,  la Macro Regione Alpina può iniziare ad agire con il pieno assenso della UE. La storia insegna che una scelta  inizialmente tattica, nel tempo può trasformarsi in una direzione aggregante di tipo strategico. Questo per ora non è prevedibile con certezza e quindi sarà il futuro a raccontare lo scorrere degli eventi. Tuttavia è innegabile che, ad esempio,  per giungere alla firma del Trattato di Maastricht nel  7-02-1992 e alla evoluzione di tipo politico della UE, ci sono voluti 35 anni di trattati commerciali  e non politici della  CEE per divenire appunto Comunità Europea (UE), a partire da quelli di Roma (1957).


Vedi video su Grenoble  nella sezione Obiettivi politici (clicca)

(Inizio) Testo originale in inglese

THE STATES AND REGIONS OF THE ALPINE REGION
Considering the article 3.3 Treaty on the European Union on the basis of which the economic, social and territorial cohesion is a goal of the European Union and the article 4 Treaty on the
Functioning of the European Union, which states that it is a shared competence with theMember States, Considering the article 174 Treaty on the Functioning of the European Union, that recognises
mountain regions among others as territories facing disparities, which require specific attention and actions in order to reduce those disparities, In order to meet the objectives of a smart, sustainable and inclusive growth, in the context of the Europe 2020 strategy, and to contribute to a harmonious, sustainable development across the whole Union and its neighboring Regions and States, In order to strengthen mutual solidarity between the territories, and to reduce disparities between the levels of development of the various regions, in accordance with the goals of the economic, social and territorial cohesion policy,
Taking into account the elements of analysis and recommendations from the European Commission report dated June 27, 2013, that note the success of the macro-regional strategies implemented in the Danube region and the Baltic sea region, including its contribution to the intensification of an interregional cooperation and the implementation of ambitious policies and projects in the fields of ecology, mobility and competitiveness, Taking note of the European Parliament resolution of 23 May 2013 calling for a macro-regional strategy for the Alpine region and welcoming the bottom-up approach adopted by the
regions of the Alpine area which have repeatedly expressed their desire to address effectively common challenges, Considering that the Alpine region possesses exceptional natural assets, and provides a
working and living space to a population attached to its territory, and that it also plays an economic role at a wider scale, providing goods and services in a sustainable way, such as tourism and recreation, transport corridors, academic cooperation, health, hydroelectricity, food, timber, handicrafts, for the whole of Europe, Considering that the region also has to address challenges such as globalisation, fundamental
structural changes in agriculture and tourism, de-industrialization, digital divide and limited access to services of general interest, climate change, urbanisation, and to cope with threats linked to the demographic changes and the ageing of its population, Considering the speed with which these phenomena are occurring, worsening inequalities within the Alpine region and isolating more and more some of its territories,
Referring to the numerous initiatives towards a European strategy launched in the Alpine region in the last years and to the broad preparatory work accomplished since 2011 by the Regions, the member states of the Alpine Convention, and by the Alpine Space cooperation program, with many contributions from stakeholders in the regions, now converging into a joint and coherent initiative, Acknowledging the “Intervention document” here enclosed as Annex A, as a result of a convergence between national and regional approaches.

HAVE ADOPTED THE FOLLOWING RESOLUTION

The representatives of States and Regions of the Alpine region, gathered today in Grenoble, express their common will to support the elaboration of an EU strategy for the Alpine region.
They recommend that the European Council request the European Commission to launch the Strategy and the Action Plan preparation process with a view to its adoption during the Italian
Presidency of the Council of the European Union in 2014, in accordance with the procedures for the preparation of the European Council. They confirm that the purpose of the Strategy is to foster a harmonious and sustainable development for the Alpine region and to contribute to the goals of smart, sustainable and inclusive growth promoted by the European Union. They share the ambition to strengthen mutual solidarity, within the macro-region, between mountainous areas and urban ones, between the Alps and surrounding regions, between declining territories and dynamic ones, between territories which provide amenities and those which make use of them. This “Solidarity Pact” will constitute a specific added-value of the Strategy.
They consider that enhancing attractiveness and competitiveness of the Alpine region and reducing social and territorial inequalities will benefit to the whole European area, since the
Alpine region is a key European territory at the crossroads of different cultures, traditions and resources.
They declare that the Macro-regional Strategy is an integrating framework that will allow States, Regions and all relevant stakeholders and institutions, to develop cross-border strategic
approaches, international projects, networking and cooperation to the benefit of the area as a whole. They expect the Strategy to develop synergies between the various existing programs and
focus on a limited and clearly defined set of priorities. They suggest that the strategy be focused on the three following key thematic pillars, which have been broadly endorsed by the stakeholders:
• Ensuring sustainable growth and promoting full employment, competitiveness and innovation by consolidating and diversifying specific economic activities with a view to reinforcing mutual solidarity between mountain and urban areas
•Promoting a territorial development that is focused on an environmentally friendly mobility, reinforced academic cooperation, development of services, transports and communication infrastructures policy
Promoting sustainable management of energy and natural and cultural resources and protecting the environment and preserving biodiversity and natural areas. They suggest that the governance be based on the following principles:
• Ensure that the European Union Strategy for the Alpine region is implemented through various programs and instruments that organise and define the actions of the Alpine States and Regions, including in their cross-border and transnational cooperation,
• Associate all relevant actors to the definition of objectives and to the implementation of the selected projects,
• Mobilise the national, regional and local authorities, as well as the existing institutions and relevant civil society organisations,
• Ensure that the multi-level-governance approach and the principles of subsidiarity are implemented in order to carry out each specific action at the appropriate level,
• Invite the European Commission to play the role of an overall strategic coordinator.
They acknowledge that the implementation of the Strategy is based on the principle of no new EU funds, no additional EU formal structures, and no new EU legislation, while relying on a coordinated approach, synergy effects and more effective use of EU funds and other financial instruments and funds.
The signatories agree that the French government, in close consultation with them, shall submit this resolution to the European institutions.

The signatories (seguonol firme dei rappresentati presenti)

(fine testo)


Riferimenti (bibl.1)

www.alpine-region.eu/…2013/Grenoble_Political_Signatures_ENG.pdf
www.montagna.regione.lombardia.it/cs/Satellite?…
(C) Regione Veneto – strategia macroregionale alpina

 

www.regione.veneto.it/web/…/strategia-macroregionale-alpina
(D) Political resolution

 

www.alpine-space.eu/…/Grenoble_political_resolution_ENG.pdf

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Motivazioni verso la strategia Macroregionale

Evoluzione delle strategie macroregionali dell'UE: pratiche attuali e prospettive future, in particolare nel Mediterraneo

PARERE DELLA COMMISSIONE PER GLI AFFARI ESTERI  (approvata nel mazo 2012 ndr)

Relatore: François Alfonsi

Di seguito si riporta il testo della RELAZIONE  (bibl.1)  sull'evoluzione delle strategie macroregionali dell'UE: pratiche attuali e prospettive future, in particolare nel Mediterraneo. (Approvata con 58  voti a favore un astenuto e un contrario nel marzo 2012). 

[omissis]……

A. considerando che la strategia macroregionale per il Mar Baltico è stata approvata nel 2009 e che la Commissione [relazione del 22 giugno 2011 –COM(2011)0381] ha sottolineato "l'interesse di [questo] nuovo modo di cooperazione";
B.  considerando che il 13 aprile 2011(8) il Consiglio ha invitato la Commissione "a svolgere un ruolo guida nel coordinamento strategico" della strategia macroregionale per il Danubio;
C. considerando che la strategia macroregionale è destinata ad aprire un campo nuovo per la politica di coesione in Europa, avendo per obiettivo uno sviluppo su base territoriale;
D. considerando che la linea di bilancio "assistenza tecnica a favore del Mar Baltico", votata su iniziativa del Parlamento europeo durante l'adozione del bilancio 2011 dell'Unione, ha dato prova dell'interesse di tali finanziamenti per lo sviluppo efficace di una strategia macroregionale;
E.  considerando la proposta della Commissione di rafforzare la componente transnazionale della politica di cooperazione territoriale per sostenere nuove politiche macroregionali(9);
F.  considerando che diversi progetti di macroregioni sono in una fase avanzata e che la Commissione, nel suo ruolo di coordinamento, deve contribuire ad attuare una governance sostenibile e a definire criteri comuni e indicatori misurabili per permettere di valutarne la pertinenza;
G. considerando che il Mediterraneo ha svolto un importante ruolo geopolitico nella storia europea;
H. considerando che la cosiddetta "Primavera araba" ha evidenziato il potenziale strategico dei legami geografici, politici ed economici tra le due sponde del Mediterraneo;
I.   osservando il successo della cooperazione nel quadro del Processo di Barcellona e dell'Unione per il Mediterraneo nonché le iniziative di cooperazione multilaterale e bilaterale adottate nell'ambito di alcuni strumenti e programmi dell'Unione europea, quali il MED o l'ENPI nel contesto della politica di vicinato dell'Unione europea;
J.   osservando l'attuale evoluzione dell'Unione per il Mediterraneo e dato che il suo potenziale quale catalizzatore nella regione è destinato a crescere;
K. considerando che un approccio macroregionale consentirebbe di definire un progetto d'insieme in questo spazio vitale per il futuro dell'Unione, per uscire dalla crisi attuale e dare risposta alle attese di tutti i paesi vicini, in particolare quelli del Mediterraneo meridionale;
L.  considerando che lo spazio mediterraneo è un insieme coerente, che forma un unico bacino culturale e ambientale in cui si condividono diverse caratteristiche e priorità comuni in ragione del "clima mediterraneo": stesse produzioni agricole, stessa abbondanza di energie rinnovabili, in particolare di energia solare, identica importanza del turismo, stesso rischio di catastrofi naturali (incendi, inondazioni, terremoti, carenza di risorse idriche) e stessi rischi di fronte ai comportamenti umani, in particolare per quanto riguarda l'inquinamento marittimo;
M. considerando che il Mediterraneo è una zona estremamente vasta che si estende da est a ovest lungo quasi  4.000 km, caratterizzata da numerosi spazi insulari e territori aventi frontiere marittime e terrestri con l'Africa settentrionale, e che è necessario promuovervi una vasta rete di rotte marittime che consentano di sviluppare gli scambi riducendone al contempo l'impatto in termini di emissioni di CO2;
N. considerando che, nonostante l'articolo 174 del TFUE, le istituzioni europee non hanno ancora adottato una strategia permanente che tenga in considerazione le esigenze specifiche delle isole, e considerando che la piena accessibilità delle regioni insulari mediterranee e una loro migliore integrazione nel mercato unico europeo potrebbero essere garantite più efficacemente mediante l'assegnazione di risorse adeguate e l'adozione di un approccio integrato alla questione dell'insularità, riconoscendo lo svantaggio strutturale cui devono far fronte le popolazioni isolane nei settori dei trasporti e dell'energia;
O. considerando l'avanzamento della proposta concernente una strategia macroregionale adriatico-ionica, che s'inserisce in una lunga tradizione di cooperazione e di solidarietà in un territorio contiguo intorno ai Mari Adriatico e Ionio e che ha il sostegno degli otto Stati partecipanti all'Iniziativa adriatico-ionica (IAI), come più volte manifestato nelle dichiarazioni degli otto ministri degli affari esteri aderenti all'Iniziativa ad Ancona (2010), a Bruxelles (2011) e a Belgrado (2012);
P.  considerando le consultazioni condotte nel quadro dell'elaborazione della presente relazione con numerose regioni interessate, con l'Unione per il Mediterraneo e con diversi organismi impegnati nella politica di cooperazione territoriale dell'Unione europea;
Sulle strategie macroregionali in generale
1.  approva l'approccio macroregionale alle politiche di cooperazione territoriale tra aree appartenenti a uno stesso territorio: spazio marittimo, massiccio montuoso, bacino fluviale; ritiene che le strategie macroregionali abbiano aperto un nuovo capitolo nella cooperazione territoriale europea applicando un approccio dal basso verso l'alto ed estendendo la cooperazione a un numero sempre crescente di settori grazie a un uso migliore delle risorse disponibili; raccomanda che le strategie macroregionali, visto il loro evidente valore aggiunto a livello europeo, ricevano maggiore attenzione nel quadro della cooperazione territoriale europea che sarà rafforzata a partire dal 2013;
2.  ritiene che questo tipo di cooperazione territoriale sia utile, in particolare laddove le frontiere hanno frammentato tali spazi nel corso della storia, e possa favorire l'integrazione dei nuovi Stati membri e delle loro regioni;
3.  ritiene che grazie alla veduta d'insieme offerta da una strategia macroregionale i progetti di cooperazione territoriale e lo strumento del GECT avrebbero un maggiore valore aggiunto e che in questo modo si rafforzerebbero le sinergie con le grandi strategie dell'UE come le reti transeuropee di trasporto o la politica marittima integrata; è del parere che tale approccio contribuirebbe altresì a facilitare il coinvolgimento di altri strumenti della politica europea, come quelli proposti dalla BEI; ritiene che tali approcci avrebbero come risultato un migliore coordinamento delle politiche europee a livello transnazionale e interregionale;
4.  raccomanda di fondare le strategie macroregionali su una governance multilivello, garantendo la partecipazione delle autorità locali e regionali e del maggior numero possibile di partner e di soggetti interessati – come rappresentanti della società civile, delle università e dei centri di ricerca – tanto all'elaborazione quanto all'attuazione delle strategie macroregionali, al fine di rafforzarne la titolarità ai livelli locale e regionale;
5.  sottolinea che le macroregioni rappresentano un ambito favorevole alla partecipazione dei soggetti politici locali e degli attori non governativi, poiché tali regioni incoraggiano lo sviluppo di sistemi di coordinamento efficaci che facilitano gli approcci dal basso verso l'alto, al fine di garantire la significativa partecipazione della società civile al processo decisionale politico e la creazione di sinergie tra le iniziative esistenti al fine di ottimizzare le risorse e riunire gli attori coinvolti;
6.  ritiene che la strategia macroregionale possa indirizzare le politiche di vicinato e/o di preadesione dell'Unione verso una maggiore efficacia;
Sulle strategie macroregionali in corso
7.  plaude al fatto che la strategia macroregionale per il Mar Baltico abbia mostrato la sua capacità di generare un valore aggiunto europeo importante: convalidata dal Consiglio, sostenuta dalla Commissione, condivisa da tutti i soggetti nazionali, regionali e locali interessati, essa ha definito un programma d'azione con priorità chiaramente definite;
8.  chiede che questa strategia formi oggetto di una valutazione completa sulla base di criteri oggettivi e di indicatori misurabili per ciascuno dei settori prioritari;
9.  ritiene necessario, per garantire il pieno successo di questa strategia, sostenerne nel tempo la struttura di governance, estendendola alle autorità locali e regionali mediante il suo inserimento nell'ambito del prossimo periodo di programmazione 2014-2020;
10.  chiede alla Commissione e al Consiglio di sostenere apertamente l'approccio intrapreso per il bacino del Danubio, che deve anch'esso costituire oggetto di una valutazione e di un monitoraggio periodici;
Sulle strategie macroregionali future
11.  suggerisce alla Commissione di coordinare un processo di riflessione e di concertazione per le strategie macroregionali future; ritiene che si tratti di individuare le zone prioritarie tenuto conto della mancanza di cooperazione o dell'esigenza di rafforzare la cooperazione esistente tra aree europee appartenenti a Stati membri diversi ma partecipi di uno stesso territorio; reputa che tale concertazione debba concludersi con l'elaborazione di una "mappa previsionale delle macroregioni europee", frutto di un'ampia concertazione con le regioni e gli Stati membri interessati, che non avrà carattere vincolante e potrà evolvere in funzione delle dinamiche locali;
12.  è del parere che le strategie macroregionali necessitino di un migliore allineamento dei finanziamenti, di un uso più efficiente delle risorse esistenti e di un coordinamento degli strumenti; ritiene che – sebbene tali strategie non abbiano bisogno né di nuovi finanziamenti, né di nuovi strumenti istituzionali, né di una nuova regolamentazione – tuttavia l'accompagnamento delle medesime giustifichi un sostegno con fondi europei sotto forma di stanziamenti per l'assistenza tecnica e di stanziamenti per la fase preliminare di valutazione e raccolta dati e per l'eventuale start-up, e ritiene altresì che la strategia macroregionale debba favorire i progetti strutturali tenendo conto del quadro finanziario pluriennale 2014-2020;
13.  invita la Commissione e il Consiglio a tenere conto delle strategie macroregionali dell'UE all'atto della decisione su talune dotazioni di bilancio, quali i fondi strutturali e di coesione, la ricerca e lo sviluppo e, in particolare, la cooperazione regionale;
14.  chiede l'introduzione di un percorso obbligatorio per i programmi operativi mirato alle rispettive priorità delle strategie macroregionali al fine di garantire il miglior coordinamento possibile degli obiettivi e dei mezzi;
Prospettive nel Mediterraneo
15.  sostiene l'attuazione di una strategia macroregionale per il bacino del Mediterraneo al fine di offrire un piano d'azione volto ad affrontare le sfide comuni e le problematiche cui sono confrontati i paesi e le regioni mediterranee e al fine di strutturare questo spazio essenziale per lo sviluppo e l'integrazione dell'Europa, e chiede al Consiglio e alla Commissione di agire rapidamente in tal senso;
16.  ritiene che una strategia macroregionale mediterranea che associ l'Unione, le autorità nazionali, regionali e locali, le organizzazioni regionali, le istituzioni finanziarie e le ONG della sponda europea del bacino del Mediterraneo e dell'Unione per il Mediterraneo, e che sia aperta ai paesi vicini e/o ai paesi in fase di preadesione, sia in grado di innalzare notevolmente il livello politico e operativo della cooperazione territoriale in questa zona; sottolinea l'importanza di basarsi sull'esperienza, sulle risorse esistenti e sui risultati raggiunti dalle organizzazioni regionali esistenti;
17.  sottolinea che una macroregione del Mediterraneo potrebbe garantire che i vari programmi dell'UE concernenti il Mediterraneo si completino a vicenda e che i finanziamenti esistenti siano utilizzati nella maniera più efficace possibile, e potrebbe apportare un reale valore aggiunto ai progetti concreti dell'Unione per il Mediterraneo e associare i paesi terzi e le regioni interessati fin dalla fase di definizione della strategia, utilizzando a tale scopo lo strumento finanziario di vicinato e di partenariato, sempre nell'assoluto rispetto dello Stato di diritto e dei diritti umani, delle libertà fondamentali e della democrazia, "e promuovendo, ove necessario, il principio del "di più per chi si impegna di più";
18.  insiste sull'importanza del bacino del Mediterraneo come spazio di cooperazione decentrato – che va oltre i rigidi confini geografici – per rafforzare il processo decisionale transregionale e la condivisione di buone pratiche, non da ultimo per quanto riguarda la democrazia, i diritti umani, lo Stato di diritto, l'ecologia, lo sviluppo economico, l'ecoturismo nonché i partenariati in materia di cultura, ricerca, istruzione, gioventù e sport; sottolinea l'importanza specifica dell'istruzione quale catalizzatore per una transizione democratica;
19.  ritiene che la macroregione mediterranea debba svilupparsi in conformità delle norme internazionali sui diritti economici, sociali e culturali, in particolare la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo e la Convenzione dell'Unesco sulla protezione e la promozione della diversità delle espressioni culturali;
20.  esorta il Consiglio a dare seguito alle sue conclusioni del 24 giugno 2011 e a tenere conto delle volontà espresse in ordine alla strategia macroregionale adriatico-ionica dai territori interessati a livello nazionale, regionale e locale, nonché dei legami storici, delle tradizioni e delle iniziative intraprese, adottando tale strategia nei prossimi mesi, in modo da realizzare un primo passo verso l'attuazione di una strategia macroregionale mediterranea;
21.  sottolinea che la strategia macroregionale adriatico-ionica costituisce un fattore significativo di riconciliazione tra i territori dei Balcani occidentali e può contribuire all'integrazione di questi paesi nell'Unione europea;
22.  auspica che anche nel Mediterraneo occidentale e nel Mediterraneo orientale emergano strategie macroregionali che integrino una componente marittima sostanziale e tengano conto delle specificità dei numerosi territori costieri e insulari mediterranei e delle loro esigenze di sviluppo; ritiene che queste strategie future debbano dedicare maggiore attenzione alla tutela dell'ambiente, alla biodiversità e al turismo sostenibile;
23.  invita la Commissione ad applicare pienamente l'articolo 174 del TFUE mediante un piano strategico, al fine di superare gli svantaggi strutturali dei territori insulari e di garantire le condizioni necessarie per la crescita economica e per un'effettiva coesione sociale e territoriale; rileva che occorre prestare particolare attenzione alla necessità di garantire la piena accessibilità e continuità territoriale di questi territori con il continente europeo, attraverso finanziamenti adeguati; esorta inoltre la Commissione ad adottare misure – come l'aumento della soglia degli aiuti "de minimis" a favore delle isole, in particolare nei settori dell'agricoltura, dei trasporti e della pesca – che contribuiscano a porre i territori insulari su un piano di parità competitiva con i territori continentali, in modo da ridurre il divario tra i diversi livelli di sviluppo delle regioni europee e da garantirne l'effettiva integrazione nel mercato unico;
24.  auspica che la Commissione assuma una posizione favorevole nei confronti della dimensione insulare della strategia macroregionale mediterranea, in particolare nel valutare gli aiuti di Stato che rappresentano una legittima compensazione per gli svantaggi legati all'insularità e nell'adeguare la politica di coesione e le politiche di ricerca e innovazione alle esigenze specifiche delle regioni insulari, al fine di rafforzarne l'integrazione nell'Europa continentale;
25.  sottolinea l'importanza delle industrie culturali e creative quali colonne portanti dello sviluppo e della creazione di posti di lavoro nelle regioni insulari;
26.  esorta la Commissione a individuare gli strumenti necessari che permettano la valutazione e l'eventuale lancio di nuove iniziative macroregionali nel Mediterraneo occidentale e orientale, come ad esempio progetti pilota;
27.  sottolinea che le principali aree di intervento per la macroregione del Mediterraneo dovrebbero essere mirate agli opportuni livelli subregionali per la cooperazione su progetti specifici e comprendere le reti energetiche, la cooperazione scientifica e l'innovazione, le reti per la cultura, l'istruzione e la formazione, il turismo, il commercio, la tutela ambientale, il trasporto marittimo sostenibile, la sicurezza marittima e la protezione dell'ambiente marino dall'inquinamento, dal sovrasfruttamento e dalla pesca illegale attraverso la creazione di una rete integrata di sistemi di informazione e sorveglianza per le attività marittime, il rafforzamento della buona governance e una pubblica amministrazione efficiente, in modo da favorire la creazione di posti di lavoro;
28.  ritiene che il coordinamento di queste tre strategie macroregionali – Mediterraneo occidentale, Iniziativa adriatico-ionica e Mediterraneo orientale – consentirà di condurre una politica d'insieme per tutto il bacino del Mediterraneo, in sinergia con le priorità definite dalle organizzazioni regionali e internazionali, in particolare quelle definite dall'Unione per il Mediterraneo, e di applicare le migliori pratiche in grado di contribuire al conseguimento degli obiettivi della strategia dell'Unione europea per una crescita economica intelligente e sostenibile;
29.  ritiene importante, in particolare dopo gli eventi della Primavera araba, che la nuova macroregione contribuisca alla definizione di una nuova strategia con i paesi terzi per la corretta gestione dei flussi d'immigrazione, col debito riguardo per i benefici reciproci derivanti da una maggiore mobilità, sulla base della lotta alla povertà e della promozione dell'occupazione e del commercio equo, contribuendo inoltre così alla stabilità nella macroregione;
30.  ritiene – dato che i territori mediterranei dell'UE condividono frontiere marittime e terrestri con l'Africa settentrionale – che una strategia macroregionale promuoverebbe la dimensione meridionale della politica europea di vicinato, assumendo una dimensione territoriale concreta che garantirebbe una migliore gestione dei flussi migratori e avrebbe effetti positivi sul rendimento delle economie dei paesi interessati;
31.  ritiene che una strategia macroregionale nel Mediterraneo debba coordinare i finanziamenti europei esistenti, in particolare quelli relativi alla politica di vicinato, alla politica di coesione e alla cooperazione territoriale, per dare attuazione a progetti mirati a rispondere a sfide comuni, quali la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale euro-mediterraneo; ricorda l'importanza di una politica di vicinato per il Sud coordinata ed equilibrata e dell'ammissibilità dei progetti culturali finanziati dal FESR per affrontare tali sfide;
32.  sottolinea l'importanza delle industrie del settore culturale e creativo e ritiene che tale settore dell'economia svolgerà un ruolo sempre più importante ai fini della crescita economica e dell'occupazione nella regione; chiede che sia rivolta particolare attenzione all'attuazione di programmi di scambi culturali e accademici, nonché al rafforzamento delle relazioni culturali e di solidi legami a livello di turismo;
33.  ritiene che il turismo culturale possa produrre effetti di rilievo sulla regione mediterranea, sia da un punto di vista economico sia come fattore di conoscenza reciproca e di comprensione interculturale;
34.  sottolinea che la macroregione mediterranea agevolerebbe il dialogo interculturale e l'arricchimento del patrimonio culturale comune dell'Unione europea, mobiliterebbe la società civile e incoraggerebbe pertanto la partecipazione delle ONG e delle popolazioni del Mediterraneo ai programmi dell'UE in materia di cultura e istruzione;
35.  ricorda il ruolo fondamentale svolto dall'istruzione ai fini della democrazia e dello sviluppo economico e sociale, nonché l'importanza della formazione professionale per contrastare la disoccupazione giovanile;
36.  sottolinea l'importanza di rafforzare – nel quadro della macroregione mediterranea e tenendo conto delle motivazioni dei giovani in particolare nei paesi del Sud – la cooperazione nel settore della gioventù promuovendo programmi europei e creando sinergie con l'attività dell'Ufficio mediterraneo della gioventù;
37.  sottolinea l'importanza di concentrarsi soprattutto sui giovani, poiché costituiranno la base di una nuova generazione e saranno coloro che eserciteranno la maggiore influenza sul modo di affrontare il futuro dei rispettivi paesi;
38.  raccomanda, al fine di promuovere programmi di scambio, ricerca dinamica, innovazione e apprendimento permanente, la creazione di reti con istituti di istruzione superiore e di ricerca presenti nella futura macroregione mediterranea e lo sviluppo di infrastrutture scolastiche in tale regione, così come la rimozione degli ostacoli alla circolazione degli studenti, delle persone in formazione, dei giovani volontari, degli insegnanti, dei formatori, dei ricercatori e del personale amministrativo; sottolinea la necessità di promuovere la qualità dell'insegnamento e della ricerca nell'ambito di tali reti finanziando e sostenendo adeguatamente i programmi Tempus e Erasmus Mundus, soprattutto in considerazione del basso numero di beneficiari del programma Erasmus Mundus nella regione mediterranea;
39.  osserva che la mobilità degli artisti e delle opere artistiche nello spazio euro-mediterraneo è intralciata da numerosi ostacoli, che variano a seconda del paese e della regione e che sono connessi non solo alle difficoltà di ottenere visti ma anche alla mancanza di status degli artisti e alle condizioni che incontrano in quanto creatori di opere d'arte, in particolare nei paesi del Sud; ritiene che una macroregione mediterranea servirebbe a promuovere un riconoscimento reciproco dello status degli artisti, offrirebbe opportunità per riflettere sulla mobilità e ottimizzerebbe l'uso dei programmi di formazione, delle reti e della libera circolazione degli attori culturali, degli artisti e delle opere;
40.  sollecita, per il prossimo periodo di programmazione, l'attuazione di un programma "Erasmus euro-mediterraneo" destinato a favorire la mobilità transnazionale degli studenti delle due sponde del Mediterraneo, nonché di un programma "Leonardo da Vinci euro-mediterraneo" per i giovani che, nel quadro di una strategia macroregionale, desiderano acquisire una formazione professionale all'estero;
41.  sottolinea la necessità di adottare misure volte a contrastare la crescente "fuga dei cervelli" da questa regione;
42.  esorta a trarre profitto dalla diversità storica, culturale e linguistica dello spazio mediterraneo, la quale costituisce un fattore d'innovazione e conferisce slancio all'industria culturale e all'industria creativa nonché al settore turistico; chiede di incoraggiare e sostenere la cooperazione tra musei e istituti culturali;
43.  ricorda che nei paesi che si affacciano sul Mediterraneo si registra un particolare interesse per il cinema e le produzioni audiovisive europee, e che ciò continua a esercitare un'influenza importante sul dialogo tra le culture presenti nell'area, nel quadro dell'attuale fase di evoluzione democratica di tali società;
44.  suggerisce di adoperarsi per intensificare la cooperazione e gli scambi con i paesi terzi, onde migliorare la posizione della produzione europea sul mercato mondiale e in particolare nell'area del Mediterraneo, promuovendo così lo scambio culturale ma anche l'avvio di nuove iniziative volte a incoraggiare il dialogo euro-mediterraneo e il progresso democratico nell'intera regione, soprattutto alla luce degli impegni assunti durante la Conferenza euro-mediterranea sul cinema;
45.  invita gli Stati membri interessati a incoraggiare la volontà di cooperazione che è emersa durante l'elaborazione della presente relazione ed esorta la futura presidenza cipriota dell'Unione a promuovere tale progetto, di modo che la Commissione e il Consiglio possano adottare urgentemente un piano d'azione per la macroregione del Mediterraneo; sottolinea inoltre l'importanza della cooperazione intergovernativa e interregionale ai fini dell'elaborazione della strategia macroregionale;
46.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.

MOTIVAZIONE (testo integrale)
  1.  L'avvento delle macroregioni
Istituita nel 2009, la macroregione del Mar Baltico riunisce un insieme coerente di territori aventi per obiettivo quello di cooperare per risolvere al meglio i problemi economici e ambientali riscontrati. Tale cooperazione ha assunto la forma di una "strategia macroregionale", intesa a coordinare le forti cooperazioni settoriali già esistenti e articolata intorno a quattro pilastri, ambiente, prosperità, accessibilità e sicurezza, e a un piano d'azione costituito da 15 assi prioritari e 80 progetti faro.
Tale esperienza ha ispirato altri progetti. Uno di questi, la macroregione del Danubio, ha compiuto i primi passi. Altri sono previsti. Le istituzioni coinvolte – Stati membri, regioni, enti locali – collaborano per definire ambiti analoghi in diverse macroregioni europee, caratterizzate da tratti comuni: stesso spazio marittimo, stesso massiccio montuoso, stesso bacino fluviale ecc.
Le strategie macroregionali aprono nuove prospettive ai progetti di cooperazione territoriale sostenuti dalla politica di coesione e possono accompagnare le grandi strategie dell'Unione, quali le reti transeuropee di trasporto o la politica marittima integrata. Tali strategie possono garantire un migliore adeguamento fra i programmi regionali e gli obiettivi della strategia 2020 del Parlamento europeo.
2. Stato di avanzamento e primi riscontri
L'idea di macroregione ha mobilitato le parti interessate e il fermento che si osserva è la riprova dell'esistenza di un'aspettativa reale per concentrarsi su questo nuovo settore delle politiche pubbliche in Europa, con l'obiettivo di uno sviluppo su base territoriale. Le motivazioni di base non sono unicamente di natura oggettiva – l'interazione fra regioni di uno stesso vicinato – ma anche di ordine storico e culturale, dato che tali aree hanno condiviso nei secoli una storia comune. Tali legami senza tempo, da confermare, o anche, talvolta, da rinnovare, definiscono una base di cooperazione condivisa. L'adesione al concetto di macroregione testimonia altresì dell'evoluzione dell'idea europea.
La Commissione si è impegnata nell'attuazione della strategia del Mar Baltico. Nelle sue conclusioni del 13 aprile 2011 sulla macroregione del Danubio, il Consiglio ha nuovamente invitato la Commissione "a svolgere un ruolo guida nel coordinamento strategico". In termini concreti, la governance di un simile dispositivo è complessa e la sua realizzazione richiede un'assistenza tecnica importante. La DG Regio non può, allo stato attuale, garantirne in misura maggiore.
Una volta superato l'effetto annuncio, sussiste il rischio reale che il tutto non si riveli altro che una "macchina" mangiasoldi priva di efficacia. È stata allora presentata la cosiddetta "regola dei tre no": no a nuovi finanziamenti, no a un nuovo strumento istituzionale, no a una nuova regolamentazione. Tale vincolo è stato mitigato dal Consiglio, che il 13 aprile scorso ha promosso una "regola dei tre sì": sì alla complementarietà dei finanziamenti, sì al coordinamento degli strumenti istituzionali, sì alla definizione di nuovi progetti. Una simile dialettica mira di fatto alla ricerca di un equilibrio, che occorre definire prima dell'adozione dei regolamenti della prossima politica di coesione territoriale 2014-2020.
3. Il valore aggiunto della strategia macroregionale
Dall'esempio del Mar Baltico, emergono diverse potenzialità grazie all'attuazione di strategie macroregionali. Si tratta principalmente di offrire un quadro di riferimento pertinente alle politiche di coesione e di favorire la cooperazione intersettoriale nell'ambito di un medesimo territorio. Tale quadro può orientare gli investimenti verso una maggiore complementarietà e influire sulle rispettive priorità di ogni piano regionale di sviluppo di una stessa macroregione europea, consentendo una visione d'insieme e vere e proprie sinergie nell'ambito di un approccio integrato.
Un altro vantaggio è rappresentato dal fatto che tale strategia consente una maggiore partecipazione e una migliore cooperazione fra i diversi strumenti d'intervento a disposizione dell'Unione europea, al di là dei meri stanziamenti destinati alla politica di coesione. Questo vale in particolare per la Banca europea per gli investimenti (BEI). Essa consente altresì la realizzazione di una convergenza tra le risorse delle regioni e dei diversi Stati membri attraverso una governance multilivello. Si tratta di una strategia vantaggiosa per tutte le parti in causa.
Infine, la strategia macroregionale offre alle politiche di vicinato dell'Unione un quadro favorevole a un dialogo rinnovato e a relazioni fruttuose e concrete.
4. Le difficoltà da superare
Ogni strategia macroregionale possiede una duplice componente: la dimensione territoriale, che passa attraverso la definizione di un territorio pertinente di applicazione, e la dimensione funzionale, che consiste nella definizione delle priorità. L'adesione delle realtà in causa deve essere un fatto acquisito al momento dell'avvio di un simile processo. Tali considerazioni portano a prevedere una fase preparatoria, della durata di uno o due anni, che preceda l'effettiva creazione di una macroregione.
Il funzionamento delle macroregioni deve sottrarsi all'insidia di una governance intergovernativa, benché la sua natura transnazionale implichi la partecipazione degli Stati membri interessati. Soltanto una governance articolata su più livelli, fra cui in particolare la scala regionale, è in grado di preservare la vocazione europea di simili processi e assicurare la complementarietà rispetto alla politica per lo sviluppo regionale dell'Unione europea.
La creazione delle future macroregioni "per generazione spontanea" non può essere un modello per l'avvenire. Ne deriverebbe un carattere aleatorio, nocivo all'instaurazione di processi coerenti. Nondimeno, ogni nuova iniziativa deve essere un processo "dal basso" e trarre origine dalle motivazioni reali dei soggetti sul campo.
Il riconoscimento di diversi progetti promossi nell'ambito delle strategie macroregionali richiede il coinvolgimento delle regioni del vicinato. Tale coinvolgimento deve rientrare nelle politiche territoriali e non nella dimensione della politica estera.
5. Le misure da considerare
Lo sviluppo di strategie macroregionali deve inserirsi in una riflessione globale, che consenta di fare il punto sulle problematiche concrete, in modo tale da evitare progetti velleitari o legati a semplici considerazioni politiche immediate. Occorre definire una "mappa previsionale delle macroregioni europee", che tuttavia non avrà carattere vincolante e potrà evolvere in funzione delle dinamiche locali.
Per ciascuna macroregione è necessario prevedere una "fase preparatoria", durante la quale assegnare i posti al tavolo delle parti interessate, in modo da delineare i primi assi strategici e, in più, gettare le basi di una governance futura: occorre designare una collettività che svolga il ruolo di capofila oppure creare un GECT o ancora optare per una governance collegiale con responsabilità ben definite e condivise tra Stati diversi o regioni diverse, oppure individuare qualsiasi altra modalità. In conformità della decisione del Consiglio, la Commissione è la guida naturale di un simile processo preparatorio. Deve quindi mettere a disposizione le risorse, umane e finanziarie, necessarie a un simile investimento.
Gli strumenti finanziari di sostegno allo sforzo di cooperazione macroregionale devono essere concepiti entro il perimetro della componente di cooperazione territoriale della politica di coesione. Ciò è conforme alla volontà di accrescerne sensibilmente il livello di bilancio, secondo l'impegno già espresso dal Parlamento europeo per il periodo di programmazione 2014-2020, impegno che anche la Commissione ha sostenuto, in particolare nella quinta relazione sulla politica di coesione che raccomanda una maggiore attenzione agli aspetti transnazionali.
Tale sostegno finanziario potrebbe giungere sotto forma di stanziamenti per l'assistenza tecnica, sia per la fase preparatoria presso la stessa Commissione, sia per la fase di attuazione presso l'istanza di governance individuata al termine della fase preparatoria.
Come avvenuto nel quadro della strategia del Mar Baltico, la complementarietà dei finanziamenti per i progetti prioritari può essere raggiunta collegando i criteri di selezione alle priorità della strategia macroregionale contestualmente agli inviti a presentare progetti nell'ambito dei programmi operativi della politica di coesione.
6. L'importanza di una strategia macroregionale nel Mediterraneo
Il bacino del Mediterraneo condivide un medesimo ambiente naturale, e una medesima realtà storica e culturale ne lega le sponde. Il sud dell'Europa è ricco di grandi potenzialità, che non possono essere valorizzate senza il coordinamento e senza la visione d'insieme che la definizione di una strategia macroregionale consente.
Il bacino del Mediterraneo è particolarmente esteso, il che porta a interrogarsi sul dispositivo macroregionale da privilegiare. Nella zona centrale, diversi soggetti si raccolgono intorno al progetto di una macroregione adriatico-ionica. Le consultazioni effettuate nel quadro della stesura della presente relazione portano ad avallare l'opzione di tre macroregioni distinte: una nel Mediterraneo occidentale, una nel Mediterraneo centrale, chiamata appunto adriatico-ionica, e la terza nel Mediterraneo orientale, con un dispositivo strutturato di coordinamento tra esse.
In virtù del loro "clima mediterraneo", le regioni mediterranee condividono anche ecotipi simili. Da nord a sud, da est a ovest, i prodotti della terra si rassomigliano e, nella loro varietà, costituiscono un'unica gamma di prodotti. Le problematiche ambientali (come gli incendi) sono ovunque le stesse. Prima meta turistica al mondo, tali territori hanno tutto l'interesse a cooperare per perpetuare e migliorare le prospettive di questo settore economico, cruciale per buona parte dello spazio mediterraneo.
In termini di potenzialità, emerge la necessità di porre il traffico marittimo al centro di una strategia dei trasporti nell'intero bacino, soprattutto nel settore delle merci. Nuove rotte, numerose e diversificate, devono essere aperte. Lo sviluppo delle energie rinnovabili, e in particolare dell'energia solare, trova nel Mediterraneo condizioni ottimali. Per obiettivi di questa portata, la strategia macroregionale può fornire le risposte giuste e coinvolgere partner del calibro della BEI.
La biodiversità mediterranea è particolarmente ricca, ma è anche altrettanto minacciata. La pesca eccessiva mette a repentaglio le sue risorse alieutiche. Il Mar Mediterraneo è un mare chiuso, solcato da un traffico marittimo estremamente intenso e le sue rive conoscono una crescita demografica tra le più forti, fenomeno ulteriormente accentuato dall'afflusso turistico. L'ambiente costiero e marino rappresenta quindi una fonte di grande preoccupazione per l'intero bacino. Occorre promuovere una politica coordinata per il trattamento dei rigetti in mare, attraverso una diffusione delle cooperazioni Nord-Sud fra gli enti locali, con il sostegno delle politiche di vicinato.
Per il 2020 e oltre, il Mediterraneo rappresenta il principale "orizzonte di prossimità" dell'Europa, proprio in virtù dei suoi 500 milioni di abitanti, di cui appena un terzo sono cittadini dell'Unione. Una dinamica di sviluppo che ruoti intorno al Mediterraneo può fungere da forza trainante per tutta l'economia europea.
In seno all'UE, lo spazio mediterraneo è strutturato troppo debolmente. Vi si registrano scarsi risultati in termini di cooperazione e interconnessione. Le sfide cui le autorità politiche del Mediterraneo devono far fronte potranno essere raccolte in modo assai più adeguato nel quadro di una riflessione e di un piano d'insieme.
Al di fuori dell'UE, le popolazioni delle rive del Mediterraneo conoscono livelli di vita estremamente degradati, sotto ogni punto di vista: economico, sociale, ecologico e politico. Lo sviluppo di queste società è una necessità per loro stesse e un'opportunità per l'Europa. Quest'ultima conquisterebbe una maggiore sicurezza, un controllo più "sostenibile" dei flussi d'immigrazione e la partecipazione diretta a un'area in crescita, con effetti positivi sulle proprie prestazioni economiche. Gli eventi della primavera scorsa, di cui si è fatta teatro la riva sud del Mediterraneo, sono quindi un invito pressante a sviluppare nuove politiche attive di vicinato. Poste, almeno in parte, in connessione con una strategia macroregionale, potrebbero assumere una dimensione territoriale concreta, garanzia di una maggiore efficacia.
Le regioni e gli Stati europei del Mediterraneo devono intraprendere un processo rafforzato di cooperazione e aprirne le porte a tutti i partner di uno spazio, come questo, essenziale per il futuro dell'Europa. In tale prospettiva, la strategia macroregionale è uno strumento d'elezione.

 

 

(fine testo)


Riferimenti

(1) Unione europea

RELAZIONE  sull'evoluzione delle strategie macroregionali dell'UE: pratiche attuali e prospettive future, in particolare nel Mediterraneo
27 giugno 2012 PE 488.006v02-00     A7-0219/2012  (2011/2179(INI))
 

http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+REPORT+A7-2012-0219+0+DOC+XML+V0//IT

Area Fondi Strutturali 1954-2020

SEZIONE:  AREA FONDI STRUTTURALI

Introduzione
Quadro generale
Scheda
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Fondi strutturai UE in corso di attuazione e connessi con le Alpi
Indicazioni INTERREG 2001-2020
000 – Progetto Spazio Alpino
001 – ECOIDRO   (IT-CH)
002 – Progetto PTA (IT-CH)
003 – Progetto STRADA (IT-CH)
004 – Progetto VETTA (IT-CH)
005 – Progetto PADIMIA (IT-CH-FR-ES-)
006 – Progetto ALPHouse (CH-IT-DE)
007 – Progetto  ClimAlp Tour (IT-CH-FR-DE-AU-UNEP-WWF)
008 – Progetto SILMAS (DE, SL, FR, AU, IT)
009 – Progetto INNOCITE' (DE, SL, FR, AU, IT)

Fondi Strutturali (1954 -2020)

Progetti transfrontalieri in corso di attuazione nella Macro Regione Alpina

L'Unione Europea (UE) attua una specifica politica di aiuti, al fine di aumentare lo sviluppo economico e il benessere della popolazione dei suoi territori. Per far ciò si avvale di corposi finanziamenti che rimangono stabili nel tempo e che nella terminologia della UE hanno assunto il nome di: Fondi strutturali  (bibl.1).Tali finanziamenti sono pari a un terzo circa del bilancio comunitario. Infatti, per il ciclo in corso 2014-2020 sono stati stanziati circa 340 miliardi di euro (trecentoquaranta miliardi), che corrispondono a 40/50 miliardi per sette anni (v. sito esterno Fondi strutturali). Questi strumenti, stabiliti da appositi Regolamenti approvati consensualmente e pubblicati nella Gazzetta Uficiale della UE, stabiliscono in aggiunta ai programmi di sviluppo di ogni Stato, delle ulteriori opzioni degli stessi Fondi strutturali, finalizzate alle cosiddette situazioni territoriali svantaggiate. Sono da ritenersi tali per esempio i territori di montagna e/o di confine che in Europa, come è evidente, sono abbastanza diffusi. Le quote assegnate per questa categoria di interventi, a fronte degli altri Fondi strutturali, forse non sono molto elevate, ma sono sempre dei finanziamenti. Infatti, in queste specifiche aree, si possono prevedere delle azioni coordinate tra i soggetti locali e transfrontalieri che gestiscono amministrativamente tali territori, onde facilitarne sia la regolare attuazione sia l'efficienza, e far rendere maggiormenta gli inziali finanziamenti, che si aggiungono agli altri. Ci riferiamo ad esempio a quelli della Politica Agricola (PAC). In definitiva, detti strumenti, che ripetiamo rientrano nella tipologia dei Fondi strutturali, in parte si idendificano nella dizione di Macro regione, intendendo con ciò il capitolo dei Fondi strutturali che prevede dei finanziamenti ad hoc per tali specifiche situazioni (aree di montagna e di confine). Sottolineiamo che tale strumentazione ipotizza di favorire l'azione coordinata di territori che istituzionalmente possono appartenere ad amministrazioni politiche di Stati storicamente distinti, i quali decidono di sostenere delle misure che necessitano di accordi sovra-nazionali e/o sovra-regionali per facilitare lo sviluppo sostenibile (bil.2).

Ne deriva, in sintesi, che la Macro-regione, da questo puto di vista, esprime anche un gruppo di programmi all'interno dei finanziamenti UE, chiamati Fondi strutturali. Più precisamente ne rappresentano una sotto-categoria. Ovviamente, essendo l'obiettivo ultimo dei Fondi strutturali quello di elevare le condizioni socio-economiche dei territori e delle popolazioni residenti, cercando di diminuire le differenze esistenti tra le aree più ricche e quelle più arretrate, anche il capitolo della Macro Regione, si colloca nella stessa direzione strategica.

La sua razio di base, sostiene che aggregando le particolarità di certi territori, come possono essere le aree attorno al Mar Baltico, o quelle attraversate dall'asse fluviale di un grande fiume come il Danubio o i territori attorno alla catena montuosa delle Alpi, si facilita la realizzazione dei progetti tesi a migliorare le infrastrutture. Ovvero si dovrebbe riuscire a migliorare le condizioni svantaggiate di partenza onde produrre con più efficacia ed efficienza i risultati di sviluppo richiesti. Infatti, tutti gli Stati che si affacciano sul mar Baltico, benché diversi hanno problemi per molti versi anaolghi. E così per le altre tipologie territoriali richiamate. Certamente nel caso della catena montuosa delle Alpi i territori circostanti hanno notevoli somiglianze di vincoli e di prospettive sia per quanto riguarda le difficoltà sia per i possibili obiettivi di sviluppo. Di conseguenza il coordinamento di alcuni programmi può facilitare molti momenti di sinergie produttive e, aspetto non secondario, anche di semplificazioni amministrative.

Attualmente sono in corso molti progetti di cofinanziamento (v. sotto) in cui sono coinvolte tutte le regioni dell'Arco Alpino, fatta eccezione parzialmente per la Svizzera e il Liechtestein, che non appartengono alla UE, ma che beneficiano ugualmente di alcuni finanziamenti.  Di seguito elenchiamo i principali programmi finanziati con la presenza delle regioni italiane e con l'indicazione dei rispettivi siti web. Per considerare l'articolazione dei Fondi strutturali, e dei programmi della Macro Regione Alpina, tramite tali indirizzi si possono consultare i materiali informativi in dettaglio.

Finanziamenti Fondi strutturali (bilancio UE) sezione INTERREG

 
Settore Fondi strutturali
Nome del Programma finanziato (clicca)

Attore di riferimento

Indirizzo del sito web che crea la richiesta trasparenza sulle fasi del Programma finanziato

INTERREG III B 2001-2006

0
2007 – 2013
SPAZIO ALPINO
JTS -Germay- Monaco http://www.alpine-space.eu

INTERREG ITALIA-SVIZZERA 2007-2013

1
2007-2013
ECOIDRO
R. Lombardia
http://www.ecoidro.net/
2
2007-2013
- ForTI – Linea Cadorna
R.Lombardia
http://www.ersaf.lombardia.it/servizi/Menu/dinamica.aspx?idArea=17313&idCat=17315&ID=
3
2007-2013
Piattaforma Tecnologica Alpina – PTA
Canton Ticino
http://www.progettopta.net/
4
2007-2013
STRADA
Canton Ticino/ /R.Lombardia
http://www.progettostrada.net/
5
2007-2013
VETTA
R.Piemonte
http://www.regione.piemonte.it/retescursionistica/cms/index.php?option=com_content&view=category&layout=blog&id=57&Itemid=672
INTERREG IV C
6
2010-2012
PADIMA Associazione europea per le zone di Montagna http://www.euromontana.org/en/project/padima-policies-against-depopulation-in-mountain-areas/
INTERREG SPAZIO ALPINO 2010-2014
7
2010-2014
-ALPHOUSE Germany-Austria-Italy-France-Switzerlan http://www.it.alphouse.eu/
8
2009-2011
-CLIMALTOUR R.Veneto e al. http://www.climalptour.eu/content/
9
2009-2012
- SILMAS 2001-2006 INTERREG IIIB Alpine Space Programme http://www.alpine-space.eu/projects/projects/detail/SILMAS/show/
10
2008-2011
INNOCITE' Regione Lombardia http://www.irealp.it/1068,Projects.html
Programmazione comunitaria
Lombardia

http://www.ue.regione.lombardia.it/cs/Satellite?c=Page&childpagename=ProgrammazioneComunitaria%2FPROCOMLayout&cid=1213311584551&p=1213311584551&pagename=PROCOMWrapper

Piemonte

http://www.regione.piemonte.it/europa2020/

Veneto

http://www.regione.veneto.it/web/cultura/programmazione-comunitaria


Di seguito si espongono alcune schede informative, dei progetti realizzati e/o in corso di realizzazione nella Macro Regione Alpina, a partire dal progetto chiamato SPAZIO ALPINO.

Programma operativo Spazio Alpino (DE, FR, IT, AI, Sl con CH e Lc)

000-Progetto SPAZIO ALPINO

Programma che rientra nell’obiettivo “Cooperazione territoriale europea”, cofinanziato dal Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR)- Finanziamento 2007-2013 = 130 milioni di euro Presentazione del Progetto SPAZIO ALPINO 

11-SPazio-a-11

 

     Il 20 settembre 2007 la Commissione europea ha approvato un programma di cooperazione transnazionale tra Germania, Francia, Italia, Austria e Slovenia (con la partecipazione del Liechtenstein e della Svizzera) per il periodo 2007-2013. Lo stesso è stato ripresentato per il cilco 2014-2020, attualmente in corso d'opera. Il programma Spazio alpino rientra nel quadro definito per l’obiettivo “Cooperazione territoriale europea” e ha una dotazione finanziaria complessiva di circa 130 Milioni di euro, che rappresenta un cifra, interessante, ma relativamente bassa per la media di questi interventi (v. Fondi strutturali). L’investimento comunitario tramite il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) ammonta a circa 98 Mio EUR pari a circa 1,1 % dell’investimento complessivo dell’UE destinato all’obiettivo “Cooperazione territoriale europea” nell’ambito della politica di coesione per il periodo 2007-13. Il programma SPAZIO ALPINO intende accrescere la competitività e l’attrattiva delle regioni interessate sviluppando azioni comuni in ambiti in cui la cooperazione transnazionale è maggiormente efficace ed è anche necessaria per trovare soluzioni sostenibili.

I quattro obiettivi principali del Programma (fonte www.alpine-space.org) :

Rafforzare l'immagine dello Spazio Alpino come un'area strategica nel contesto delle aree europee da sviluppare: ciò richiede la costruzione di un comune sentire riguardo al ruolo dello Spazio Alpino in termini di sviluppo spaziale sostenibile e la conseguente azione per promuovere ciò, attraverso varie attività e misure.

  1. Attivazione e sostegno delle iniziative di sviluppo sostenibile nello Spazio Alpino, tenendo in considerazione la relazione esistente tra il "cuore" della Regione alpina e le aree di transizione. Ciò dovrebbe implicare una serie di attività transnazionali in diversi settori, dal livello Comunitario fino a quello locale, che pongano attenzione sulle questioni più importanti concernenti lo sviluppo del territorio alpino.
  2. Risoluzione delle questioni riguardanti l'accessibilità e i trasporti, promuovendo le modalità di trasporto e comunicazione maggiormente sostenibili.
  3. Protezione della diversità del patrimonio naturale e culturale, protezione della popolazione e delle infrastrutture dai rischi naturali grazie allo sviluppo di strumenti comuni, scambio di informazioni e di metodologie di intervento.
  4. I paesi partecipanti hanno sviluppato una serie di indicatori che sono applicabili a ciascuna delle priorità del programma. Gli stessi indicatori consentiranno di valutare i progressi realizzati per il passato e per le azioni in corso di attuazione. I risultati concreti saranno misurati in termini di creazione di imprese, tassi di occupazione, livelli di inquinamento, livelli di consapevolezza ambientale, investimenti pubblici generati e così via. Più di 150 piccole e medie imprese (PMI) e centri di ricerca e sviluppo tecnologico (R&ST), 30 autorità ambientali e ONG e 10 autorità dei trasporti/operatori di mobilità partecipano alle attività di progetto e possono ricavarne di conseguenza dei benefici. Il programma prevede anche l’esecuzione di più di 25 progetti orientati sul problema della qualità. Nel sito ufficiale del programma (http://www.alpine-space.org/projects) sono esposti i risultati raggiunti al 2014 per oltre cinquanta misure cioè progetti, per ora finanziati. Le maggiori misure, sono: 20 italiane, 13 austriache, 10 tedesche, 8 francesi, 3 svizzere (v. Sezione).

vedi http://www.alpine-space.org/projects8fe9.html?&L=13

Per l'organizzazione dei Fondi strutturali si veda (clicca)


Le nove schede che seguono illustrano i progetti realizzati e/o in corso di realizzazione nella Macro Regione Alpina, che rientrano nello SPAZIO ALPINO

I PROGETTI TRANSFRONTALIERI (IT, FR, DE, AU, Sl, ES e CH)

001-ECOIDRO   (IT-CH)

PRESENTAZIONE DEL PROGETTO ECOIDRO

11-ecoidro-01

Programma coinvolge un territorio fra Italia e Svizzera lungo circa 700 Km e con una superficie di circa 61.000 Km quadrati. Le tre linee indicate dal Programma 2007-2013 per lo sviluppo dei progetti sono:

  1. Ambiente e Territorio.
  2. Competitività
  3. Qualità della vita.

Il progetto EcoIdro “Uso dell’acqua e salvaguardia ambientale e della biodiversità nei bacini di Adda, Mera, Poschiavino e Inn” è inserito nell’asse numero 1 Ambiente e Territorio, articolato in diversi Obiettivi Operativi e relative Misure.

Ai fini del progetto viene data particolare rilevanza a:

  • Obiettivo Operativo: I. 2 -Salvaguardare, gestire e valorizzare le risorse ambientali.
  • Misura: 1.2 -Tutela e valorizzazione del patrimonio ambientale.

All’interno della Misura indicata sono esplicitate le seguenti Azioni Ammissibili:

  • Definizione di politiche ed interventi di pianificazione congiunta, gestione del territorio e sostenibilità ambientale fra cui “Gestione congiunta e sostenibile delle risorse ambientali con particolare riguardo a quelle idriche”.
  • Interventi di tutela della biodiversità, fra cui “Studi e interventi per la salvaguardia e la valorizzazione delle specie autoctone e degli ecosistemi montani e lacustri”.

L’area esaminata nel progetto EcoIdro interessa la provincia di Sondrio (IT) ed il confinante Cantone Grigioni (CH). I principali bacini imbriferi coinvolti nel piano di lavoro ricadono in parte in territorio italiano e in parte in territorio svizzero: il fiume Mera ed il torrente Poschiavino hanno origine in territorio svizzero e terminano in Italia; al contrario i bacini imbriferi del torrente Spool (da cui si origina il lago di Livigno) e della Val di Lei, con l’invaso omonimo, nascono in Italia, ma appartengono alla Svizzera nella loro porzione inferiore.

Per visionare i materiali di ECOIDRO si veda: http://www.ecoidro.net/it_IT/home/materiali (clicca)

[fonte (riv.) : http://www.ecoidro.net/it_IT/home/progetto/presentazione  (2014)]


002-Progetto PTA (IT-CH)

PRESENTAZIONE DEL PROGETTO Piattaforma tecnologia alpina (PTA)

11-PTA-11

 Il progetto strategico "PTA, Piattaforma Tecnologica Alpina" trae la sua origine da un’analisi dei punti di debolezza in ambito ICT nei territori transfrontalieri che coinvolge le Amministrazioni Centrali dei territori, dalla quale emergono significative differenze normative e tecnologiche che ostacolano la diffusione di sistemi informativi territoriali condivisi nei territori coinvolti.
Il progetto prevede la realizzazione di una piattaforma tecnologica abilitante alla diffusione di informazioni e di servizi telematici, rivolti alla Pubblica Amministrazione, alle P.M.I. e ad un’utenza generica nei territori alpini transfrontalieri.
Le azione di PTA
Il progetto "PTA, Piattaforma Tecnologica Alpina: uno strumento transfrontaliero per la condivisione di infrastrutture e servizi" si compone di 6 azioni:

  • Azione 1 – Gestione e monitoraggio del progetto;
  • Azione 2 – Comunicazione;
  • Azione 3 – Studio della compatibilità normativa e tecnologica nel settore ICT e TLC;
  • Azione 4 – Piattaforma Tecnologica Virtualizzata;
  • Azione 5 – Web-GIS;
  • Azione 6 – Sistema di precisione open source per il rilevamento di flussi di mobilità.

L’area di cooperazione
Il progetto strategico interessa le aree transfrontaliere delle regioni Valle d’Aosta, Piemonte e Lombardia, della Provincia Autonoma di Bolzano e del Cantone Ticino.
Partner

  • Italia:
    – Regione Piemonte;
    – Regione Lombardia;
    – Regione Autonoma Valle d'Aosta;
    – Provincia Autonoma di Bolzano;
    – Irealp.
  • Svizzera: Cantone Ticino.

003-Progetto STRADA (IT-CH)

Presentazione del progetto STRADA

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Descrizione sintetica del progetto
Nell’attuale contesto del cambiamento climatico e delle conseguenti variazioni dei modelli idrologici e meteorologici, la gestione dei rischi naturali, diffusi nell’ambito territoriale del programma Italia-Svizzera, non può prescindere da un approccio integrato, ampio e partecipato in grado di sviluppare nuove strategie di adattamento al cambiamento climatico in modo da programmare approcci gestionali del territorio più idonei.
Il progetto "STRADA, strategie di adattamento ai cambiamenti climatici per la gestione dei rischi naturali nel territorio transfrontaliero" individua, quali ambiti privilegiati di confronto, i temi della gestione delle risorse idriche e della gestione del dissesto idrogeologico.
Il valore aggiunto di un progetto transfrontaliero
Con lo scopo di creare politiche compatibili e condivise sulla gestione dei rischi naturali, in un’ottica di cambiamento climatico, il progetto “STRADA” intende formare una base di conoscenze comuni che garantisce un uguale livello informativo transfrontaliero, presupposto per l’implementazione di progetti, azioni pilota e attività.
Ogni azione del progetto, ognuna con le sue specificità, prevede:

  • creazione di banche dati comuni;
  • applicazione congiunta di metodologie;
  • condivisione di esperienze di tecnici ed esperti dei vari settori;
  • validazione comune dei risultati finali. 

Il tutto con un coordinamento di azioni a livello di bacino idrografico transnazionale, come auspicato dalle direttive 2007/60/CE (valutazione e gestione dei rischi di alluvione) e 2000/60/CE (gestione delle risorse idriche).
Infine le attività di comunicazione che, rivolte alla popolazione, concorreranno alla diffusione di una coscienza comune sulle problematiche legate al cambiamento climatico e ai rischi naturali.
Sostenibilità del partenariato nel tempo
Tutte le azioni di "STRADA" vedono il coinvolgimento di enti che hanno responsabilità operativa sul territorio in modo da assicurare la prosecuzione delle attività di condivisione e scambio dati riguardanti i vari argomenti oggetto del progetto nel tempo.

Verranno create in molti casi piattaforme dati comuni a livello transfrontaliero che potranno essere in futuro implementate e utilizzate dai vari partner per le proprie attività istituzionali nel territorio di competenza.
[Fonte (riel.): http://www.progettostrada.net/it_IT/home/progetto/presentazione ]


004- Progetto VETTA (IT-CH)

Presentazione del progetto: VETTA
Un'app che aumenta la sicurezza sulla neve

11-VETTA_00

Utilizzare il cellulare per andare montagna in tutta sicurezza è lo scopo di Vetta, applicazione informatica voluta dall’assessorato regionale all’Economia montana della Regione Piemonte. Lo scopo è di aggiornare in tempo reale con un semplice click sulle condizioni del meteo e della neve e sulle segnalazioni del pericolo valanghe per 13 settori alpini e tre collinari del Piemonte. Il sito web del programma consiglia di scaricare su Google Play , quanto è necessario, beninteso tutto gratuitamente.

L’applicazione - realizzata dal CSI in collaborazione con Arpa Piemonte è disponibile in versione Android, scaricabile su Google Play e nella versione IOS dell’App Store – e consente di visualizzare in modo dinamico e interattivo, sulla base cartografica di Google Maps, i dati e le previsioni del tempo emesse dall’Arpa Piemonte, ogni giorno, relative alla giornata in corso e ai due giorni successivi. Tramite un intuitivo menù è possibile selezionare la località prescelta, o il giorno preferito (oggi, domani o dopodomani) dei comprensori montani piemontesi per vedere le indicazioni meteorologiche dettagliate (pioggia, temperatura, con l’indicazione dei livelli minimi e massimi, grado di umidità, velocità e direzione del vento e la precipitazione cumulata nell’ultima ora) e avere costantemente sotto controllo l’altezza delle neve caduta nelle ultime 24 ore e l’indice di pericolo valanga secondo la scala europea. Inoltre, dispone inoltre di una mappa geolocalizzata interattiva che fornisce i dettagli previsionali della stazione meteo più vicina al punto in cui ci si trova ed è possibile visualizzare i dati più recenti e quelli indicati come preferiti. Ad illustrare le motivazioni del servizio è l’assessore regionale alla Montagna, Gian Luca Vignale: “Non c’è sicurezza senza un’adeguata informazione e questa regola vale soprattutto in montagna. Per questo motivo, grazie anche alle risorse europee, abbiamo voluto dare un servizio immediato, di facile uso e soprattutto a disposizione di tutti coloro che frequentano la montagna piemontese per una sciata o per una semplice passeggiata, con la speranza che si possa diffondere una cultura della sicurezza che permetta a tutti di informasi delle condizioni nivo-metereologiche. Come infatti accade al mare, dove prima di farsi un bagno si guarda il colore della bandiera, anche in montagna prima di salire in quota è importantissimo conoscere l’indice di pericolo valanghe, su una scala da 1 a 5, e sapere quanta neve è caduta nelle ultime ore”. Con questa app si è voluto implementare il servizio meteo on line da tempo della rete escursionistica piemontese, realizzato nell’ambito del programma del progetto di cooperazione tra Italia e Svizzera “V.E.T.T.A.” (Valorizzazione delle Esperienze e dei prodotti Turistici Transfrontalieri delle medie e Alte quote).

[Fonte (Riel.):  http:/www.regione.piemonte.it/retescursionistica/cms/index.php ]  // http://www.regione.piemonte.it/retescursionistica/cms/index.php?option=com_content&view=article&id=610&Itemid=641


005 – Progetto PADIMIA (IT-CH-FR-ES)

Presentazione del progetto PADIMA
Aumentare l’attrattività delle aree montane con il marketing territoriale

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ADIMA è un progetto innovativo di INTERREG IVC che esamina le opportunità di sviluppo del capitale umano nelle aree montane, con l’obiettivo di consentire uno scambio di buone pratiche per contrastare lo spopolamento. Otto partner di cinque paesi europei sono impegnati in una collaborazione triennale per elaborare strategie capaci di orientare in modo efficace politiche volte ad attrarre nuovi abitanti nelle aree montane. Le regioni studiate nel contesto del progetto comprendono comunità e territori montani della provincia di Teruel (Spagna), di Lombardia e Piemonte (Italia), le contee di Hedmark e
Buskerud in Norvegia, la regione Dalarna in Svezia e il Massif Central in Francia. Siamo convinti che per soddisfare le esigenze della popolazione locale e attirare nuovi abitanti, le regioni montane debbano offrire una qualità della vita ottimale. La popolazione deve poter accedere a opportunità occupazionali diversificate, servizi pubblici e strutture per l’istruzione e la formazione di buona qualità. Devono inoltre saper comunicare all’esterno la propria realtà, per essere conosciute da chi potrebbe essere interessato a trasferirvisi. I partner hanno individuato tre temi chiave: educazione e formazione, marketing territoriale e diversificazione economica. [..]
I partner del progetto PADIMA sono spinti dalla convinzione che le aree montane possono offrire una qualità della vita superiore a quella delle città. Tuttavia, spesso sono associate a un’immagine negativa di luoghi remoti, privi di diversità e culturalmente isolati. Migliorare la loro immagine e promuovere la qualità della vita che sono in grado di offrire può migliorare l’attrattività di questi territori, sia per le popolazioni che già vi abitano sia per gli abitanti delle pianure.

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Con questo lavoro si è inteso studiare il legame che esiste tra la capacità dei territori montani di  comunicare messaggi positivi e interessanti sulla propria area a chi vive in loco e al pubblico esterno e gli andamenti  demografici locali . Il risultato principale del lavoro svolto sul marketing territoriale evidenzia come il fatto che le aree montagne subiscano un’immagine spontanea negativa renda questi territori meno attraenti per alcune categorie di persone. Tuttavia, le regioni che hanno attuato misure contro tale fenomeno, con campagne di rafforzamento dell’immagine, attività di branding o piani di marketing che comunichino gli aspetti positivi della vita nelle aree montane e al contempo ne contrastino l’immagine negativa, sono riuscite ad attirare nuovi abitanti verso il proprio territorio. Per evidenziare questa evoluzione, sono state esaminate le dinamiche demografiche della regione del Massif Central in Francia. (v.sopra)

[ Fonte (Riel.): http://www.euromontana.org/en/projets/padima-activities.html]
Per informazioni visitate il sito www.padima.org o scrivete a padima@euromontana.org.


006 – Progetto ALPHouse (CH-IT-DE)

Presentazione Progetto Alphouse
Qualità AlpHouse – un legame ottimale tra cultura alpina ed ecologia

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Le attività di riqualificazione edilizia realizzate rispettando i criteri di qualità AlpHouse sono orientate in due direzioni:

  • Conservazione e sviluppo del patrimonio culturale dello Spazio Alpino, rappresentato dall’architettura vernacolare, dalle strutture tradizionali, dai materiali regionali e dalle tecniche costruttive locali;
  • Ottimizzazione dell’efficienza energetica e dei costi del ciclo di vita di edifici e insediamenti, raggiunta applicando le tecnologie attuali e le conoscenze specifiche delle condizioni locali e degli aspetti ecologici del costruire.

L’integrazione di questi due obiettivi è un lavoro fondamentale: a seconda del tipo di edificio, del suo uso e della sua posizione devono essere identificate delle soluzioni specifiche. Questo permette l’integrazione di tecnologie moderne standardizzate senza compromettere le specificità degli edifici alpini.

Imprese locali – competenza e confronto con i committenti

 Il progetto AlpHouse ha come scopo di stimolare la competitività delle piccole e medie imprese (PMI) nello Spazio Alpino tramite l’offerta di informazioni specifiche e di manodopera qualificata. Il progetto supporta le imprese locali. La riqualificazione degli edifici alpini devono rispondere agli attuali requisiti di efficienza energetica e alla specificità della tradizione costruttiva propria delle diverse aree culturali dello Spazio Alpino. AlpHouse intende fornire a queste imprese e ai loro dipendenti le competenze necessarie a realizzare riqualificazioni edilizie con un’alta qualità tecnica, architettonica ed ecologica, prendendo allo stesso tempo in considerazione i costi ed il servizio fornito al committente.

Consumatori e costruttori edili – interazione efficiente di attori ben informati

Per il più vasto gruppo di attori costituito da pubblico, costruttori edili e amministratori locali e regionali, AlpHouse fornisce informazioni e strumenti che li aiuteranno ad orientarsi nel mercato per definire i loro obiettivi e prendere decisioni qualificate ed approfondite. Verranno, inoltre, forniti ulteriori stimoli per coordinare il livello regionale e quello nazionale e saranno proposti specifici fondi pubblici per questi interventi.
AlpHouse supporta la creazione di reti di relazioni per favorire lo scamb
io di conoscenze nel settore della riqualificazione edilizia – ad es. di imprese ed artigiani, di architetti ed istituti di ricerca – e realizza eventi pubblici focalizzati su tematiche pratiche. Con queste attività i risultati della ricerca, le informazioni sulle tecniche tradizionali e le esperienze attuali potranno essere più facilmente condivise.

[Fonte (Riel.): http://www.it.alphouse.eu/Qualita-AlpHouse.html


007 – Progetto  ClimAlp Tour (IT-CH-FR-DE-AU-UNEP-WWF)

Presentazione progetto  ClimAlpTour

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Il progetto ClimAlpTour, co-finanziato dall'Unione Europea nell'ambito del programma Spazio Alpino, attraverso il Fondo europeo di sviluppo regionale (v. FondiStrutturali), mira a fornire un nuovo approccio basato sulla scienza per affrontare gli impatti dei cambiamenti climatici sul turismo alpino. I primi risultati del modello-regioni  cominciano ad essere  disponibili e aprono la strada ad una positiva conclusione di questa iniziativa transfrontaliera  assai impegnativa. I principali risultati degli studi sul campo effettuati dai partner del progetto nei loro paesi alpini fino ad ora sono state raccolte in vista della conferenza finale del progetto – tenuta nella  primavera  del 2009. Le attività riportate nel primo numero della Newsletter del progetto rappresentano una selezione limitata dei temi e dei campi che sono stati accuratamente esaminati nel quadro di ClimAlpTour. La tesi del progetto  si ricollega alla constatazione  che il turismo è strettamente legato alle variazioni del clima, soprattutto nelle regioni di montagna dove, senza neve non è possibile sciare e, pertanto, sono fortemente dipendenti dalle precipitazioni nevose. Ma quali sono gli effetti attesi di un aumento della temperatura? Come poteva il cambiamento climatico influire sul sistema economico e sociale del territorio alpino?  Il ClimAlpTour progetto si concentra sullo spazio alpino, dove gli effetti del cambiamento climatico potrebbero essere più forti. Inoltre, il progetto considera stazioni turistiche invernali come il fulcro dei suoi studi. L'obiettivo principale del progetto è quello di rendere centri alpini una meta interessante in tutte le stagioni e per aumentare il loro potenziale, anche se la neve è carente. Tutte le ClimAlpTour partner stanno lavorando insieme per trovare strategie di adattamento concrete che possono essere utilizzati dai servizi civili e le parti interessate per affrontare questa nuova situazione e di andare oltre la visione tradizionale degli sport invernali. Inoltre, i partner desiderano aumentare la consapevolezza tra i cittadini permettendo, uomo d'affari e, soprattutto, politici sui possibili cambiamenti del clima e di individuare le strategie più appropriate e di agire su una base tempestiva e su informazioni valide. Il progetto fornirà un potente strumento computerizzato in grado di fornire a tutte le parti interessate personalizzate strategie di adattamento sulla base delle informazioni riferite ad ogni sito specifico.
Per conoscere i numerosi partner del progetto si veda : http://www.climalptour.eu/content/?q=taxonomy/term/5[Fonte (Riel.): http://www.climalptour.eu/content/


008 – Progetto SILMAS (DE, SL, FR, AU, IT)

Presentazione del Progetto SILMAS
La rete di laghi alpini

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SILMAS (Sustainable Instruments for Lakes Management in the Alpine Space)(Strumenti sostenibili per la gestione dei laghi dello Spazio Alpino ) è un progetto europeo sui laghi alpini  finanziato dal Programma di Cooperazione Territoriale Europea Spazio Alpino 2007-2013. E’ iniziato il 1 ° settembre 2009 e una prima conclusione si è avuta entro  il 31 agosto 2012. Il programma comprende 18 laghi in Germania, Slovenia, Francia, Austria e Italia. I laghi variare ampiamente : il più grande di loro, Lago di Costanza, in Germania, ha una superficie di 536 kmq , mentre il più piccolo Lago di Bohinj, in Slovenia, misura 3,3 kmq!

Nonostante la loro diversità, i laghi sono tutti parte dell'Arco alpino e, come tali,   vanno affrontati come problemi simili.
Infatti, lo scopo del progetto è di facilitare il dialogo tra le diverse istituzioni coinvolte nella gestione dei laghi alpini . Nel corso di un periodo di tre anni, scienziati, accademici e tecnici da parte delle autorità pubbliche responsabili della gestione dei laghi cercheranno di porre  in comune le loro conoscenze, con un focus particolare su tre aree principali. Queste sono:
1 . Gli effetti dei cambiamenti climatici sui laghi alpini;
2 . Risolvere i conflitti tra i diversi usi dei laghi;
3 . Educare il pubblico nello sviluppo sostenibile in quanto si riferisce ai laghi alpini.
Nel progetto si è concepito un laboratorio virtuale  (WP4) in grado di produrre una visione dinamica di ogni situazione, individuando le tendenze generali e le strategie di adattamento in relazione alle esigenze  ambientali. Dal momento che i laghi sono sistemi dinamici complessi, che interagiscono con l’ambiente locale ed essendo collegati al ciclo dell’acqua, il WP4 ha seguito due vie parallele per far luce sui trend lacustri dovuti  rispettivamente alle attività umane e la variabilità climatica: l’approccio biologico e l’approccio fisico/chimico, analizzando i principali corpi idrici lacustri e le loro tendenze mediante l’integrazione di indici relativi agli ecosistemi, in relazione alla variabilità climatica, caratterizzando gli impatti idrologici dei cambiamenti climatici sui laghi e sui bacini imbriferi, applicando modelli termodinamici e analisi isotopica. (fonte : A.A.V .V. Regione Piemonte e  Università di Salisburgo- SILMAS Cambiamenti climatici: raccomandazioni –  TO-2013 – (pp.20) )
Ulteriori informazioni e dettagli possono essere trovati nelle relazioni finali del Work Package 4 del progetto SILMAS, disponibili sul sito web del progetto (http://www.silmas.eu) o sul sito del progetto Spazio Alpino (http:// www. alpino space.eu).
Per conoscere i numerosi partner del progetto si veda : http://www.silmas.eu/886-work-research-of-the-partnership.htm

Buget totale 3.260.993  //   Data Inizio – Fine 01-09-2009 // 31-08-2012

[Fonte (Riel.): http://www.silmas.eu/]


009 – Progetto INNOCITE' (DE, SL, FR, AU, IT)

Presentazione del Progetto INNOCITE'

Per uno sviluppo sostenibile ed equilibrato.

11-Innocite-11

Un nuovo approccio di governance. Agglomerati alpini e città pilota di InnoCité. Le città medie e piccole dello Spazio Alpino stanno perdendo progressivamente la loro identità e la loro attrattività economica di riferimenti spaziali, storici e culturali. La crescita delle metropoli, ineluttabile e accelerata, le obbliga a trovare una loro collocazione nell’area di influenza delle grandi agglomerazioni quali Lione, Milano, Monaco, Vienna, etc. Questa situazione non è irreversibile! E’ possibile individuare strategie di sviluppo equilibrate e una rivitalizzazione concertata dei centri urbani. Queste sono le sfide del progetto InnoCité, cofinanziato dal Programma europeo Spazio Alpino. InnoCité raggruppa otto partner di cinque paesi ed è guidato dalla Camera di Commercio di Lione in qualità di capofila. Scarsità di aree idonee allo sviluppo, locali commerciali vuoti, difficoltà di accessibilità, disequilibrio fra l’offerta dei centri città rispetto alle periferie, mancanza di posti di lavoro, calo dei residenti nei centri città sono solo alcuni dei problemi comuni alle città oggetto di studio che il progetto InnoCité si propone di identificare con precisione e di risolvere. Per questo, è decisivo accompagnare le amministrazioni pubbliche e le PMI locali in un percorso di cooperazione. E proprio grazie al confronto con altri Paesi dell’Unione Europea, e con altre città che vedono problemi simili, è possibile vincere tali sfide. La Direzione Generale Commercio, Turismo e Servizi di Regione Lombardia è il capofila italiano e partecipa al progetto Spazio Alpino InnoCité, avvalendosi del supporto tecnico-scientifico di IREALP. L'attività iniziata nel mese di luglio 2008 era previsto dovesse avere delle prime conclusioni nel giugno 2011 (v. sotto). Il progetto InnoCité intende rispondere a questo quesito centrale, ovvero: come aumentare la competitività dei centri medio piccoli che risentono dell'influenza dai grandi centri urbani dello spazio alpino, in particolare attraverso la proposizione e la prova sul campo di una serie di strumenti destinati ai referenti locali per le politiche pubbliche ed economiche. Gli strumenti di INNOCITE' i saranno accompagnati dall’introduzione di metodi partecipativi che integrano i differenti decisori e responsabili (amministrativi, politici, economici, urbanisti, etc..) in un partenariato pubblico-privato.

Nove SITI PILOTA
Partner di Progetto:
I nove siti pilota, testati nel 2010, del progetto InnoCité sono:
- Lure & Neuville-sur-Saône (FR);
– Voghera & Darfo Boario Terme (IT);
– Garmisch-Partenkirchen (DE);
– PlusRegion, Bad Vöslau & Hollabrunn (AT);

– Koper (SI).
– CCI de Lyon – Capofila (FR)
Direction Commerce, Services à la Personne et Tourisme
- Région Franche-Comté (FR)
Direction Aménagement du Territoire
– Regione Lombardia (IT)
Direzione Generale Commercio, Turismo e Servizi
– Bayrisches Staatsministerium (DE)
für Wirtschaft, Infrastruktur, Verkehr und Technologie
– SIR (Salzburger Institut für Raumordnung und Wohnen) (AT)
– Amt der NÖ Landesregierung (AT)
Abteilung Raumordnung und Regionalpolitik
– Regionalni razvojni center (SI)
Koper Centro regionale di sviluppo Capodistria
– Ville de Lure (FR)
– DIRECCTE Rhône-Alpes (FR)
Direction Régionale des Entreprises, de la Concurre
nce, Consommation, Travail et Emploi

Budget totale= € 2.222.000-  Data Inizio – Data Fine – 01-07-2008//30-06-2011

[Fonte (Riel.):http://www.irealp.it/1068,Projects.html]


BIBLIOGRAFIA

(1) A. Sardone- Consistenza Fondi strutturali cit. – (p. 20 e seg.)

(2) Unione Europea – Trattato Lisbona – art. 131 Aree di montagna [..] (che modifica l'art. 151 Trattato di Mastricht 1992)- Bruxelles 2007

Cronogramma

SEZIONE OBIETTIVI POLITICI E CRONOGRAMMA

(clicca sull'argomento di interesse)one Alpina è un obiettivo da

La Macro Regione Alpina è un obiettivo da raggiungere gradualmente

06-Sintesi-2014
Tavola 006-01 – Cronologia avvenimenti  2011 -2015

Il 20 dicembre 2013, il Consiglio Europeo dei Capi di Stato e di Governo ha dato formalmente mandato alla Commissione Europea di “elaborare una Strategia dell’Unione Europea per la Regione Alpina entro il giugno 2015”.Viene quindi riconosciuta dall’Unione Europea la proposta che le Regioni avevano fatto nel 2011 per una “Strategia Macroregionale Alpina”

Sito Regione Lombardia

(http://www.montagna.regione.lombardia.it/cs/Satellite?c=Page&childpagename=Regione%2FMIL)  


Il percorso di preparazione dei necessari accordi verso la realizzazione della Macro Regione Alpina (Macro_R.A.) 

2012 29 giugno- Bad Ragaz/San Gallo (clicca),(CH),  viene sancita  l'iniziativa della nuova macro-regione – (v. video sotto)

06-2012-SGallo
Tavola 006-02  Partecipanti ufficiali a Bad-Ragaz (San Gallo (CH))- 2012 Giugno  

2013 - 18 ottobre – Grenoble (Francia sud-orientale) -
Firma tra sette Stati e 15 territori  onde potenziare il coordinamento delle politiche (e dei relativi fondi) per lo sviluppo sostenibile della nuova area  alpina (450 mila chilometri quadrati in cui vivono di 70 milioni di persone). 
Tavola 006- 03 e 04 -Grenoble Ottobre 2013 – Nasce la Macroregione con 46 Regioni alpine

vv

 
(A) (sinistra) Posizione Presidente R.Maroni (Lega Nord) (durata 1'09'')
(B) (destra)   Posizione Ufficio Stampa Provincia di Trento Presidente A.Parcher (PD) (durata 5'29'')

06-Grenoble-03-quater

Vedi la foto dei rappresentanti nella sezione Grenoble 2013

Tavola 006-05 – Documento di approvazione con le firme dei delegati 


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Avvenimenti appena realizzati e in predicato in sede UE

A) 2013 – Dicembre Bruxelles – Approvazione della nuova macro-regione alpina da parte della UE
B) 2014 – 2020 Nuovo ciclo dei fondi strutturali 2014-2020. Disponibilità di alcuni di questi fondi comunitari ad uso della nuova Macro-regione alpina
C) Giugno 2015

Il 30 Giugno 2015 è prevista la Costituzione della Macro Regione Alpina che dialogherà direttamente con Bruxelles. A tal fine saranno definite le cariche elettive.

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Informazioni stampa: Grenoble 18 ottobre 2013

Notizie in breve  –  Macroregione alpina: a Grenoble firma tra 7 stati e 15 territori

18 ottobre 2013 - I presidenti Zaia, Maroni e Cota

06-Obiettivi_clip_image002A Genoble il presidente della Provincia autonoma di Trento, Alberto Pacher, ha ribadito che "La macroregione alpina nascera' con il pieno coinvolgimento degli Stati, delle Regioni e anche delle Province" e in questo senso si dovrà definire il Piano di attuazione della Strategia. La partecipazione delle Regioni di Arge Alp, (la comunitá di lavoro dell'arco alpino che dal 1972 riunisce dieci Lander, Cantoni e Regioni di Austria, Germania, Italia e Svizzera), presenti all'appuntamento di Grenoble – scrive ancora Pacher – rappresenta un evento altamente simbolico. A Grenoble, infatti, sedevano allo stesso tavolo i presidenti Maroni (Lombardia), Zaia (Veneto), Cota (Piemonte), Rollandin (Valle D'Aosta). L'occasione e' stata offerta dalla firma dell'accordo paritetico in forza del quale Stati e Regioni intendono potenziare il coordinamento delle politiche (e dei relativi fondi) per lo sviluppo sostenibile di un'area, quella alpina appunto, che si estende su oltre 450 mila chilometri quadrati ed e' abitata da circa 70 milioni di cittadini.   L'obiettivo e' quello di definire entro l'anno prossimo – e quindi in tempo per incidere sulla programmazione 2014-2020 dei fondi strutturali europei – un Piano di azione capace di declinare la strategia che oggi, davanti al ministro agli affari europei Thierry Repentin e di rappresentanti della Commissione europea, e' stata fortemente sostenuta da ministri o alti funzionari di 7 Stati (per l'Italia erano presenti Emma Bonino e Carlo Trigilia). Il traguardo giunge dopo un lungo lavoro che ha permesso di costruire gli spazi dentro i quali i diversi livelli istituzionali coinvolti potessero riconoscersi.

18 ottobre 2013

 continua la lettura – Regione Veneto

http://www.regione.veneto.it/web/guest/comunicati-stampa/dettaglio-comunicati?_spp_detailId=2589049


Informazioni stampa: Incontro Zaia-Moavero a Grenoble per 'Macro regione alpina'
 
(fonte: AGI) Tn1/Eli)(AGI ) Trento 17 OTT 2013-
 
notizie in breve 
(AGI) – Venezia, 17 ott. - Il Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, ha incontrato oggi a Grenoble il Ministro per gli Affari Europei, Enzo Moavero Milanesi, per un incontro preparatorio in vista della Conferenza, in programma per domani, al termine della quale i Presidenti delle Regioni e delle Province autonome alpine italiane firmeranno uno storico accordo paritetico tra Stati e Regioni sulla creazione di una "Strategia Macroregionale per la Regione Alpina". L'intesa costituira' uno strumento di coordinamento delle politiche e dei fondi transnazionali per garantire crescita, equita' e sviluppo sostenibile nelle Regioni piu' sviluppate d'Europa, quelle intorno alla catena alpina, una Macroregione di 70 milioni di abitanti su piu' di 450 mila kmq. LA MACROREGIONE ALPINA MUOVE DA GRENOBLE UN PASSO DECISIVO PER ESSERE PROTAGONISTA IN EUROPA. ZAIA: “
UNA GRANDE COMUNITÀ COESA PER VINCERE INSIEME LE SFIDE CHE CONTANO”

Comunicato stampa N° 1929 del 18/10/2013
LA MACROREGIONE ALPINA MUOVE DA GRENOBLE UN PASSO DECISIVO PER ESSERE PROTAGONISTA IN EUROPA. ZAIA: “UNA GRANDE COMUNITÀ COESA PER VINCERE INSIEME LE SFIDE CHE CONTANO”
(fonte:AVN) Venezia, 18 ottobre 2013


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Informazioni stampa: Grenoble, Maroni: è nata la Macroregione alpina

(Ln – Grenoble/F) "E' un fatto importante che vede le Regioni italiane del Nord protagoniste.
L'impegno di Lombardia, Piemonte, Veneto e poi delle altre Regioni, Trentino, Friuli Venezia Giulia, Valle d'Aosta, per dare risposte concrete ai nostri cittadini". Così il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni ha commentato l'adesione al documento sulla Strategia europea per la macroregione alpina da parte di Stati e Regioni, a margine della Conferenza di Grenoble. "Si tratta di un percorso che si concluderà fra pochi mesi, durante il semestre di Presidenza italiano dell'Europa. Ma oggi è la data di nascita ufficiale della Macroregione alpina" ha precisato il governatore lombardo. PRIMO PASSO VERSO NUOVA EUROPA – Il Governatore ha sottolineato che esiste "una specificità di quest'area geografica e, per la prima volta, su questi temi, le Regioni diventano protagoniste nei rapporti fra loro e con l'Unione europea. Io lo considero l'inizio di una nuova Europa, quella delle Regioni, basata sul principio di sussidiarietà e che dà più spazio ai territori". UN PASSO IMPORTANTE – Maroni ha sostenuto che in questo modo, si costruisce un'Europa "più efficiente e capace di dare risposte ai territori tenendo conto delle loro specificità, che nel nostro caso sono diverse da quelle del Nord e del continente o dell'area mediterranea". Quello di oggi, ha evidenziato, "è un passo importante. Per la prima volta le istituzioni comunitarie si muovono in questa direzione e si tratta sicuramente di una novità positiva. Siamo di fronte a un processo lungo, che è iniziato anni fa e non si è ancora concluso. Ci sono tante resistenze da vincere – ha aggiunto Maroni – ma oggi si fa un passo in avanti importante".

(fonte: Lombardia Notizie-10-2013)

Informazioni stampa: Macroregione alpina, Maroni: ora strategie comuni

10 dicembre 2013 

(Ln – Milano) Regioni del Nord riunite, a Palazzo Lombardia, per avviare un confronto sulle priorità da inserire nella Strategia dell'Unione europea per la Regione alpina (Eusar). "E' una grande sfida" ha commentato il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni al termine del vertice che ha visto riuniti i presidenti (o loro delegati) di Piemonte, Liguria, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia-Giulia, Valle d'Aosta e delle Provincie autonome di Trento e Bolzano.

LOMBARDIA CAPOFILA – "Oggi – ha fatto sapere il governatore – si è stabilito il metodo di lavoro. La Regione Lombardia coordinerà il gruppo delle sette Regioni e, nel giro di un mese, definiremo gli obiettivi da sottoporre al Governo italiano e alla Commissione Ue".
QUESTO SARÀ IL FUTURO DELL'EUROPA – Rispondendo alle domande dei giornalisti, Maroni ha spiegato che, fra le sette Regioni, ci sarà "una strategia comune in vista di Expo", ma non solo, perché, ha osservato, "la Macroregione alpina sarà il futuro dell'Europa. Una novità, vera e importante, che serve a risolvere i problemi comuni che hanno tutte le regioni su cui insistono le Alpi". "E' iniziato – ha aggiunto Maroni – un percorso di risoluzione di questi problemi attraverso strategie comuni in materia di energia, trasporti, tutela dell'ambiente, comunicazioni. Questioni concrete, che riguardano i nostri territori e che, da oggi, iniziamo ad affrontare unitariamente".

http://www.montagna.regione.lombardia.it/cs/



Stakeholder Conference on the EU Strategy for the Alpine Region

1/2 dicembre 2014  – Milano 

Tavola 006-06 – Il Presidente della Regione Lombardia R. Maroni apre i lavori alla Conferenza degli Stakeholder a Milano  (durata 3', 53'')

vv

Una conferenza delle parti interessate alla strategia dell'UE per la regione alpina si è tenuta a Milano (Lombardia, Italia) dell'1-2 dicembre 2014, organizzata congiuntamente dalla Presidenza italiana del Consiglio, la Regione Lombardia e la Commissione europea.  La Conferenza segna la conclusione di una vasta consultazione on-line con le parti interessate (v. sotto)  tenutasi dal 15 luglio fino al 15 ottobre 2014. Il dibattito  si è concentrato sopratutto sulla necessità di precisare  sia la   comunicazione  sia il piano d'azione della strategia, che la Commissione  dovrà presentare  entro il giugno 2015. Il programma della Conferenza ha previsto sessioni e workshop dedicati ai tre pilastri della strategia plenarie: 1) guida la crescita innovativa; 2) Collegamento della Regione; e 3) La tutela dell'ambiente e la promozione di una gestione sostenibile dell'energia e delle risorse naturali e culturali. La strategia dell'UE per la Regione alpina coinvolgerà 7 paesi : Austria, Francia, Germania, Italia, Liechtenstein, Slovenia e Svizzera. Essa si baserà sulle esperienze dele strategie delle macroregionali  già esistenti. Ovvero la strategia europea per la regione del Danubio, e la strategia europea per la regione del Mar Baltico. Relatori programmati dell'evento sono stati Corina Creţu, Commissario europeo per la Politica regionale, i Ministri degli Esteri dei Paesi coinvolti e dei Presidenti delle Regioni dell'Arco alpino, unitamente al Presidene della Regione ospitante Roberto Maroni. 

Pubblica consultazione    http://www.alpine-region.eu/index.html                    VAI alla sezione  "Consultazione EUSALP"  di questo sito

INFOREGIO –  Strategia dell'UE per la regione alpina


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Documentazione e mozioni in rete: Macroregione Alpina (disponibili in rete)

1) Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale FARNESINA 18-X-2013 - FARNESINA (leggi……) 

http://www.esteri.it/MAE/IT/Sala_stampa/ArchivioNotizie/Approfondimenti/2013/10/20131018_strategia_Ue_macroregione_alpina.htm

2) Lega Nord – Assemblea Federale 22-IX-2013-Venezia – Lega Nord (leggi…….)

http://www.leganord.org/